Generalità
La laparoscopia è una tecnica chirurgica moderna, che permette al medico operante di diagnosticare e/o curare problemi e patologie, a livello della cavità addominale o di quella pelvica, senza praticare ampie incisioni chirurgiche.
Operazione di laparoscopia
Lo strumento più rappresentativo della laparoscopia è il laparoscopio; si tratta di un sottile tubo (5-10mm di diametro) che, una volta introdotto nell'addome o nella pelvi di un paziente, permette di vedere l'aspetto degli organi interni grazie ad un sistema di illuminazione e a una piccola telecamera a fibre ottiche.
Nonostante le incisioni praticate per introdurre la strumentazione chirurgica siano molto piccole (all'incirca 1 cm
ognuna), la laparoscopia richiede l'anestesia generale.
I risultati sono più che soddisfacenti, poiché, rispetto alla chirurgia tradizionale, il recupero post-operatorio è assai veloce e i rischi di complicazioni molto bassi.
Cos'è la laparoscopia?
La laparoscopia (o Video-Laparo-Chirurgia - VLC) è una tecnica chirurgica minimamente invasiva, grazie alla quale il medico operante può accedere alla cavità addominale e alla cavità pelvica di un paziente, senza ricorrere alle grandi incisioni richieste dalla chirurgia tradizionale a cielo aperto.
La laparoscopia, infatti, prevede la realizzazione di un numero esiguo di piccole incisioni, necessarie per introdurre uno strumento particolare, il laparoscopio, ed eventuali altri arnesi chirurgici.
COS'È IL LAPAROSCOPIO?
Il laparoscopio è lo strumento principale e più rappresentativo della laparoscopia.

Figura: un laparoscopio. Dal sito: chinamedevice.com
Simile a una cannuccia per bere, all'estremità da inserire all'interno dell'organismo presenta una rete di fibre ottiche, le quali fungono sia da sorgente luminosa che da telecamera. Tutto ciò che viene illuminato e ripreso dal laparoscopio è proiettato in tempo reale su un monitor, in maniera tale che il chirurgo possa orientarsi all'interno dell'addome (o della pelvi) e possa eseguire correttamente l'intervento.
VANTAGGI DELLA LAPAROSCOPIA
Rispetto alla chirurgia "a cielo aperto", la ridotta invasività della laparoscopia fornisce diversi vantaggi:
- Un'ospedalizzazione più corta (in genere una notte soltanto) e una guarigione più veloce
- Meno dolore e meno perdite di sangue dopo l'operazione
- Cicatrici meno evidenti
CHE TIPO DI ANESTESIA PREVEDE?
Nonostante si tratti di un metodica minimamente invasiva, la laparoscopia richiede un'anestesia di tipo generale. Quindi, il paziente sarà sedato e reso completamente incosciente per tutta la durata dell'intervento.
Quando si esegue
La laparoscopia può avere uno scopo sia diagnostico che terapeutico. A seconda della finalità, possono variare il numero delle incisioni e la strumentazione usata (N.B: nella laparoscopia terapeutica, oltre al laparoscopio, si utilizzano anche altri strumenti chirurgici), ma il principio di base, ovvero agire nel modo meno invasivo possibile, e la preparazione rimangono invariati.
LAPAROSCOPIA DIAGNOSTICA
Di solito, in ambito diagnostico, si prediligono le procedure non invasive, come per esempio la risonanza magnetica nucleare (RMN) e/o l'ecografia. Tuttavia, può capitare che queste procedure innocue per il paziente forniscano dei risultati poco chiari o esaurienti.
In simili frangenti, pertanto, è possibile che il medico sia costretto a ricorrere alla chirurgia.
La laparoscopia diagnostica è adottata solo in casi estremi, poiché, nonostante sia minimamente invasiva, è pur sempre una procedura chirurgica; richiede infatti un'anestesia, l'incisione della pelle, una preparazione particolare, una fase post-operatoria ecc.
Grazie alla laparoscopia diagnostica è possibile individuare le seguenti condizioni morbose:
- Malattia infiammatoria pelvica. È un processo infiammatorio, acuto o cronico, che interessa gli organi riproduttivi della donna e le strutture adiacenti. Può essere dovuta a vari agenti infettivi presenti nell'area genitale femminile, tra cui Chlamydia trachomatis, Mycoplasma hominis e Neisseria gonorrhoeae.
