Le proteine fanno male ai reni?
Ultima modifica 27.05.2024
INDICE
  1. Cosa significa dieta iperproteica?
  2. Cosa intendiamo per malattia renale?
  3. Conclusioni: perché si dice che le proteine facciano male ai reni?

È opinione comune che le diete iperproteiche possano essere responsabili di danno renale, traducibile come iperfiltrazione e valori incrementali di pressione glomerulare.

Di seguito cercheremo di capire se le proteine fanno realmente male ai reni, valutando l'impatto che un regime iperproteico può esercitare in condizioni renali normali, in casi di patologia renale cronica e sulla formazione di calcoli renali (litiasi).

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Cosa significa dieta iperproteica?

Per "dieta iperproteica" s'intende, generalmente, un regime alimentare caratterizzato da un apporto proteico superiore al range di normalità.

L''intervallo di normalità vede:

  • un limite inferiore equivalente a ciò che è necessario assumere per scongiurare la carenza;
  • uno superiore che invece corrisponde al massimo quantitativo di proteine che l'organismo potrebbe introdurre senza alterazioni omeostatiche - va da sé che il limite superiore debba anche includere un certo "margine di sicurezza".

"Qui casca l'asino!" nel senso che, in base all'istituzione o allo studio consultati, si possono identificare limiti anche parecchio diversi uno dall'altro.

Tale metodo di valutazione, per quanto "logico", è comunque "spannometrico" e di limitata utilità nell'applicazione del "singolo". Non stiamo dicendo che sia sbagliato, ma semplicemente che le persone possono rivelarsi anche molto diverse le une dalle altre.

Pertanto, prima di decidere se una dieta possa definirsi iperproteica o meno, dovremmo cercare di definire la composizione corporea del soggetto in questione e, di conseguenza, identificare il fabbisogno proteico specifico.

Come calcolare il fabbisogno proteico?

Il fabbisogno proteico può essere calcolato in due modi:

  • Stima percentuale sulle calorie totali - si presta di più ai soggetti non sportivi e con corporatura media;
  • Impiego di un coefficiente pro-kg di peso corporeo.

Il coefficiente pro-kg si deve riferire:

  • al peso fisiologico desiderabile nei soggetti con massa grassa superiore alla norma;
  • al peso reale se la massa muscolare è più abbondante del comune, come negli atleti di forza e velocità o nei bodybuilder.

Non solo. Il fabbisogno proteico aumenta anche in caso di dieta ipocalorica dimagrante, soprattutto se presente un certo livello di attività sportiva, in accrescimento, in condizioni fisiologiche speciali (gravidanza, allattamento), para-fisiologiche o patologiche (resistenza anabolica, malassorbimentosarcopenia ecc.).

In linea generale, consultando varie fonti (Bibliografia a questa pagina), potremmo riassumere che:

  • In caso di dieta normocalorica e senza attività fisica auspicabile, per scongiurare la carenza si consiglia più o meno 1,0 g / kg, che equivalgono pressappoco al 12% dell'energia;
  • Nelle stesse circostanze, l'apporto consigliato è 1,2 g / kg; 1,5 g / kg per i ragazzi in accrescimento, il 13% per le gravide e oltre 1,2 g / kg per gli anziani;
  • In dieta ipocalorica l'apporto consigliato è tra 1,6-2,4 g / kg;
  • In caso di sport di forza e dieta normocalorica meglio non scendere sotto l'1,2 g / kg e non salire oltre i 2,4 g / kg;
  • In caso di sport di forza e dieta ipocalorica può essere proficuo rimanere tra 2,3 e 3,1 g / kg; se la dieta è ipercalorica, il minimo è di 1,6 g / kg;
  • In caso di sport di endurance e dieta normocalorica l'apporto consigliato è di 1,2-2,0 g / kg.

Cosa intendiamo per malattia renale?

Per malattia renale o nefropatia si intende un danno o una patologia che interessa il/i rene/reni.

La nefrite è una malattia infiammatoria renale e si differenzia a seconda della sede dell'infiammazione, che può essere diagnosticata mediante esami clinici. La nefrosi è una malattia renale non infiammatoria. La nefrite e la nefrosi possono dare origine, rispettivamente, alla sindrome nefritica e alla sindrome nefrosica.

La malattia renale, di solito, causa una perdita della funzionalità renale, e può essere motivo di insufficienza renale, ovvero la perdita completa della funzionalità renale. L'insufficienza renale è nota come lo stadio terminale della malattia renale, in cui l'unica opzione di trattamento è costituita da dialisi o trapianto di rene.

La malattia renale cronica è definita come un'anomalia renale prolungata (di natura funzionale e/o strutturale) che dura più di tre mesi. La malattia renale acuta è definita come danno renale acuto ed è caratterizzata dall'improvvisa riduzione della funzionalità renale (nell'arco di sette giorni). Il tasso delle malattie renali croniche sembra in aumento nei paesi occidentali, per cause multifattoriali (maggior anzianità, obesità ecc.).

Le cause delle malattie renale sono: autoimmuni, farmacologiche, il deficit enzimatico di xantina ossidasi, tossicità degli agenti chemioterapici e l'esposizione a lungo termine al piombo o ai suoi sali. 

Altre condizioni croniche (malattie) che possono produrre nefropatia includono il lupus eritematoso sistemico, il diabete mellito e l'alta pressione sanguigna (ipertensione), che portano rispettivamente alla nefropatia diabetica e alla nefropatia ipertensiva.

  • Kim, Kun Hyung; Lee, Myeong Soo; Kim, Tae-Hun; Kang, Jung Won; Choi, Tae-Young; Lee, Jae Dong (2016-06-28). "Acupuncture and related interventions for symptoms of chronic kidney disease". The Cochrane Database of Systematic Reviews. 2016 (6): CD009440. doi:10.1002/14651858.CD009440.pub2. ISSN 1469-493X. PMC 8406453. PMID 27349639.
  • Coresh, Josef; Selvin, Elizabeth; Stevens, Lesley A.; Manzi, Jane; Kusek, John W.; Eggers, Paul; Van Lente, Frederick; Levey, Andrew S. (2007-11-07). "Prevalence of chronic kidney disease in the United States". JAMA. 298 (17): 2038–2047. doi:10.1001/jama.298.17.2038. ISSN 1538-3598. PMID 17986697.
  • "Chronic Kidney Disease in the United States, 2021". www.cdc.gov. 2022-08-02. Retrieved 2022-10-09.

In bibliografia non si fa cenno, pertanto, delle diete iperproteiche come cause di malattia renale. Tuttavia, spesso si associa l'immagine del super-sportivo, o del bodybuilder, all'insorgenza di complicazioni renali. Queste sono prevalentemente associate all'utilizzo di farmaci dopanti, non al maggior livello proteico nella dieta.

Conclusioni: perché si dice che le proteine facciano male ai reni?

Da quanto abbiamo esporto, pare ovvio che non esistano, ad oggi, prove scientifiche a dimostrazione che l'eccesso proteico propriamente detto possano nuocere al soggetto sano e normo-dotato a livello funzionale del rene.

Diverso sarebbe, se parlassimo di clinica patologica o para-fisiologica. Cosa significa? Che un soggetto sano ma mono-rene, o colpito da alcune delle patologie di cui abbiamo fatto cenno sopra, quindi già compromesso, seguendo una dieta iperproteica, potrebbe avere un maggior rischio di andare incontro al peggioramento della salute renale.

Ma allora, perché molti medici sostengono che troppe proteine possano arrecare danno alla funzionalità renale? La risposta è un po' "scomoda", nel senso che, molti medici, nel dubbio (vista l'importanza di questo preziosissimo organo), sconsigliano di assumere integratori proteici o di seguire una dieta ad alto contenuto proteico a prescindere.

A sostegno di questa ipotesi ci sarebbero le analisi del sangue che, nello sportivo, soprattutto che assume molte proteine, alcuni valori sono quasi sempre fuori range di normalità. In verità, un medico ben preparato - e che abbia voglia di assumersi la responsabilità delle proprie affermazioni - sarebbe in grado di spiegare che, in questi soggetti:

  • creatinina e azoto ureico sono normalmente più elevati anche con normo-funzionalità renale;
  • questi livelli non costituiscono un fattore di rischio per malattia renale.

Non solo. La pratica sportiva può alterare anche altri valori, come l'ematocrito, la CPK e le transaminasi; ma, anche in tal caso, il problema non sussiste.

In pratica, è vero che i reni lavorano di più (così come il fegato, i muscoli ecc.), ma ciò non significa che si deteriorino maggiormente o in fretta.

Autore

Dott. Riccardo Borgacci

Dott. Riccardo Borgacci

Dietista e Scienziato Motorio
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer