Bed Rotting, Marcire a Letto: cosa significa e quando è davvero troppo?

Bed Rotting, Marcire a Letto: cosa significa e quando è davvero troppo?
Ultima modifica 21.02.2024
INDICE
  1. Introduzione
  2. Cos'è il Bed Rotting?
  3. Quanto tempo stare a letto dopo il risveglio
  4. Vantaggi e svantaggi del Bed Rotting
  5. Quando preoccuparsi
  6. Cosa dicono gli esperti

Introduzione

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Il bed rotting, in italiano "marcire a letto", è una nuova tendenza che spopola su alcuni social network.

Molto semplicemente, consiste nel restare a letto, sotto le coperte, dopo il risveglio, anche per un'intera giornata.

Questo articolo intende chiarire cos'è il bed rotting, quali conseguenze può avere e quando la quantità di tempo trascorsa a letto dopo il risveglio risulta essere davvero troppa e deve far preoccupare.

Cos'è il Bed Rotting?

"Bed rotting" è l'espressione inglese traducibile in italiano con "marcire a letto". È l'abitudine che hanno alcune persone di restare a letto dopo il risveglio, anche per diverse ore.

Il bed rotting potrebbe considerarsi un momento di relax, di riposo ulteriore dopo il sonno e, per certi versi, anche di procrastinazione delle responsabilità quotidiane; non a caso, il bed rotting spesso caratterizza il week-end, che per molti rappresenta la pausa dal lavoro o dalla scuola prima del lunedì.

Durante il bed rotting, lo stare a letto è dedicato, solitamente, ad attività leggere, come mangiare, guardare la TV o scorrere lo smartphone.

Senza dubbio, il bed rotting è un'abitudine che richiama attenzione.
Per la società attuale, che pone molta enfasi sul fatto di essere sempre impegnati, produttivi e occupati, costituisce un fenomeno criticabile per molti aspetti; tuttavia, bisogna soffermarsi anche su altri punti, dove il buon senso si intreccia con la salute e il benessere fisico e mentale.

C'è chi sostiene che il bed rotting è una forma di depressione; in realtà, si tratta di un'affermazione esagerata e la risposta giusta è: dipende.

Per indicare il fenomeno del bed rotting, si usa anche l'espressione "hurkle-durkling", una vecchia frase scozzese che fa riferimento al passare il tempo il libero a letto da svegli.

Quanto tempo stare a letto dopo il risveglio

Sembra doveroso chiarire subito quanto si può stare a letto dopo il risveglio, per non esagerare.

A riguardo, gli esperti richiamano alla moderazione (sia nelle tempistiche, che nelle ripetitività) e a come fa sentire lo stare a letto dopo essersi svegliati.

In linea generale, concordano che tra i 15 e i 30 minuti è un lasso di tempo ragionevole per continuare a stare a letto, senza condizionare eccessivamente il proprio stile di vita.

Aggiungono, però, anche che, se lo stare a letto oltre il risveglio peggiora lo stato d'animo per il resto della giornata attiva, allora bisogna variare tempistiche (e ridurle).

In realtà, in merito a quest'ultima precisazione, alcuni psicoterapeuti esperti nei disturbi del sonno affermano anche il contrario, ossia: se lo stare a letto dopo il risveglio anche oltre la mezz'ora migliora lo stato d'animo per il resto della giornata, allora può essere utile ascoltare il proprio corpo e la propria mente, sempre tenendo conto che la moderazione è importante (in sostanza, non bisogna che diventi una costante).
In quest'ottica, il bed rotting perde un po' di quella accezione negativa che si tende a riservargli.

Detto ciò, c'è un aspetto fondamentale che gli esperti tengono a sottolineare riguardo l'abitudine del rimanere a letto anche da svegli: rilassarsi a letto dopo il risveglio è diverso dal dormire e non può considerarsi un sostituto.

Alla luce di ciò, se una persona, dopo il risveglio, sta a letto credendo di attingere agli stessi benefici del sonno, si sbaglia e, probabilmente, dovrebbe pensare a un'altra strategia per migliorare il sonno notturno.

Vantaggi e svantaggi del Bed Rotting

Vantaggi

Per gli esperti, lo stare a letto anche dopo il risveglio presenta anche dei vantaggi: lo considerano, infatti, una strategia valida per rimediare allo stress, alla stanchezza e al senso di esaurimento provocati dalla frenesia delle giornate di lavoro, scuola, in famiglia ecc.

Sostanzialmente, è un modo alternativo di ricaricare le batterie in vista dell'inizio della giornata vera e propria o, durante il week-end, in vista del successivo lunedì.

Se la persona applica il bed rotting in quest'ottica e ne trae giovamento, non c'è un particolare motivo per abolire questa abitudine.

Ancora una volta, la moderazione e lo stato d'animo con cui si vive una situazione fanno la differenza.

Svantaggi

Se manca di moderazione (sia nelle tempistiche che nella ripetitività), il bed rotting potrebbe rivelarsi un'abitudine estremamente negativa: essa, infatti, potrebbe togliere tempo ad altre attività più significative, quali per esempio vedere un amico o un parente, praticare esercizio fisico, dedicarsi alla casa o ai figli ecc.

Inoltre, sempre in assenza di moderazione, alcune persone potrebbe farsi prendere la mano e applicare di routine il bed rotting anche in giornate poco indicate, quando incombe il lavoro, la scuola, le attività scolastiche dei figli ecc. Ciò può portare a problematiche in ambito lavorativo, scolastico, familiare, con gravi ripercussioni sulla vita quotidiana.

Ancora, nel bed rotting, l'utilizzo dello smartphone, specialmente per navigare nei social network, ha un ruolo centrale; tuttavia, è ampiamente documentato come trascorrere molto tempo nei social abbia un impatto negativo sulla salute mentale della persona, specialmente se giovane.

Infine, se privo di criterio, il bed rotting potrebbe compromettere anche la qualità del sonno notturno, in modi di cui si discuterà successivamente.

Quando preoccuparsi

La pratica del bed rotting deve preoccupare quando:

  • Dura una giornata intera o di più;
  • Costituisce un modello di comportamento;
  • Comporta problemi in ambito lavorativo/scolastico e/o nel contesto familiare (per esempio, c'è una trascuratezza nei confronti dei bisogni dei figli);
  • Rappresenta un modo per sfuggire agli impegni, alle sensazioni e allo stress della vita;
  • Una volta alzati finalmente dal letto, la persona si sente giù di morale per essere stata, in precedenza, poco produttivo;
  • Pregiudica la qualità del sonno notturno.

Alcune di queste eventualità sono segnali di disturbi della sfera psicologica come ansia e depressione, che necessitano di cure adeguate.
Ciò spiega finalmente per quale motivo qualche definisce il bed rotting come una forma di depressione; tuttavia, come descritto in precedenza, prima di dare un giudizio così netto, bisogna valutare vari aspetti.

Come il Bed Rotting influenza il sonno

Gli esperti in disturbi del sonno si sono pronunciati in merito agli effetti del bed rotting nei confronti del sonno notturno e la loro posizione è abbastanza netta: le persone, specie quelle con problemi di insonnia, dovrebbero associare il letto esclusivamente al dormire e all'intimità, questo per far sì che il cervello identifichi il letto solo per le suddette attività.
Aggiungono, quindi, che usare il letto per guardare la TV, mangiare e/o scorrere lo smartphone confonde il cervello umano e la sua concezione del ruolo del letto, in un processo del tutto inconscio.
Questa confusione induce, o alimenta se il soggetto già ne soffre, disturbi del sonno, quali l'insonnia.

Inoltre, pongono l'accento anche su un altro aspetto: per mantenere il corretto ritmo circadiano, l'essere umano necessita dell'esposizione alla luce solare, che induce la produzione di melatonina.
Con un bed rotting scriteriato, potrebbe venire a mancare questa esposizione e saltare il ritmo circadiano.

Infine, precisano che praticare il bed rotting anche prima di dormire potrebbe avere effetti negativi sul sonno notturno; non a caso, una buona igiene del sonno prevede di andare a letto soltanto quando si è veramente pronti a dormire.

Lo sapevi che…

Una buona igiene del sonno prevede che, se non ci si addormenta entro 30 minuti da quando si è andati a letto o se si rimani svegli oltre 20 minuti dopo un risveglio notturno, bisogna alzarsi.

Cosa dicono gli esperti

Vari esperti in materia di psicoterapia e disturbi del sonno si sono espressi in merito al fenomeno del bed rotting, specie ultimamente a seguito del grande risalto derivante dal social; ecco, in sintesi, alcuni dei loro punti di vista:

  • Quando si parla di bed rotting, vale lo slogan "meno è meglio", a sottolineare l'importanza della moderazione che deve caratterizzare questa pratica.
  • Un bed rotting moderato presenta anche dei vantaggi, specie se migliora lo stato d'animo e permette di ricaricare le batterie in vista degli impegni giornalieri successivi o di quelli dei giorni seguenti.
  • Se l'intenzione è quella di rilassarsi oltre un tempo ragionevole (15-30 minuti), sarebbe buona norma trasferirsi dal letto a un divano o a una poltrona, così da identificare il letto soltanto per dormire.
  • Per una corretta igiene del sonno, il letto dovrebbe essere usato soltanto per dormire; stare a letto da svegli potrebbe rappresentare un inganno per il cervello e provocare disturbi del sonno, quali l'insonnia.
  • Se, in seguito a una sorta di pentimento, il bed rotting peggiora lo stato d'animo, allora bisogna evitare questa pratica; bisognerebbe evitarla anche se, durante l'uso dello smartphone, porta la persona a conoscere anzitempo i futuri impegni lavorativi e a sentirsi in ansia per il fatto che ha perso tempo steso a letto.
  • In caso di insonnia, è sbagliato pensare di praticare il bed rotting nella speranza che venga nuovamente sonno: stare a letto, infatti, abitua soltanto il cervello e il corpo a stare sveglio quando si trova a letto.
  • Il bed rotting è accettabile se praticato con moderazione; 15-30 minuti trascorsi a letto da svegli possono avere effetti positivi e non sono necessariamente sinonimo di pigrizia.
    Il bed rotting è praticabile anche nelle giornate lavorative, se aiuta a rendere meglio o ad affrontare la giornata con un umore migliore.
  • Il bed rotting è un'abitudine da abbandonare immediatamente se pregiudica il rendimento lavorativo o scolastico, o se compromette le interazioni sociali e familiari.
  • Stare a letto svegli è diverso da dormire e non conferisce gli stessi benefici del sonno.

Autore

Dott. Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza