Laparocele Incarcerato: cos’è, perché si forma e cosa fare

Laparocele Incarcerato: cos’è, perché si forma e cosa fare
Ultima modifica 09.06.2023
INDICE
  1. Generalità
  2. Cos'è
  3. Cause
  4. Sintomi e Complicanze
  5. Diagnosi
  6. Terapia
  7. Prognosi

Generalità

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Il laparocele incarcerato è una possibile complicanza degli interventi di chirurgia addominale laparotomica.

Si tratta di un'ernia addominale, che si forma sulle cicatrici di una precedente operazione di laparatomia e che ha sequestrato in modo stabile parti di intestino.

A causarlo è l'indebolimento della parete addominale successivo al trattamento chirurgico.

Il laparocele incarcerato è spesso associato a fenomeni di occlusione intestinale o subocclusione, questo perché viene meno la normale continuità dell'organo.

Sintomi tipici sono: dolore ingravescente, malessere, nausea, vomito e distensione addominale.

Il trattamento è chirurgico; lo scopo dell'intervento è ricollocare le parti dell'intestino nella loro sede naturale e chiudere e rinforzare la parete addominale, in modo da evitare recidive.

La condizione va curata, poiché c'è il rischio di strozzatura.

Cos'è

Laparocele Incarcerato: cosa significa?

Il laparocele è un tipo di ernia che si sviluppa in corrispondenza delle cicatrici successive agli interventi di chirurgia addominale laparatomica.
Il laparocele incarcerato è un'evoluzione di un semplice laparocele, in cui i tessuti erniati sono ormai stabilmente fuoriusciti dalla loro sede naturale e non c'è più la possibilità di un loro riposizionamento manuale.

Quest'ultima caratteristica implica che l'unico modo per risolvere la condizione sia l'intervento chirurgico.

Quando si parla di laparocele il riferimento è a un'ernia che solitamente vede la fuoriuscita di parti di intestino.
Un altro modo di chiamare il laparocele è ernia incisionale.

Per approfondire: Laparocele

Cause

Come si forma un Laparocele Incarcerato?

Il laparocele è una possibile complicanza della laparatomia, la chirurgia addominale "a cielo aperto".

Esso si verifica quando la parete addominale sottoposta a incisione si è indebolita e ha meno capacità di resistere alle pressioni provenienti dagli organi interni, intestino in prima linea.

Ecco, allora, che parti di intestino (ma anche di altri organi interni) si incuneano nelle zone di cedimento e formano un'ernia, il laparocele per l'appunto.

Quando le manovre manuali sono inefficaci nel ricollocare i tessuti erniati, il laparocele è detto incarcerato, termine che sta a indicare come le parti di intestino si siano "incastrate", "bloccate", senza possibilità di un ripristino della normale anatomia.

Quando si forma il Laparocele?

Il laparocele, con tutte le sue eventuali evoluzioni, è una complicanza a lungo termine della chirurgia laparotomica addominale: la sua formazione, infatti, avviene tipicamente a distanza di diversi mesi dall'intervento; generalmente, non compare nelle prime settimane e neanche nei primi mesi.

Fattori di rischio per il Laparocele Incarcerato

Sebbene alle volte il laparocele si formi senza particolari motivi (sempre su una ferita chirurgica, questo è bene ribadirlo), la letteratura suggerisce diversi fattori di rischio; ecco i principali:

Sintomi e Complicanze

Come si manifesta un Laparocele Incarcerato?

Il laparocele incarcerato è responsabile di fenomeni di occlusione o subocclusione intestinale; tale condizione si manifesta tipicamente con:

  • Dolore ingravescente;
  • Distensione addominale;
  • Malessere generale;
  • Senso di nausea e vomito.

Il laparocele incarcerato è anche visibile: si presenta, infatti, come una protuberanza sita a livello addominale, nel punto in cui la parete ha lasciato erniare le parti di intestino.

Per approfondire: Occlusione Intestinale: quali sono i sintomi e i rimedi?

Complicanze del Laparocele Incarcerato

Il laparocele incarcerato può evolvere ulteriormente e, usando il gergo medico, "strozzarsi".

La strozzatura avviene quando il punto di fuoriuscita delle porzioni di intestino si restringe fino a bloccare la circolazione sanguigna dei tessuti coinvolti.

Bisogna pensare a una parte di organo, in questo caso l'intestino, che viene stretta nella morsa dei tessuti addominali che ne hanno permesso l'erniazione: questo fenomeno blocca la circolazione del sangue nel tratto intestinale coinvolto.

Com'è noto, il sangue apporta ossigeno e nutrienti fondamentali alla sopravvivenza dei tessuti.

Pertanto, la mancanza di irrorazione sanguigna innesca processi di ischemia destinati, in assenza di trattamenti immediati, alla necrosi della parte di intestino interessata dalla strozzatura.

Necrosi significa morte dei tessuti e, nel caso di un laparocele strozzato, compromissione della salute e della funzionalità intestinale, nonché elevata possibilità di infezione.

Diagnosi

Come riconoscere un Laparocele Incarcerato?

La raccolta dei sintomi, combinata all'anamnesi e all'esame obiettivo, è spesso sufficiente a porre diagnosi di laparocele incarcerato.

Occorre precisare, tuttavia, che spesso i medici sottopongono i pazienti anche a:

Terapia

Come si cura un Laparocele Incarcerato?

Il trattamento del laparocele incarcerato prevede il ricorso alla chirurgia.

La scopo dell'intervento chirurgico è ripristinare la normale anatomia dell'organo erniato (di solito l'intestino) e chiudere e rinforzare la parete addominale che ha permesso l'ernia.

Esistono varie tecniche chirurgiche, alcune decisamente più invasive di altre.
La scelta della metodica d'intervento dipende diversi fattori, tra cui:

  • Anatomia:
  • Sede ed estensione del laparocele incarcerato;
  • Età e stato di salute del paziente;
  • Livello di successo del precedente intervento chirurgico, quello che ha dato origine al laparocele.

Laparocele Incarcerato: tecniche di intervento

Le attuali tecniche chirurgiche per la riparazione del laparocele (erniorrafia) sono sostanzialmente tre:

Laparotomia o chirurgia a cielo aperto

Durante gli interventi in laparotomia, il chirurgo esegue una grande incisione a livello addominale in modo da poter accedere agli organi interni e intervenirvi.
Durante la procedura, si occupa di ricollocare i tessuti erniati nella loro sede natura e di riparare la parete addominale.
Spesso, per la riparazione e il rinforzo, utilizza una sorta di rete in materiale biocompatibile che posiziona dalla parte interna della parete addominale.
Si tratta di un intervento invasivo, che ha tempi di recupero maggiori rispetto alle altre due tecniche.

Laparoscopia

La laparoscopia è una tecnica minimamente invasiva che prevede alcune piccole incisioni addominale, tramite cui il chirurgo inserisce gli strumenti utili a realizzare l'intervento.
Una volta effettuato l'accesso alla cavità addominale, il medico svolge le stesse operazioni descritte per l'intervento precedente: riposizionamento dell'organo erniato e rinforzo della parete addominale.
È sicuramente una tecnica vantaggiosa per via della bassa invasività e del minor tempo di recupero; tuttavia, non è sempre applicabile.

Laparoscopia robotica

Gli interventi in laparoscopia robotica sono paragonabili a quelli in laparoscopia, con la differenza che il chirurgo esegue le varie operazione manovrando una strumentazione robotica molto precisa (sono delle braccia robotiche munite, alle estremità, di strumenti chirurgici).

Prognosi

Laparocele Incarcerato: si guarisce?

Il laparocele incarcerato è una condizione che necessita di un trattamento adeguato e tempestivo, per evitare spiacevoli conseguenze.
Se sono rispettate questi requisiti relativi alla terapia, la prognosi è benevola.

Il decorso post-operatorio dipende da vari fattori, come la tecnica chirurgica utilizzata, l'età del paziente e le caratteristiche del laparocele incarcerato.

In linea generale, gli interventi in laparotomia comportano tempi di recupero più lunghi (7-10 giorni se l'operazione si è svolta in modo ottimale).

Autore

Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza