Flebite: Cos'è? Cause, Sintomi, Diagnosi, Cura, Prognosi e Prevenzione di A.Griguolo

Generalità

Flebite è il termine medico che indica la presenza di un'infiammazione a carico di una vena.

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Sostenuta nella maggior parte dei casi dalla presenza di un trombo, la flebite riconosce varie cause; tra queste, meritano una segnalazione particolare: i danni alle pareti venose (che possono, per esempio, scaturire da un trauma o un'infezione), l'immobilità prolungata, il fenomeno delle vene varicose e i disturbi congeniti della coagulazione del sangue.
La flebite colpisce prevalentemente le vene degli arti inferiori e può essere di tipo superficiale (se colpisce una vena posta in prossimità della superficie cutanea) o di tipo profondo (se interessa una vena situata negli strati più intimi della cute); tra la flebite superficiale e la flebite profonda, quella sicuramente più pericolosa è la seconda.
La flebite può essere sintomatica oppure asintomatica; quando è sintomatica, la flebite produce, laddove ha luogo, le classiche manifestazioni degli episodi infiammatori, ovverosia: dolore, rossore, gonfiore, calore e senso di indolenzimento.
La diagnosi di flebite è per lo più clinica, ossia basata sul racconto dei sintomi da parte del paziente, sull'esame obiettivo e sull'anamnesi.
Il trattamento della flebite è variabile e dipende da fattori come: la localizzazione della vena coinvolta (se è superficiale o profonda), l'area anatomica di interesse, la sintomatologia e la condizione medica di base.

Cos'è la Flebite?

Flebite è il termine con cui i medici indicano l'infiammazione a carico di una vena.
Più precisamente, con la parola "flebite" gli esperti intendono il risultato di un processo infiammatorio che interessa la tonaca intima di un vaso venoso.

Breve ripasso di cos'è una Vena

In anatomia umana, rientra nell'elenco delle vene qualsiasi vaso sanguigno preposto al trasporto di sangue dalla periferia (dove per periferia s'intendono i tessuti e gli organi dell'organismo) al cuore.
Contrariamente a ciò che molte persone pensano, nelle vene NON scorre soltanto sangue non ossigenato (cioè privo di ossigeno); a confermare quanto appena affermato sono le cosiddette vene polmonari, ossia i vasi venosi destinati a trasportare il sangue ricco di ossigeno dai polmoni al cuore, affinché quest'ultimo possa poi diffonderlo alla periferia.

Le vene differiscono dalle arterie dal punto di vista strutturale: rispetto alle seconde, le prime sono meno estensibili e meno spesse.

Cause

La flebite riconosce diverse cause/fattori favorenti, tra cui:

  • I danni alle pareti venose, che possono scaturire da traumi, infezioni, uso di cateteri endovenosi o di aghi;
  • Il fenomeno delle vene varicose;
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  • Le alterazioni della coagulazione del sangue correlate a una qualche condizione congenita;
  • L'iniezione per via endovenosa di certi farmaci (es: antitumorali) o di sostanze irritanti;
  • La gravidanza;
  • La sedentarietà;
  • L'immobilità prolungata a cui sono costrette le persone che viaggiano molto in macchina o in aereo, o coloro che, per una colpa di una grave condizione medica, sono obbligate a rimanere a letto;
  • Le ustioni;
  • La presenza di un tumore;
  • La mancanza di un adeguato drenaggio linfatico nelle persone che, a causa di un tumore, si sono dovute sottoporre all'intervento di asportazione di un gruppo di linfonodi.

Cosa favorisce la Flebite: Fattori di Rischio Chi è a più Rischio di Flebite?

I soggetti maggiormente a rischio di flebite sono:

  • Gli obesi;
  • Le persone sedentarie, chi viaggia molte ore in macchine o in aereo e gli individui costretti all'immobilità in un letto, per colpa di una qualche malattia;
  • I fumatori;
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  • Le donne incinte;
  • Chi è stato sottoposto a una procedura medica, che ha previsto l'uso del catetere venoso e una qualche iniezione venosa;
  • Le donne che assumono la pillola contraccettiva (perché favorisce la formazioni di trombi);
  • Le vittime di forti traumi agli arti;
  • Le persone nate con una qualche alterazione della coagulazione sanguigna;
  • Le persone con vene varicose.

Fisiopatologia: cosa scatena la Flebite?