- Endometriosi. È una malattia caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori della sua sede naturale, cioè l'utero.
- Gravidanza ectopica. È il termine medico per indicare una gravidanza che avviene fuori dall'utero (gravidanza ectopica extrauterina) o in una sede inadeguata dell'utero (gravidanza ectopica intrauterina).
- Cisti ovarica. È una piccola sacca piena di liquido che si forma all'interno o sulla superficie delle ovaie.
- Fibroma uterino. È un tumore benigno che si forma all'interno o sulla superficie dell'utero
- Infertilità femminile.
- Criptorchidismo. È il termine medico che indica la mancata discesa di uno o entrambi i testicoli dalla cavità addominale allo scroto.
- Appendicite. È l'infiammazione di un piccolo tratto di intestino crasso, chiamato appendice.
- Dolore addominale e/o pelvico senza motivi apparenti.
- Tumori maligni degli organi addominali/pelvici. I possibili organi interessati sono: fegato, pancreas, reni, ovaie, dotto biliare e cistifellea.
Laparoscopia diagnostica e tumori
In caso di tumore, la laparoscopia diagnostica offre la possibilità di prelevare, dall'organo malato, un piccolo campione di cellule da analizzare successivamente in laboratorio (biopsia).
Se il chirurgo riscontra un problema che si può (o si deve) risolvere immediatamente, la laparoscopia diagnostica può diventare, nel corso della stessa seduta, anche terapeutica.
LAPAROSCOPIA TERAPEUTICA
Mediante laparoscopia, il chirurgo può eseguire vari interventi chirurgici, come per esempio:
- Rimuovere l'appendice infiammata.
- Rimuovere la cistifellea (colecistectomia), se questa è affetta da calcolosi biliare.
- Rimuovere una sezione di intestino fortemente infiammata e che non migliora con alcun tipo di trattamento meno invasivo. Ciò accade, per esempio, in caso di morbo di Crohn o diverticolite.
- Praticare una plastica erniaria. Un esempio classico è l'intervento di ernia inguinale.
- Fermare le emorragie provocate da un'ulcera gastrica.
- Rimuovere porzioni di tessuto adiposo, per ridurre il peso corporeo di un individuo.
- Rimuovere un organo, o parti di esso, affetto da un tumore maligno
- Rimuovere l'embrione da una donna incinta affetta da gravidanza ectopica.
- Rimuovere uno o più fibromi uterini.
- Rimuove l'utero (isterectomia), nei casi di malattia infiammatoria pelvica, endometriosi ecc.
Preparazione
Pochi giorni prima della laparoscopia, il paziente è tenuto a recarsi presso la clinica, dove avverrà l'operazione, per sottoporsi a una serie di controlli clinici conoscitivi e per essere informato su tutto ciò che implica la procedura (dalle modalità d'intervento alle raccomandazioni pre- e post-operatorie).
La preparazione prevista per una laparoscopia a scopo diagnostico è la stessa prevista per una laparoscopia terapeutica.
ESAMI CLINICI CONOSCITIVI
I controlli clinici conoscitivi servono al medico per stabilire se il paziente può sottoporsi con sicurezza alla laparoscopia. Nello specifico, questi esami consistono in:
- Un esame obiettivo accurato
- Una valutazione della storia clinica (malattie sofferte in passato, eventuali allergie a farmaci anestetici, medicinali assunti al momento dei controlli ecc)
- Un'analisi del sangue completa
- Un elettrocardiogramma
Di fatto, sono i classici controlli che si effettuano prima di un qualsiasi intervento chirurgico in cui è prevista anche un'anestesia (non ha importanza, se locale o generale).
INFORMAZIONI SULLE MODALITà D'INTERVENTO
Conclusi i controlli clinici conoscitivi, il paziente viene messo al corrente su cosa prevede l'intervento, qual è la durata dell'intera procedura, quale anestesia è prevista e quanto dura solitamente la fase di guarigione (N.B: tranne l'anestesia, che è sempre di tipo generale, gli altri parametri variano anche in base alle cause per le quali è richiesta la laparoscopia).
