Candidosi Esofagea: Cos'è? Cause, Sintomi e Cura di Antonio Griguolo

Generalità

La candidosi esofagea è l'infezione fungina, che scaturisce dalla crescita incontrollata, a livello dell'esofago, del fungo Candida albicans.

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Favorita da condizioni quali per esempio l'uso improprio di antibiotici, l'immunodepressione e il diabete mellito, la candidosi esofagea è tipicamente responsabile di: placche biancastre a livello della mucosa dell'esofago, dolore durante la deglutizione, nausea, vomito, difficoltà ad alimentarsi e perdita di peso.
Per la diagnosi di candidosi esofagea, è dirimente l'endoscopia dell'esofago.
La presenza di candidosi esofagea impone il ricorso a una terapia farmacologica a base di antimicotici.

Cos'è

Cos'è la Candidosi Esofagea?

La candidosi esofagea è l'infezione fungina, che risulta dalla proliferazione incontrollata, a livello dell'esofago, del fungo Candida albicans.
Alla pari di condizioni come per esempio la candida intestinale, la candida vaginale (nella donna), la candida orale, la candida al seno e la balanite da candida (nell'uomo), la candidosi esofagea rappresenta una delle possibilità modalità con cui si manifesta l'infezione da Candida albicans nell'essere umano.
La candidosi esofagea è anche nota con le espressioni "candida dell'esofago" ed "esofagite da candida".

Breve richiamo su cos’è la Candida

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La candida (o candidosi) è un'infezione fungina (o micosi) provocata dal fungo Candida albicans. Questo fungo è naturalmente presente nel corpo umano; in particolare, ama vivere negli ambienti umidi e caldi, come la bocca, la gola, l'esofago, il tratto gastrointestinale e i genitali (vagina, nella donna, e glande, nell'uomo).

COME CANDIDA ALBICANS CAUSA LA CANDIDA

Candida albicans è, in realtà, un fungo generalmente innocuo per l'essere umano, in quanto i cosiddetti "batteri buoni" costituenti la flora batterica e il sistema immunitario provvedono a prevenirne la proliferazione patologica.

Nel momento in cui, però, questi due sistemi di controllo vengono meno, Candida albicans comincia a moltiplicarsi intensamente, dando luogo alla condizione nota come candida o candidosi.

I funghi che si comportano come Candida albicans – ossia che approfittano di una situazione di difficoltà da parte dell'ospite – sono chiamati funghi opportunisti.

Classificazione scientifica di Candida albicans

Candida albicans è un fungo saprofita (cioè che si nutre di materiale in decomposizione), appartenente alla famiglia dei saccaromiceti. I saccaromiceti sono degli organismi unicellulari particolari, che vivono in colonie e che rientrano nella categoria dei cosiddetti lieviti (esattamente come Saccharomyces cerevisiae, il lievito utilizzato per il pane).

Cause

Quali sono le Cause della Candidosi Esofagea?

La candidosi esofagea insorge quando vengono meno i meccanismi di difesa preposti al controllo della proliferazione di Candida albicans a livello dell'esofago.

Si ricorda che Candida albicans è innocuo per l'organismo umano, fintanto che il sistema immunitario e la flora batterica di quest'ultimo sono in grado di controllarne la proliferazione.

Fattori Favorenti la Candidosi Esofagea

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Diversi fattori possono pregiudicare l'efficienza dei meccanismi di difesa preposti al controllo della proliferazione di Candida albicans a livello dell'esofago e contribuire allo sviluppo della candidosi esofagea; tra questi fattori, i più importanti per frequenza sono:

  • Uso improprio di antibiotici. L'abuso di antibiotici comporta l'impoverimento di quella parte di flora batterica deputata a controllare la proliferazione di microrganismi come Candida albicans;
  • Soffrire di immunodepressione. Chi soffre di immunodepressione presenta un sistema immunitario poco efficiente, di conseguenza è predisposto alle infezioni.
    Generalmente, l'immunodepressione è un problema tipico di: chi è affetto da malattie come l'AIDS o il cancro (che minano all'integrità del sistema immunitario), chi assume farmaci immunosoppressori o chemioterapici (sono farmaci che abbassano le difese immunitarie) e gli anziani (per ragioni fisiologiche);
  • Soffrire di diabete mellito. Negli individui diabetici, l'elevata quantità di glucosio nel sangue (glicemia alta) e nell'organismo più in generale favorisce la moltiplicazione del fungo Candida albicans, in quanto rappresenta, per quest'ultimo, una fonte quasi inesauribile di nutrimento.

A queste circostanze, fanno seguito:

È doveroso precisare che, sebbene capiti assai raramente, anche le persone che godono di ottima salute e non rientranti in nessuna delle suddette categorie di rischio possono sviluppare la candidosi esofagea.

Candidosi Esofagea Neonatale: le Cause

I bambini che nascono con parto vaginale da donne affette da candidosi esofagea potrebbero acquisire quest'ultima dalla madre; in tali frangenti, la candidosi esofagea è nota più propriamente con il nome di candidosi esofagea neonatale.

Epidemiologia

La candidosi esofagea è rara nelle persone sane; di contro, è abbastanza frequente nelle persone malate di cancro o AIDS e negli individui che assumono chemioterapici o immunosoppressori.

Secondo quanto riporta l'istituto Statunitense noto con il nome di Centers for Disease Control and Prevention (CDC), il 20% delle persone malate di cancro sviluppano la candidosi esofagea.

Sintomi e Complicazioni

Quali sono i Sintomi della Candidosi Esofagea?

La candidosi esofagea induce la formazione, sulla mucosa dell'esofago, di caratteristiche placche bianche, simili a fiocchi di latte e tendenti al sanguinamento, se raschiate; inoltre, determina:

  • Dolore o fastidio durante la deglutizione;
  • Nausea;
  • Vomito;
  • Difficoltà ad alimentarsi e perdita di peso. Sono una diretta conseguenza della deglutizione dolorosa;
  • Dolore al petto.

Malattie Associate

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La candidosi esofagea è associata molto spesso a candida orale; conosciuta anche come candidosi orale o mughetto, la candida orale è l'infezione fungina che risulta dalla proliferazione incontrollata di Candida albicans a livello di cavo orale e faringe.

La candida orale si manifesta con placche biancastre, lattescenti, puntiformi, lenticolari o confluenti su lingua, palato e faringe, e con sintomi quali bruciore in bocca, difficoltà a deglutire e mancata percezione dei sapori.

Candidosi Esofagea in una persona che gode di ottima salute

In quei rari casi in cui colpisce una persona sana e in buona salute, la candidosi esofagea è generalmente asintomatica.  

Complicazioni

In presenza di immunodepressione o particolari condizioni (es: diabete), la candidosi esofagea può degenerare in una condizione sistemica, nota come candidosi invasiva (o candida invasiva).
La candida invasiva è l'infezione risultante dal passaggio nel sangue del fungo Candida albicans (fungemia o funghemia) e la sua diffusione in organi importanti, come il cuore (endocardite), il cervello (encefalite), i polmoni (polmonite), il fegato (epatite), gli occhi (endoftalmite) o le ossa (osteomielite).
La candida invasiva può essere fatale per il paziente, pertanto rappresenta un'emergenza medica, a cui bisogna prestare soccorso immediato.

Fattori favorenti la candidosi invasiva:

Quando rivolgersi al medico?

Un individuo dovrebbe contattare il proprio medico di base quando rientra in una categoria a rischio di candidosi esofagea e sviluppa i classici sintomi della condizione, ossia dolore durante la deglutizione.

Diagnosi

Per la diagnosi di candidosi esofagea, l'esame obiettivo e la valutazione della storia clinica del paziente (anamnesi) sono importanti, ma non sufficienti; la conferma diagnostica della candida all'esofago, infatti, richiede il ricorso all'endoscopia esofagea.

È da segnalare che, in presenza di una sospetta candidosi esofagea, prima di ricorrere alla endoscopia dell'esofago, i medici tendono a prescrivere al paziente un ciclo di cure antimicotiche, per vedere se la sintomatologia migliora oppure no: un eventuale miglioramento dei sintomi esclude l'esecuzione dell'esame endoscopico, mentre la persistenza dei disturbi la rende necessaria.
A giustificare questo approccio è il fatto che, come riportato nella prossima sezione, l'endoscopia esofagea è una procedura minimamente invasiva.

Cos’è l’Endoscopia Esofagea?

L'endoscopia esofagea è l'esame strumentale che permette di visualizzare l'anatomia interna dell'esofago, attraverso l'introduzione, a partire dal bocca, di uno strumento tubulare fornito di telecamera e fonte luminosa, il cui nome è endoscopio.

L'endoscopio è di fatto una sonda collegata a un monitor esterno, su cui proietta quanto rilevato dalla sua telecamera.

L'endoscopia esofagea prevede la sedazione del paziente, al fine di introdurre senza problemi l'endoscopio nell'apparato digerente.

Per via del ricorso alla sedazione e dell'introduzione dell'endoscopia nell'apparato digerente, l'endoscopia esofagea rientra tra le procedure minimamente invasive.

Terapia

Come si Cura la Candidosi Esofagea?

Il trattamento della candidosi esofagea prevede una terapia farmacologica a base di antimicotici, con l'obiettivo di eliminare la colonia fungina responsabile dell'infezione.

Gli antimicotici sono farmaci dotati di uno specifico potere anti-fungo.

Se la candidosi esofagea condiziona in modo rilevante la capacità di assumere cibi, la terapia include anche un piano dietetico ad hoc ed il ricorso a particolari modalità di nutrizione.  

Farmaci per la Candidosi Esofagea

I farmaci antimicotici più impiegati in presenza di candidosi esofagea sono il fluconazolo l'itraconazolo; appartenenti alla categoria dei triazoli, il fluconazolo e l'itraconazolo agiscono contro alcuni enzimi che i funghi come Candida albicans utilizzano per riprodursi e sopravvivere (distruggono, quindi, delle molecole essenziali alla riproduzione di Candida albicans).

Se il fluconazolo e l'itraconazolo sono inefficaci, la terapia farmacologica vira su l'amfotericina B, un macrolide polienico, o la capsufungina, un echinocandina.

Per quanto concerne la via di somministrazione dei farmaci suddetti, questa varia in base alla gravità dell'infezione: per infezioni lievi-moderate, è per via orale tramite capsule o pastiglie; per infezioni gravi, invece, è per via endovenosa tramite iniezione.

TERAPIA FARMACOLOGICA QUANDO ALLA CANDIDOSI ESOFAGEA SI ASSOCIA LA CANDIDA ORALE

Quando la candidosi esofagea si associa a candida orale, la terapia farmacologica a base di fluconazolo si arricchisce dell'impiego di un altro medicinale: la nistatina.

TERAPIA FARMACOLOGICA IN CASO DI CANDIDA INVASIVA O AIDS

Se la candidosi esofagea degenera in candida invasiva o interessa un individuo affetto da AIDS, la terapia farmacologica prevede l'impiego delle già citate amfotericina B o capsufungina.  

Durata della Terapia Farmacologica

In genere, la durata della terapia farmacologica utile a contrastare la candidosi esofagea si aggira attorno ai 21 giorni.
A ogni modo, è il medico curante a stabilire con precisione per quanto tempo il paziente deve assumere i farmaci antimicotici.

Alimentazione

L'alimentazione per chi non riesce ad alimentarsi correttamente a causa della candidosi esofagea prevede il consumo di frullati ad alto contenuto di proteine o, nei casi più gravi, il ricorso alla nutrizione tramite sondino naso-gastrico.

Prevenzione

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Le principali misure di prevenzione della candidosi esofagea sono:

  • Durante una terapia antibiotica, rispettare le dose prescritte dal medico curante e assumere i fermenti lattici;
  • In presenza di condizioni favorenti la candidosi esofagea (es: diabete, AIDS, immunodepressione ecc.), avere massima cura della propria igiene orale;
  • Limitare il consumo di alimenti ricchi di zuccheri;
  • Sottoporsi regolarmente a visite dentistiche di controllo;
  • Curare scrupolosamente le infezioni da Candida albicans a carico delle altri parti del corpo (es: candida orale, candida vaginale ecc.).

Prognosi

In assenza di un trattamento adeguato, la candidosi esofagea può rivelarsi una condizione dalla prognosi infausta, specie il paziente è cagionevole di salute; al contrario, se le cure sono tempestive, presenta buone probabilità di prognosi benevola.

Antonio Griguolo

L'autore

Antonio Griguolo

Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza


Ultima modifica dell'articolo: 18/07/2019