Diartrosi: Cosa sono, Caratteristiche, Tipi e Funzioni

Ultima modifica 14.06.2019
INDICE
  1. Generalità
  2. Cosa sono le Diartrosi?
  3. Anatomia
  4. Funzione
  5. Diartrosi del Corpo Umano

Generalità

Le diartrosi sono le articolazioni del corpo umano fornite di capsula articolare e cartilagine articolare, e caratterizzate da una spiccata mobilità.

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Esistono almeno 6 tipi diversi di diartrosi: le diartrosi piane, le diartrosi a cerniera, le diartrosi a perno, le diartrosi condiloidee, le diartrosi a sella e le diartrosi a sfera.
Talvolta fornite di dischi di fibrocartilagine, legamenti, tendini e borse sinoviali, le diartrosi più importanti del corpo umano sono: l'articolazione gleno-omerale della spalla, il gomito, il polso, l'anca, il ginocchio e la caviglia.

Cosa sono le Diartrosi?

Le diartrosi, o articolazioni sinoviali, sono le articolazioni del corpo umano che spiccano per l'estrema mobilità e per la presenza di un elemento strutturale noto come capsula articolare.

In base a una definizione più tecnica, le diartrosi sono le articolazioni mobili del corpo umano che uniscono due superfici ossee tramite una struttura denominata capsula articolare, la quale è a stretto contatto con il periostio delle stesse superfici ossee coinvolte.

Breve ripasso delle Articolazioni

Per capire appieno cosa sono le diartrosi, è doveroso fare un passo indietro e rivedere cosa sono, a grandi linee, le articolazioni:

  • Elementi dell'apparato muscolo-scheletrico (o apparato locomotore), le articolazioni sono strutture anatomiche, talvolta semplici e talvolta complesse, che collegano indirettamente due o più ossa;
  • Nel corpo umano, le circa 360 articolazionipresenti permettono allo scheletro di adempiere alle sue funzioni, che sono: sostegno, mobilità e protezione degli organi interni;
  • Secondo la più classica visione anatomica, esistono 3 tipi di articolazioni: la articolazioni fibrose (o sinartrosi), le articolazioni cartilaginee (o anfiartrosi) e le articolazioni sinoviali (o diartrosi);
  • Le articolazioni fibrose, o sinartrosi, sono articolazioni prive di mobilità, in cui le ossa sono tenute assieme da tessuto fibroso. 
    Tipici esempi di sinartrosi sono le articolazioni presenti tra le ossa del cranio;
  • Le articolazioni cartilaginee, o anfiartrosi, sono articolazioni semimobili, in cui le ossa sono collegate tra loro da cartilagini e, talvolta, da legamenti.
    Classici esempi di anfiartrosi sono le articolazioni che collegano tra le loro le varie vertebre della colonna vertebrale.

Anatomia

Struttura delle Diartrosi

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Tutte le diartrosi presentano una struttura – definita di base – che comprende sostanzialmente 4 elementi:

  • Le superfici articolari. Generalmente in numero di 2 per articolazione, sono le porzioni ossee, rivestite da periostio, che prendono parte alla costituzione di una diartrosi. Per esempio, nel ginocchio, corrispondono alla porzione inferiore dell'estremità distale del femore e alla porzione superiore dell'estremità prossimale della tibia.
  • La cavità sinoviale. È lo spazio delimitato dalle superfici articolari delle ossa coinvolte nelle diartrosi; la cavità sinoviale è così chiamata, perché al suo interno contiene un fluido lubrificante meglio noto come liquido sinoviale.
  • La capsula articolare. È la struttura di tessuto connettivo fibroso denso che circonda le diartrosi per intero e che ha il compito di tenere unite le superfici articolari.
    La capsula articolare è costituita da due strati differenti di tessuto connettivo fibroso denso: uno strato più esterno, chiamato membrana fibrosa esterna e posto a diretto contatto con il periostio delle superfici articolari, e uno strato più esterno, denominato membrana sinoviale interna e deputato alla produzione del liquido sinoviale.
    La capsula articolare è finemente innervata, ma non vascolarizzata in modo diretto. 
  • La cartilagine articolare. Liscia e scivolosa, è lo strato di cartilagine ialina che riveste le superfici articolari.
     La cartilagine articolare ha lo scopo di assorbire gli urti a carico delle superfici articolari e ridurre l'attrito durante il movimento delle diartrosi.

Oltre a questi 3 elementi di base, alcune diartrosi possiedono anche delle componenti – definite aggiuntive – tra cui:

  • Dischi di fibrocartilagine (o menischi). La fibrocartilagine, o cartilagine fibrosa, è la tipologia di cartilagine del corpo umano più resistente alle sollecitazioni meccaniche.
    Nelle diartrosi, i dischi di fibrocartilagine prendono posto sulle superfici articolari (sommandosi di fatto alla cartilagine articolare), con lo scopo di assorbire gli urti a carico di quest'ultime e impedirne lo sfregamento durante i movimenti.
  • Cuscinetti di tessuto adiposo. Sono strati di tessuto adiposo, che trovano sede sulla superficie articolare con lo scopo di proteggerla da urti, sfregamenti ecc.
  • Legamenti intra- e/o extra-capsulari. Un legamento è una fascia di tessuto connettivo fibroso, dotato di una certa flessibilità e ad alto contenuto di collagene, che unisce due ossa o due parti distinte di uno stesso osso.
    Nelle diartrosi, i legamenti ne aumentano la stabilità, in modo da preservarle da tutti quei movimenti estremi che potrebbero in qualche modo danneggiarle.
  • Tendini. Un tendine è una fascia di tessuto connettivo fibroso, dotato di una certa flessibilità e ad alto contenuto di collagene, che unisce un muscolo scheletrico a un osso.
    Nelle diartrosi, i tendini hanno una funzione sovrapponibile a quella dei legamenti, quindi di stabilizzazione.    
  • Una o più borse sinoviali. Le borse sinoviali sono sacche ripiene di liquido sinoviale con proprietà ammortizzanti, che, grazie a un loro posizionamento strategico, servono a impedire la frizione di alcuni elementi costituenti le diartrosi (es: i legamenti).

Liquido Sinoviale

Il liquido sinoviale è un fluido lubrificante, ammortizzante e nutriente, che serve a prevenire lo sfregamento tra le superfici articolari e a mantenere in salute i vari elementi costituenti le diartrosi.

Il liquido sinoviale un fluido viscoso, della stessa consistenza dell'albume dell'uovo, che contiene varie sostanze, tra cui: acido ialuronico e un polimero di disaccaridi composto da acido D-glucuronico e D-N-acetilglucosamina, lubricina e cellule fagocitiche.

Irrorazione Sanguigna

Le diartrosi ricevono il sangue ossigenato, per diffusione o per convezione, da una rete di anastomosi arteriose disposta tutt'attorno alla capsula articolare.

Il rifornimento di sangue alle diartrosi, quindi, non avviene in modo diretto (come accade in organi come il rene, il fegato ecc., infatti, non c'è una rete di capillari che s'infiltra e raggiunge le varie parti dell'articolazione).

Tipi di Diartrosi

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In base al grado di mobilità e alle caratteristiche della superfici articolari, gli anatomisti riconoscono 6 tipi diversi di diartrosi:

  • Le diartrosi piane (o articolazioni piane). Rientrano in tale categoria tutte le diartrosi in cui si assiste soltanto a uno scorrimento reciproco tra le superfici articolari. 
    Esempi di diartrosi piane sono: l'articolazione acromioclavicolare della spalla e le articolazioni intercarpali.
  • Le diartrosi a cerniera (o articolazioni a cerniera o ginglimi). Fanno parte di tale categoria tutte le diartrosi caratterizzate da una superficie articolare cilindrica che alloggia e si muove all'interno di una superficie articolare cava.
    Le diartrosi a cerniera consentono 2 tipi di movimento: la flessione e l'estensione in un solo piano.
    Esempi di diartrosi a cerniera sono: il gomito, il ginocchio, la caviglia, le articolazioni interfalangee di mano e piede e l'articolazione temporomandibolare.
  • Le diartrosi a perno (o articolazioni a perno). Rientrano in tale categoria tutte le diartrosi in cui c'è una superficie articolare convessa che ruota all'interno di una superficie articolare concava.
    Esempi di diartrosi a perno sono: l'articolazione atlo-epistrofeica, l'articolazione radio-ulnare prossimale e l'articolazione radio-ulnare distale.
  • Le diartrosi condiloidee (o articolazioni ellissoidali). Figurano in questa categoria tutte le diartrosi contraddistinte da una superficie articolare di forma ovoidale che s'inserisce e si muove all'interno di una superficie cava di forma ellissoidale.
    Le diartrosi condiloidee permettono 4 tipi di movimento: la flessione, l'estensione, l'adduzione e l'abduzione.
    Esempi di diartrosi condiloidee sono: il polso (o articolazione radio-carpale), l'articolazione metacarpo-falangea e l'articolazione metatarso-falangea.  
  • Le diartrosi a sella. Fanno parte di questa categoria tutte le diartrosi in cui entrambe le superfici articolari presentano una regione concava, al centro, e due regioni convesse, lateralmente, risultato in questo modo molto simile a una sella.
    Le diartrosi a sella consentono gli stessi movimenti delle diartrosi condiloidee , ma con un range di motilità maggiore.
    Esempi di diartrosi a sella sono: l'articolazione carpo-metacarpale del pollice e l'articolazione sterno-clavicolare.
  • Le diartrosi a sfera (o enartrosi o articolazioni a sfera). Appartengono a tale categoria tutte le diartrosi contrassegnate da una superficie articolare di forma sferica che alloggia e ruota all'interno di una superficie articolare cava di forma altrettanto sferica.
    Le diartrosi a sfera consentono i movimenti di flessione, estensione, adduzione, abduzione e rotazione.
    Esempi di diartrosi a sfera sono: l'articolazione gleno-omerale della spalla e l'anca.
Per approfondire: Enartrosi: Cosa sono ed esempi

Funzione

Le diartrosi permettono il movimento nello spazio delle componenti ossee fra cui si frappongono.

Già citato in parte nel precedente capitolo, i movimenti concessi dalle diartrosi sono sostanzialmente 5:

  • L'abduzione. È il movimento che allontana una componente anatomica dal piano sagittale (il quale è l'asse che separa in 2 metà uguali il corpo umano).
  • L'adduzione. È il movimento che avvicina una componente anatomica al piano sagittale.
  • L'estensione. È il movimento di raddrizzamento di una componente anatomica. 
  • La flessione. È il movimento di piegamento di una componente anatomica
  • La rotazione. È il movimento circolare, attorno a un punto fisso, di una componente anatomica.     

Diartrosi del Corpo Umano

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Le più importanti diartrosi del corpo umano sono l'articolazione gleno-omerale della spalla, il gomito, il polso, l'anca, il ginocchio e la caviglia.

Articolazione Gleno-Omerale della Spalla

Conosciuta anche come articolazione scapolo omerale, l'articolazione gleno-omerale della spalla è la diartrosi a sfera che collega la testa dell'omero alla cavità glenoidea della scapola.

In aggiunta agli elementi di base presenti in tutte le diartrosi (superfici articolari, capsula sinoviale ecc.), l'articolazione gleno-omerale della spalla è fornita anche di legamenti, tendini e borse sinoviali.  

Per approfondire: La Spalla: Anatomia e Funzione

Lo sapevi che…

La regione del corpo umano corrispondente alla spalla comprende ben 5 articolazioni: oltre all'articolazione gleno-omerale (che è la più importante), infatti, include anche l'articolazione acromioclavicolare, l'articolazione sternoclavicolare, l'articolazione scapolotoracica e l'articolazione sottodeltoidea.

Gomito

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Il gomito è la diartrosi a cerniera che congiunge l'estremità distale dell'omero, il quale è l'osso del braccio, alle estremità prossimali di radio e ulna, le quali sono le due ossa dell'avambraccio.

Oltre agli elementi base di qualsiasi diartrosi, il gomito include anche un disco di fibrocartilagine, borse sinoviali e una serie di legamenti.

Il gomito vede il congiungimento della troclea e del capitulum dell'omero con, rispettivamente,  l'incavo trocleare dell'ulna e la testa del radio.
È doveroso osservare che, mentre il rapporto omero-ulna rispecchia esattamente le caratteristiche di un'articolazione a cerniera, il rapporto omero-radio ricorda più verosimilmente un'articolazione a sfera; tuttavia, poiché non gode della stessa mobilità di un'articolazione a sfera, il gomito figura esclusivamente nell'elenco delle diartrosi a cerniera.

Polso

Il polso è la diartrosi condiloidea risultante dall'interazione tra l'estremità distale del radio e le due ossa del carpo conosciute come scafoide e semilunare

Esattamente come il gomito, oltre ai tipici elementi base di qualsiasi diartrosi, il polso comprende anche un disco di fibrocartilagine e una serie di legamenti disposti, alcuni, tra radio e carpo e, alcuni, tra ulna e carpo.

Per approfondire: Polso: Anatomia e Funzione

Anca

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Conosciuta anche come articolazione acetabolo-femorale, l'anca è la diartrosi a sfera frutto dell'incastro perfetto della testa del femore, il quale è l'osso della coscia, nell'acetabolo dell'osso iliaco, il quale è una delle ossa del bacino.

La cosiddetta testa del femore è la caratteristica prominenza arrotondata presente a livello dell'estremità prossimale del femore; l'acetabolo è, invece, un incavo sferico alla cui costituzione partecipano tutte le componenti dell'osso iliaco (l'ilio, per poco meno di 2/5, l'ischio, per poco più di 2/5, e il pube, per 1/5).

In aggiunta agli elementi di base presenti in tutte le diartrosi, l'anca è fornita anche di legamenti stabilizzanti e borse sinoviali.

Ginocchio

Il ginocchio è la diartrosi a cerniera risultante dall'interazione tra l'estremità distale del femore e l'estremità prossimale della tibia, la quale è una delle due ossa della gamba (l'altro osso è il perone).

È doveroso segnalare che l'articolazione del ginocchio comprende anche un terzo elemento osseo del tutto particolare: la rotula.

Oltre ai classici elementi base presenti in qualsiasi diartrosi, il ginocchio include anche:

  • Un paio di dischi articolari, chiamati menisco mediale e menisco laterale;
  • 4 legamenti, 3 dei quali disposti tra l'estremità distale del femore e l'estremità prossimale della tibia, e uno disposto tra l'estremità distale del femore l'estremità prossimale del perone;
  • Un cuscinetto adiposo, localizzato dietro la rotula e denominato corpo di Hoffa;
  • Una struttura tendinea, chiamata tendine rotuleo;
  • Una serie di borse sinoviali.
Per approfondire: Menisco Mediale: Anatomia e Funzione Per approfondire: Legamenti del Ginocchio

Caviglia

La caviglia è la diartrosi a cerniera risultante dall'alloggiamento del corpo dell'astragalo, il quale è una delle 7 ossa del tarso, all'interno di una cavità caratteristica dell'estremità distale della tibia, il cui nome è mortaio.

In aggiunta agli elementi di base presenti in tutte le diartrosi, l'anca presenta anche tendini e legamenti (che coinvolgono anche il perone).

Per approfondire: Caviglia: Anatomia e Funzione

Autore

Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza