Infradito: quali problemi possono causare?

Infradito: quali problemi possono causare?
Ultima modifica 14.06.2023
INDICE
  1. Caratteristiche delle infradito
  2. Cosa può succedere portandole spesso
  3. Possibili rischi nell’utilizzo
  4. Criticità igieniche
  5. Chi dovrebbe limitarne l’uso

Quando le temperature aumentano è normale adattare il proprio abbigliamento ad esse e indossare indumenti più freschi, che facciano sudare il meno possibile e possano generare una sensazione di benessere. Questo ovviamente vale anche per i piedi, che per molte persone sono zone abbastanza critiche, che se in inverno faticano a scaldarsi, in estate lo fanno in poco tempo.

Per evitare che ciò accada, le scarpe chiuse vengono accantonate a favore di quelle aperte, consone alla stagione. Tra le tipologie più usate, soprattutto per la vita di tutti i giorni e gli appuntamenti informali, ci sono le infradito. Comode, declinabili in tantissime versioni e disponibili in numerose gamme di prezzo, sono scelte dalla maggior parte delle persone come calzatura preferita della stagione estiva.

Tuttavia, a fronte di tanti aspetti positivi, la conformazione di scarpe come le infradito non è la migliore per i piedi e portarle spesso potrebbe non essere una buona idea, visto che i rischi sono di incorrere in problemi di deambulazione e in generale in una riduzione del benessere dei piedi.

Caratteristiche delle infradito

Anche se i modelli delle infradito sono tantissimi e i materiali con le quali sono costruite altrettanti, la maggior parte di loro è fatta in gomma e ha suole e plantari completamente piatti.

Questa caratteristica, pur rendendole comode per la maggior parte delle persone non è la migliore per i piedi perché non asseconda la forma della pianta e di conseguenza non accompagna nel giusto modo i movimenti dell'articolazione e del piede stesso quando si cammina.

Cosa può succedere portandole spesso

Le infradito hanno una struttura estremamente ridotta e i problemi ad essa collegati possono essere molteplici.

Per prima cosa, essendo aperte sono instabili nell'appoggio e lasciano libero il tallone.

Questo comporta un tipo di camminata che, con il passare del tempo, potrebbe causare tensione nelle strutture posteriori dei piedi ma a volte anche delle gambe. Particolarmente sotto pressione la fascia plantare e il tendine d'Achille.

La parte che si inserisce tra le dita e poi prosegue sul dorso del piede, invece, non è completamente sicura per la pelle.

Ma come detto la zona delle infradito che più di tutte può essere responsabile di problemi è quella plantare, completamente piatta. Perché il benessere del piede sia preservato il più possibile, infatti, la pianta dovrebbe essere leggermente rialzata sul tallone, in modo da ridurre la tensione sul tendine d'Achille e sulla pianta, ed avere una forma che blocchi il tallone, evitando che la muscolatura della parte posteriore della gamba si sforzi ad ogni passo.

Inoltre, una buona scarpa dovrebbe anche essere sagomata internamente, caratteristica che le consente di adattarsi alla forma del piede.

Tutte queste caratteristiche non appartengono alle infradito. Per questo, camminare indossando queste calzature costringe piedi e gambe a compiere movimenti innaturali, contraendo i muscoli flessori per sopperire alla loro piattezza.

Possibili rischi nell’utilizzo

Vista la loro conformazione, per quanto comode e versatili, le infradito andrebbero usate non tutti i giorni e solo per percorrere tratti brevi.

In caso contrario la probabilità di incorrere in piccoli o grandi problemi è elevata.

Il loro uso prolungato favorisce prima di tutto dolori all'altezza del tallone, noti come fascite plantare e talalgie. Il più delle volte questi fastidi non si manifestano subito ma alla fine dell'estate, dopo mesi di uso prolungato delle infradito o di altre scarpe leggere piatte. L'infiammazione del tallone o della fascia plantare, infatti, non compare subito ma insistendo a compiere camminate non idonee.

Alternative non perfette ma sicuramente migliori delle infradito sono sandali con un rialzo di 2 o 3 centimetri sul tallone, utili a ridurre i problemi di tensione sulla fascia plantare, e con un laccio o cinturino che tenga fermo il tallone.

Criticità igieniche

I problemi legati alle infradito sono anche di carattere igienico. Essendo molto sottili e aperte, infatti, espongono gli arti inferiori al contatto con i germi e i batteri presenti sulle superfici che si calpestano.

I modelli in gomma, inoltre, favoriscono la sudorazione, soprattutto nella parte che si inserisce tra le dita e prosegue sul dorso del piede. Qui, anche a causa dello sfregamento, possono formarsi arrossamenti, piccole abrasioni e vesciche, che a loro volta possono sfociare in infezioni.

Chi dovrebbe limitarne l’uso

A causa dei problemi che possono causare, le infradito andrebbero usate con parsimonia da tutti ma esistono soggetti che dovrebbero prestare particolare attenzione. Primi fra tutti coloro che sono soliti sviluppare facilmente fasciti plantari e talalgie.

A maggior rischio anche le persone che hanno il piede piatto o pronato e i bambini, che hanno i piedi fisiologicamente rivolti verso l'interno e i legamenti meno solidi.

Lo stesso avvertimento vale per le persone in sovrappeso, più soggette a questo tipo di problemi, perché proprio a causa dei chili in più camminando i loro piedi tendono a cedere verso l'interno.

Anche chi soffre di diabete dovrebbe prestare particolare all'uso delle infradito, soprattutto per evitare infezioni e lesioni ai piedi, visto che questa patologia ne rallenta i processi di guarigione.