È in questo momento che il paziente viene invitato dallo staff medico o dal chirurgo stesso a togliersi qualsiasi dubbio o timore, in merito all'operazione.
RACCOMANDAZIONI PRE- E POST-OPERATORIE
Affinché l'intero intervento proceda per il meglio, il paziente ha l'obbligo di:
- Prima della laparoscopia, sospendere ogni eventuale assunzione farmacologica a base di antiaggreganti (aspirina), anticoagulanti (warfarin) e antinfiammatori (FANS); questi farmaci, infatti, riducono la capacità coagulativa del sangue predisponendo a gravi perdite ematiche.
- Nel giorno della laparoscopia, presentarsi a digiuno completo da almeno la sera precedente, in quanto è prevista l'anestesia generale.
- Dopo l'intervento, farsi accompagnare a casa da un familiare o da un amico, perché il paziente non sarà autosufficiente. Inoltre, mettersi alla guida a poche ore dall'anestesia è considerato assai pericoloso.
Procedura
Una volta che il paziente è stato anestetizzato, il chirurgo pratica una piccola incisione di circa 1 centimetro sull'addome, in corrispondenza dell'ombelico.
Quindi, attraverso tale apertura, introduce un piccolo tubo necessario per insufflare anidride carbonica (che espande l'addome permettendone una visione migliore) e per condurre all'interno della cavità addominale/pelvica il laparoscopio (N.B: per il funzionamento del laparoscopio, si faccia riferimento a quanto descritto all'inizio dell'articolo).
Figura. raffigurazione di un intervento di laparoscopia terapeutica in questa immagine tratta dal sito: gmchospital.com
A questo punto, se la laparoscopia è terapeutica, il chirurgo effettua una seconda incisione (di dimensioni analoghe alla prima) per poi introdurvi gli strumenti chirurgici necessari alla cura della patologia o del problema di salute in atto.
Il sito della seconda incisione dipende dal tipo di operazione e dalla sede dell'organo da trattare.
Se dovesse averne bisogno, il chirurgo potrebbe eseguire una terza incisione.
FASI CONCLUSIVE DELL'OPERAZIONE
Nelle fasi terminali della laparoscopia, il chirurgo elimina l'anidride carbonica insufflata nella cavità addominale e nella pelvi, richiude le incisioni con dei punti di sutura e applica un bendaggio sulle ferite, per proteggerle da eventuali infezioni.
DURATA DELLA LAPAROSCOPIA
La durata della laparoscopia dipende dallo scopo della procedura; quella diagnostica dura tra i 30 e i 60 minuti, mentre la laparoscopia terapeutica è tanto più lunga quanto più è complicata l'operazione da effettuare.
In cosa consiste l'anestesia generale?
L'anestesia generale prevede l'uso di anestetici e antidolorifici, che rendono il paziente incosciente e insensibile al dolore.
La somministrazione di questi farmaci, effettuata per via endovenosa e/o inalatoria, avviene prima e per tutta la durata dell'intervento chirurgico.
A operazione conclusa, l'anestesista (ovvero un medico specializzato in pratiche di anestesia) interrompe il trattamento farmacologico, per consentire al paziente di riprendere i sensi.
UNA VARIANTE ALLA CLASSICA LAPAROSCOPIA: LA LAPAROSCOPIA ROBOTICA
Recentemente, gli esperti che operano nel settore delle tecnologie mediche hanno progettato e messo a disposizione dei chirurghi uno strumento robotico, con il quale è possibile eseguire operazioni di laparoscopia ancor più precise e ancor meno invasive.
Figura. apparecchiatura per gli interventi di laparoscopia robotica. Dal sito: orlandohealthdocs.com
Tale strumento, che risponde ai comandi di una console apposita, è formato da una telecamera esplorativa e da una serie di braccia meccaniche, le quali sostituiscono a tutti gli effetti le mani del chirurgo.
Fase post-operatoria
Appena conclusa la laparoscopia, è probabile che il paziente si senta intontito e disorientato: si tratta di un normale effetto dell'anestesia generale, che può durare dalle 12 alle 24 ore.
Salvo complicazioni, la laparoscopia non prevede ricoveri più lunghi di un giorno; prima delle dimissioni, però, il paziente viene monitorato attentamente dallo staff medico, allo scopo di vedere come reagisce all'operazione.
Al momento delle dimissioni, il chirurgo operante comunicherà la data della visita di controllo (in cui verranno anche tolti i punti di sutura) e i farmaci antidolorifici da assumere in caso di dolore intenso; il dolore è, infatti, un'altra comune sensazione che il paziente può avvertire.
Una volta a casa, l'individuo operato deve fare attenzione a mantenere sempre pulite le fasciature, in quanto, specie subito dopo l'intervento, è particolarmente fragile e a rischio infezioni.
cosa succede se rimane dell'anidride carbonica all'interno dell'addome?
È possibile che il chirurgo non riesca a svuotare completamente l'addome dall'anidride carbonica.
Ciò potrebbe causare, nel paziente: gonfiore addominale, crampi addominali e dolore alle spalle.
Tali sintomi non devono preoccupare, perché scompaiono, senza alcun trattamento, nel giro di pochi giorni: l'anidride carbonica viene, infatti, assorbita dal corpo ed espulsa con la respirazione.
TEMPI DI GUARIGIONE
I tempi di guarigione dipendono da:
- Lo scopo della laparoscopia
e
- Lo stato di salute del paziente
Se la laparoscopia è stata solo diagnostica, il ritorno alle normali attività può avvenire anche dopo una settimana (N.B: in questi casi, molto dipende ovviamente da che cosa ha riscontrato l'esame laparoscopico).
Se invece la laparoscopia è stata terapeutica, i tempi di recupero variano in base al tipo e alla gravità dell'operazione: per esempio, in caso di semplice appendicite, la guarigione avviene in circa 2 settimane, mentre, in caso di tumore dell'ovaio, può verificarsi anche dopo 12 settimane. Pertanto, più seria è la patologia per la quale si rende necessaria la laparoscopia, più lunga sarà la fase post-operatoria.
IN PRESENZA DI QUALI DISTURBI BISOGNA CONTATTARE IL MEDICO?
È bene che il paziente contatti il proprio medico, se avverte:
Rischi
Grazie ai progressi delle tecnologie mediche, gli interventi chirurgici in laparoscopia sono diventati ormai una pratica sicura: la comparsa di gravi complicanze, infatti, è molto rara.
Secondo una ricerca anglosassone, massimo due pazienti su 100 vanno incontro a complicanze minori e soltanto un paziente su 1000 incappa in complicanze serie.
COMPLICAZIONI MINORI
Le complicanze minori sono i rischi che si celano dietro ogni intervento chirurgico in cui è prevista l'anestesia generale. Esse consistono in:
- Infezioni post-operatorie delle ferite chirurgiche.
- Emorragie ripetute e comparsa di ematomi attorno alle incisioni (N.B: un ematoma è una raccolta di sangue, che si concentra in una cavità o in un tessuto del corpo).
- Senso di nausea e vomito, dovuti all'anestesia generale.
COMPLICAZIONI SERIE
Le complicazioni più serie che la laparoscopia può comportare sono:
- Danno a un organo addominale/pelvico (intestino, vescica ecc.) con conseguente perdita della sua funzionalità.
- Danno a uno dei vasi arteriosi maggiori (per esempio l'aorta discendente).
- Reazione allergica grave all'anestetico utilizzato.
- Formazione di coaguli sanguigni all'interno delle vene (trombosi venosa profonda) e loro trasferimento nei vasi sanguigni che conducono al cuore (embolia polmonare).
- Reazione avversa alla presenza di anidride carbonica all'interno dell'addome.
- Formazione di gravi aderenze (o adesioni) intra-addominali. Le aderenze intra-addominali sono delle fasce di tessuto fibroso che si creano per effetto del processo di cicatrizzazione, e che pregiudicano la normale anatomia degli organi interni. Di fatto, sono delle cicatrici interne situate nei punti dov'è intervenuto il chirurgo.
Quando insorgono tali problematiche, è assai frequente che, alla laparoscopia, faccia seguito un intervento chirurgico riparatore.