Nella flebite, si assiste all'irritazione e talvolta al danno della tonaca intima di un vaso venoso.
Tale irritazione e tale danno sono, nella maggior parte dei casi, il risultato di processi trombotici (tromboflebite) e, in un numero minore di circostanze, il frutto di eventi chimico-biologici (flebite chimica), infettivi (flebite batterica) o meccanici (flebite meccanica).

  • Tromboflebite: è il termine che descrive tutti quei casi di flebite, sostenuti dalla presenza di un trombo all'interno di una vena, che ne occluda il lume e ne irrita la tonaca intima.
    La tromboflebite è una condizione che, quando ha sede nelle vene più profonde (trombosi venosa profonda o tromboflebite profonda), può rappresentare un importante pericolo per l'essere umano.
  • Flebite meccanica: è l'espressione medica che fa riferimento agli episodi di flebite frutto dell'attrito prodotto da un accesso vascolare nei confronti dell'endotelio venoso.
  • Flebite chimica: è la flebite risultante dall'uso di farmaci o soluzioni che, una volta iniettate in vena, hanno avuto un effetto irritante nel confronti della tonaca intima venosa.
  • Flebite batterica: è l'espressione che indica tutti quei casi di flebite conseguenti all'azione di tossine batteriche veicolate, per esempio, da strumenti per iniezioni o flebo.

Tipi

I medici riconoscono due tipi di flebite: la flebite superficiale e la flebite profonda.

Flebite Superficiale

La flebite superficiale è la flebite che ha per oggetto una vena o un gruppo di vene situate nelle vicinanze della superficie cutanea.
La flebite superficiale non è una condizione particolarmente seria (si risolve molto spesso con un semplice trattamento), tuttavia produce sintomi molto fastidiosi.
Nella maggior parte dei casi, l'insorgenza della flebite superficiale è correlata a un piccolo coagulo sanguigno o all'irritazione prodotta dall'uso del catetere venoso.

Flebite Profonda

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La flebite profonda è la flebite a carico di una vena o un gruppo di vene situate negli strati più profondi della cute.
La flebite profonda è dovuta generalmente alla presenza di un trombo, motivo per cui gli esperti tendono a identificarla con la già citata tromboflebite profonda (o trombosi venosa profonda). 
La flebite profonda è una condizione molto temuta, perché può avere conseguenze serie e talvolta letali.  

Sintomi e Complicazioni

A seconda delle circostanze, la flebite può essere sintomatica (ossia caratterizzata da sintomi) o asintomatica (cioè priva di sintomi).
Quando è sintomatica, la flebite produce, laddove ha luogo, le classiche manifestazioni degli episodi infiammatori (del resto è un'infiammazione), ovverosia:

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Sintomi di flebite profonda a una gamba. (fonte: Shutterstock)
  • Dolore;
  • Rossore;
  • Gonfiore (o edema);
  • Calore;
  • Senso di indolenzimento.

La sintomaticità della flebite (cioè la presenza di sintomi in un contesto di flebite) non dipende dalla gravità della condizione in corso; anzi, in un buon numero di casi (circa il 50%), le flebiti profonde sostenute dalla presenza di un trombo (che sono le flebiti più pericolose) sono asintomatiche.

Quando colpisce una vena degli arti inferiori, la flebite può rendere difficoltosa la camminata, a causa del dolore che procura.

Sedi più comuni di Flebite

Qualsiasi vena del corpo umano può andare incontro a flebite; tuttavia, è un dato di fatto che a soffrire maggiormente di questa condizione infiammatoria sono le vene degli arti, in particolare le vene degli arti inferiori (quindi di coscia e gamba).

Lo sapevi che…

Una vena degli arti inferiori particolarmente soggetta a flebite (in particolare a tromboflebite) è la vena safena.

Complicazioni

La flebite risulta essere una condizione da cui possono scaturire complicanze, quando dipende dalla presenza di un trombo (pertanto quando è una tromboflebite).

TROMBOFLEBITE SUPERFICIALE

Sebbene capiti di rado, la tromboflebite superficiale può dar luogo a complicanze quali:

  • Infezioni dell'area cutanea circostante la vena oggetto di infiammazione;
  • Ascessi in sede di infiammazione;
  • Infezioni del sangue (sepsi).

È importante inoltre segnalare che, se interessano una vena superficiale comunicante con una vena profonda, le tromboflebiti superficiali possono tramutarsi in tromboflebiti profonde, con le tutte le potenziali conseguenze del caso (si veda il prossimo paragrafo).

TROMBOFLEBITE PROFONDA (O TROMBOSI VENOSA PROFONDA)

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In assenza di cure adeguate, la tromboflebite profonda presenta una spiccata tendenza a degenerare in una condizione potenzialmente letale: l'embolia polmonare; nello specifico, ciò capita quando il trombo presente a livello venoso si sfalda, dando origine a un coagulo sanguigno mobile (embolo), libero di viaggiare nel sangue fino al cuore e alle arterie polmonari.
Il verificarsi di un'embolia polmonare è associato a sintomi inequivocabili, tra cui:

Breve ripasso di cos'è l'embolia polmonare

L'espressione "embolia polmonare" indica la condizione medica contraddistinta dall'ostruzione di una delle arterie polmonari, le quali sono i vasi sanguigni deputati al trasporto del sangue deossigenato dal ventricolo destro del cuore ai polmoni, con lo scopo di ossigenarlo.
Da ciò consegue che l'embolia polmonare compromette il processo di ossigenazione del sangue a livello polmonare e, conseguentemente, la disponibilità di sangue ossigenato fondamentale per il benessere dell'organismo.
L'embolia polmonare rappresenta un'emergenza medica, quindi richiede cure immediate.

Diagnosi

La diagnosi di flebite è prevalentemente clinica, cioè basata su indagini come il racconto dei sintomi da parte del paziente, la valutazione medica dei segni e dei sintomi presenti (esame obiettivo), e l'anamnesi (o storia clinica).

Quando ricorrere a Esami Strumentali?

In caso di dubbi o se c'è il sospetto di tromboflebite, il medico può far seguire alla cosiddetta diagnosi clinica un esame strumentale come l'ecodoppler (un esame ecografico che valuta il flusso sanguigno all'interno dei vasi) e, qualora quest'ultimo non fosse sufficiente, test di imaging dal potere diagnostico ancora maggiore, come la venografia, la TAC e/o la risonanza magnetica (chiaramente del tratto di corpo interessato dalla condizione infiammatoria).

Terapia

Il trattamento della flebite varia in relazione a più fattori, tra cui: localizzazione (superficiale o profonda), posizione anatomica (arti superiori, arti inferiori ecc.), sintomatologia e condizione medica di base (in altre parole, la causa).

Flebite Superficiale: la Cura

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Per chi soffre di una flebite superficiale, la terapia consiste solitamente in:

  • Elevazione dell'arto interessato (si ricorda che la flebite colpisce prevalentemente gli arti, in particolari quelli inferiori).
    A cosa serve? Riduce la stasi sanguigna nella vena interessata, favorendo la circolazione sanguigna.
  • Applicazione ripetuta, sull'area coinvolta, di impacchi umidi e caldi;
    A cosa serve? Riduce l'edema e l'infiammazione.
  • Compressione della zona interessata (questa contromisura è particolarmente utile in presenza di una flebite agli arti inferiori).
    A cosa serve? Favorisce la circolazione sanguigna, riducendo il gonfiore e, in presenza di tromboflebiti superficiali, il rischio di trombosi venosa profonda (che è una possibile complicanza).
  • Assunzione per via orale o per via topica di un FANS, ossia un antinfiammatorio non-steroideo (es: ibuprofene).
    A cosa serve? Riduce l'infiammazione e attenua il dolore.
  • Praticare del movimento (specie se la condizione riguarda gli arti inferiori).
    A cosa serve? Attenua il dolore e, nelle flebiti superficiali associate alla presenza di un trombo, riduce il rischio che quest'ultimo di sposti in una vena profonda.

A ciò, occorre aggiungere che:

  • Se la flebite superficiale è associata a un'infezione, è necessario attuare una terapia antibiotica;
  • Se la flebite superficiale è dovuta a un catetere endovenoso, è fondamentale la rimozione di quest'ultimo.

Breve approfondimento: come attuare la compressione?

In presenza di una flebite agli arti inferiori, la compressione di quest'ultimi avviene tramite l'utilizzo di apposite calze, chiamate calze a compressione graduata.

Flebite Profonda: la Cura

Essendo dovuta solitamente alla presenza di un trombo, la flebite profonda richiede generalmente un trattamento finalizzato all'eliminazione del coagulo sanguigno anomalo, in modo da ristabilire il normale circolo sanguigno ed evitare complicanze come l'embolia polmonare.
L'attuazione di un trattamento con siffatte finalità può comprendere terapie di natura medica e/o terapie di natura chirurgica.

