Rame negli Alimenti di R.MyPersonalTrainer

Generalità

 

Generalità sul rame

Nonostante sia presente in quantità molto limitate nell'organismo – da 50 a 120 mg – il rame è un elemento essenziale per la specie umana. 

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Nei vari tessuti agisce soprattutto come costituente proteico, cioè cofattore di numerosi enzimi – ad esempio citocromo C ossidasi e superossido dismutasi – e trasportatori – ad esempio l'albumina ed il fattore V della coagulazione – a loro volta coinvolti in svariate funzioni fisiologiche.

Una volta introdotto con gli alimenti che lo contengono, il rame viene assorbito nell'intestino tenue e da qui, grazie al legame con l'albumina, viene veicolato al fegato. Gli epatociti sintetizzano a loro volta un complesso costituito dal rame e dal suo trasportatore (celuroplasmina), che viene poi secreto per essere distribuito ai vari tessuti. Eventuali eccessi sono eliminati soprattutto per via biliare ed in minima parte escreti con le urine.

Grazie alla sua capacità di passare dalla forma ridotta (Cu+) a quella ossidata (Cu2+), il rame entra in numerose vie metaboliche che necessitano di un intervento ossidoriduttivo. La sua azione è importante per la mineralizzazione dello scheletro e per la formazione di nuovi globuli rossi e di tessuto connettivo. Il rame partecipa anche alla catena respiratoria, alla sintesi di melanina e a sistemi di protezione contro lo stress ossidativo e l'eccesso di ammine biogene.

Il fabbisogno di rame per la popolazione italiana adulta è stato fissato ad 1,2 mg al giorno; solo per le nutrici tale quota sale ad 1,5 mg/die. Gli alimenti più ricchi di rame sono: alcune frattaglie e prodotti della pesca – come molluschi e crostacei – ma anche cacao, semi oleosi o frutta secca, germe dei cerali e crusca.

Dal momento che tali alimenti sono piuttosto comuni nella dieta umana, non sussiste un pericolo concreto di incorrere in sindromi associate alla carenza di rame. Alcuni casi si sono comunque registrati in bambini sottoposti a severi stati di malnutrizione, in neonati prematuri tenuti a dieta lattea e in pazienti nutriti a lungo esclusivamente per via parenterale. La sintomatologia associata comprende problemi di mineralizzazione ossea fino all'osteoporosi, anemie, depigmentazione di pelle e capelli, maggiore suscettibilità alle infezioni, fragilità vasale e cutanea.

In alcuni casi una dose di "soli" 30 g di solfato di rame si è dimostrata letale; in ogni caso l'assunzione di tali quantità, per errore o a scopo suicida, ha un potente effetto emetico che favorisce una rapida eliminazione degli eccessi attraverso il vomito. I sintomi associati ad una grave intossicazione sistemica comprendono coma, oliguria, necrosi epatica, collasso e morte. Gli istituti americani (Food and nutrition Board 2001) hanno fissato la soglia di tossicità a 10 mg/die; casi di intossicazione dovuti alla sola dieta sono comunque estremamente rari.

Per magiori informazioni consultare l'articolo: Rame.

Alimenti

Alimenti ricchi di rame

Le migliori fonti alimentari di rame comprendono:

Altre fonti alimentari che contengono rame sono:

Pur non essendo particolarmente ricchi, se assunti in quantità significative, favoriscono il raggiungimento del fabbisogno anche il tè, il riso brillato e la carne di pollo.

Per evitare la carenza di rame è generalmente sufficiente rispettare una dieta equilibrata, o per lo meno variare la gamma degli alimenti senza escludere alcuno dei VII gruppi fondamentali. Con una dieta normocalorica, anche nei paesi in via di sviluppo – basati prevalentemente su miglio, tuberi o riso, associati a legumi o piccole quantità di pesce o carne, certi frutti e verdure, ed alcuni oli vegetali – è molto probabile che l'apporto di rame sia adeguato. L'apporto di rame sembra adeguato anche nei paesi in cui la dieta è costituita principalmente da carne rossa.

Acqua

Rame nell'acqua potabile

Come elemento naturale nella crosta terrestre, il rame è presente nella maggior parte delle acque superficiali e sotterranee del mondo, anche se l'effettiva concentrazione varia molto a seconda dell'area geografica.

In molte regioni del mondo, i tubi di rame che trasportano l'acqua potabile rappresentano una vera e propria fonte di rame alimentare. Le tubature di rame possono rilasciare una piccola quantità di metallo, in particolare nei primi due anni di servizio. Successivamente, all'interno dei tubi di rame, di norma si forma una superficie protettiva che ne ritarda la corrosione.

L'acqua potabile può contribuire per il 20-25% all'apporto di rame giornaliero.

Integratori

Integratori di rame

Gli integratori di rame possono prevenire la carenza di rame, ma devono essere assunti solo sotto la supervisione di un medico. Infatti, le diverse forme di integrazione di rame hanno altrettanto differenti tassi di assorbimento. Per esempio, l'assorbimento di rame dagli integratori di ossido rameico è inferiore a quello dai prodotti a base di gluconato, di solfato o di carbonato di rame.

Per gli adulti sani che seguono una dieta equilibrata comprensiva di una vasta gamma di alimenti, l'integrazione non è generalmente raccomandata. Tuttavia, sotto osservazione medica, l'integrazione di rame può essere necessaria per i neonati prematuri, per quelli con basso peso alla nascita, per i bambini alimentati con formule non equilibrate durante il primo anno di vita e per i bambini malnutriti in genere.

Più in generale, i medici possono considerare il supplemento di rame nei seguenti casi:

Molti supplementi vitaminici contengono rame in forma inorganica, tipo l'ossido rameico. Questi supplementi possono causare un eccesso di rame libero nel cervello poiché, in forma inorganica, esso può attraversare direttamente la barriera emato-encefalica fino a raggiungere il tessuto nervoso.

Normalmente invece, il rame organico degli alimenti viene prima assorbito, poi processato dal fegato e infine veicolato nel sangue mediante proteine di trasporto, fasi che consentono di mantenere sotto controllo i livelli di rame liberi circolanti e impedire quanto accade con il rame inorganico.

Bibliografia

  • Georgopoulos, PG; Roy, A; Yonone-Lioy, MJ; Opiekun, RE; Lioy, PJ (2001). "Environmental copper: its dynamics and human exposure issues". Journal of Toxicology and Environmental Health. Part B, Critical Reviews. 4 (4): 341–94
  • Sadhra, Steven S.; Wheatley, Andrew D.; Cross, Hilary J. (2007). "Dietary exposure to copper in the European Union and its assessment for EU regulatory risk assessment". Science of The Total Environment. 374 (2-3): 223–34
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  • Stern, Bonnie Ransom (2007). "U-Shaped Dose-Response Curve for Risk Assessment of Essential Trace Elements: Copper as a Case Study". In Robson, Mark G.; Toscano, William A. Risk Assessment for Environmental Health. San Francisco: John Wiley and Sons. pp. 555–62.

Ultima modifica dell'articolo: 28/11/2018

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