Effetti dell'alcol: per quali tumori aumenta il rischio?

Effetti dell'alcol: per quali tumori aumenta il rischio?
Ultima modifica 13.07.2022
INDICE
  1. Cosa si sapeva fino ad ora
  2. Come è stato condotto il nuovo studio
  3. Risultati della ricerca
  4. Conclusioni della ricerca

Che l'alcol sia dannoso per l'organismo perché mina la salute sotto molti punti di vista è risaputo ma secondo la scienza quattro diagnosi di cancro ogni 100 nel mondo potrebbero essere associate al suo consumo.

A dirlo in particolare è uno studio sulla relazione tra alcol e tumori, recentemente pubblicato su Lancet Oncology e relativo all'anno 2020.

Cosa si sapeva fino ad ora

Lo studio che ha portato a ipotizzare in modo piuttosto concreto questa relazione è stato condotto da un team internazionale di esperti di salute pubblica, cancro e salute mentale, che sono arrivati alla conclusione che sia urgente aumentare la consapevolezza delle persone sui pericoli dell'alcol in ambito oncologico.

Che esista un legame tra alcol e rischio di cancro non è però una novità ma un fatto studiato già da tempo e oggetto di numerose ricerche antecedenti a questa, che hanno stabilito che ad aumentare le probabilità che chi beve alcolici con regolarità possa sviluppare un tumore è soprattutto la capacità della sostanza tossica dell'alcol di indurre dipendenza, danneggiare il Dna e interferire con la produzione degli ormoni che, come reazione a catena, a loro volta possono contribuire allo sviluppo di alcune forme tumorali.

A questa tesi si aggiunge quella di altri studi che sostengono che l'alcol sia in grado di potenziare gli effetti cancerogeni di altre sostanze negative per l'organismo, prima tra tutte il tabacco. I fumatori che contemporaneamente fanno anche uso di alcolici, infatti, rischierebbero 30 volte in più rispetto a chi fuma o beve solamente di sviluppare un tumore alla cavità orale, all'orofaringe, alla laringe e all'esofago.

Come è stato condotto il nuovo studio

La nuova ricerca resa nota da Lancet Oncology è partita dallo studio dei livelli di assunzione di alcol pro capite per ogni Paese nel 2010 ed è poi proseguita a verificare se questo abbia influenzato oppure no le diagnosi oncologiche a distanza di dieci anni, e quindi nel 2020.

Per farlo i ricercatori hanno combinato i dati di consumo con quelli relativi ai nuovi casi di cancro del cavo orale, di faringe, laringe, esofago, del colon-retto, del fegato e della mammella, che sono risultati essere quelli in cui è più forte l'evidenza di un nesso causale con l'alcol.

Il consumo di alcol è stato catalogato come moderato se compreso tra 0,1-20 grammi al giorno, cioè l'equivalente di un massimo di due bevande alcoliche; a rischio tra i 20-60 grammi (due-sei bevande alcoliche giornaliere), e pesante più di 60 grammi al giorno (sei drink).

Risultati della ricerca

L'analisi dei dati raccolti ha portato alla stima che a livello globale il 4% di tutti i nuovi casi di cancro del 2020 possa dirsi associato al consumo di alcol. In termini assoluti si tratterebbe di 741.300 diagnosi.

Nello specifico i casi alcol correlati più numerosi sono stati quelli del tumore dell'esofago, 189.700, seguiti da quelli al fegato 154.700 e alla mammella 98.300. A ruota i tumori del colon-retto, del cavo orale e della gola. Per quanto riguarda le quantità il consumo a rischio è risultato associato al 39% dei tumori (291.800), quello pesante al 47% (346.400) e quello moderato al 14% (103.100).

Puntando l'attenzione sul genere invece, dei 741.300 tumori potenzialmente favoriti dall'alcol il 77% (568.700) hanno riguardato uomini, mentre il 23% (172.600) donne.

Diffusione del fenomeno nei diversi Stati

Le aree geografiche nelle quali la correlazione sembra essere più evidente sono Asia orientale, Europa centrale e dell'Est, tutte al 6%. Le zone con la percentuale più bassa, ferma all'1%, sono invece Africa settentrionale e Asia occidentale.

Esaminando invece la distribuzione nei singoli Stati, le più alte percentuali di diagnosi associate all'alcol sono state registrate in Mongolia (10%, 560 casi) e le più basse in Kuwait (0%, meno di 5 casi). Nel mezzo ci sono Cina al 6% (282.300), India al 5% (62.100), Francia al 5% (20.000 casi), Regno Unito al 4% (16.800), Brasile del 4% (20.500 casi), Germania al 4% (21.500), Stati Uniti al 3% (52.700), e Italia al 2,6% (10.000).

Conclusioni della ricerca

Secondo Harriet Rumgay dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) e primo autore della pubblicazione, l'urgenza è di «aumentare la consapevolezza sul nesso tra consumo di alcol e rischio di cancro. Strategie di salute pubblica, come ridurre la disponibilità di alcolici, l'uso di etichette che informino i consumatori sul rischio per la salute e limiti alla commercializzazione potrebbero abbattere i tassi di cancro correlato all'alcol. Le politiche fiscali e dei prezzi che hanno portato a una diminuzione del consumo di alcol in Europa, tra cui l'aumento delle accise si potrebbero applicare anche in altre regioni del mondo».

In merito a quest'ultimo aspetto, secondo un rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2018 in Italia si sarebbero potuti prevenire 95 casi di cancro aumentando le accise del 20%, 238 aumentandole del 50%, 480 raddoppiandole.

L'alcol può anche peggiorare i sintomi dell'artrite.