TRATTAMENTO MEDICO DELLA FLEBITE PROFONDA

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Il trattamento medico degli episodi di flebite profonda si basa sull'assunzione per via orale di farmaci, quali:

  • Anticoagulanti (es: warfarin o eparina). Questi medicinali hanno il potere di fluidificare il sangue, rendendo meno probabile la formazione di coaguli di sangue anomali;
  • Trombolitici (es: streptochinasi, anestreplasi, tenecteplasi ecc.). Conosciuti anche come agenti trombolitici o agenti fibrinolitici, questi medicinali sono dotati della capacità di dissolvere trombi ed emboli presenti nei vasi sanguigni;
  • Analgesici e FANS. Questi medicinali servono per ridurre il dolore e attenuare lo stato infiammatorio.

Lo sapevi che…

La cura farmacologica a base di trombolitici prende il nome di trombolisi.

TRATTAMENTO CHIRURGICO DELLA FLEBITE PROFONDA

In presenza di una flebite profonda, i medici ricorrono alla chirurgia, quando ritengono insufficiente la sola terapia medica sopraccitata o quando quest'ultima non è attuabile.
Tra le pratiche chirurgiche utili a contrastare una flebite profonda, figurano:

  • La trombectomia. È l'operazione di angioplastica, mediante la quale il medico esecutore provvede a rimuovere il trombo responsabile della condizione infiammatoria.
    Il ricorso alla trombectomia è particolarmente utile quando la sola terapia a base di anticoagulanti e trombolitici risulta poco efficace (accade, per esempio, quando il trombo presente è molto grande);
  • Il filtro cavale. È la procedura di inserimento di un piccolo filtro nella vena cava addominale, allo scopo di trattenere gli emboli che potrebbero originare dal trombo responsabile della condizione e raggiungere il cuore (dando poi embolia polmonare).
    Il ricorso al filtro cavale è indicato quando non è possibile somministrare anticoagulanti e trombolitici.

Importante!

Il filtro cavale non impedisce la formazione di trombi, ma impedisce alle parti derivanti dallo sfaldamento di un trombo di raggiungere cuore e polmoni.

Prognosi

A influenzare ogni discorso relativo alla prognosi di una flebite è la localizzazione della vena infiammata (cioè il fatto che la flebite sia superficiale oppure profonda):

  • La flebite superficiale è solitamente una condizione a evoluzione benigna, da cui il paziente può guarire senza alcuna conseguenza;
  • La flebite profonda, invece, è un'emergenza medica, che, se non è opportunamente trattata, può indurre complicanze dall'esito fatale.

Tempi di Guarigione

I tempi di guarigione da una flebite variano da alcune settimane, nel caso in cui la condizione interessi una vena superficiale, a diversi mesi, nel caso in cui l'infiammazione riguardi una vena profonda.
Seguire alla lettera le indicazioni del medico in merito alla terapia è fondamentale per rispettare i suddetti tempi di guarigione.

Recidive: da cosa sono favorite?

In assenza di un controllo dei fattori di rischio, la flebite risulta essere una condizione protagonista di recidive; in particolare, si segnala la tendenza alle recidive che caratterizza la flebite associata alle vene varicose.

Prevenzione

La prevenzione della flebite verte attorno al controllo dei fattori di rischio modificabili; in termini pratici, questo significa che, per ridurre il rischio di flebite, è fondamentale:

  • Evitare l'immobilità prolungata, dopo un intervento chirurgico che preveda un periodo di riposo;
  • Praticare esercizi di mobilità per gli arti inferiori durante lunghi viaggi in macchina o in aereo (N.B: è sufficiente qualche minuto di leggera attività a intervalli regolari);
  • Non fumare;
  • Evitare di stare in piedi per lunghi periodi di tempo (se alcune situazioni della vita impongono di stare in piedi a lungo, sarebbe opportuno ritagliarsi qualche minuto di riposo, durante il quale elevare gli arti inferiori);
  • Mantenere nella norma il peso corporeo;
  • Indossare calze a compressione graduata, qualora sussista una predisposizione a fenomeni trombotici e si debbano affrontare periodi di prolungata immobilità (es: un lungo viaggio in aereo).

È importante sottolineare che le contromisure appena riportate si limitano a ridurre (quindi non annullano completamente) il rischio di flebite.

Antonio Griguolo

L'autore

Antonio Griguolo

Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza


Ultima modifica dell'articolo: 15/07/2019