Ipotensione Postprandiale: perché la pressione cala dopo mangiato?

Ipotensione Postprandiale: perché la pressione cala dopo mangiato?
Ultima modifica 14.05.2024
INDICE
  1. Generalità
  2. Cos'è?
  3. Quali sono le cause?
  4. Quali sono i sintomi?
  5. Quali esami servono per la diagnosi?
  6. Qual è il trattamento contro l’Ipotensione Postprandiale?
  7. Si può guarire?
  8. Altri articoli su 'Ipotensione e Pressione Bassa'

Generalità

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2024/05/14/ipotensione-postprandiale-orig.jpeg Shutterstock

L'ipotensione postprandiale è una condizione medica molto diffusa tra gli anziani, che consiste in un abbassamento della pressione arteriosa dopo i pasti.

È normale un calo della pressione dopo mangiato, così come è normale che l'organismo attua una serie di strategie per limitare questa riduzione (aumento della frequenza cardiaca e vasocostrizione); in alcune persone, però, il sistema di contromisure atte a contrastare l'ipotensione è inefficace e compaiono i sintomi tipici della pressione bassa.

Questo articolo è dedicato a chiarire cos'è l'ipotensione postprandiale, quali sono le cause e i sintomi, e quali rimedi possono aiutare.

Cos'è?

L'ipotensione postprandiale è l'abbassamento della pressione arteriosa che si osserva in alcune persone dopo un pasto. Del resto, ipotensione significa pressione bassa, mentre postprandiale vuol dire dopo il pasto.

Nel gergo comune, l'ipotensione postprandiale è nota anche come pressione bassa dopo mangiato.

La fase postprandiale è uno di quei momenti della giornata in cui è normale un abbassamento controllato e transitorio della pressione (un altro momento, per esempio, è quando si dorme).
I problemi sorgono quando, dopo mangiato, il calo della pressione è significativo, al punto che la persona interessata si sente poco bene.

Cosa significa Ipotensione e cosa vuol dire avere la Pressione Bassa?

La pressione arteriosa, o pressione sanguigna arteriosa, è la forza che il sangue esercita sulle pareti dei vasi sanguigni, a seguito dell'attività del cuore.

Misurata in millimetri di mercurio (mmHg), la pressione arteriosa è da ritenersi normale quando i suoi valori a riposo sono compresi tra 90/60 mmHg e 130/85 mmHg.

Alla luce di quanto appena detto, per pressione bassa (o ipotensione) si intende una condizione caratterizzata da valori pressori a riposo inferiori a 90/60 mmHg.

Avere la pressione bassa non è sempre un male: secondo gli esperti, infatti, la presenza fisiologica di una pressione di poco inferiore alla normalità garantisce una certa protezione dalla condizione opposta, l'ipertensione (o pressione alta), che è notoriamente associata a rischio cardiovascolare; inoltre, molto spesso, un'ipotensione lieve è asintomatica.

Ma, allora, quando bisogna preoccuparsi per la pressione bassa?

La risposta è abbastanza semplice: quando il calo di pressione è significativamente inferiore a 90/60 mmHg. In tali circostanze, lo stato ipotensivo è sintomatico e la persona interessata si sente poco bene.
Le forme di pressione bassa di grado moderato-grave riconoscono varie cause, tra cui: patologie (es: cardiopatie), terapie farmacologiche (es: diuretici), nelle donne incinte, la gravidanza (vasodilatazione indotta dal progesterone).

Per approfondire: Pressione Bassa: quali sono i valori, i sintomi e i rimedi?

Quali sono le cause?

La digestione dei pasti richiama più sangue all'intestino, sottraendolo in parte agli altri tessuti non vitali.

In una persona adulta sana, questo fenomeno comporta un abbassamento della pressione, che il sistema nervoso autonomo dell'organismo contrasta con un aumento della frequenza cardiaca e una vasocostrizione (entrambi questi meccanismi favoriscono il rialzo dei livelli pressori); in altre parole, dopo un pasto, la pressione tenderebbe a diminuire, ma l'organismo organizza una serie di risposta con l'intento di limitare il calo ed evitare che l'individuo si senta poco bene.

Negli anziani e nelle persone con disturbi del sistema nervoso autonomo, la controrisposta all'abbassamento della pressione indotto dai pasti può essere poco efficace, il che sfocia nella cosiddetta ipotensione postprandiale, argomento di questo articolo.

Episodi di ipotensione postprandiale, inoltre, possono osservarsi anche nei soggetti che assumono farmaci contro la pressione alta: questi medicinali svolgono un'azione anti-ipertensiva che la digestione di un pasto abbondante può potenziare, innescando uno stato ipotensivo.

Infine, in alcuni casi, l'ipotensione postprandiale è idiopatica, cioè non è imputabile a nessuna causa riconoscibile.

Quali sono i fattori di rischio per l’Ipotensione Postprandiale?

L'età avanzata è senza dubbio il principale fattore di rischio per l'ipotensione postprandiale.

Un altro fattore favorente è la presenza di condizioni mediche che interferiscono con la funzionalità del sistema nervoso autonomo, come per esempio il morbo di Parkinson e il diabete.

Infine, sono più a rischio coloro che assumono farmaci per il controllo della pressione alta.

Quali sono i sintomi?

L'ipotensione postprandiale si manifesta tipicamente con:

  • Vertigini;
  • Senso di stordimento;
  • Senso di svenimento (presincope) o svenimento vero e proprio (sincope);
  • Debolezza e senso di instabilità e di cedimento alle gambe;
  • Problemi di concentrazione.

In genere, il calo pressorio postprandiale interessa la pressione arteriosa sistolica, ossia il valore più alto nella lettura della pressione sanguigna (è la cosiddetta massima).

Ipotensione Postprandiale: dopo quanto risale la pressione?

Nel 70% circa delle persone che soffrono di ipotensione postprandiale, la pressione sanguigna risale nel giro di circa 30-60 minuti.

Quali sono le complicanze?

L'ipotensione postprandiale è un disturbo temporaneo che, però, può avere spiacevoli conseguenze: a causa sua, per esempio, una persona anziana potrebbe svenire e, cadendo, procurarsi un infortunio da cui ha difficoltà a recuperare per colpa dell'età; se è alla guida, lo stesso soggetto potrebbe provocare un incidente; ecc.

Il rischio di complicanze è maggiore se l'individuo soffre di altre condizioni che interferiscono con il controllo della pressione: è il caso, per esempio, di chi soffre di patologie di cuore.

Quando sospettare l’Ipotensione Postprandiale?

Quando una persona avverte in modo ricorrente i classici sintomi di pressione bassa dopo i pasti, potrebbe misurare la pressione prima e dopo mangiato, così da analizzare se la pressione cale e qual è l'entità di questo abbassamento.

Quali esami servono per la diagnosi?

In genere, il medico inizia l'indagine diagnostica da:

  • Anamnesi;
  • Raccolta e analisi dei sintomi;
  • Esame obiettivo.

Dopodiché, organizza un programma di monitoraggio domestico della pressione arteriosa del paziente dopo i pasti; questo programma prevede varie misurazioni dopo mangiato (da 15 minuti dopo fino a 2 ore dopo).

In linea generale, per poter parlare di ipotensione postprandiale, occorre che si verifichi un calo della pressione sistolica di circa 20 mmHg entro 2 ore dalla conclusione del pasto; tuttavia, è doveroso precisare che si tratta di un dato indicativo e che ogni paziente rappresenta un caso a sé stante (per esempio, alle volte, si può parlare di ipotensione postprandiale anche in seguito a cali pressori inferiori).

In caso di dubbi relativamente alla diagnosi, il medico potrebbe prescrivere altri test mirati a verificare che non siano altre le cause dell'ipotensione; tra questi test, si segnalano:

Altre cause di pressione bassa

Qual è il trattamento contro l’Ipotensione Postprandiale?

Le opzioni di trattamento sono svariate e dipendono dalle cause del disturbo:

  • Se la pressione bassa dopo mangiato è dovuta a una terapia contro la pressione alta, il rimedio può consistere in una variazione del dosaggio (dosi più di farmaco, ma più frequenti durante la giornata) e/o della tempistica di assunzione (mai prima dei pasti).
    Queste variazioni spettano al medico curante, che decide in base alla condizione di salute del paziente.
  • Se l'ipotensione postprandiale è dovuta in qualche modo a un'interferenza tra il rilascio di insulina e l'attività del sistema nervoso autonomo, può risultare utile variare la dieta, evitando cibi ricchi di carboidrati (che stimolano maggiormente il rilascio di insulina) e pasti troppo abbondanti (meglio pasti piccoli e più frequenti).

Quelle sopra descritte sono due tra le più comuni circostanze di ipotensione postprandiale; per casi differenti, i rimedi potrebbero essere diversi.

Cosa fare per mantenere normale la pressione dopo mangiato?

Di seguito, l'articolo tratta una serie di strategie che possono risultare utili a gestire il fenomeno dell'ipotensione postprandiale, quando questa è dovuta all'età avanzata o a causa non riconoscibili.

  • Camminare. Può aiutare a mantenere elevata la pressione arteriosa; tuttavia, bisogna ricordare che, quando si conclude un'attività fisica, la pressione tende a diminuire.
    Alla luce di ciò, bisogna testare gradatamente l'impatto pressorio che può avere fare una camminata dopo mangiato.
  • Bere un po' di caffè o ricorrere a un'altra fonte di caffeina prima del pasto. La caffeina provoca vasocostrizione (restringimento dei vai); quest'ultima contribuisce ad aumentare la pressione. Quindi, bere un po' di caffè prima di un pasto può ridurre l'entità dell'ipotensione postprandiale.
    Se si attua questa strategia, è bene ricordare che l'assunzione di caffeina alla sera può interferire con la qualità del sonno notturno.
  • Bere acqua prima di un pasto. Studi hanno dimostrato che bere acqua prima di un pasto riduce l'incidenza dell'ipotensione postprandiale.

Oltre a queste strategie, esistono anche rimedi farmacologici, che però necessitano della prescrizione del medico: si tratta dei FANS, che assunti prima dei pasti mantengono alta la pressione, e dell'octreotide, che in alcune persone riduce l'afflusso di sangue all'intestino così da limitare il calo pressorio.

Si può guarire?

L'ipotensione postprandiale è una condizione fastidiosa e in alcuni casi anche pericolosa.

Tuttavia, con i giusti accorgimenti, è possibile controllarla con successo.

Altri articoli su 'Ipotensione e Pressione Bassa'

Autore

Dott. Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza