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Quanto vive in media un riccio africano?

Quanto vive in media un riccio africano?
Ultima modifica 02.10.2023
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INDICE
  1. Quanto vive in media un riccio africano?
  2. Le fasi della vita di un riccio africano
  3. Riccio africano, i fattori che incidono sulla longevità
  4. La dieta del riccio africano
  5. L’ambiente ideale
  6. L’allevamento e la cura del riccio africano

Quanto vive in media un riccio africano?

Ci sono animali davvero curiosi e che sono sempre più popolari fra i pet che entrano nel cuore degli umani. Sapere quanto vive un riccio africano in media è un'informazione necessaria per fare un'adozione consapevole e che vada al di là della mera valutazione estetica iniziale. Conoscere le esigenze del proprio animaletto è fondamentale per prendersene cura come merita. Nel modo migliore possibile.

Questo quattro zampe, che conoscere nel dettaglio può essere un'esperienza davvero affascinante, vive dai due ai sei anni anni se domestico; dai due ai tre anni se selvatico e soggetto ai pericoli della natura. La sua aspettativa di vita non è quindi lunghissima, un motivo in più per puntare alla qualità, sia per lui che per coloro che lo considerano parte integrante della famiglia e si affezionano. Fra i più conosciuti c'è il riccio pigmeo africano "a quattro dita", ma di ricci ce ne sono diversi, vale quindi la pena approfondire.

Le fasi della vita di un riccio africano

  • Embrione;
  • Hoglet;
  • Adulto;
  • Anziano.

La gravidanza di un riccio africano femmina dura circa 30 giorni. In media dà alla luce dai quattro ai cinque cuccioli, chiamati anche hoglet. Questi nascono con gli aculei coperti, si scoprono in poche ore, ma inizialmente si presentano davvero morbidi al tatto. Gli occhi si aprono tra i 12 e i 14 giorni di vita, mentre lo svezzamento inizia da quattro/sei settimane di età e si conclude entro 13 settimane.

Quanto vive un riccio africano in media? Al massimo sei anni, in media, ma la maturità la raggiunge in appena 9/11 mesi. Le femmine sono in genere più precoci dei maschi. Dai quattro anni in poi, infine, inizia la terza età.

Riccio africano, i fattori che incidono sulla longevità

Sono tanti gli aspetti della vita di un essere vivente che incidono sulla lunghezza della sua vita. Per capire quanto vive un riccio africano in media con certezza lo si deve accompagnare ogni giorno "finché morte non ci separi", ma ci sono dei fattori che sicuramente incidono e che vale la pena considerare.

La dieta del riccio africano

Un po' come determinate razze di cani e gatti, questi animaletti sono soggetti all'obesità. Quanto vive un riccio africano in media? Sicuramente più a lungo se segue un'alimentazione sana e bilanciata, ipocalorica e ricca di proteine. Gli esemplari selvatici si regolano in autonomia mangiando insetti e piccoli mammiferi, quelli domestici dipendono dalle scelte di coloro che li adottano. E hanno bisogno di cibo di ottima qualità.

Possono mangiare insetti (come i grilli e i vermi della farina), ma anche frutta e verdura. Se si è alla prima esperienza è bene affidarsi al veterinario di fiducia per stabilire una dieta che tenga conto dell'età, dello stato di salute e dello stile di vita.

L’ambiente ideale

Dove deve vivere un riccio africano? Anche se i ricci sono piccolini hanno bisogno di un ambiente abbastanza grande per poter giocare e muoversi in relativa libertà. La gabbia dove vivono quindi deve essere ampia e impenetrabile. Il pavimento poi deve essere solido e non forato come il resto delle pareti, così da non danneggiare le zampe del quattro zampe.

Inoltre è bene che si sviluppi su più livelli per avere la possibilità di arrampicarsi. Con labirinti e tunnel potrà mantenere il proprio equilibrio psicofisico. Inoltre il riccio africano ha la necessità di un marsupio o di un altro luogo dove nascondersi e sentirsi al sicuro. Infine, è consigliabile posizionare la gabbia in un luogo caldo e dove si percepisca lo scorrere delle giornate, il passaggio dal giorno alla notte.

Quanto vive un riccio africano in media? Molto dipende dallo stile di vita, che è giusto sia compatibile con quella di colui che lo adotta. In questo modo tutte le parti in gioco si sentiranno a proprio agio in quella che è, a tutti gli effetti, una convivenza. Questi animaletti sono notturni. Quindi, non è un bene che dividano la casa con persone dal sonno leggero. Inoltre, se si hanno dei bimbi piccoli a casa, bisogna considerare il pericolo che l'impulso di prenderli in mano possa danneggiarli. Il riccio è sicuramente una specie da famiglia, ma con piccoli che non lo siano troppo e che possano capire il rispetto verso gli animali e le loro esigenze.

L’allevamento e la cura del riccio africano

Come funziona con gli allevamenti di qualsiasi pet, anche per l'adozione di un riccio africano è bene rivolgersi a persone competenti, serie e certificate. Perché sia sano, infatti, è importante che venga cresciuto fino allo svezzamento in luoghi che mettano la sua salute al primo posto.

Oltretutto, un allevamento selettivo permette di intervenire in parte sulla genetica, in maniera tale che nascano esemplari forti e in salute. Ovviamente ci sono fattori incontrollabili, ma ce ne sono altri sui quali si può incidere se si conosce questo quattro zampe nel profondo.

Infine, come tutti, anche il riccio africano non deve saltare i controlli medici periodici. La prevenzione infatti è la terapia migliore e aumenta le aspettative di vita. Fra le malattie a cui questo pet è particolarmente soggetto ci sono:

Le visite annuali sono il minimo sindacale, che può aumentare in base alle esigenze specifiche del proprio quattro zampe. Se si nota qualcosa di diverso dal solito, infatti, è bene chiamare il veterinario e fissare un incontro extra per essere sicuri che sia tutto a posto.

 

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