Celiachia in età pediatrica e adulta

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La celiachia è una patologia che interessa sia l'età pediatrica che quella adulta.

Trattandosi di una patologia caratterizzata da un'infiammazione cronica dell'intestino tenue che, se trascurata, può determinare conseguenze anche gravi, è necessario cercare di individuarla tempestivamente e prevenirne così le complicazioni attraverso una diagnosi precoce e l'instaurazione di una dieta senza glutine.

Oggi siamo consapevoli che la diagnosi di celiachia deve tenere conto anche di sintomi aspecifici (dolori alle ossa, alopecia, amenorrea, afte ricorrenti, anemia, cefalea, stanchezza) e pertanto frequentemente attribuiti ad altre patologie o cause (cattiva qualità del sonno, stress, alimentazione inadeguata ecc.). Potrebbe invece trattarsi di celiachia.

A quest'ultimo fine, suggeriamo di compilare il semplice e rapido test di autovalutazione dei sintomi proposto da Schär, quale strumento potenzialmente utile ad un primo giudizio sulla possibile presenza di celiachia.

Questo perché il riconoscimento e il trattamento della malattia celiaca - quadro morboso tipico del celiaco che ingerisce glutine - possono essere simili per ogni fascia d'età. ,

Ai più piccoli tuttavia, che si trovano nell'importante fase dell'accrescimento, è giusto dedicare qualche attenzione in più.

Nei prossimi paragrafi analizzeremo alcune differenze nella gestione della celiachia tra adulti e bambini - che può differire in base al grado di consapevolezza, all'autosufficienza e all'organizzazione della dieta senza glutine - ed esporremo nel dettaglio l'importanza di una diagnosi precoce.

 

Bambini e adulti: quali differenze?

Per quanto la celiachia sia provocata dalle stesse cause nel bambino quanto nell'adulto, possiamo distinguere alcune potenziali differenze nella diagnosi, nella prevenzione della malattia celiaca, nelle possibili conseguenze e nell'efficacia del trattamento. Più in particolare, queste diversità riguardano in particolare:

  • Riconoscimento degli alimenti problematici;
  • Gestione dei pasti;
  • Variabilità dei sintomi;
  • Percorso diagnostico;
  • Conseguenze sull'organismo.
 

Il bambino ha minori capacità di cognizione e comunicazione rispetto all'adulto

I bambini hanno minori capacità di associare i sintomi all'alimento potenzialmente responsabile degli stessi.

Questo compito spetta ovviamente agli adulti che, notando comportamentisintomi e segni clinici sospetti e ricorrenti nel bambino (diarrea, crampi addominali, debolezza, disagio, perdita di peso, crescita rallentata ecc.), in prima battuta possono ricorrere ai praticissimi test di autovalutazione come quello disponibile sul sito di Schär.

Va da sé che un'attenta osservazione e il tentativo di comunicare più efficacemente possibile siano crismi imprescindibili a questo scopo.

Per chiarezza specifichiamo che, al di fuori del medico di base per l'adulto o del pediatra per il bambino, nessuno può eseguire una diagnosi corretta di celiachia. Queste figure sanitarie devono rimanere il principale punto di riferimento nella valutazione di un eventuale percorso diagnostico. 


Come gestire i pasti nell'adulto e nel bambino

La gestione dei pasti è l'aspetto più importante del trattamento della malattia celiaca.

La prima difficoltà riscontrabile nel trattamento del bambino celiaco è quella di spiegargli la sua situazione in maniera comprensibile e, quindi, di motivarlo ad agire di conseguenza.  

In secondo luogo, un adulto autosufficiente è generalmente in grado di regolarsi; il bambino, per ovvie ragioni, non ha la stessa capacità.  

Siccome anche piccole tracce di glutine possono dare luogo a ripercussioni negative nel celiaco, è necessario che la dieta sia totalmente esente da qualsiasi contaminazione. L'adulto istruito è certamente capace di gestire dettagli importanti come l'impiego di utensili da cucina e stoviglie riservati ai celiaci; lo stesso non potrebbe fare un bambino.  

La situazione può aggravarsi in contesti sociali lontani dalle attenzioni dei genitori; a scuola, per esempio, un bambino celiaco può essere tentato dall'assaggiare i cibi altrui - il che, ovviamente, aumenta drasticamente le possibilità di ingerire glutine.  

I bambini dovranno quindi essere prima di tutto tutelati, sia a livello casalingo che nei gruppi sociali misti (scuola, sport ecc.) e, in seguito, adeguatamente istruiti.  

Inutile sottolineare che le percentuali di successo aumentano drasticamente quando, tra le mura domestiche, la famiglia si adegua totalmente alle necessità del celiaco escludendo a priori tutti i cibi con glutine.  


Sintomi nell'adulto e nel bambino: sono gli stessi?

Nel complesso, la celiachia può manifestarsi con un'ampia varietà di sintomi. Questo sono "potenzialmente" presenti nell'adulto e nel bambino ma, ciò che cambia significativamente in base alla fascia d'età, è il tasso di incidenza.

Nei bambini alcuni sintomi sono più frequenti che negli adulti e viceversa.  

Anche in tal caso, il test di autovalutazione dei sintomi assume un ruolo determinante, poiché include la valutazione di sintomi e comorbilità "apparentementenon correlabili alla malattia celiaca, come l'affaticamento cronico, la stomatite aftosa ricorrente, la sideropenia, l'ipoplasia dello smalto dentale ecc.  


Differenze nel percorso diagnostico tra adulti e bambini

Dopo aver eseguito un test di autovalutazione, aver incluso la celiachia tra le possibili cause dei sintomi osservati e consultato il medico, di solito, la prima indagine da eseguire è quella ematologica. 

L'algoritmo diagnostico per l'adulto è più semplice di quello dei bambini e in caso di sospetto clinico o di appartenenza ad un gruppo a rischio va eseguito il dosaggio degli anticorpi anti-TG2 e delle IgA. In caso di positività, eventualmente confermata dal dosaggio serologico degli EMA (anticorpi antiendomisio), va effettuata la biopsia duodenale in ogni caso, indipendentemente dal valore degli anti-TG2 al fine di valutare altre condizioni patologiche.  

Nei bambini l'approccio diagnostico prevede di porre la diagnosi senza ricorrere alla biopsia duodenale in presenza di livelli di anti-TG2 superiori a 10 volte il cut-off confermato in due diversi prelievi e positività al dosaggio sierologico degli EMA (antiendomisio). Adulti e bambini hanno diverse ripercussioni sull'organismo.  


La malattia celiaca determina lesioni intestinali (soprattutto atrofia dei villi), perdita della capacità d'assorbimento e malnutrizione generalizzata. 

Sintomi a parte, le conseguenze della carenza nutrizionale cronica differiscono tra l'adulto e il bambino.  

Nell'adulto, nel medio e lungo termine, ciò può determinare un dimagrimento ingiustificato, anemia, predisposizione all'osteopenia, sarcopenia e osteoporosi, problemi gravidici ecc.

Nel bambino invece, si verifica uno stento nella crescita - con bassi percentili di sviluppo sia in lunghezza che in peso - e compare con più frequenza l'atrofia dei villi.  


L'importanza della Consapevolezza e dell'Informazione Collettiva

In Italia, nel 2020, il numero di celiaci ha raggiunto i 233.147 soggetti, ma si ipotizza che la condizione possa interessare fino all'1% della popolazione. 

Il modo più efficacie di aumentare le diagnosi di celiachia sulla popolazione, riducendo così l'incidenza di malattia celiaca e delle rispettive complicanze, è creare maggiore consapevolezza nella collettività attraverso la corretta informazione.

Con questo intento, Schär - in prima linea nell'informazione e nella divulgazione di queste importanti tematiche - si impegna anche quest'anno nella campagna di sensibilizzazione intitolata "Potrebbe essere il glutine?".  

Tra maggio e giugno sarà possibile, gratuitamente, sfruttare gli strumenti e i servizi di utilità messi a disposizione: sottoponendosi ai test di autovalutazione dei sintomi, richiedendo un test rapido del sangue o usufruendo di una consulenza specialistica.  

Chi manifesta i vari sintomi descritti, può visitare il sito www.megliosenzaglutine.it

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