Acqua del rubinetto: fa male per i calcoli renali?

Acqua del rubinetto: fa male per i calcoli renali?
Ultima modifica 29.10.2021
INDICE
  1. Introduzione
  2. Acqua Potabile e Calcoli
  3. Durezza dell'acqua

Introduzione

C'è una correlazione tra bere acqua del rubinetto e la formazione di calcoli renali? Molti ritengono che la durezza dell'acqua potabile causi il problema della calcolosi, l'Istituto Superiore di Sanità, tuttavia, definisce questa connessione causa-effetto come una "falsa convinzione", e aggiunge senza mezzi termini che, "pensare che bere l'acqua del rubinetto, anche quella ad elevato residuo fisso, vale a dire ricca di sali di calcio e magnesio, possa favorire la formazione di calcoli renali." Quindi la risposta viene evidenziata subito: no, non causa la formazione dei calcoli. 

Acqua Potabile: definizione

Si definisce potabile un'acqua limpida, inodore, insapore, incolore e innocua, priva cioè di microrganismi patogeni e sostanze chimiche nocive per l'uomo". Per stabilire l'idoneità al consumo di un'acqua potabile, occorre valutare determinati caratteri di origine fisica, chimica e microbiologica. Tali parametri sono regolati da disposizioni legali che si rinnovano ed aggiornano con regolarità, e cambiano a seconda dei diversi territori italiani. 

L'acqua potabile, deve essere necessariamente:

  • Limpida, incolore, inodore e insapore, ed avere un gusto gradevole
  • All'analisi chimica non devono essere rilevate tracce significative di contaminazione alcuna come ammoniacanitratinitriti, tensioattivimetalli pesanti ecc.
  • All'analisi batteriologica non si devono evidenziare colonie di microorganismi

 

Acqua Potabile e Calcoli

Chiarita la mancata connessione negativa tra l'introduzione di acqua del rubinetto e calcolosi renale, approfondiremo le ragioni del contrario, e quindi che bere molti liquidi sia fondamentale per la prevenzione della formazione degli stessi calcoli. La concentrazione di calcio dell'acqua potabile non aumenta il rischio di calcolosi, perché i propri parametri sono costantemente monitorati. In generale, gli esperti, caldeggiano il consumo di acque con un residuo fisso basso anzichè quella del rubinetto, ma quest'ultima non ha effetti contrari. 

I calcoli sono formati essenzialmente da ossalato di calcio e hanno una forte predisposizione genetica. Se ad esempio in famiglia ci sono o ci sono stati in passato diversi casi di calcolosi renale, è più facile svilupparli. Bere acqua è sempre importante, ma in questi casi lo è ancora di più. Tra tutte le acque in commercio -ma anche che sgorgano dal rubinetto di casa a seconda delle zone e delle fonti - quelle con valori modesti di calcio sono le più indicate in caso di calcolosi, e per prevenire la formazione dei calcoli renali. 

I calcoli renali

calcoli renali - identificati dal termine scientifico "nefrolitiasi" o "litiasi renale" - sono delle piccole aggregazioni di sali minerali che si formano lungo il decorso delle vie urinarie. Questi "sassolini" derivano dal residuo e dall'aggregazione di alcune sostanze normalmente presenti nelle urine. Una volta formati, con il trascorrere del tempo, i calcoli tendono a transitare dal rene alle vie urinarie inferiori, quindi all'uretere, da qui alla vescica e, infine, nell'uretra per essere espulsi all'esterno durante la minzione. Uno scarso introito di liquidi, e quindi la disidratazione, è una delle cause più frequenti della formazione dei calcoli, in quanto un flusso di urine limitato favorisce il ristagno, quindi la precipitazione dei sali in esse contenuti.

Durezza dell'acqua

Il parametro fondamentale da controllare nell'acqua potabile in caso di calcoli renali, è la durezza, ossia quel valore che indica il contenuto di sali (soprattutto alcalini), quali calcio e magnesio (Ca e Mg - responsabili della formazione del "calcare") sotto forma di: cloruro di calcio (CaCl2), solfato di calcio (CaSO4), cloruro di magnesio (MgCl2) e solfato magnesio (MgSO4). L'acqua eccessivamente dura, se consumata per lungo tempo, potrebbe causare disturbi all'organismo, soprattutto per i soggetti che soffrono di nefrolitiasi (calcoli renali) o renella, i sali di calcio contribuiscono alla formazione di "cristalli acuminati e facilmente aggregabili" all'interno delle vie urinarie: i cosiddetti ossalati di calcio.
La durezza dell'acqua può essere TOTALE, PERMANENETE e TEMPORANEA (in base alla struttura dei sali stessi):

  • Durezza totale dell'acqua: è il totale dei sali di calcio e magnesio sciolti in acqua
  • Durezza permanente dell'acqua: è un parametro che misura la quantità di sali di calcio e magnesio che rimangono in soluzione dopo l'ebollizione
  • Durezza temporanea dell'acqua: è la differenza tra la durezza totale e quella permanente, pertanto costituisce la quantità di bicarbonati di calcio e magnesio che precipitano per ebollizione dell'acqua.

Ch soffre di calcolosi renale dovrà quindi preferire un'acqua potabile particolarmente dolce, cibi ricchi di ossalati con altri ricchi di calcio che avrebbero un effetto protettivo nei confronti dei calcoli renali.

Tipi di Acque

DUREZZA IN GRADI FRANCESI (F°)

Acque molto dolci

0-4

Acque dolci

4-8

Acque a durezza media

8-12

Acque a durezza discreta

12-18

Acque dure

18-30

Acque molto dure

> 30