Personal Training e Posturologia
Ultima modifica 01.10.2020
INDICE
  1. Introduzione
  2. Alterazione Posturale
  3. Chi è il Posturologo?
  4. Mantenimento Posturale
  5. Posture Compensate
  6. Verticale di Barrè
  7. Test Oculari
  8. Valutazione dell’Articolazione-Temporo-Mandibolare
  9. Valutazione del Rachide
  10. Valutazione degli Arti Superiori

Introduzione

La posturologia è, ad oggi, una disciplina riconosciuta e in crescente popolarità, sia tra i professionisti di ambito medico, sia tra gli utenti.

Personal Training e Posturologia Shutterstock

Un sempre maggiore numero di soggetti che si affida a professionisti della postura, che lavorano per il miglioramento dell'interazione tra corpo e spazio, indica che l'efficacia dei trattamenti / correzioni risulta inoppugnabile.

Soprattutto i genitori, sembrano all'instancabile ricerca di qualcuno che "migliori" la postura dei figli. Allo stesso tempo, risultano in crescente aumento anche i professori di Educazione Fisica che sensibilizzano gli studenti sul mantenimento di una buona postura non solo nello sport, ma nello studio e nella vita in generale.

Ma perché, a conti fatti, è necessario valutare la postura e sviscerare eventuali compromissioni della stessa?

Per approfondire: Postura

Alterazione Posturale

Le problematiche, purtroppo o per fortuna (a seconda del punto di vista), non sono solo a carico di alterazioni anatomo-funzionali come paramorfismi e dismorfismi (scoliosi, dorso curvo, lordosi accentuata, piede piatto o cavo, ginocchia valghe o vare); all'origine si può infatti consolidare una disorganizzazione centrale, camuffata da "atteggiamento pigro", ma in realtà determinata da una vera e propria postura scorretta – in una o più fasi – e vincolata a cause organiche "lontane".

Riconoscere quadri simili non è sempre facile, perché spesso questi problemi apparentemente non esistono. A certi dolori è talvolta difficile dare una spiegazione (se non l'ipocondria), così come alla sensazione di malessere diffuso e non riconducibile a cause apparenti.

D'altro canto, tutti questi effetti possono appartenere ad un'alterazione corporea del sistema posturale, subdolamente fine e impossibile da identificare per un non addetto ai lavori, ma anche per un medico non specializzato nel settore. Non c'è quindi da stupirsi se certe medicine non convenzionali (in Italia) che inquadrano il problema del soggetto in un'ottica di globalità – come l'Osteopatia, la Medicina Tradizionale Cinese, la Chiropratica ecc – siano spesso in grado di migliorare o risolvere la questione.

Struttura corporea e funzioni fisiologiche sono reciprocamente influenzabili, ma non sempre questa correlazione è "superficiale" o apparentemente "logica"; un dente "fuori posto" che determina male occlusione, un occhio pigro, un problema otorinolaringoiatrico a carico del timpano o dell'orecchio interno, un problema gastro-intestinale, un trauma cranico, una sofferenza vertebrale, una cicatrice chirurgica ecc, sono tutte possibili cause occulte di perturbazione statica del corpo umano – quindi, delle complicazioni annesse come la sintomatologia dolorosa.

Chi è il Posturologo?

Il posturologo è colui che si occupa di valutazione (diagnostica) e correzione (riabilitazione) posturale. Deve aver frequentato un corso o un master di posturologia.

D'altro canto, in molti possono occuparsi di postura: dentista, oculista, ortopedico, otorinolaringoiatra, gastroenterologo, psicologo, osteopata, fisioterapista, personal trainer ecc. Non è necessaria la laurea in medicina.

L'importante è che ognuno possieda la stessa chiave di lettura, un linguaggio universale, che permetta di inquadrare e interpretare i messaggi del corpo sofferente e perturbato in modo tale da intervenire adeguatamente sulla "primarietà" della problematica, ovvero: la causa principale.

L'istruttore / allenatore o il personal trainer ha una responsabilità enorme quando pianifica e programma un allenamento, anche se la necessità è banalmente di "fare un po' di movimento". L'attività motoria è una terapia a tutti gli effetti; può aiutare – in maniera quasi miracolosa – ma, fatta scorrettamente (in tutti i possibili errori), può arrecare danni consistenti, soprattutto nel lungo termine.

Ecco perché, prima di allenarla, il trainer ha il dovere di analizzare la persona per mezzo di alcuni test, capendo le eventuali problematiche e cercando di strutturare un programma adeguato che non arrechi danno, oppure, all'occorrenza, rinviando il soggetto da uno specialista.

Mantenimento Posturale

Fattori del mantenimento posturale

L'alterazione posturale implica diversi fattori. Gli informatori della statica, quindi anche i suoi perturbatori, sono essenzialmente:

Sarebbe da citare anche il fattore somato-emozionale, ma l'argomento diverrebbe ancor più complesso di quanto già non sia.

Come funziona il mantenimento posturale?

Tutti i recettori posizionati nelle sedi citate sopra raccolgono informazioni sia dall'esterno che dall'interno del corpo e adattano l'atteggiamento del soggetto nel modo più conveniente possibile, con il massimo rendimento – restare in piedi per molte ore – con il minor dispendio di energia.

Il corpo umano non è mai in uno stato di completa immobilità / passività – cit.: "Solo le statue di marmo rimangono immobili". Ogni struttura corporea è in continua ricerca del suo stato di equilibrio.

Per fare sì che l'intera struttura corporea sia mantenuta eretta e stabile, il Sistema Nervoso (SN) elabora una serie di informazioni e le invia alla periferia in modo tale che il corpo abbia la sua proiezione del centro di gravità – che si trova davanti alla vertebra lombare – nel poligono di appoggio tra i piedi – disegnato virtualmente da 4 punti che corrispondono ai 2 calcagni e ai 2 esterni dei 5 metatarsi. Per intenderci, immaginiamo una sorta di quadrilatero nel quale i punti degli angoli sono composti dalle due dita esterne del piede e dai due talloni.

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Descrizione del poligono di base

Proiettando il centro di gravità in questo "trapezio", il corpo si mantiene in equilibrio oscillando come un pendolo invertito disegnando un cono di circa 4° gradi.

Questa prima osservazione, può essere già un'informazione utile quando si valuta un soggetto. Infatti un corpo che oscilla in modo importante o in modo anomalo è da considerare perturbato.

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Descrizione di un cono ideale secondo le oscillazioni del corpo

Occhi chiusi e aperti

Ad occhi chiusi, queste oscillazioni rimangono alterate. Si stima che, in condizioni fisiologiche, ad occhi chiusi, questi movimenti ondulatori siano più del doppio; ciò perché, eliminando le informazioni provenienti dal recettore oculare, il sistema posturale chiama in gioco meno "adattatori", quindi impiega più energia per mantenere la statica eretta. Se però le oscillazioni ad occhi chiusi sono davvero notevoli, più del dovuto, siamo di fronte ad una problematica che viene "compensata" dagli occhi.

Spesso però, potrebbe succedere l'inverso: ad occhi aperti il soggetto oscilla sensibilmente e ad occhi chiusi rientra in condizioni di "normalità". In questo caso l'occhio è un elemento perturbatore e spesso con l'utilizzo degli occhiali, le oscillazioni vengono normalizzate. Se questo individuo è già portatore di lenti correttive è bene considerare l'idea di seguire un programma di allenamento con gli occhiali, o, in caso non ne facesse uso, di rimandarlo da un oculista; quest'ultimo lavora anche in ambito posturale, per valutare l'idea di una lente che corregga il difetto di alterazione della statica.

Articolazione-Temporo-Mandibolare

Il medesimo ragionamento può essere fatto per l'ATM (Articolazione-Temporo-Mandibolare) che, in condizione di bocca chiusa e non occlusione, può dare o meno oscillazioni.

La situazione che altera l'andamento dei movimenti ondulatori è da ricondurre ad una possibile causa perturbante. A tal punto il nostro dovere sarebbe quello di rinviare il soggetto da un odontoiatra-ortodonzista, consapevole da un punto di vista posturale, che opterà per un intervento più consono al caso.

Sempre in riferimento alla bocca, un parametro assai importante è la neurofisiologia della lingua – in particolare della sua posizione – che, come molti studi hanno dimostrato (vedi Terapia Miofunzionale), può completamente alterare la postura; lo si potrebbe verificare facendo assumere svariate posizioni alla lingua stessa e osservare i cambiamenti.

Ulteriormente si può valutare anche il parametro vestibolo, infatti se ad occhi chiusi e a bocca aperta le oscillazioni sono incrementate ulteriormente o addirittura se si osserva una perdita dell'equilibrio, è probabile che il soggetto soffra di complicazioni dell'apparato vestibolare; quindi, nel caso, è consigliabile rinviare allo specialista ORL (otorinolaringoiatra).

La perdita dell'equilibrio però, oltre al fatto di derivare dal vestibolo o da una compressione nel tratto cervicale può essere ricondotta, nei casi più gravi, ad una problematica cerebellare, quindi a livello del cervelletto. In questo caso il trainer non può fare altro che informare il paziente di quali potrebbero essere le cause del suo problema e di prendere in considerazione l'idea di sottoporsi ad una visita specialistica da un neurologo, qualora l'apparato vestibolare ed il tratto cervicale siano risultati normali.

Ovviamente, queste deduzioni non sono sempre così semplici come possono sembrare; infatti, spesso identificare differenze nelle oscillazioni è difficile al punto tale da non notare alterazioni. Il più delle volte sono necessari oltre di 30-60 secondi per apprezzare dei movimenti ondulatori interessanti che ci danno informazioni utili – dipende molto "dall'occhio" dell'osservatore – quindi un'attenta e paziente osservazione torna sicuramente utile.

Saranno richiesti altri test ma il personal trainer non è uno specialista; deve invece comportarsi come "educatore fisico" che lavori sulle afferenze e, eventualmente, indicare le linee da seguire in caso di problematiche evidenti.

Posture Compensate

Un punto da tener ben presente, è che non dobbiamo ricercare necessariamente alterazioni della statica in tutti i soggetti che valutiamo. Ci sono persone che, nonostante un atteggiamento scoliotico notevole, ed altre alterazioni corporee, non richiedono interventi da parte di specialisti perché non presentano sofferenze (vedi le scoliosi compensate).

Questo accade perché quel corpo ha trovato il suo adattamento e vive "tranquillo" in quella condizione; è ben compensato. L'osservazione del cliente anche su un piano sagittale ritorna importante al fine di valutare un'accentuazione o riduzione delle curve del rachide; in modo particolare, da questa angolazione si può apprezzare una "postura anteriore" oppure una "postura posteriore".

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Principali tipi di posture (Anteriore-Posteriore)

Sia l'una che l'altra sono da considerare gli estremi; infatti, esistono tanti tipi di posture intermedie. In "linea generale", un atteggiamento di postura anteriore denota una retrazione della catena posteriore mentre nella postura posteriore una retrazione della catena anteriore, dello psoas e del tendine centrale.

C'è da ricordare che difficilmente un tipo di postura sarà così evidente, ma è bene tenere a mente queste considerazioni in modo particolare quando si crea un programma di allenamento e, nello specifico, con riferimento alle sedute di allungamento muscolare.

Verticale di Barrè

Continuando nella valutazione, un altro strumento che si presenta assai utile ed indicativo è il rapporto su di un piano frontale, rispetto ad un filo a piombo, alla Verticale detta "di Barrè". Essa ci permette di inquadrare, orientativamente, la provenienza del problema.

Attraverso l'osservazione del soggetto in questi termini, riusciremmo ad indirizzarci verso una problematica che viene dell'alto (discendente), proveniente dal basso (ascendente), a componente mista (ascendente-discendente) o di tipo traumatico.

I riferimenti anatomici saranno lo spazio tra i calcagni, il triangolo sacrale ed il triangolo occipitale. Se i suddetti parametri sono allineati alla verticale ciò non denota perturbazioni importanti della statica – o almeno a questi tipi di valutazione – e in tal caso il soggetto è "ben allineato"

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Classificazioni alla Verticale di Barrè

Se invece ci troviamo dinanzi ad un caso A, è possibile ricondurre il problema a carico del triangolo superiore; infatti, il triangolo del sacro è in linea con i piedi ma la parte occipitale è traslata a sinistra, e questo denota un'origine superiore. Qui si può indagare ulteriormente su occhio, mandibola, orecchio, problemi cranio sacrali, vertebrali alti, arti superiori e problemi viscerali alti.

Se ci troviamo davanti ad un caso B, è possibile ricondurre il problema a carico del triangolo inferiore; infatti il triangolo del sacro non è in linea con i piedi e la testa. In questo caso si può indagare sul bacino, quadrante viscerale basso, anca, ginocchio, caviglia e piede.

Se ci troviamo nella situazione C, è possibile ricondurre il problema ad una componente mista, sia dal basso che dall'alto; bisognerà solo stabilire la priorità nel senso di capire quale informazione è più perturbante.

Se ci troviamo nella situazione D, invece, è possibile ricondurre il problema ad un evento traumatico tipico dei "colpi di frusta" (whiplash) che altera la statica corporea. Spesso, questi tipi di presentazioni possono verificarsi anche in situazioni di problemi emozionali, tipo traumi o shock.

Un ultimo esempio è quello delle alterazioni corporee ben compensate come mostrato in figura, dove nonostante una evidente alterazione delle curve del rachide, i triangoli, superiore e inferiore, sono in linea.

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Corpo in linea alla Verticale di Barrè

In questa situazione siamo di fronte ad una condizione di "autonoma strategia di compenso del corpo" che, secondo molti esperti, non andrebbe modificato, se non per dare mobilità alle strutture che lo richiedono.

A questo punto, una volta capito come orientarsi, si può ricercare il recettore che aveva presentato i possibili problemi.

Test Oculari

Tornado alla problematica proveniente dall'alto, si potranno eseguire dei test per il recettore oculare e, in caso di anomalia, rimandare il soggetto dallo specialista.

Da tenere ben presente che ciò che fa il trainer non è una "visita medica", ma dei semplici test di indagine sul possibile recettore che dà la positività di disturbo posturale e, in tal caso, rimandare il cliente dal "professionista clinico". Non si interessa della patologia o della problematica medica inerente quel recettore, ma semplicemente prende visione del fatto che in esso si può nascondere la causa primaria della perturbazione; quindi è bene che lo specialista in questione risolva eventuali problemi a carico di quel parametro che secondo la valutazione posturale dava la positività.

Test del punto prossimo di convergenza

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Andando a valutare la componente oculare, un semplice test da provare è quello del punto prossimo di convergenza (PPC). In questo test si valuta il bilanciamento funzionale dei muscoli motori dell'occhio che, per un discorso di catene muscolari e connessione con il tratto cervicale, hanno un'influenza posturale davvero notevole.

Questo test si esegue chiedendo al soggetto di seguire con gli occhi un oggetto da una distanza di 50 cm circa per poi lentamente arrivare fino alla punta del naso. L'occhio che non riesce a seguire l'oggetto fino all'arrivo alla punta del naso, va indagato. In questo caso è bene procedere rimandando il soggetto da un oculista.

Cover Test

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cover test

Altro test interessante è il "Cover Test", nel quale si copre un occhio e con l'altro si chiede di osservare un oggetto ad una distanza di circa 20 cm; poi di colpo si scopre l'occhio e si osserva se l'occhio appena scoperto rientra nel focus o è rimasto immobile come l'altro. Si ripete il tutto dall'altro lato. L'occhio che "rientra" appena lo si scopre, va indagato.

Valutazione dell’Articolazione-Temporo-Mandibolare

Sempre inerente al triangolo superiore si dovrebbe valutare anche l'ATM, quindi si chiede al soggetto di serrare i denti e aprire la bocca in modo tale da apprezzare la linea centrale delle arcate superiori dei denti con quella inferiore e si valuta la loro corrispondenza.

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Verifica della Corrispondenza della Linea Interincisiva Superiore-Inferiore

In caso non ci sia congruenza le linee diventano parallele tra loro e potremmo essere di fronte ad un "Cross Bite" o morso incrociato che può essere causa di perturbazione.

Si procede poi a valutare gli eventuali click all'apertura e chiusura della bocca o quando si serrano forte i denti, per potrebbe apprezzare una differenza di tensione tra i muscoli masticatori. In tal caso, si rimanderà il cliente ad un ortodontista.

Sempre a proposito di occlusione può tornare utile valutare le oscillazioni del corpo o i macromovimenti attivi del soggetto, serrando i denti o con uno spessore tra loro e apprezzare le differenze del primo e del dopo.

Riveste particolare attenzione anche il discorso inerente alle classi occlusali; infatti secondo alcuni ortodontisti che lavorano principalmente nel campo della posturologia, si creano degli schemi predefiniti di postura in funzione delle classi occlusali a seconda se l'arcata superiore è molto sporgente rispetto a quella inferiore – 2° classe occlusale di 1°o 2° divisione, apprezzabile di solito con retrognatismo – oppure se è arretrata – 3°classe occlusale, di solito prognatismo. In caso di occlusione "normale" si parla di 1°classe, dove le arcate non presentano anomalie.

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Tipi di Classi Occlusali e corrispettiva postura

C'è da osservare che non c'è sempre congruenza tra un tipo di classe occlusale ed il relativo "disegno posturale"; come al solito ogni individuo è un caso a sé, ma per un discorso statistico gli esempi nella figura corrispondono con una buona percentuale.

Ciò che interessa al trainer, però, è comprendere l'importanza dell'apparato stomatognatico con l'intero corpo e la sua influenza nel sistema posturale.

Valutazione del Rachide

Continuando ad indagare nella parte alta del corpo, si testerà la mobilità dei vari segmenti del rachide, quindi si chiederà al soggetto di effettuare dei movimenti che diano la possibilità di apprezzare eventuali anomalie nella mobilità.

È bene osservare i movimenti di flessione laterale della colonna da entrambi i lati ed annotare con un metro la distanza delle mani dal pavimento che scorrono lungo le cosce; in questo modo si può apprezzare l'eventuale differenza di ampiezza del range di mobilità.

Si valutano, inoltre, le rotazioni confrontandole con quelle controlaterali. Si verificano la flesso-estensione e si tiene conto della libertà di movimento. Questo per il tratto cervicale, dorsale e lombare.

Valutazione degli Arti Superiori

Si prosegue poi ad una rapida panoramica dei movimenti dell'arto superiore e si apprezzano eventuali anomalie. A tal proposito si rimanda ad appositi libri sui "Test Articolari-Muscolari", in modo tale da poter valutare la libertà di movimento in tutti i compartimenti corporei. Nel caso dovessero riscontarsi delle limitazioni funzionali in una zona qualsiasi del corpo, è bene rimandare il soggetto da un terapista manuale che saprà come "normalizzare" la limitata escursione articolare di quel segmento e ridare libertà di movimento.

Il personal trainer, in questo caso, secondo le conoscenze di stretching analitico classico (stile Anderson) o in catena, dovrebbe cercare, anch'egli, di ridare mobilità a quei segmenti corporei che sono risultati poco mobili ed in ogni caso far attenzione a prescrivere esercizi che non possono essere eseguiti nel completo ROM (Range di Mobilità), onde evitare compensi che logorano le strutture interessate.

Autore

Riccardo Borgacci
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer