Artrosi e Artrite Reumatoide: quali differenze e come riconoscerle

Artrosi e Artrite Reumatoide: quali differenze e come riconoscerle
Ultima modifica 05.08.2022
INDICE
  1. Introduzione
  2. Cosa sono
  3. Differenze e Caratteristiche
  4. Terapia
  5. Diagnosi

Introduzione

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2022/08/05/artrosi-e-artrite-reumatoide-orig.jpeg Shutterstock

Artrosi e artrite reumatoide sono due patologie reumatiche, che spesso la gente confonde l'una con l'altra probabilmente perché colpiscono entrambe le articolazioni.

In realtà, come si vedrà in questo articolo, sono condizioni molto differenti sotto differenti punti di vista: dalle cause alla patogenesi, alla velocità di esordio, ai sintomi articolari, alle terapie disponibile e altro ancora.

Per approfondire: Artrite: cosa vuol dire? Principali tipi di Artrite Ascolta su Spreaker.

Cosa sono

Artrosi e artrite reumatoide sono due forme distinte di artrite; questo spiega perché rientrano tra le cosiddette malattie reumatiche.

In medicina, con il termine "artrite" si fa riferimento in modo generico a tutte quelle condizioni che provocano l'infiammazione delle articolazioni.

Artrosi (anche nota come osteoartrite) e artrite reumatoide sono tra le più diffuse forme di artrite; l'artrosi è, senza dubbio, la più comune.

Cosa sono le malattie reumatiche?

Sotto la dicitura "malattie reumatiche" rientrano tutte quelle patologie caratterizzate dall'infiammazione di articolazioni, legamenti, tendini, ossa e/o muscoli, e che in alcuni casi possono avere anche impatto sistemico (cioè andare a colpire organi di apparati diversi da quello locomotore).

Cos’è l’Artrosi?

L'artrosi è una malattia delle articolazioni di tipo degenerativo, contraddistinta dal deterioramento progressivo della cartilagine articolare.

La cartilagine articolare è lo strato cartilagineo che ricopre le superfici ossee impegnate nelle articolazioni (superfici articolari); il suo scopo è favorire lo scorrimento tra le superfici articolari e, al tempo stesso, proteggerle dallo sfregamento reciproco.

Nell'artrosi – malattia in cui la cartilagine articolare si assottiglia fino, nei casi estremi, a scomparire – le superfici articolari dell'articolazione colpita sfregano tra loro, poiché lo strato protettivo – la cartilagine articolare – viene meno.

Tutto ciò le rende più sensibili e le infiamma; l'infiammazione causa dolore.

Gli esperti definiscono l'artrosi una malattia da usura, dove quest'ultimo termine fa riferimento al deterioramento della cartilagine articolare.

Attualmente, rimane ancora sconosciuta la causa precisa dell'artrosi (ossia non si ancora cosa inneschi la degenerazione della cartilagine articolare); tuttavia, numerose evidenze suggeriscono una connessione tra la malattia e fattori favorenti quali:

  • Età avanzata (sopra i 50 anni);
  • Storia passata di infortuni articolari;
  • Sovrappeso e obesità;
  • Sesso femminile;
  • Familiarità/predisposizione genetica;
  • Presenza di altre forme di artrite (es: artrite reumatoide).

Agli stadi più avanzati, l'artrosi è capace anche di alterare la forma delle superfici articolari, sfociando nella formazione dei cosiddetti osteofiti.

Cos’è l’Artrite Reumatoide?

L'artrite reumatoide è una malattia autoimmune; questo vuol dire che scaturisce dal cattivo funzionamento del sistema immunitario.

Nello specifico, nell'artrite reumatoide, il sistema immunitario aggredisce in modo del tutto anomalo la sinovia (detta anche membrana sinoviale) di alcune articolazioni.

Da questa aggressione anomala scaturisce infiammazione e poi dolore: la sinovia infiammata si ispessisce e l'area articolare diventa più sensibile e gonfia; il dolore è una normale conseguenza, a cui si aggiunge anche una certa rigidità di movimento a carico delle articolazioni colpite.

Nel tempo, poi, la malattia altera l'intera struttura articolare, con le superfici articolari e la cartilagine che si danneggiano, i legamenti che si indeboliscono e la capsula articolare che cambia forma.

Attualmente, la causa precisa dell'artrite reumatoide è ancora sconosciuta; sulla scorta di numerose evidenze, tuttavia, gli esperti ritengono che la malattia sia dovuta a una combinazione di fattori genetici e ambientali (tra quest'ultimi figurano infezioni virali o batteriche e stress, sia emotivo che fisico).

Differenze e Caratteristiche

In questa sezione, l'articolo tratterà le principali differenze tra artrosi e artrite reumatoide; come si vedrà, da questo confronto emergeranno anche le caratteristiche più importanti delle due condizioni.

Età di insorgenza

Artrite reumatoide

L'artrite reumatoide può insorgere in ogni momento della vita; in genere, tuttavia, compare durante la mezza età (attorno ai 40-45 anni).
A soffrirne maggiormente sono le donne.

Artrosi

L'artrosi si fa sentire tipicamente in età avanzata, dopo i 50-60 anni.

Velocità di esordio

Artrite reumatoide

L'artrite reumatoide insorge in modo rapido: la condizione, infatti, potrebbe instaurarsi nel giro di settimane/mesi.

Artrosi

L'artrosi è il risultato di processo molto lento, che per alcune articolazioni inizia a 30 anni.
Negli anni che precedono la malattia vera e propria, il soggetto potrebbe avvertire dei dolori (che sono delle avvisaglie), i quali sono riconducibili al processo di deterioramento a carico della cartilagine articolare.

Sintomi articolari

Artrite reumatoide

Nell'artrite reumatoide, le articolazioni risultano dolorose, gonfie e rigide.

Artrosi

Nell'artrosi, le articolazioni sono dolorose, sensibili, rigide, ma non gonfie.

Articolazioni colpite

Artrite reumatoide

L'artrite reumatoide può colpire sia le piccole che le grandi articolazioni.
Infatti, se è vero che la malattia predilige le interfalangee prossimali di mani e piedi, le metacarpofalangee (delle mani), le metatarsofalangee (dei piedi) e il polso, è altrettanto vero sono molti i pazienti con sintomi a livello di gomito, spalla, ginocchio e caviglia.
Di norma, la malattia agisce in modo simmetrico, nel senso che interessa le stesse articolazioni su entrambi i lati del corpo quasi contemporaneamente (es: gomito destro e gomito sinistro; polso destro e polso sinistro ecc.).

Artrosi

Anche l'artrosi può colpire sia le grandi che le piccole articolazioni; tuttavia, diversamente dall'artrite reumatoide, la sua azione non è simmetrica: infatti, tante volte, interessa prima un'articolazione su un lato del corpo e solo in un secondo momento anche la controlaterale (ossia la stessa sull'altro lato).
Tra le articolazioni che soffrono più frequentemente di artrosi, figurano quelle delle dita delle mani (per esempio, il pollice, nella rizoartrosi), l'anca e il ginocchio (che sono due articolazioni portanti), e quelle della colonna vertebrale.

Durata della rigidità mattutina

Artrite reumatoide

Nell'artrite reumatoide, la rigidità mattutina (dopo l'inattività notturna) dura di solito più di un'ora.

Artrosi

Nell'artrosi, invece, dura generalmente meno di un'ora, ma ritorna a fine giornata o dopo un periodo di attività particolarmente stressante per l'articolazione sofferente.

Presenza di sintomi sistemici

Artrite reumatoide

L'artrite reumatoide è una patologia che può diffondersi ad altri organi e tessuti del corpo, provocandone l'infiammazione e innescando sintomi extra-articolari.
In particolare, in aggiunta alle articolazioni, può colpire i polmoni, gli occhi, il cuore, i vasi sanguigni, la bocca e la pelle.

Artrosi

L'artrosi è una malattia prettamente articolare, cioè limitata esclusivamente alle articolazioni.

Terapia

Ovviamente, dato che sono condizioni differenti, artrosi e artrite reumatoide differiscono anche per quanto concerne la gestione terapeutica.

Gli obiettivi della terapia, tuttavia, sono gli stessi:

  • Ridurre i sintomi;
  • Prevenire/posticipare le complicanze;
  • Migliorare la salute articolare e in generale di tutto l'apparato muscolo-scheletrico;
  • Migliorare lo stato di salute generale del paziente.

Inoltre, un altro importante aspetto in comune da segnalare è il fatto che non esiste una terapia risolutiva che guarisca da queste patologie.

Come si cura l’Artrosi?

Farmaci

Per un sollievo immediato dal dolore, i farmaci antidolorifici sono, senza dubbio, un'ottima soluzione: paracetamolo, ibuprofene, aspirina e suoi derivati sono tra i più utilizzati; seguono, poi, i corticosteroidi, i quali trovano impiego solo se i precedenti risultano poco efficaci (si ricorda che, prima di ricorrere a tutti questi farmaci, specie FANS e corticosteroidi, è bene consultare il medico curante).

Fisioterapia ed esercizio fisico

Per una gestione del dolore nel lungo periodo, giocano un ruolo chiave la fisioterapia e la pratica regolare di esercizio fisico.
Incentrata sul rinforzo muscolare e su esercizi di mobilità articolare e propriocezione, una fisioterapia mirata permette di ridurre il carico sulle articolazioni sofferenti (muscoli più forti si sobbarcano parte del lavoro che altrimenti svolgerebbero solo le articolazioni) e la loro rigidità.
Per quanto concerne invece l'esercizio fisico regolare, questo non solo favorisce il benessere generale dell'organismo (aumentando la resistenza ecc.), ma aiuta anche a perdere peso nel soggetto in sovrappeso od obeso: un fisico più asciutto significa meno carico per le articolazioni, specie quelle portanti come anca e ginocchio (che sono tra le più colpite).
Ultima considerazione in merito a questi temi riguarda la continuità: una volta appreso come svolgere gli esercizi di rinforzo e mobilità, il soggetto dovrebbe continuare a svolgerli in autonomia anche una volta concluse le sedute con il fisioterapista, perché solo così otterrà i benefici sperati nel lungo periodo; lo stesso discorso vale per l'esercizio fisico (non a caso si parlava di regolarità).

Chirurgia

In alcuni casi di artrosi alle grandi articolazioni (ginocchio, anca o spalla) sussistono le basi per ricorrere alla chirurgia, nella speranza di migliorare la sintomatologia o evitare spiacevoli complicanze.
La protesi è probabilmente il rimedio chirurgico più conosciuto, ma non è il solo: esistono, infatti, l'intervento in artroscopia per la "pulizia" dell'articolazione (riservato generalmente ai pazienti meno anziani) e l'osteotomia (per modificare l'asse di un arto e ridurre il carico in un determinato settore dell'articolazione).
Che serva per ritardare le complicanze o che sia di tipo protesico, la chirurgia rimane comunque un intervento invasivo, riservato a pazienti selezionati, che non hanno trovato giovamento da nessun altro tipo di trattamento.

Medicina rigenerativa

Negli ultimi anni, si sta diffondendo sempre di più una procedura di medicina rigenerativa nota come trapianto di cellule mesenchimali.
Prelevate dal tessuto adiposo o dal midollo osseo, le cellule mesenchimali sono cellule staminali ancora indifferenziate, dotate della capacità di diventare cellule di un particolare tessuto, compreso quello cartilagineo.
Una volta iniettate nell'articolazione sofferente, le cellule mesenchimali riescono a differenziarsi in cellule di cartilagine simil-ialina, andando così a emulare la cartilagine articolare.
Sulla carta, il trapianto di cellule mesenchimali sembra essere la soluzione all'artrosi; in realtà, però, presenta dei limiti: prima di tutto, è un trattamento di tipo biologico che non assicura gli stessi risultati su ogni paziente (alcuni individui rispondono bene, altri meno bene); in secondo luogo, è indicata quando l'artrosi è in fase iniziale (nei soggetti con artrosi avanzata tende a risultare inefficace).

Altri rimedi

Esistono tanti altri rimedi sintomatici per l'artrosi.
In questa sezione, si segnalano gli impacchi di ghiaccio (da applicare sulla zona dolente dell'articolazione) e la crema alla capsaicina.

Per approfondire: Farmaci per la Cura dell'Artrosi

Come si cura l’Artrite Reumatoide?

Farmaci

Sono disponibili diversi farmaci per la gestione dell'artrite reumatoide.
Alcuni sono indicati esclusivamente per controllare la sintomatologia dolorosa; è il caso di: paracetamolo, FANS e corticosteroidi.
Altri, invece, trovano impiego nella speranza di modificare la patogenesi della malattia; in questo caso, si sta parlando dei cosiddetti DMARDs (sigla che sta per Farmaci Anti-Reumatici Modificanti la Malattia), tra cui figurano per esempio il metotrexato, la sulfasalazina e l'idrossiclorochina), e i cosiddetti farmaci biologici, i quali invece includono adalimumab, infliximab, tocilizumab ecc.
Il ricorso a questa seconda categoria di farmaci (DMARDs e farmaci biologici) è fondamentale per provare a rallentare il decorso della malattia; attenzione, però, sono medicinali che presentano diversi effetti collaterali e il cui impiego deve essere sempre opportunamente valutato e monitorato nel tempo dal medico curante.

Fisioterapia

Anche il paziente con artrite reumatoide può ottenere dei benefici dalla fisioterapia.
I motivi della sua applicazione ricalcano quelli riportati per l'artrosi: l'intenzione è rinforzare i muscoli e migliorare la mobilità articolare per favorire la salute delle articolazioni sofferenti e avvertire meno dolore.

Chirurgia

Anche in questo caso, le soluzioni chirurgiche sono diverse; esistono, infatti:

  • Gli interventi su tendini e/o legamenti delle mani strettamente correlati alla salute articolare (si ricorda che le mani sono tra le aree più colpite dall'artrite reumatoide);
  • L'artroscopia per la "pulizia" articolare;
  • Gli interventi di protesi articolare o artroplastica.

Il ricorso alla chirurgia avviene soltanto quando la salute articolare è fortemente compromessa.

Dieta

Non esistono evidenze forti a sostegno che una certa alimentazione aiuti a contrastare i sintomi dell'artrite reumatoide.
Tuttavia, una dieta sana, bilanciata e completa aiuta a mantenere nella norma il peso corporeo e a favorire la salute delle ossa (i pazienti con artrite reumatoide sono soprattutto donne, che tendono più facilmente a sviluppare osteoporosi dopo i 50 anni).

Per approfondire: Farmaci per la Cura dell'Artrite Reumatoide

Diagnosi

Come si vede se è Artrosi o Artrite Reumatoide?

Infine, è doveroso analizzare come i medici generalmente giungono alla diagnosi di artrosi e artrite reumatoide.

Come si vedrà nelle prossime sezioni, l'iter diagnostico è differente (e non potrebbe essere altrimenti, date le differenze tra le due patologie); senza dubbio, la diagnosi di artrosi è più semplice.

Quali esami fare per diagnosticare l’Artrosi?

L'esame obiettivo e l'anamnesi forniscono molto informazioni utili (l'età avanzata, una storia di infortuni all'articolazione, soggetto obeso, dolore articolare senza gonfiore, ecc. sono tutti indicatori importanti, da non sottovalutare).

Tuttavia, per la conferma diagnostica, è fondamentale la diagnostica per immagini: raggi X e risonanza magnetica sono esami che permettono di analizzare lo stato di salute articolare nei minimi particolari.

Quali esami fare per diagnosticare l’Artrite Reumatoide?

La diagnosi di artrite reumatoide è decisamente più complessa.

A esame obiettivo, anamnesi e diagnostica per immagini (raggi X e risonanza magnetica) deve aggiungersi una batteria di esami del sangue, che comprende:

Valori elevati di VES e PCR, e positività ai test per il fattore reumatoide e per l'anti-CCP sono fortemente indicativi di artrite reumatoide; è doveroso, tuttavia, segnalare anche l'importanza di integrare il tutto con un approccio per esclusione (diagnosi differenziale) e con le valutazioni del medico specialista di riferimento.

Autore

Dott. Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza