Declino cognitivo: come il profumo potrebbe aiutare a prevenirlo

Declino cognitivo: come il profumo potrebbe aiutare a prevenirlo
Ultima modifica 14.09.2023
INDICE
  1. Cosa dice lo studio
  2. Legame tra olfatto e declino cognitivo

Tra i problemi più frequenti legati all'invecchiamento ci sono il declino cognitivo e la perdita della memoria. Se fermare del tutto questi eventi è impossibile esistono però azioni che, se compiute, aiutano a prevenirli e a rallentarli.

Oltre alla stimolazione cerebrale fatta tramite esercizi specifici, secondo un nuovo studio anche il profumo solleciterebbe il cervello, aiutando i ricordi a non svanire e la memoria a mantenersi più in forma. Eventi che a loro volta scoraggerebbero l'insorgenza della demenza.

Cosa dice lo studio

Come riportato da Science Daily, un gruppo di ricercatori del Centro UCI per la Neurobiologia dell'Apprendimento e della Memoria ha condotto un progetto volto a dimostrare l'esistenza di un forte legame tra olfatto e benessere cognitivo e come profumi e odori possano rivelarsi un valido strumento terapeutico in grado di rafforzare la memoria nelle persone anziane.

L'osservazione ha visto come protagonisti uomini e donne di età compresa tra 60 e 85 anni senza problemi legati alla memoria, che sono stati divisi in due gruppi.

Ad ogni persona è stato consegnato un diffusore contenente sette cartucce, ciascuna con un diverso olio naturale profumato. I partecipanti del primo gruppo hanno ricevuto cartucce caricate molto intensamente, mentre quelle del secondo con minor quantità di oli.

Il compito assegnato loro era di inserire una cartuccia diversa nel diffusore ogni sera prima di andare a dormire e lasciarla andare fino all'esaurimento, che arrivava dopo circa due ore, quando erano già addormentati.

Alla fine dell'esperimento è emerso che le persone del primo gruppo avevano registrato un aumento del 226% delle prestazioni cognitive rispetto a quelle del secondo.

Per giungere a questo risultato gli studiosi hanno usato un test che si avvale di una serie di parole solitamente usate per valutare la memoria, che ha anche rivelato una migliore integrità nel percorso cerebrale degli appartenenti al primo gruppo. Questo percorso, che si chiama fascicolo uncinato sinistro, collega il lobo temporale mediale alla corteccia prefrontale decisionale e diventa meno robusto con l'avanzare dell'età.

A questi benefici cognitivi si aggiunge il fatto che i componenti del primo gruppo hanno anche affermato di aver dormire meglio del solito durante l'esperimento.

Legame tra olfatto e declino cognitivo

Lo stesso gruppo di ricercatori in uno studio precedente aveva scoperto gli effetti benefici dell'esporre persone con demenza moderata a 40 odori diversi due volte al giorno per un certo periodo di tempo. Farlo migliorava la loro memoria, le abilità linguistiche e olfattive e alleviava la depressione. Poi però per semplificare l'osservazione sono state ridotte le sostanze a sette in giorni consecutivi, e anche queste hanno confermato l'importanza delle stimolazioni olfattive nel contrasto al declino cognitivo.

Una scoperta importante ma che per la scienza non rappresenta una novità assoluta visto che è già noto da tempo che esiste un forte legame tra olfatto e memoria, e che il deteriorarsi del primo sia strettamente connesso alla perdita o all'indebolimento della seconda, e che possa addirittura predire lo sviluppo di quasi 70 malattie neurologiche e psichiatriche, tra le quali Alzheimer, Parkinson, diverse demenze e schizofrenia.

Non è un caso che pare esista un legame anche tra la perdita dell'olfatto dovuta al Covid-19 e il declino cognitivo.