Alessitimia: che cos'è, come si manifesta e come affrontarla?

Alessitimia: che cos'è, come si manifesta e come affrontarla?
Ultima modifica 31.05.2024
INDICE
  1. Alessitimia: che cos'è?
  2. Quali sono i sintomi dell'alessitimia?
  3. Cosa sono le emozioni e perché sono così importanti?
  4. Quali sono le cause dell’alessitimia e le conseguenze nella vita quotidiana?
  5. Come superare l'alessitimia con la terapia psicologica?

Alessitimia: che cos'è?

L'alessitimia è una condizione psicologica che ostacola la comprensione e l'espressione delle emozioni, influenzando profondamente la vita qu otidiana di chi ne soffre.

E' caratterizzata dalla difficoltà nel riconoscere, comprendere ed esprimere le emozioni proprie e altrui. Il termine
deriva dal greco a-lexis, ossia "senza parole", e thymos, cioè "emozione", e indica, pertanto, la difficoltà nel trovare parole per descrivere le emozioni. Questa problematica porta spesso chi ne soffre a sentirsi un "analfabeta emotivo".

Per approfondire: Intelligenza Emotiva: cos'è, a cosa serve, caratteristiche

Quali sono i sintomi dell'alessitimia?

I sintomi dell'alessitimia possono includere le seguenti manifestazioni.

  • Difficoltà a identificare le emozioni. Le persone con alessitimia hanno problemi a riconoscere e interpretare le emozioni proprie e altrui.
  • Difficoltà a usare il linguaggio per esprimere e descrivere sentimenti e stati emotivi.
  • Difficoltà nell'attribuire le cause delle proprie emozioni. Confusione nell'identificare pensieri e credenze alla base degli stati emotivi.
  • Difficoltà nella distinzione tra emozioni e percezioni fisiologiche. Il dolore psichico è spesso confuso con il dolore fisico.
  • Pensiero orientato verso l'esterno. Si tende a concentrarsi maggiormente sugli eventi esterni rispetto agli stati emotivi personali e, nella descrizione di questi ultimi, si dà prevalenza alle reazioni comportamentali, più che alle emozioni provate.

Chi soffre di alessitimia è in grado di provare emozioni, ma non sempre riesce a riconoscerle ed esprimerle. Non disporre di un adeguato vocabolario emotivo porta a ridotte capacità di elaborare e riorganizzare gli elementi che caratterizzano l'esperienza emotiva.

Cosa sono le emozioni e perché sono così importanti?

Le emozioni sono stati mentali e fisiologici in reazione a stimoli interni o esterni. Hanno un ruolo fondamentale nella nostra vita quotidiana in quanto ci permettono di entrare a contatto con informazioni per noi rilevanti.
Nonostante nel senso comune l'emotività sia spesso vista in opposizione alla razionalità e alla saggezza, in realtà ascoltare le proprie emozioni è cruciale per prendere decisioni efficaci e orientate verso la propria realizzazione e salute mentale. Una buona consapevolezza emotiva aiuta a relazionarci con il mondo dentro e fuori di noi, spingendoci a "muoverci" verso il nostro benessere, in ogni ambito della vita.
Ad esempio, riconoscere di provare stress, rabbia o altre emozioni spiacevoli serve a prendere atto della propria condizione ed, eventualmente, attivarsi per poterla migliorare. Ma la consapevolezza emotiva non è utile solo per favorire il cambiamento: la conoscenza delle proprie emozioni rende più capaci di comprendere anche le emozioni altrui, con conseguenze positive sulle relazioni personali e professionali. Essere in grado di individuare e comunicare chiaramente le proprie emozioni è la chiave per risolvere conflitti e costruire rapporti più profondi e significativi.
La consapevolezza emotiva è, pertanto, una competenza essenziale per affrontare la complessità della vita quotidiana. Ci permette di comprendere meglio noi stessi e gli altri, di vivere in modo più autentico e di affrontare le sfide con maggiore resilienza e saggezza.

Quali sono le cause dell’alessitimia e le conseguenze nella vita quotidiana?

Avere difficoltà nel riconoscere le emozioni ha un forte impatto sulla qualità della propria vita quotidiana. L'alessitimia è un fenomeno complesso dovuto all'interazione di fattori biologici, psicologici e sociali, dove aspetti genetici ereditari si intrecciano a fattori individuali, elementi socioculturali e modelli di comunicazione familiare. Inoltre, la presenza di traumi e abusi può interferire ulteriormente sull'insorgenza di questa problematica.


Chi soffre di alessitimia presenta difficoltà nei processi di auto-regolazione ed elaborazione delle emozioni e questo porta a rispondere ai propri stati emotivi attraverso sintomi o condotte disfunzionali, con conseguenze fisiche, psicologiche e sociali. In particolare, tratti alessitimici sono spesso associati allo sviluppo di malattie psicosomatiche: la difficoltà nel riconoscere e gestire le emozioni può dar luogo a mal di testa, problemi gastrointestinali o dolore cronico. Inoltre, l'alessitimia è un fattore di rischio per disturbi alimentari, depressione, disturbi d'ansia e caratteristiche alessitimiche sono state individuate anche in persone con dipendenza da sostanze, disturbo post-traumatico da stress e schizofrenia.

La mancanza di un proprio personale dizionario emotivo porta a ripercussioni anche nelle relazioni sociali: l'alessitimia può creare delle barriere nei rapporti con gli altri, impattando nei diversi ambiti di vita. Nel contesto lavorativo, ad esempio, l'incapacità di riconoscere ed esprimere emozioni può ostacolare l'assertività e la comunicazione efficace, generando malintesi e conflitti. In famiglia e nelle relazioni significative, l'alessitimia influisce spesso sulla formazione e il mantenimento di legami emotivi profondi, aumentando, quindi, il rischio di isolamento e solitudine.

Come superare l'alessitimia con la terapia psicologica?

Affrontare l'alessitimia richiede un intervento terapeutico volto a riconoscere e migliorare l'elaborazione emotiva della persona. La terapia psicologica può aiutare a riconoscere e migliorare la verbalizzazione delle proprie emozioni, sviluppando una maggiore consapevolezza emotiva. Un professionista della salute mentale, inoltre, può valutare la necessità di ricorrere a una terapia farmacologica integrativa, al fine di strutturare un intervento in sinergia con diverse professionalità.

L'alessitimia è una condizione complessa che può influenzare profondamente la vita di chi ne soffre. Tuttavia, con la giusta consapevolezza e supporto terapeutico, è possibile migliorare la comprensione e l'espressione delle emozioni, favorendo relazioni più soddisfacenti e, più in generale, una migliore qualità della vita.

Fonti

  • Bagby, R. M., Parker, J. D. A., & Taylor, G. J. (1994). The twenty-item Toronto Alexithymia Scale—I. Item selection and cross-validation of the factor structure. Journal of Psychosomatic Research.
  • Lumley, M. A., Neely, L. C., & Burger, A. J. (2007). The assessment of alexithymia in medical settings: Implications for understanding and treating health problems. Journal of Personality Assessment.
  • Mattila, A. K., Salminen, J. K., Nummi, T., & Joukamaa, M. (2006). Alexithymia and health-related quality of life in a general population. Psychosomatics.
  • Taylor, G. J., & Bagby, R. M. (2000). An overview of the alexithymia construct. In Bar-On, R., & Parker, J. D. A. (Eds.), The handbook of emotional intelligence: Theory, development, assessment, and application at home, school, and in the workplace.
  • Zorzi, M., V., Girotto (2004). Fondamenti di psicologia generale. Il Mulino, Bologna

Autore

Dott.ssa Ilaria Albano
Dr. Ilaria Albano, psicologa con formazione in Psicologia Cognitiva e Neuroscienze, si occupa di divulgazione scientifica, benessere e empowerment. Founder del progetto "Psicologa Scortese", ogni sabato mattina ha una rubrica in diretta su Radiofreccia.