Ansia di perfezionismo e rigidità mentale: conseguenze e cosa fare

Ansia di perfezionismo e rigidità mentale: conseguenze e cosa fare
Ultima modifica 23.05.2023
INDICE
  1. Ansia di perfezionismo
  2. Perfezionismo e rigidità
  3. Ansia da perfezionismo e rigidità: come si manifesta e quali sono le conseguenze
  4. Mente rigida e mente flessibile
  5. Perché siamo perfezionisti?
  6. Cosa fare in caso di ansia da perfezionismo e rigidità?

Ansia di perfezionismo

«Ho voluto la perfezione e ho rovinato quello che andava bene». Monet

Cercare sempre il meglio in ogni aspetto della propria vita è una tendenza sempre più diffusa. Ma un perfezionismo rigido porta spesso a un atteggiamento ipercritico e svalutante, con conseguenze importanti sulla salute mentale.

Perfezionismo e rigidità

Il "perfezionismo" è un tratto di personalità che spinge a esigere, da se stessi o dagli altri, un'attenzione e un livello di rendimento maggiori rispetto a quanto richiesto.
Quando si parla di perfezionismo, è importante fare distinzione tra perfezionismo funzionale, cioè quella "salutare ricerca di eccellere" che spinge una persona a misurare le proprie capacità con obiettivi sfidanti e sempre diversi (Burns, 1993), e perfezionismo disfunzionale, ossia la rincorsa verso standard sempre più elevati e irrealistici, accompagnata da costante autosvalutazione e paura di fallire.

Un perfezionismo di tipo eccessivo e rigido può impattare direttamente sull'autostima di chi lo manifesta, al punto da spingere ad associare il proprio valore personale esclusivamente al raggiungimento di uno standard, spesso impossibile.
Il perfezionismo disfunzionale è strettamente interconnesso alla rigidità mentale, ossia la difficoltà ad accettare le novità, affrontare i cambiamenti e ampliare le prospettive. Avere aspettative rigide e perfezioniste ostacola la creatività e rallenta la formulazione di nuove soluzioni a un problema. Pertanto, chi presenta rigidità mentale può avere difficoltà nella gestione dello stress, nel problem solving e, in generale, provare ansia nell'adattamento a situazioni impreviste.

Per approfondire: Ansia Normale e Ansia Patologica: quali differenze?

Ansia da perfezionismo e rigidità: come si manifesta e quali sono le conseguenze

Il perfezionismo rigido presenta le seguenti caratteristiche:

  • standard irrealistici ed eccessivo dispendio energetico per raggiungerli;
  • aspettative irragionevoli;
  • attenzione selettiva agli errori e generalizzazione dell'errore come indice di fallimento;
  • autovalutazioni severe basate sul pensiero dicotomico "tutto o niente";
  • sfiducia nelle proprie capacità;
  • sovrastima delle aspettative altrui;
  • timore del giudizio.

Un approccio rigido e perfezionista può influenzare molti aspetti, primo tra tutti la qualità della vita: una persona che cerca la perfezione potrebbe svalutare i propri progressi e percepire i traguardi ottenuti come non ancora sufficienti, con conseguente aumento di stress e frustrazione. Non solo: il perfezionismo può manifestarsi anche attraverso una maggiore procrastinazione come tutela dal fallimento, a volte, innescando meccanismi di evitamento che "bloccano" prima ancora di procedere all'azione, in attesa delle condizioni perfette. Anche all'interno delle relazioni interpersonali, quando le aspettative sugli altri assumono connotazioni rigide, un atteggiamento perfezionista potrebbe generare conflitti o insoddisfazione.

Il perfezionismo ha un ruolo rilevante nell'eziologia di alcuni disturbi mentali come, ad esempio, nel disturbo ossessivo-compulsivo di personalità, quando i tratti perfezionistici connessi alla paura di commettere errori ed essere giudicati negativamente sono molto marcati. Non solo, il perfezionismo può essere presente anche all'interno della depressione, dei disturbi d'ansia, dei disturbi dell'alimentazione (DCA) e dei disturbi di personalità, come, ad esempio, nel disturbo narcisistico di personalità.

Le conseguenze del perfezionismo e della rigidità possono portare ad ansia e stress cronico, fino anche a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e disturbi del sonno.

Mente rigida e mente flessibile

La mente rigida e la mente flessibile rappresentano i due estremi opposti di un continuum di adattabilità mentale. Una mente rigida è caratterizzata da una maggiore difficoltà nel modificare il proprio comportamento, cambiare le proprie convinzioni e adattarsi alle circostanze mutevoli, mentre una mente flessibile è aperta all'esperienza, accogliendo con prontezza le situazioni nuove o impreviste.

La rigidità cognitiva può impattare in diverse aree della vita, nel lavoro come nelle relazioni interpersonali, e può portare ad alterazioni nella regolazione del comportamento, generando modelli inefficienti e perseverazione. Per una persona con rigidità cognitiva è molto difficile modificare le proprie aspettative o adattarsi al cambiamento e questo può innescare insoddisfazione e senso di fallimento. Al contrario, chi manifesta flessibilità cognitiva tende ad avere un pensiero di tipo divergente, con una maggiore capacità di adattarsi e modificare le proprie aspettative, rispondendo in modo flessibile alle circostanze.

La rigidità, però, non è un tratto immutabile: si possono imparare nuove strategie per stimolare una migliore la flessibilità cognitiva, in modo da poter affrontare la vita in modo più efficace e con una maggiore resilienza.

Perché siamo perfezionisti?

Secondo le ricerche, le radici del comportamento e della personalità sono attribuibili all'interazione tra caratteristiche innate e fattori appresi. Anche il contesto sociale ha, quindi, un ruolo nella genesi del perfezionismo. All'interno della nostra società la spinta alla performance è fortemente consolidata e questo, spesso, si traduce a livello individuale con un'eccessiva preoccupazione nei confronti dei propri errori, delle valutazioni, delle aspettative, presunte o reali. Anche all'interno dei contesti educativi, può capitare spesso di confondere gli obiettivi di benessere con quelli di rendimento: se fin da piccoli si viene riconosciuti solo per i traguardi ottenuti e non per l'impegno o la creatività, potremmo credere di dover orientare la nostra vita solo sul merito e sulla performance, vedendo il fallimento come una conseguenza inaccettabile.

Inoltre, la continua pressione a fare meglio potrebbe portare alcune persone a porsi obiettivi irrealistici e, di conseguenza, a percepire di non essere mai abbastanza, innescando ansia di perfezionismo, frustrazione e autosvalutazione.

Tutto questo può avere un impatto significativo sulla salute mentale della persona. Ma è possibile trovare nuove strategie per migliorare il proprio benessere, abbandonando il perfezionismo e la rigidità.

Cosa fare in caso di ansia da perfezionismo e rigidità?

Cercare la perfezione in ogni aspetto della propria vita può determinare una forte autodisciplina, ma anche numerose conseguenze negative che impattano sulla salute mentale e sull'autorealizzazione individuale.

Fortunatamente, il perfezionismo e la rigidità mentale non sono delle caratteristiche immutabili, ma possono essere affrontate esplorando nuove modalità per favorire una maggiore qualità di vita.

All'interno del percorso con un professionista della salute mentale, sarà possibile diventare consapevoli dei pensieri disfunzionali e delle aspettative irrealistiche alla base del proprio perfezionismo e, andando oltre il pensiero dicotomico del
"tutto o niente", si imparerà a tener conto con flessibilità delle diverse sfumature che esistono tra "eccellenza e fallimento". Attraverso la terapia psicologica, si potrà imparare a valorizzare meglio il processo, più che i risultati, riconoscendo il
fallimento come una possibilità che prescinde dal proprio valore personale.

L'ansia da perfezionismo e la rigidità cognitiva possono essere affrontate: attraverso l'acquisizione di nuove strategie di adattamento e di gestione dello stress sarà possibile sviluppare una maggiore apertura mentale e migliorare il proprio
benessere psicologico.

Fonti

  • American Psychiatric Association. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali – Quinta Edizione. A cura di Biondi M. Raffaello Cortina Editore, Milano 2014.
  • Burns (1980). The perfectionist's script for self-defeat. Psychology Today.
  • Curran T., Hill A.P., (2018), Perfectionism is increasing, and that's not good news, Harvard Business Review.
  • Feldman S. Robert (2017) Psicologia Generale, III edizione, Milano, Mc Graw Hill.
  • Hamacheck, D. E. (1978). Psychodynamics of normal and neurotic perfectionism, Psychology.
  • Metcalfe J., (2016), Learning from Errors, Annual Review of Psychology .
  • Zöllner Ulrike a cura di Gerbino C. (2002). Sindrome da perfezionismo. L'arte di essere meno perfetto Koiné Centro Psicologia.

Autore

Dott.ssa Ilaria Albano
Dr. Ilaria Albano, psicologa con formazione in Psicologia Cognitiva e Neuroscienze, si occupa di divulgazione scientifica, benessere e empowerment. Founder del progetto "Psicologa Scortese", ogni sabato mattina ha una rubrica in diretta su Radiofreccia.