Le persone gufo sono a maggiore rischio stress, fumo e alcol

Le persone gufo sono a maggiore rischio stress, fumo e alcol
Ultima modifica 29.04.2023
INDICE
  1. Differenza tra allodole e gufi
  2. Cosa dice lo studio

Non tutte le persone hanno lo stesso bioritmo e il medesimo ritmo sonno veglia.

C'è chi ama alzarsi presto al mattino e addormentarsi prima la sera e chi invece fatica a svegliarsi e procrastinerebbe il più possibile il momento di coricarsi. Le prime sono chiamate allodole, mentre le seconde gufi.

Le differenze tra queste due tipologie sono diverse, alcune conosciute e altre meno note. Una scoperta recente ha però aggiunto un tassello ulteriore al mosaico, decretando che i gufi avrebbero una peggiore risposta allo stress e agli eventi traumatici e sarebbero più predisposti a sviluppare comportamenti a rischio, come il fumo e l'abuso di alcol.

Differenza tra allodole e gufi

Nel corpo umano esiste una sorta di orologio invisibile che regola il ritmo circadiano, ovvero quello del sonno e della veglia. Mantenerlo in buon equilibrio è fondamentale per aiutare l'organismo a sentirsi più in forma.

Non tutti però intendono il riposo nello stesso modo e, soprattutto, affrontano le ore diurne e notturne secondo schemi identici.

La scienza divide infatti le persone in allodole e gufi.

Appartengono al cronotipo delle allodole coloro che al mattino sono pervasi di energia e alle prime luci dell'alba si alzano dal letto per iniziare la giornata con entusiasmo. Queste persone la sera si sentono stanche piuttosto presto e di conseguenza non vanno mai a dormire tardi perché usano le ore notturne per rigenerarsi in vista del giorno successivo. Quando sono costrette a posticipare il momento del riposo ne risentono enormemente, al punto da sentirsi la mattina seguente piuttosto stanchi e stravolti.

A determinare questa diversa predisposizione è soprattutto la genetica, legata alle produzione fisiologica degli ormoni.

In un'allodola il picco dell'ormone che rende attivi, ovvero il cortisolo, avviene al mattino molto presto, mentre l'innalzamento della melatonina, la sostanza che aiuta il corpo a rilassarsi e a prepararsi alla notte, nelle prime ore della sera.

Le allodole sono quindi persone mattiniere, esattamente il contrario dei gufi, che invece sono soggetti notturni che si risvegliano molto lentamente e in modo graduale. Queste persone hanno bisogno di tempo per diventare davvero operative e spesso lo fanno meglio dopo aver bevuto un caffè.

A fare da contraltare a una mattinata in salita arriva però la sera, quando i gufi sono al loro picco energetico e invece di avere voglia di dormire sono ancora molto attivi e desiderosi di lavorare e compiere altre attività perché il loro livello di attenzione e creatività raggiunge il massimo.

Questo avviene perché il loro orologio biologico è spostato in avanti rispetto alle allodole e il picco di melatonina viene avvertito a tarda notte.

I gufi sono detti anche serotonini e spesso hanno maggiori difficoltà rispetto alle allodole a condurre una vita scandita da scadenze orarie tradizionali.

Le allodole sono in maggioranza tra la popolazione e sono sicuramente agevolate dagli orari della società che, il più delle volte, asseconda quel cronotipo piuttosto che quello dei gufi.

Conoscere a quale delle due categorie si appartiene è fondamentale per poter trarre il meglio dal proprio organismo e, se possibile, assecondarne i bisogni senza forzare il ritmo sonno veglia ma mantenendolo in equilibrio.

Cosa dice lo studio

Le persone che rientrano nella categorie allodole, e che quindi sono maggiormente attive nelle prime ore della giornata e in generale in quelle diurne, sarebbero meno inclini ad abusare di alcol e fumo e avrebbero meno probabilità di sviluppare forme di stress e ansia, rispetto ai gufi che invece ne avrebbero di più. A dirlo, decretando per quest'ultima categoria una predisposizione particolare per questi eventi non certo positivi, è stata una ricerca condotta dall'Università di Pisa e pubblicata sulla rivista Chronobiology International.

Lo studio è stato condotto su un campione di 120 persone adulte e sane, delle quali sono state analizzate le abitudini e i comportamenti legati al sonno. A seguito dell'osservazione è emerso «che non siamo tutti uguali», come ha sottolineato il coordinatore dello studio, Ugo Faraguna dell'università di Pisa, e che a ciascuna tipologia non corrispondono solo caratteristiche e preferenze diverse, ma anche incidenze.

In particolare, nelle persone sane profilate, i ricercatori hanno scoperto che negli appartenenti al gruppo dei gufi ci sarebbe una più bassa capacità di risposta a eventi traumatici o fonte di stress come problemi sul lavoro, separazioni o lutti. Questo a sua volta può sfociare in depressione, stress o rendere più inclini a cedere a comportamenti a rischio come l'alcol e il fumo o l'alcol.

A determinare queste inclinazioni, anche il fatto che spesso i gufi hanno maggiori difficoltà a dormire o presentano problemi legati al sonno. La qualità del riposo però non è da sottovalutare perché se viene meno rende più complesso svolgere le normali attività diurne ed la sua mancanza è considerata fra i principali fattori di rischio per lo sviluppo di malattie neurodegenerative.

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