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Puntura di zanzara ai gatti: cosa sapere e come proteggerli

Puntura di zanzara ai gatti: cosa sapere e come proteggerli
Ultima modifica 14.05.2024
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INDICE
  1. Che succede se il gatto ha una puntura di zanzara?
  2. Cosa succede se il gatto viene punto da una zanzara?
  3. Filaria nel gatto: i sintomi e quando preoccuparsi
  4. Come difendere i gatti dalle zanzare?
  5. Quali insetti sono pericolosi per i gatti?

Che succede se il gatto ha una puntura di zanzara?

Ci sono diversi motivi per provare una sana invidia nei confronti dei nostri amati gatti, ma le punture d'insetto non sono certo tra questi. Cani e gatti sono bersaglio di zanzare e pappataci esattamente come noi, e proprio come noi possono soffrire di allergie e forti pruriti. In alcuni casi, le zanzare possono rivelarsi un serio pericolo per i gatti (anche per quelli che vivono in casa).

Prima di scoprire cosa succede se le zanzare mordono i gatti e come difenderli dalle possibili conseguenze, però, non dimenticate di unirvi al nostro canale Whatsapp e di seguirci su Instagram per essere sempre aggiornati su salute e benessere, anche dei nostri amici animali.

Cosa succede se il gatto viene punto da una zanzara?

Le zanzare mordono i gatti soprattutto nelle zone più esposte, come l'area intorno al naso, le orecchie e i cuscinetti plantari. Nella maggior parte dei casi, quando un gatto viene punto da una zanzara non ci si accorge di niente e le conseguenze (i classici prurito e arrossamento che sperimentiamo anche noi) tendono a svanire da sole nel giro di poche ore.

Esistono però dei rari casi in cui le zanzare possono veicolare una pericolosa malattia ai gatti: i fastidiosi insetti sono infatti vettori di un parassita chiamato filaria, che si insinua nel sangue del piccolo felino e arriva fino al cuore, dove inizia a svilupparsi. Le conseguenze della filariosi cardiopolmonare possono essere molto gravi, e condurre addirittura alla morte dell'animale.

I gatti possono poi sviluppare delle reazioni allergiche alle punture di zanzara, che possono manifestarsi con dermatiti e lesioni, accompagnate da un'irresistibile voglia di grattarsi fino a strapparsi il pelo. In alcuni casi, quando la puntura è su una zona delicata come il naso o il padiglione auricolare, possono svilupparsi anche croste e ulcere.

Filaria nel gatto: i sintomi e quando preoccuparsi

La trasmissione della filaria ai gatti è un'evenienza piuttosto rara, se confrontata con l'incidenza nei cani. Il gatto infatti non è un buon ospite per il parassita, che spesso viene debellato naturalmente dall'organismo felino nel giro di pochi giorni. Esiste però anche la possibilità che la filaria riesca ad infestare il corpo del gatto, e non è neanche detto che i sintomi compaiano da subito.

Tra i segnali della filaria ci sono difficoltà respiratorie e tosse, ma anche mancanza di appetito e letargia: il gatto potrebbe dormire tutto il giorno e manifestare sintomi evidenti come il vomito oppure non dare alcun segno della malattia, motivo per cui è fondamentale far controllare tempestivamente il proprio animale domestico se si ha il sospetto che possa essere stato morso da una zanzara infetta.

La malattia è diffusa soprattutto nelle zone umide della Pianura Padana, ma i casi sono in aumento anche in altre zone d'Italia, a cominciare da Toscana e Sardegna.

Come difendere i gatti dalle zanzare?

  • Non utilizzare i prodotti antizanzare per uso umano;
  • Usare repellenti naturali come l'olio di Neem;
  • Spray e lozioni contro insetti e parassiti;
  • Installare delle zanzariere;
  • Munirsi di piante ad effetto repellente come citronella e basilico;
  • Evitare ristagni d'acqua;
  • Evitare che il gatto esca all'alba e al tramonto.

Esistono diversi modi per proteggere i gatti dal fastidio e dai potenziali pericoli dei morsi di zanzara. Innanzitutto, ci sono le buone pratiche che valgono anche per gli altri abitanti della casa, come dotarsi di zanzariere e piante in grado di repellere zanzare e altri insetti (citronella e basilico, ma anche rosmarino, lavanda e gerani) ed evitare ristagni d'acqua sui terrazzi o attorno alla casa, fondamentale per impedire alle zanzare di proliferare.

Poi ci sono le protezioni su misura per il gatto, che possono prevedere l'utilizzo di prodotti naturali come l'olio di Neem, disponibile in diversi formati e assolutamente privo di controindicazioni, oppure di formulazioni appositamente studiate per allontanare insetti e parassiti dalle terga dei nostri piccoli felini. Oltre ai classici antiparassitari spot-on disponibili in commercio, che spesso sono efficaci anche contro le zanzare, si può optare per spray o lozioni anti-zanzara a base di oli essenziali di citronella, limone e lavanda.

Una cosa da non fare assolutamente, invece, è spruzzare le lozioni anti-zanzara per uso umano nei dintorni dei gatti: molti di questi prodotti infatti contengono permetrina, che è la causa più comune di avvelenamento nei gatti.

Quali insetti sono pericolosi per i gatti?

  • Flebotomi (pappataci);
  • Zanzare;
  • Imenotteri (api, vespe, calabroni, etc.);
  • Falene esotiche;
  • Lucciole;
  • Mosche cavalline;
  • Formiche di fuoco (Solenopsis invicta).

Oltre alle zanzare, esistono diversi insetti che possono rivelarsi pericolosi per i gatti. Parliamo qui di quegli insetti che possono pungere i felini trasmettendogli malattie o tossine, e soltanto di insetti (cosa che ci costringe a non considerare piccoli animaletti altrettanto pericolosi come ragni, zecche o scorpioni).

I pappataci sono particolarmente rischiosi per i gatti: possono infatti trasmettere agli animali diverse malattie, tra cui la leishmaniosi, che tra l'altro può anche essere trasferita agli umani. Vespe, api, calabroni e altri imenotteri sono un rischio nella misura in cui la loro puntura può provocare una reazione allergica, che può anche manifestarsi con sintomi preoccupanti come difficoltà respiratorie e bava alla bocca.

Insetti che sembrano innocui ma che possono rivelarsi pericolosi per i gatti sono alcune falene esotiche e le lucciole, che sono altamente tossiche. Allo stesso modo, delle piccolissime e agguerrite formiche come quelle della specie Solenopsis invicta ("formica guerriera") possono iniettare col loro morso una tossina così potente da far rischiare ai piccoli mammiferi lo shock anafilattico e addirittura la morte.

Meno preoccupanti i rischi legati alla convivenza con la mosca cavallina, diffusa soprattutto in campagna: il suo morso può provocare irritazioni, sanguinamento ed anemia.

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