Artroscopia del Ginocchio di A.Griguolo

Generalità

L'artroscopia del ginocchio è una tecnica chirurgica minimamente invasiva, che permette la diagnosi e la cura di numerose problematiche del ginocchio.

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La sua esecuzione prevede la pratica di piccolissime incisioni cutanee a livello del ginocchio e l'impiego dell'artroscopio, uno strumento a forma di cannuccia e dotato di una telecamera e una fonte luminosa.
Le procedure di artroscopia del ginocchio impongono una certa preparazione, la quale tuttavia è molto semplice da attuare.
Nell'artroscopia del ginocchio, fase post-operatoria, tempi di guarigione e ritorno alle attività quotidiane variano in base ai motivi di attuazione della tecnica chirurgica in questione.

Breve richiamo anatomico del ginocchio

Il ginocchio è l'importante articolazione sinoviale del corpo umano, posta tra femore (superiormente), tibia (inferiormente) e rotula (anteriormente).
Alla sua costituzione prendono parte diversi elementi anatomici, tra cui:

  • La cartilagine articolare, situata sulla superficie inferiore del femore;
  • La membrana sinoviale, che tappezza l'articolazione dall'interno e produce il liquido sinoviale, un fluido lubrificante;
  • Tendini e legamenti, che garantiscono la stabilità dell'articolazione e il giusto allineamento tra femore e tibia;
  • Borse sinoviali, che sono piccole sacche di membrana sinoviale, ripiene di liquido sinoviale;
  • Il menisco interno (o menisco mediale) e il menisco esterno (o menisco laterale), che sono dei cuscinetti di cartilagine situati sulla superficie della tibia.

Cos'è l'Artroscopia del Ginocchio?

L'artroscopia del ginocchio è una tecnica chirurgica minimamente invasiva, eseguita in anestesia, attraverso la quale sono possibili la diagnosi e la cura di patologie e infortuni all'articolazione del ginocchio.
Come ogni tipo di artroscopia, anche l'artroscopia del ginocchio prevede l'utilizzo di uno strumento particolare, chiamato artroscopio.

Cos'è l'artroscopio e a cosa serve nell'artroscopia del ginocchio?

L'artroscopio è lo strumento principale e più rappresentativo dell'artroscopia.
Paragonabile per lunghezza e larghezza a una cannuccia per bere, l'artroscopio presenta, a un'estremità, una rete di fibre ottiche con la doppia funzione di telecamera e sorgente luminosa, e, quasi all'altra estremità, un cavo per l'accensione della rete a fibre ottiche e per il collegamento della suddetta telecamera a un monitor.

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Durante gli interventi in artroscopia (quindi anche durante l'artroscopia del ginocchio), l'artroscopio è lo strumento che il medico operante introduce, dalla parte della telecamera e della sorgente luminosa, all'interno dell'articolazione del ginocchio e che utilizza, successivamente, come macchina da presa esplorativa capace di trasmettere quanto filmato nel monitor collegato.
Grazie alla sua forma a cannuccia, l'artroscopio è un apparecchio estremamente maneggevole e capace di incunearsi in ogni angolo dell'articolazione d'interesse; inoltre, sempre grazie alla sua forma assottigliata, la sua introduzione all'interno del corpo umano non richiede l'esecuzione di una grande incisione, ma solo di una piccola apertura cutanea non superiore al centimetro.

Chi pratica l'artroscopia del ginocchio?

Di norma, le procedure di artroscopia del ginocchio sono di competenza di un medico ortopedico specializzato nella diagnosi e nella cura delle problematiche all'articolazione del ginocchio.

Indicazioni

A seconda delle circostanze, l'artroscopia del ginocchio può avere scopo diagnostico oppure scopo terapeutico.

Quando è diagnostica?

Gli ortopedici impiegano l'artroscopia del ginocchio con scopi diagnostici, quando valutazioni di routine e meno invasive come l'esame obiettivo, l'anamnesi e gli esami radiologici (raggi X e risonanza magnetica nucleare) non hanno fornito dati sufficienti a formulare una diagnosi definitiva, relativamente a un problema a livello del ginocchio.
L'artroscopia del ginocchio con finalità diagnostiche, quindi, è un esame chiarificatore delle situazioni incerte. A conferirle questo ruolo di esame chiarificatore sono i vantaggi provenienti dall'impiego di una telecamera come fonte sonda esplorativa dell'articolazione d'interesse.

Può capitare che un'artroscopia del ginocchio eseguita, inizialmente, con finalità diagnostiche si trasformi in terapeutica, nel momento in cui il medico esecutore ha chiarito la problematica articolare presente e ha ritenuto di poterla risolvere nel corso dello stesso intervento.

Quando è terapeutica?

L'artroscopia del ginocchio trova impiego con scopi terapeutici, in presenza di problematiche al ginocchio resistenti ai trattamenti non chirurgici (i quali rappresentano sempre le soluzioni di prima linea) o al cospetto di problematiche al ginocchio curabili soltanto tramite chirurgia.

Cosa permette di diagnosticare e curare?

L'artroscopia del ginocchio permette di diagnosticare e curare:

  • La rottura di un menisco (o lesione di un menisco);
  • La lacerazione del legamento crociato anteriore o del legamento crociato posteriore;
  • La lacerazione totale o semi-totale del legamento collaterale mediale o del legamento collaterale laterale;
  • Le lesioni del tendine rotuleo;
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  • I difetti della cartilagine articolare;
  • Una  borsite (infiammazione di una borsa sinoviale) al ginocchio;
  • La cisti di Baker. La cisti di Baker è un nodulo anomalo che si forma dietro al ginocchio, in seguito alla fuoriuscita di liquido sinoviale dalla borsa poplitea (una borsa sinoviale del ginocchio);
  • Le fratture del piatto tibiale;
  • Una sinovite (infiammazione della membrana sinoviale) del ginocchio;
  • Le malattie della rotula (dislocazione patellare, condropatia rotulea e fratture).

Chi sono i pazienti più comuni?

In genere, gli individui che loro malgrado devono beneficiare delle potenzialità diagnostiche e terapeutiche dell'artroscopia del ginocchio sono:

  • Gli sportivi, in particolare i praticanti attività sportive che prevedono la corsa con repentini cambi di direzione e il contatto fisico;
  • Gli anziani, con problemi di artrosi o artrite reumatoide.

Preparazione

Almeno un paio di settimana prima di qualsiasi operazione di artroscopia del ginocchio (quindi a prescindere dallo scopo diagnostico o terapeutico), il possibile futuro paziente deve sottoporsi a una serie di esami clinici conoscitivi e incontrare l'ortopedico che l'ha in cura, per ricevere informazioni in merito alle modalità d'intervento e alle cosiddette misure pre-operatorie.

Esami clinici conoscitivi

Gli esami clinici conoscitivi consistono, sostanzialmente, in: un esame obiettivo accurato, un esame del sangue completo, un esame cardiologico e una valutazione approfondita della storia clinica.
Il ricorso a queste indagini serve a stabilire se ci sono o meno le condizioni di salute indispensabili per la buona riuscita dell'operazione di artroscopia del ginocchio.

Informazioni sulle modalità dell'operazione

Fornite di norma al termine degli esami clinici conoscitivi, le informazioni relative alle modalità operative dell'artroscopia del ginocchio riguardano temi come:

  • I passaggi principali delle procedure di artroscopia del ginocchio;
  • La durata approssimativa dell'intervento;
  • Il tipo di anestesia impiegato;
  • Gli esercizi di riabilitazione da svolgere a casa nei primi giorni successivi alla procedura;
  • La durata della fisioterapia post-operatoria necessaria;
  • L'attesa per il raggiungimento della guarigione completa.

Misure pre-operatorie

Le misure pre-operatorie sono accortezze che il paziente deve seguire alla lettera, affinché l'artroscopia al ginocchio vada a buon fine.
Illustrate anch'esse al termine degli esami clinici conoscitivi, consistono in:

  • Interrompere qualsiasi eventuale terapia a base di farmaci anticoagulanti, perché questi farmaci, in occasione di tagli come le incisioni chirurgiche, tendono a favorire il sanguinamento.
  • Nel giorno della procedura, presentarsi a digiuno completo da almeno 8-10 ore. L'unico alimento concesso è l'acqua, ma solo fiino a un paio di ore dall'operazione;
  • Sempre nel giorno dell'intervento, farsi accompagnare a casa da un familiare o da un amico, perché alla conclusione delle procedure di artroscopia del ginocchio, complice l'anestesia, risultano compromesse le capacità di attenzione e vigilanza (attività come guidare, quindi, potrebbero essere molto pericolose).

Procedura

Le operazioni di artroscopia del ginocchio sono interventi di chirurgia ambulatoriale, suddivisibili in 3 momenti principali, che, in ordine temporale dal primo all'ultimo, sono: il momento dedicato alla preparazione e al posizionamento del paziente, il momento dell'anestesia e il momento operativo vero e proprio.

L'artroscopia del ginocchio è una tecnica chirurgica ambulatoriale. Questo vuol dire che la sua esecuzione occupa in totale mezza giornata e non necessita del ricovero ospedaliero, salvo casi eccezionali.

Preparazione e posizionamento del paziente

Durante la fase di preparazione e posizionamento, il paziente interagirà con un infermiere dello staff medico, che:

  • Lo accoglierà al suo arrivo nella struttura ospedaliera in cui avrà luogo la procedura di artroscopia del ginocchio;
  • Lo condurrà in uno spogliatoio e gli fornirà un camice ospedaliero da indossare in vista della procedura;
  • Gli ricorderà a grandi linee tutti i passaggi della procedura;
  • Lo accompagnerà in sala operatoria e, con l'aiuto di alcuni suoi colleghi, lo accomoderà sul lettino operatorio, facendogli assumere la posizione corretta per ricevere l'anestesia.

Anestesia

Pur essendo una tecnica minimamente invasiva, l'artroscopia del ginocchio risulterebbe comunque dolorosa, in assenza di anestesia.
In occasione delle procedure di artroscopia del ginocchio, i tipi di anestesia praticabili sono: l'anestesia locale, l'anestesia spinale e l'anestesia generale.

  • Anestesia locale. Comporta un'insensibilità al dolore limitata al ginocchio. Quindi, durante la procedura, il paziente è cosciente.
  • Anestesia spinale. Praticata sulla schiena, nei pressi del midollo spinale, comporta un'insensibilità al dolore dalla vita in giù. Quindi, anche in tali circostanze, nel corso della procedura, il paziente è cosciente.
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  • Anestesia generale. L'anestesia generale induce l'addormentamento del paziente, il quale, pertanto, durante l'intervento, è completamente incosciente e insensibile a qualsiasi tipo di stimolo (doloroso e non).

A decidere quale tipo di anestesia praticare sono l'ortopedico che effettuerà l'artroscopia del ginocchio e un medico anestesista (N.B: in ogni intervento chirurgico con anestesia, è presente un medico specializzato in pratiche anestetiche e di rianimazione).
Sulla scelta tra anestesia locale, spinale e generale incide lo scopo dell'artroscopia del ginocchio, l'età del paziente e l'esperienza dell'ortopedico a operare nelle diverse circostanze.

Lo sapevi che…

In occasione delle procedure di artroscopia del ginocchio, il ricorso all'anestesia generale è riservato ai pazienti che presentano un'allergia nei confronti degli anestetici impiegati nell'anestesia locale o spinale.

Momento operativo

Il momento operativo dell'artroscopia del ginocchio ha inizio dopo la conferma, da parte dell'anestesista, dell'avvenuta anestesia.
Questa fase cruciale della procedura spetta totalmente all'ortopedico, il quale provvede, nell'ordine, a:

  • Disinfettare l'intero ginocchio, per minimizzare il rischio d'infezione;
  • Eseguire un'incisione di circa un centimetro, all'altezza del ginocchio, che permetta di "entrare" nell'articolazione;
  • Attraverso l'incisione, iniettare una soluzione salina per "pulire" l'interno dell'articolazione;
  • Infilare nella solita incisione l'artroscopio e cominciare a perlustrare il ginocchio internamente, alla ricerca del problema da diagnosticare o curare;
  • Praticare un altro paio di piccole incisioni, allo scopo di inserirvi gli strumenti chirurgici necessari a trattare la problematica rilevata nella fase precedente o di cui era a conoscenza fin dall'inizio;
  • Al termine della procedura, estrarre l'artroscopio e, qualora ne abbia fatto uso, gli strumenti chirurgici;
  • Applicare alcuni punti di sutura riassorbili sulle incisioni e un bendaggio compressivo attorno al ginocchio, per proteggere quest'ultimo ed evitare il classico gonfiore post-operatorio.

Quando l'ortopedico sa fin da subito che deve eseguire un'artroscopia del ginocchio con finalità terapeutiche, potrebbe praticare tutte le incisioni nello stesso momento.

Quali sensazioni prova il paziente durante la procedura?

Il paziente avverte un fastidio o un dolore minimo all'inserimento dell'ago per l'iniezione dell'anestetico; dopodiché, non percepisce più nulla che possa in qualche modo risultare spiacevole o problematico.

Quanto dura?

Le procedure di artroscopia del ginocchio possono durare dai 15 ai 30 minuti, quando sono solamente diagnostiche, e dai 40 ai 120 minuti, quando sono terapeutiche (in queste circostanze, influisce in modo determinante la complessità della patologia da curare).

Fase Post-Operatoria

Al termine della procedura di artroscopia del ginocchio, gli infermieri dello staff medico provvedono a trasferire il paziente in una confortevole sala di ricovero dell'ospedale (o della clinica); qui, la persona appena operata potrà finalmente mangiare e riprendersi con calma.
La degenza nella sala di ricovero dura qualche ora, ossia il tempo necessario affinché svaniscano gli effetti principali dell'anestesia; durante quest'arco temporale, il paziente riceve diverse visite da parte di infermieri e ortopedico operante, i quali ne valutano lo stato di salute e la risposta alla procedura.
Le dimissioni avvengono esclusivamente su indicazione del medico operante.

Importante: il ricorso all'anestesia generale impone il ricovero in ospedale di un giorno.

Quali sono i postumi dell'anestesia?

Destinati a svanire gradualmente nel giro di 24 ore, i principali effetti dell'anestesia sono: stanchezza, confusione, giramenti di testa e senso di stordimento.

Quali sono i postumi della procedura vera e propria?

Nei primi giorni successivi a una procedura di artroscopia del ginocchio, il ginocchio operato sarà dolente e gonfio.

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Dolore e gonfiore non devono allarmare (a meno che non siano persistenti), in quanto sono due normali conseguenze delle incisioni e dell'introduzione, nell'articolazione, degli strumenti chirurgici.
Per quanto concerne le incisioni chirurgiche, queste rimarginano nel giro di 1-2 settimane.

Cosa può aiutare ad attenuare dolore e gonfiore?

Recupero

I tempi di recupero da una procedura di artroscopia del ginocchio dipendono da:

  • Lo scopo. Le procedure puramente diagnostiche hanno tempi di recupero decisamente più brevi delle procedure terapeutiche.
  • La problematica da curare. Per esempio, la ricostruzione del legamento crociato anteriore ha una prognosi molto più lunga dell'asportazione di un piccolo pezzo di menisco lesionato (meniscectomia).
  • L'età e lo stato di salute del paziente.
  • L'attività lavorativa svolta dal paziente. Chi pratica un lavoro sedentario guarisce prima di chi pratica un lavoro pesante, perché stressa meno l'articolazione operata.
  • L'attenzione che il paziente ha verso se stesso. Guarisce prima e meglio chi non brucia le tappe, segue le indicazioni del medico e del fisioterapista, e non manca ai controlli periodici.

Controlli periodici

Dopo ogni procedura di artroscopia del ginocchio, specie se terapeutica, l'ortopedico fissa alcuni controlli periodici per monitorare l'esito, sul lungo periodo, della procedura.
Il numero di controlli periodici post-operatori varia in relazione alla severità della problematica articolare sottoposta a cura (es: la meniscectomia prevede due controlli, uno a distanza di una settimana e uno a distanza di un mese).

Fisioterapia

Dopo le procedure di artroscopia del ginocchio, la fisioterapia è fondamentale per il ripristino della normale mobilità articolare. Per ottenere da essa il massimo dei benefici, dovrebbe avere inizio dopo qualche giorno dall'operazione.

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Ritorno alle attività quotidiane e sportive

Dopo le procedure di artroscopia del ginocchio, il ritorno alle attività quotidiane (es: guidare) e alla pratica sportiva dipende da cos'ha previsto, nello specifico, l'intervento.

Rischi e Complicazioni

L'artroscopia del ginocchio è una tecnica sicura; è raro, infatti, che dia luogo a complicazioni.

Quali sono le possibili complicazioni?

Le possibili complicazioni dell'artroscopia del ginocchio sono suddivisibili in: complicanze generiche (sono le complicanze che possono scaturire da qualsiasi intervento chirurgico) e complicanze specifiche (sono le complicanze che possono derivare specificatamente dall'artroscopia al ginocchio).
Alla voce complicanze generiche, figurano:

  • Sanguinamento eccessivo durante l'intervento;
  • Infezione di un'incisione chirurgica;
  • Trombosi venosa profonda;
  • Reazione avversa agli anestetici.

Alla voce complicanze specifiche, invece, rientrano:

  • Sanguinamento all'interno dell'articolazione operata;
  • Infezione all'interno dell'articolazione operata;
  • Eccessiva rigidità articolare post-operatoria;
  • Danno involontario a un nervo limitrofo;
  • Danno involontario a un elemento sano dell'articolazione operata.

Controindicazioni

L'artroscopia del ginocchio non presenta particolari controindicazioni.

Risultati

Sia tra i pazienti che tra gli addetti ai lavori, l'artroscopia del ginocchio è una tecnica molto apprezzata, perché abbina minima invasività a sicurezza ed efficacia.

Antonio Griguolo

L'autore

Antonio Griguolo

Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza


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Ultima modifica dell'articolo: 09/10/2018

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