Antibiotici: quanto tempo ci mette davvero il corpo a smaltirli?

Antibiotici: quanto tempo ci mette davvero il corpo a smaltirli?
Ultima modifica 16.02.2024
INDICE
  1. Quando si usano
  2. Come si assumono e agiscono
  3. In quanto tempo vengono smaltiti

Anche se una delle convinzioni più comuni è che gli antibiotici curino qualunque tipo di influenza è bene fare chiarezza, ribadendo che agiscono solamente contro le infezioni batteriche, fermando e rallentando proprio la proliferazione dei batteri all'interno dell'organismo. Non sono invece efficaci per infezioni virali, funghi o altre problematiche.

Si tratta di farmaci che non sono venduti senza ricetta e che quindi devono essere assunti solo ed esclusivamente in caso di bisogno e sotto indicazione e controllo del proprio medico.

La loro azione è piuttosto rapida, ma quanto rimangono nell'organismo al termine della terapia?

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Quando si usano

Gli antibiotici sono farmaci di origine naturale o di sintesi che servono per debellare le infezioni batteriche presenti nell'organismo. Queste possono interessare diverse parti del corpo ma la maggior parte delle volte si verificano alla gola, al naso, al sistema respiratorio e all'orecchio. Piuttosto comuni anche quelle alla pelle o all'apparato urinario.

Gli antibiotici sono disponibili in varie forme. Compresse e capsule sono le più note ma esistono anche antibiotici che si assumono tramite creme o unguenti o per via endovenosa.

Come si assumono e agiscono

Per gli antibiotici, così come per tutti i farmaci, non vale la regola del fai da te. Oltre a dover essere usati solo se il proprio medico li ha prescritti, il loro consumo deve seguire delle regole ben precise.

Ogni antibiotico ha specifiche differenti, per questo è necessario rispettare quanto riportato sulla confezione, sia per quanto riguarda le modalità sia i tempi di somministrazione.

Il loro effetto è spesso piuttosto rapido ma anche se dopo alcuni giorni che li si assume ci si sente meglio, questo non significa che la terapia sia finita. Per debellare del tutto la carica batterica che interessa l'organismo in quel momento, infatti, non bisogna interrompere l'assunzione fino alla fine della prescrizione, anche se si sta bene e si è convinti di essere guariti.

La loro azione non è univoca ma può svilupparsi in due modi differenti, che differenziano gli antibiotici in battericidi e batteriostatici.

I prima agiscono provocando direttamente la morte delle cellule batteriche, mentre i secondi bloccando la loro crescita e la riproduzione.

Se si assumono in modo scorretto, il rischio è che non facciano effetto o che si sviluppi una resistenza all'antibiotico.

In quanto tempo vengono smaltiti

Come detto, anche se vanno assunti per un periodo prolungato, differente a seconda della tipologia di carica batterica e di caratteristica del farmaco, gli antibiotici iniziano ad agire subito dopo essere stati assunti.

In base alla tipologia degli stessi, alla durata del trattamento e alle dosi, ma anche alla reazione della persona che li assume, al suo peso e al suo generale stato di salute, rimangono nel corpo per un determinato periodo di tempo, prima di essere smaltiti.

Anche se non esiste una tempistica generale, indicativamente si può dire che gli antibiotici più comuni rimangono all'interno del corpo fino a 12-24 ore dopo l'assunzione dell'ultima dose. Rientra in questa categoria, ad esempio, la penicillina.

Altri antibiotici però, tra i quali l'azitromicina, possono rimanere nell'organismo di chi li ha usati anche fino a 15 giorni dopo la fine della terapia. Per chi ha problemi di funzionalità renale i tempi potrebbero allungarsi leggermente.

Si tratta tuttavia di stime perché ogni persona reagisce in modo diverso all'uso di questi farmaci.