Come fare l’autopalpazione al seno

Come fare l’autopalpazione al seno
Ultima modifica 13.10.2023
INDICE
  1. Cos’è l’autopalpazione del seno?
  2. Come fare una corretta autopalpazione
  3. Osservazione
  4. Palpazione

Ottobre è il mese della prevenzione dei tumori al seno, una patologia che colpisce ogni anno circa 55.700 donne.

Quello mammario è la neoplasia femminile più comune, al punto che una donna su tre interessata dal cancro lo sviluppa in questa parte del corpo.

Se identificata in tempo però, si tratta di una malattia che può essere sconfitta. La sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi, infatti, arriva all'88% e sfiora il 90 in caso di individuazione del tumore nelle fasi iniziali.

Per questo, la diagnosi precoce è fondamentale, da portare avanti sottoponendosi periodicamente ai controlli e agli esami diagnostici indicati a seconda della propria fascia d'età e della storia personale.

Non meno determinante però è il mantenimento di uno stile di vita sano e la prevenzione che può essere effettuata personalmente a casa, attraverso l'autopalpazione al seno.

Cos’è l’autopalpazione del seno?

L'autopalpazione è un modo per esplorare il proprio seno, così da rendersi conto tempestivamente di eventuali cambiamenti nell'aspetto o nella sua consistenza e della presenza di noduli sospetti.

Si tratta di una manovra che si effettua in autonomia e che prevede passaggi e movimenti piuttosto semplici ma precisi, da compiere con estrema attenzione.

Oltre a permettere di individuale eventuali variazioni mammarie, l'autopalpazione al seno è importante anche per prendere confidenza con il proprio seno e superare pudori e tabù che spesso allontanano molte donne dal percorso di prevenzione da svolgere tramite visite di controllo ed esami strumentali più approfonditi.

L'autopalpazione al seno per essere attendibile non può essere effettuata in qualunque momento perché il seno subisce costanti cambiamenti strutturali causati dalle variazioni ormonali.

Per le donne in età fertile è consigliabile farla lontano dalle mestruazioni, quando le ghiandole mammarie possono subire variazioni o ingrossamenti fisiologici che potrebbero trarre in inganno durante una valutazione personale. Nello specifico, andrebbe fatta una volta al mese, nel momento in cui la tensione mammaria è minore, e quindi una settimana dopo la fine delle mestruazioni. Per le donne in gravidanza o menopausa, invece, non esiste un periodo specifico migliore di un altro.

L'autopalpazione al seno è consigliata indicativamente a partire dai 20 anni ma è particolarmente raccomandata dopo i 40, momento in cui il rischio di sviluppare un tumore aumenta in modo sensibile. Questa pratica rappresenta un buon modo per iniziare ad occuparsi del proprio seno ma non sostituisce in alcun modo le valutazioni effettuate da un medico.

Come fare una corretta autopalpazione

L'autopalpazione del seno si divide in due momenti distinti, entrambi fondamentali per scoprire eventuali anomalie:

osservazione;

palpazione.

Osservazione

  • Posizionarsi davanti a uno specchio, in un ambiente ben illuminato.
  • Tenere le spalle rilassate e le braccia lungo i fianchi.
  • Successivamente sollevare le braccia sopra la testa.
  • Portare poi i palmi delle mani uniti davanti alla fronte, così da indurre la contrazione dei muscoli pettorali.
  • In tutti questi momenti, osservare scrupolosamente sia la mammella destra sia quella sinistra.
  • Guardandosi allo specchio sia frontalmente sia lateralmente.

Prima ancora di effettuare l'autopalpazione al seno è necessario guardarlo perché i mutamenti possono essere anche estetici e solo un'attenta osservazione consente di individuarli.

I seni non sono mai uguali tra di loro ma uno è leggermente più grande di un altro ed entrambi hanno una leggera asimmetria. Oltre a queste differenze fisiologiche delle quali si è già a conoscenza, durante questa fase è importante soffermarsi su diversi aspetti, al fine di notare eventuali variazioni.

In particolare, si deve fare attenzione a:

  • cambiamenti di forma della mammella;
  • cambiamenti di colore della mammella;
  • cambiamenti di consistenza della mammella;
  • aumento di volume;
  • screpolatura o cambio di forma o colore del capezzolo;
  • ulcerazioni o rossore della cute;
  • presenza di fossette;
  • pelle a buccia d'arancia;
  • presenza di noduli sotto le ascelle.

Palpazione

  • Piegare il braccio del seno che si sta per esaminare, tenendo una mano dietro la nuca e il gomito puntato lateralmente.
  • Palpare il seno con i polpastrelli di indice, medio e anulare uniti.
  • Fare piccoli movimenti circolari su ogni quadrante del seno, aumentando gradualmente la pressione con il passare dei secondi.
  • Spostarsi facendo con la mano movimenti che vadano dall'alto verso il basso e poi dai capezzoli verso l'esterno, in modo da tracciare una sorta di stella.
  • Palpare anche il cavo delle ascelle e la zona vicina allo sterno.
  • Svolgere l'autopalpazione prima stando in piedi e poi in posizione supina.

Questa fase consiste nella valutazione tattile del proprio seno e si divide in due fasi: la vera e propria palpazione del seno e l'esame del capezzolo.

I movimenti circolari delle dita permettono di sentire eventuali noduli o indurimenti del tessuto mammario.

L'esame del capezzolo deve essere fatto premendo con delicatezza il capezzolo tra indice e pollice. Questo movimento serve a verificare possibili fuoriuscite di liquido ed eventualmente a controllare il colore della secrezione.

Il capezzolo può anche variare di forma e colore e per questo la sua valutazione deve essere sia tattile sia visiva.