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Quali sono i test per la Diagnosi di Filaria nel Gatto?

Quali sono i test per la Diagnosi di Filaria nel Gatto?
Ultima modifica 17.05.2024
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INDICE
  1. Filaria nel Gatto: in cosa consiste?
  2. Quali sono i test per la diagnosi?
  3. Perché la diagnosi è difficile?
  4. Gli esami sono rischiosi?

Filaria nel Gatto: in cosa consiste?

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2024/05/17/diagnosi-filaria-nel-gatto-orig.jpeg Shutterstock

La filaria nel gatto provoca una pericolosa malattia, la filariosi cardiopolmonare, che danneggia cuore, arterie polmonari e polmoni.

A causarla è un parassita, per l'esattezza un verme nematode noto con il nome di Dirofilaria immitis.

Nel gatto, la filaria può pregiudicare la salute dell'apparato cardio-respiratorio, talvolta anche in modo profondo: è responsabile, infatti, di uno stato infiammatorio che determina il restringimento delle arterie polmonari, l'ispessimento del tessuto polmonare e un danno alle valvole del cuore.

Altamente pericolosa, inoltre, è anche la morte naturale del parassita: a seguito di questo evento, difatti, i vermi si frammentano e i pezzi che ne derivano, incuneandosi nei vasi polmonari più piccoli, possono causare fenomeni tromboembolici dalle conseguenze fatali.

La filaria che colpisce il gatto è una patologia molto simile alla filaria del cane; del resto, l'agente eziologico è lo stesso. C'è, però, una sostanziale differenza tra le due condizioni: mentre il cane è l'ospite definitivo per eccellenza di Dirofilaria immitis, il gatto è considerato un ospite atipico.

Il fatto che il gatto sia ospite atipico per il parassita comporta che:

  • Nel gatto, il numero di vermi infestanti è minore rispetto a quanto osservabile nel cane (massimo 4 nel gatto contro le diverse centinaia rinvenibili nel cane).
  • Nel gatto, molto spesso, i vermi non diventano mai adulti, in quanto muoiono prima; nel cane, invece, i vermi raggiungono senza problemi la forma adulta.
  • Nel gatto, il parassita vive dai 2 ai 4 anni; nel cane, invece, vive anche 7 anni.
  • Il gatto è più resistente alle microfilarie, che corrispondono alle larve di stadio 1 del parassita.

Come si trasmette la Filaria nel Gatto?

La trasmissione della filaria nel gatto coinvolge un ospite intermedio: la zanzara.

La zanzara gioca un ruolo fondamentale: pungendo un animale infetto (cane, gatto ecc.) per nutrirsi di sangue, l'insetto acquisisce le larve di primo stadio di Dirofilaria immitis, ossia le microfilarie; all'interno dell'apparato digerente della zanzara, le microfilarie maturano parzialmente fino a forma che permette loro di infestare un nuovo ospite definitivo; il passaggio del parassita dalla zanzara al nuovo ospite definitivo avviene semplicemente tramite puntura: pungendo l'animale per nutrirsi di sangue, lo infetta involontariamente.

Quali sono i sintomi della Filaria nel Gatto?

La sintomatologia della filaria nel gatto varia da animale ad animale.

In alcuni gatti, la patologia è asintomatica, salvo poi manifestarsi improvvisamente alla morte del parassita, processo che può provocare fenomeni tipo tromboembolico a livello polmonare; in altri gatti, invece, la malattia si palesa con sintomi non appena si formano i vermi adulti (circa 7-8 mesi dopo l'inizio dell'infestazione).

Tra i sintomi, figurano:

Quali sono i test per la diagnosi?

I test e gli esami utili alla diagnosi di filaria nel gatto sono svariati.

I due principali sono un test anticorpale e un test antigenico, entrambi da eseguirsi su un campione di sangue dell'animale infetto.

Forniscono, poi, ulteriori informazioni importanti:

  • L'esame ematico per la ricerca delle microfilarie;
  • L'esame ematico per la conta degli eosinofili;
  • La radiografia di cuore e polmoni;
  • L'ecocardiografia.

Test anticorpale per la filaria nel gatto: cosa prevede?

Generalmente, il test anticorpale è la prima indagine diagnostica eseguita in un gatto sospettato di soffrire di filaria.

Si tratta di un esame del sangue per la ricerca degli anticorpi contro la filaria.

Se il test è positivo, significa che l'animale è stato esposto al parassita e il suo sistema immunitario ha risposto con la produzione di anticorpi.

Il test anticorpale è vantaggioso perché molto sensibile: può risultare positivo, infatti, anche quando il parassita non ancora maturato nella forma adulta o si trova in un posto diverso dal cuore e dalle arterie polmonari.

L'unico del limite di questo esame è che dà esito positivo non solo durante l'infestazione, ma anche quando i vermi sono morti e il gatto li ha smaltati, in quanto gli anticorpi permangono nell'organismo per un tempo ancora sconosciuto.

In caso di test anticorpale positivo, si passa al test antigenico.

Test antigenico per la filaria nel gatto: cosa prevede?

Il test antigenico è un esame del sangue capace di identificare anche piccole concentrazioni di antigeni riconducibili alla femmina di Dirofilaria immitis.

Il test antigenico è altamente specifico, ma poco sensibile: per risultare positivo, occorre che il gatto ospiti almeno due vermi di sesso femminile; se ne ospita uno oppure se ospita solo vermi maschi, dà esito negativo nonostante l'infestazione sia in corso (si parla anche di falso-negativo).

Se alla positività del test anticorpale segue anche la positività del test antigenico, allora la diagnosi di filaria nel gatto è confermata.

Attenzione, però, che per i motivi sopra esposti, il test antigenico potrebbe risultare negativo a dispetto di un'infestazione in pieno corso.

Test di ricerca delle microfilarie: cosa prevede?

Il test per la ricerca delle microfilarie è un altro esame del sangue, che misura il numero di microfilarie nell'ospite.

Si tratta di un test un po' controverso, non sempre attendibile: il gatto, infatti, è resistente alle microfilarie, il che comporta che queste vivono poco (da 1 a 4 settimane) e che sono in numero ridotto, se non addirittura assenti.

Ecco, quindi, che il test per la ricerca delle microfilarie può risultare negativo (falso-negativo) anche il gatto è effettivamente infetto.

Sicuramente, il test per le microfilarie non può considerarsi un test diagnostico di primo livello.

Test per la conta degli eosinofili: cosa prevede?

Gli eosinofili sono una classe di globuli bianchi che, in presenza di alcune parassitosi (tra cui la filaria), possono aumentare in termini di numero.

Esame del sangue, il test per la conta degli eosinofili presenta diversi limiti:

  • Prima di tutto, il numero di eosinofili nel gatto con filaria è elevato solo per alcuni mesi.
  • In secondo luogo, gli eosinofili aumentano anche in presenza di allergie o altri tipi di parassiti (es: vermi intestinali).

In genere, i veterinari svolgono questo esame all'inizio delle indagini diagnostiche, assieme a un emocromo, per valutare lo stato di salute generale dell'animale.

A cosa serve la radiografia nel gatto con filaria?

I raggi X al torace nel gatto con filaria forniscono immagini di cuore e polmoni, e permettono di studiare quali effetti ha avuto su questi organi il parassita.

In un gatto con filaria, la radiografia potrebbe mostrare delle anomalie a carico del cuore e soprattutto delle arterie polmonari; il condizionale, tuttavia, è d'obbligo, poiché spesso (specialmente nelle fasi iniziali dell'infestazione) i raggi X non mostrano alcuna difformità di rilievo.

Perché fare l’ecocardiografia nel gatto con filaria?

L'ecocardiografia è un'ecografia del cuore.

Essa permette di visualizzare direttamente le strutture interne del cuore e i vasi correlati, e di valutare la salute e la funzione cardiaca.

L'ecocardiografia potrebbe mostrare anche i vermi adulti, il che rappresenterebbe un'ulteriore conferma della presenza della filaria.
Tuttavia, questa eventualità non è così frequente.

Perché la diagnosi è difficile?

La filaria nel gatto è una patologia sottostimata, in quanto difficile da diagnosticare.

I motivi che rendono complessa la diagnosi sono svariati; ecco i principali:

  • Il test anticorpale sopra descritto è sensibile, ma non chiarisce se l'infezione è in corso o è passata da poco;
  • Il test antigenico sopra descritto potrebbe dare dei falsi-negativi;
  • Alcuni non manifestano sintomi almeno fino alla morte del parassita; altri lamentano una sintomatologia sfumata, confusa per altre patologie;
  • È luogo comune pensare che il gatto non si ammali di filaria; invece, possono contrarre la filaria anche i gatti che vivono in casa.

Gli esami sono rischiosi?

I test ematici prevedono un banale prelievo di sangue, spesso indolore.

Anche l'ecocardiografia è indolore; inoltre, è pericolosa per la salute, in quanto gli ultrasuoni non sono dannosi.

Infine, rimane da analizzare la radiografia: sebbene sia indolore, comporta l'esposizione dell'animale ai raggi X, che sono radiazioni ionizzanti dannose (si tratta di piccole quantità, che però diventano pericolose se l'esame è ripetuto molte volte).

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Autore

Dott. Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza