Omocisteina: a cosa serve
Ultima modifica 17.05.2024
INDICE
  1. Cos’è l’omocisteina e a cosa serve?
  2. Valori normali di omocisteina plasmatica
  3. Valori di omocisteina alta o iperomocisteinemia
  4. Sintomi dell’omocisteina alta
  5. Cause di omocisteina alta: iperomocisteinemia
  6. Omocisteina alta e rischio cardiovascolare
  7. Perché l'omocisteina alta aumenta il rischio cardiovascolare?
  8. Prevenire e combattere l’omocisteina alta
  9. Integratori per l’omocisteina alta
  10. Valori di omocisteina bassa

Cos’è l’omocisteina e a cosa serve?

L'omocisteina è un amminoacido solforato (contenente zolfo) che si forma in seguito alla trasformazione enzimatica della metionina, un altro aminoacido della stessa natura chimica abbondantemente contenuto negli alimenti proteici (latticini, carne, legumi, uova ecc.).

La presenza di omocisteina nel sangue, fino a 5-12 micro moli per litro (μmol/L), è normale; ciò significa che la sua produzione è del tutto fisiologica. D'altro canto, per una o più cause, può salire oltre i limiti consuetudinari definendo una condizione di iperomocisteinemia (HHcy).

Tali circostanze, stando a quanto determinato attraverso diversi approfondimenti scientifici – comunque ancora in fase di sviluppo e chiarimento – si possono rivelare nocive per la salute. Nella fattispecie, troppa omocisteina plasmatica costituisce un fattore di rischio cardiovascolare e non solo.

L'omocisteina nell'organismo viene dosata tramite le analisi del sangue. D'altro canto, in forma libera, viene parzialmente espulsa con la filtrazione renale e, di conseguenza, è rilevabile anche nelle urine.

Riportare l'omocisteina ai giusti livelli è possibile. L'organismo si difende dall'eccesso di questo amminoacido grazie all'utilizzo di una specifica vitamina idrosolubile del complesso B, l'acido folico; contribuiscono allo scopo anche la vitamina B12 (cobalamina) e la B6 (piridossina). Una dieta ricca di questi nutrienti, avendo cura di non danneggiarli con la cottura e la conservazione, contribuisce a prevenire e curare l'iperomocisteinemia. Vengono in aiuto, per lo stesso principio, gli specifici integratori alimentari – è da sottolineare che, comunque, la correlazione tra apporto nutrizionale e omocisteinemia non risulta sempre lineare.

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Valori normali di omocisteina plasmatica

Si considerano normali, in media tra maschi e femmine, giovani e adulti, valori di omocisteina nel plasma compresi tra 5 e 12 μmol/L. La dose ottimale potrebbe essere circa 7 μmol/L.

Per approfondire: Valori Omocisteina

Valori di omocisteina alta o iperomocisteinemia

Quando in eccesso nel circolo sanguigno (iperomocisteinemia – HHcy), l'omocisteina può correlarsi a patologie quali aterosclerosi, trombosi, embolia, infarto del miocardio e ictus.

Omocisteina Alta: Devo Preoccuparmi?

In effetti l'omocisteina alta non è un buon segno. D'altro canto, come vedremo in seguito ridurla non è impossibile; al contrario, può essere più semplice di quanto si creda. In genere è sufficiente rispettare una serie di regole nutrizionali piuttosto banali…

Sintomi dell’omocisteina alta

L'eccesso di omocisteina nel sangue o iperomocisteinemia, come quello di colesterolo, non determina alcun sintomo o segno clinico. Per questo, soprattutto ai primi studi che ne svelarono il potenziale ruolo malefico per la salute, si sviluppò un notevole interesse scientifico. Oggi il ruolo dell'omocisteina nell'insorgenza delle patologie è stato ridimensionato, anche se gli approfondimenti sono ancora in corso d'opera.

Cause di omocisteina alta: iperomocisteinemia

Che sia in forma libera (come dimero) oppure legata alle proteine circolanti, la presenza di iperomocisteinemia è dovuta all'interazione di fattori:

  • Genetici, come la presenza di malattie ereditarie
  • Acquisiti o ambientali, come una dieta povera di vegetali (soprattutto crudi) e l'uso di certi farmaci.

Omocisteina alta e rischio cardiovascolare

In seguito alla scoperta della correlazione positiva tra eccesso di omocisteina plasmatica e aumento del rischio cardiovascolare, e rivelatasi per di più un fattore di rischio indipendente rispetto agli altri (come familiarità, colesterolo alto, ipertensione arteriosa, diabete mellito tipo 2, obesità ecc), l'iperomocisteinemia è stata per lungo tempo considerata addirittura più nociva dell'ipercolesterolemia (colesterolo alto).

Pare che valori maggiori anche solo di 10-12 μmol/L (come anticipato, teoricamente "normali") si possano in qualche modo correlare ad un aumentato rischio di insorgenza delle suddette malattie e, a differenza del colesterolo alto, anche di altre patologie quali: malformazioni fetali, decadimento mentale, morbo di Alzheimer, fratture ossee spontanee ecc.

L'iperomocisteinemia può distinguere tre classi di rischio, a seconda dei livelli di omocisteina nel sangue:

  • Rischio moderato (16-30 μmol/L)
  • Rischio medio (31-100 μmol/L)
  • Rischio severo (>100 μmol/L).

Perché l'omocisteina alta aumenta il rischio cardiovascolare?

Come anticipato in premessa, il meccanismo per cui l'iperomocisteinemia possa favorire i disturbi cardiovascolari (CVD) è ancora poco chiaro.

Un recente studio, intitolato "Hyperhomocysteinemia and Cardiovascular Disease: Is the Adenosinergic System the Missing Link?" [Int J Mol Sci . 2021 Feb 8;22(4):1690. doi: 10.3390/ijms22041690. - Franck Paganelli, Giovanna Mottola, Julien Fromonot, Marion Marlinge, Pierre Deharo, Régis Guieu, Jean Ruf], ha cercato di mettere in luce quanto conosciamo sull'argomento ed ha, al tempo stesso, avanzato un'ipotesi plausibile. Di seguito l'abstract.

L'influenza dell'iperomocisteinemia (HHCy) sulle malattie cardiovascolari (CVD) rimane poco chiara. L'HHCy è associato a infiammazione e aterosclerosi ed è un fattore di rischio indipendente per CVD, ictus e infarto del miocardio. Tuttavia, la terapia per abbassare l'omocisteina (HCy) non influisce sullo stato infiammatorio dei pazienti con CVD e ha poca influenza sul rischio cardiovascolare. Il prodotto della degradazione dell'HCy, l'idrogeno solforato (H2S), è un cardioprotettore. Precedenti ricerche hanno proposto un ruolo positivo dell'H2S nel sistema cardiovascolare e, in questo studio, discutiamo alcuni dati recenti che suggeriscono che l'HHCy peggiora la CVD aumentando la produzione di H2S, che diminuisce l'espressione dei recettori dell'adenosina A2A sulla superficie delle cellule immunitarie e cardiovascolari causando infiammazione e ischemia.

Prevenire e combattere l’omocisteina alta

L'organismo abbassa spontaneamente i livelli serici di omocisteina utilizzando l'acido folico – vitamina idrosolubile del gruppo B – che rappresenta un intermediario della sua ri-conversione nell'amminoacido originario (metionina).

Per approfondire: Acido Folico

L'acido folico ha la capacità di abbassarne le concentrazioni plasmatiche. Importante anche per evitare la spina bifida durante lo sviluppo del feto in gravidanza, l'acido folico è di origine perlopiù vegetale, e risulta presente soprattutto negli ortaggi e nei frutti (lattuga, radicchio, mela, arancia ecc) e nelle frattaglie.

Non tutto l'acido folico contenuto negli alimenti si trova però in una forma biodisponibile. Inoltre, trattandosi di una molecola termolabile e sensibile alla luce però, a seguito di un'eccessiva o malfatta conservazione e/o della cottura – necessaria per cucinare, ad esempio, il fegato come alimento – le concentrazioni di acido folico negli alimenti si riducono drasticamente. Proprio per questi motivi, chi segue una dieta per lo più costituita da cibi lavorati o conservati, è maggiormente predisposto alla carenza di acido folico e delle vitamine più "delicate" (vit C o acido ascorbico, vit E o tocoferoli ecc).

Per approfondire: Dieta per l’Omocisteina Alta

I livelli di assunzione raccomandati per l'acido folico corrispondono a 200-1000 mcg/die. D'altro canto, nella popolazione italiana, l'introito giornaliero di acido folico è leggermente inferiore rispetto al consigliato e, per questo motivo, è bene ricordarsi di consumare ogni giorno adeguate quantità (5 o 6 porzioni) di frutta e verdura fresche e buona parte crude.

Oltre a ciò, l'associazione con vitamina B12 (cobalamina) e B6 (piridossina), invece di origine prevalentemente animale, sembra abbassare ulteriormente i valori di omocisteina circolante. L'effetto di queste due vitamine è stato osservato nella somministrazione di integratori alimentari, utili nel trattamento dell'iperomocisteinemia. In ogni caso, a meno che non siano presenti malattie genetiche importanti, è sufficiente adeguare la propria alimentazione in modo da aumentare l'apporto di acido folico, evitando così il ricorso ad integratori.

Dieta Preventiva per le Malattie Vascolari

L'apporto di queste vitamine deve comunque essere considerato soltanto come uno dei tanti aspetti della dieta preventiva verso le malattie cardiovascolari. In particolare, è bene:

Acido Folico Verdura a foglia verde (spinaci, lattuga, radicchio ecc), broccoli, piselli, cereali, arachidi, fagioli, lenticchie, arance, mele 
Vitamina B12 Carne, pesce, uova, latte e prodotti caseari
Vitamina B6 Carne, pesce, uova, legumi, cereali
Betaina Barbabietola, alghe, prodotti della pesca, broccoli, cereali

Integratori per l’omocisteina alta

In supporto alla dieta, è possibile fare affidamento sull'integrazione alimentare quotidiana di 0,5-5 mg di acido folico, che può ridurre del 25% i livelli di omocisteina nel sangue. L'associazione con vitamina B12 contribuisce a una ulteriore riduzione del 7% circa.

Tali supplementi sono particolarmente indicati in quei soggetti che presentano un rischio cardiovascolare elevato, superiore a causa della presenza di altri fattori quali: tabagismo, ipertensione, sesso (maggiore nei maschi fino ai 50 anni), età avanzata, genetica o familiarità, obesità (particolarmente quella addominale), sedentarietà, colesterolo alto, diabete mellito tipo 2.

La supplementazione di acido folico è comunque priva di effetti collaterali, essendo la vitamina B9 idrosolubile, quindi eliminata per via urinaria se presente in eccesso.

Fattori che aumentano i livelli di omocisteina Fattori che diminuiscono i livelli di omocisteina
Sesso maschile (+), invecchiamento (+), aumento della massa muscolare (+), fumo (+), caffè (+), deficit di folati (+++) Attività fisica (-), dieta equilibrata ricca di alimenti vegetali (-)

ATTENZIONE! In letteratura si trovano diversi studi che – pur ribadendo l'utilità di una integrazione delle sopraccitate vitamine nel ridurre i livelli sierici di omocisteina – ne sminuiscono l'effetto protettivo nei confronti delle malattie cardiovascolari. In pratica, quindi, nonostante la riduzione dell'omocisteinemia, la supplementazione di tali vitamine potrebbe non essere così efficace nel prevenire le patologie cardiovascolari ad essa associate.

Valori di omocisteina bassa

L'omocisteina bassa nel sangue non è, ad oggi, considerata un fattore di rischio per alcuna condizione. Può risultare diminuita nelle persone che non consumano alimenti di origine animale, facendo sospettare una carenza dell'amminoacido metionina. Si tratta, comunque, di un'evenienza piuttosto rara anche per la dieta vegana.

Autore

Dott. Riccardo Borgacci

Dott. Riccardo Borgacci

Dietista e Scienziato Motorio
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer