“Effetto Batman” contro l'ansia da prestazione: come funziona

“Effetto Batman” contro l'ansia da prestazione: come funziona
Ultima modifica 19.01.2024
INDICE
  1. “Effetto Batman” contro l'ansia da prestazione
  2. Cos’è l’”effetto Batman”?
  3. Perché soffriamo di ansia da prestazione?
  4. Mettersi alla giusta distanza
  5. Altre tecniche di distanziamento psicologico

“Effetto Batman” contro l'ansia da prestazione

È sempre più diffusa tra le star l'adozione di un alter ego, un "supereroe" che permetta loro di esibirsi ed esporsi, superando l'ansia da prestazione. Come funziona l'"effetto Batman" e quali effetti ha sulla salute mentale?

Cos’è l’”effetto Batman”?

Diverse star hanno dichiarato di ricorrere alla creazione di un'identità alternativa quando sono sul palco in procinto di esibirsi. Cercare appoggio in un alter ego mentale per gestire l'intensità delle emozioni può, in effetti, avere una grande efficacia nel richiamare potere e assertività, consentendo di performare con maggiore sicurezza. Comunemente si chiama "effetto Batman" ed è una tecnica che prende il nome dall'iconico supereroe per invitare a creare un'identità alternativa che richiami le nostre risorse interiori utili ad affrontare le sfide della vita con coraggio e determinazione. Affidarsi al nostro personale super eroe può considerarsi un'"ancora psicologica" da usare in alcune situazioni, al fine di facilitare l'interiorizzazione di sicurezza e senso di autoefficacia. Nell'"effetto Batman", spesso usato anche in ambito educativo, l'immaginazione svolge un ruolo chiave per poter affrontare la paura e l'ansia da prestazione. Il richiamo all'eroe mascherato è il riferimento a un alter ego che sia capace di superare le sfide quotidiane, ricorrendo a una persona diversa da noi stessi. Come il miliardario benefattore che combatte il crimine di notte, l'adozione di una identità alternativa può essere la chiave per liberare risorse interiori che normalmente non crediamo di avere.

Perché soffriamo di ansia da prestazione?

Quando dobbiamo "salire sul palco" ed esporci nel sostenere un compito, potremmo avvertire il timore di fallire, di non raggiungere gli obiettivi prefissati, fino a sentire ansia da prestazione, una forma di ansia che si può provare in diverse occasioni comuni. Capita spesso quando dobbiamo sostenere un esame, quando dobbiamo parlare in pubblico, quando dobbiamo "far colpo" su qualcuno; l'ansia da prestazione può verificarsi dall'interazione di molteplici fattori, tra cui le aspettative eccessive nei propri confronti, la paura del giudizio altrui e la tendenza a concentrarsi esclusivamente sul risultato finale, più che sul processo. Questa condizione può influenzare negativamente la salute mentale, con ripercussioni in diversi ambiti, da quello lavorativo a quello relazionale. Per superare l'ansia da prestazione, l'immaginazione può rivelarsi una risorsa utile a costruire un'immagine di sé che permetta di affrontare nuove sfide e superare i limiti dettati da paura e ansia. Nello specifico, l'"effetto Batman" punta a una forma di "distanziamento cognitivo", utile per allargare lo sguardo e mettersi alla giusta distanza da emozioni e punti di vista viziati, guardando le situazioni con maggiore lucidità e distacco. La rappresentazione di sé ha un ruolo importante sulle nostre azioni: per questo motivo, creare un'altra identità, fuori da noi stessi, può essere una strategia utile per "staccare" la performance dalla propria persona, aumentare la propria auto-efficacia e raggiungere le prestazioni desiderate.

Per approfondire: Ansia da Prestazione - Cause e Sintomi

Mettersi alla giusta distanza

Il distanziamento e lo spostamento di prospettiva favoriscono la capacità di vivere alcune situazioni, senza essere in balia delle emozioni a esse collegate. Un forte coinvolgimento emotivo può spesso compromettere le nostre capacità di valutazione e interpretazione; pertanto, le tecniche di distanziamento ci consentono di analizzare gli eventi con maggiore chiarezza, includendo la presenza dei diversi elementi in gioco e spostando il focus sulle singole azioni da compiere. Guardare la propria vita al di fuori da se stessi può aiutarci ad agire andando oltre paure ed emozioni e affrontando più nitidamente i processi decisionali. Nella creazione di un alter ego, l'auto-distanziamento gioca un ruolo cruciale: mettersi nei panni di un altro, aiuta a distaccarsi temporaneamente dalla propria identità, per affrontare le sfide in modo molto più potente, sicuro e libero da condizionamenti.

Altre tecniche di distanziamento psicologico

Il distanziamento è uno strumento prezioso per cambiare prospettiva, gestire le emozioni, prendere decisioni ponderate e sviluppare una comprensione più profonda delle situazioni. Distanziarsi può essere particolarmente utile quando si tratta di affrontare emozioni intense o situazioni altamente stressanti. Attraverso questo processo, possiamo essere in grado di vedere oltre le nostre paure e incertezze, contribuendo al nostro sviluppo personale e alla messa in atto di azioni efficaci. Oltre all'"effetto Batman", esistono diverse strategie di distanziamento cognitivo.

  • Mindfulness; concentrarsi su sensazioni, pensieri e informazioni ambientali senza applicare giudizio, esercitando l'attenzione consapevole al momento presente.
  • Scrittura riflessiva; scrivere i pensieri per distanziarsi da essi ed esplorare la situazione in modo più oggettivo.
  • Reframing; cambiare il modo in cui un'esperienza può essere interpretata, alternando diverse prospettive per sganciarsi da interpretazioni autoriferite o catastrofiche.
  • Umorismo; ironizzare è utile per la regolazione emotiva e per lo sviluppo e miglioramento di alcune abilità metacognitive.
  • Dialogo in terza persona; provare a descrivere l'esperienza come se si stesse parlando di un'altra persona, per favorire il distacco.
  • Prendere tempo; evitare di prendere decisioni immediate ricorda di prevenire decisioni impulsive e accettare che alcune valutazioni richiedano un tempo adeguato per riflettere.
  • Visualizzare uno spazio sicuro; la creazione di un luogo a cui accedere quando ci si sente sopraffatti dalle emozioni.
  • Adottare prospettive a lungo termine; chiedersi come si guarderà a questa situazione tra un mese, un anno o più tempo, per focalizzarsi sui risultati a lungo termine, anziché sulle emozioni immediate.

Tra le tecniche che possono essere utilizzate per affrontare e gestire la paura dell'esposizione e l'ansia da prestazione è opportuno scegliere la metodologia più adeguata per il proprio modo di essere. Grazie al supporto di un professionista della salute mentale, sarà possibile effettuare una corretta valutazione clinica in base alle esigenze specifiche della situazione e, se consigliato, scegliere la tecnica di distanziamento più adeguata.
Intraprendere un percorso psicologico può fare la differenza e facilitare, quindi, il proprio processo di autorealizzazione.

 

Fonti

  • Yee, N., & Bailenson, J. N. (2007). "The Proteus Effect: The Effect of Transformed Self-Representation on Behavior." Journal of Communication, 57(1), 1-22.
  • White, R. E., & Prager, E. O. (2014). "The Batman Effect: Improving Perseverance in Young Children." Child Development, 85(3), 1030-1039.
  • Kross, E., Ayduk, O., & Mischel, W. (2005). "Distanziamento Cognitivo e Benessere Emotivo." Journal of Personality and Social Psychology, 88(1), 1-21.
  • Trope, Y., & Liberman, N. (2010). "Cognitive Distance: Coping with Emotional Events by Creating Psychological Distance." Current Directions in Psychological Science, 19(3), 120-124.

Autore

Dott.ssa Ilaria Albano
Dr. Ilaria Albano, psicologa con formazione in Psicologia Cognitiva e Neuroscienze, si occupa di divulgazione scientifica, benessere e empowerment. Founder del progetto "Psicologa Scortese", ogni sabato mattina ha una rubrica in diretta su Radiofreccia.