Coronavirus: Prevenzione, Contagi e Soggetti a Rischio

Coronavirus: Prevenzione, Contagi e Soggetti a Rischio
Ultima modifica 21.03.2020
INDICE
  1. Prevenzione del Coronavirus
  2. Cos'è il Coronavirus
  3. Coronavirus: le norme di prevenzione per il 2019 nCoV
  4. Coronavirus: i focolai in Italia
  5. Coronavirus: i soggetti a rischio

La fonte consultata per la stesura di questo articolo è il sito ufficiale del Ministero della Salute e del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche).

Prevenzione del Coronavirus

I coronavirus sono virus a RNA responsabili di leggere infezioni alle vie respiratorie, esclusive del tratto naso-faringeo, seni paranasali e gola. In casi più rari sono invece responsabili di infezioni più gravi, carico anche delle cosiddette vie aeree inferiori, ovvero trachea, bronchi e polmoni.

La recente epidemia di Novel Coronavirus, anche chiamato 2019 nCoV, ha reso naturalmente fondamentale la diffusione di informazioni precise e corrette sulla natura di tale virus, sulle buone norme per prevenire il contagio e, non ultimo, sullo sviluppo dell'epidemia in Italia, sui principali focolai e sulle ultime notizie verificate e aggiornate.

Cos'è il Coronavirus

Per conoscere la natura del virus, la sua epidemiologia e le altre caratteristiche prettamente medico-scientifiche, vi invitiamo a leggere il nostro approfondimento, redatto ed aggiornato dal nostro esperto Antonio Griguolo.

Ecco l'articolo: Tutto sul Coronavirus

Coronavirus: le norme di prevenzione per il 2019 nCoV

Di seguito, le norme diffuse dal Ministero della Salute per prevenire il contagio e la diffusione del virus. I testi sono stati rielaborati dalla Task Force Comunicazione ISS su fonti di: Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) e Istituto Superiore di Sanità (ISS).

  1. Lavati spesso le mani
  2. Evita il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
  3. Non toccarti occhi, naso e bocca con le mani
  4. Copri bocca e naso se starnutisci o tossisci
  5. Non prendere farmaci antiviraliantibiotici, a meno che siano prescritti dal medico
  6. Pulisci le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
  7. Usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti persone malate
  8. I prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi
  9. Contatta il numero verde 1500 se hai febbre o tosse e sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni
  10. Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus

Queste sono le 10 norme diramate per evitare il contagio ma, come avete notato, non si tratta solo di queste. Alcune di queste indicazioni sono volte anche a ridimensionare l'eventuale ondata di panico e l'allarmismo che l'epidemia potrebbe risvegliare.

Come lavarsi le mani in maniera corretta?

Come lavarsi le mani in maniera corretta Photo Courtesy
Prevenire le infezioni con una corretta igiene

Le mani devono essere lavate con acqua e sapone per non meno di 40-60 secondi. Se acqua e sapone non sono disponibili, si possono utilizzare disinfettanti per mani a base di alcol al 60% (puoi chiedere consiglio al tuo farmacista di fiducia) per non meno di 30-40 secondi. Questi prodotti vanno usati quando le mani sono asciutte, altrimenti non sono efficaci. Se si usano frequentemente possono provocare secchezza della cute. In commercio esistono presidi medico-chirurgici e biocidi autorizzati con azione battericida, ma bisogna fare attenzione a non abusarne. L'uso prolungato potrebbe favorire nei batteri lo sviluppo di resistenze nei confronti di questi prodotti, aumentando il rischio di infezioni. Lavarsi le mani elimina il virus.

Coronavirus: i focolai in Italia

Informazioni più dettagliate e sempre aggiornate sull'andamento dei contagi in Italia sono riportate nella sezione "Covid-19 - Situazione in Italia" sul sito dedicato al Nuovo Coronavirus del Ministero della Salute.

Coronavirus: i soggetti a rischio

Al fine di non fomentare l'ondata di allarmismo nata dalla diffusione del Coronavirus (2019 nCoV), riprendiamo la nota stampa del 22 Febbraio 2020 del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) in cui si spiega in maniera chiara perché, tutto considerato, il rischio procurato dal virus è da ritenersi basso.

"L'Italia in queste ore sta assistendo alla comparsa di un focolaio di  infezione da SARS-CoV2, che causa la sindrome respiratoria denominata Covid-19. Al momento 16 casi in Lombardia, concentrati in un'area limitata del Lodigiano e 3 casi in Veneto. Un decesso, di una persona anziana già ricoverata per altre patologie e che purtroppo non ha superato la crisi. Due sono i problemi che il sistema di sorveglianza  in queste ore sta affrontando con estrema rapidità ed efficienza: identificare la fonte dell'infezione e limitare la diffusione del virus. Per evitare eccessivo allarmismo è bene ricordare innanzitutto che 19 casi su una popolazione di 60 milioni di abitanti rendono comunque il rischio di infezione molto basso. Solo nelle zone attualmente interessate dalla circolazione il rischio è superiore e i cittadini devono seguire le indicazioni delle autorità sanitarie. Al di fuori di queste, la situazione rimane come nelle scorse settimane.
L'infezione, dai dati epidemiologici oggi disponibili su decine di migliaia di casi, causa sintomi lievi/moderati (una specie di  influenza) nell'80-90% dei casi. Nel 10-15% può svilupparsi una  polmonite, il cui decorso è però benigno in assoluta maggioranza. Si calcola che solo il 4% dei pazienti richieda ricovero in terapia intensiva.
Il rischio di gravi complicanze aumenta con l'età, e le persone sopra 65 anni e/o con patologie preesistenti o immunodepresse sono ovviamente più a rischio, così come lo sarebbero per l'influenza. Il paziente deceduto rientrava quindi in una categoria a particolare  rischio.
Il cittadino che ritenga di avere avuto contatti con persone attualmente poste sotto sorveglianza o che provenissero dalla Cina, soprattutto se manifesta sintomi influenzali, dovrebbe segnalarlo al 112 o al 1500 per essere preso in carico dagli operatori specializzati. Non serve correre al pronto soccorso né chiudersi in casa. Ricordiamo che al momento parliamo di un gruppo (cluster) di pochi casi localizzati e i cui contatti sono tracciati attivamente. Inghilterra, Germania, Francia hanno avuto episodi simili senza conseguenze. Non c'è un'epidemia di SARS-CoV2 in Italia. Il quadro potrebbe cambiare ovviamente nei prossimi giorni, ma il nostro sistema sanitario è in stato di massima allerta e capace di gestire efficacemente anche la eventuale comparsa di altri piccoli focolai come quello attuale. Quindi, ribadiamo, al di fuori dell'area limitata in cui si sono verificati i casi, il cittadino può continuare a condurre una vita assolutamente normale. Seguendo le elementari norme di igiene, soprattutto lavandosi le mani se ha frequentato luoghi affollati, ed evitando di portarsi alla bocca o agli occhi le mani non  lavate"

Qui la pagina in cui ritrovare la nota stampa

Per ulteriori informazioni, vi rimandiamo anche alla pagina delle FAQ del Ministero della Salute