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Patologie del cane anziano: terapie e prevenzione

Patologie del cane anziano: terapie e prevenzione
Ultima modifica 03.05.2024
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INDICE
  1. Patologie del cane anziano: perché parlarne?
  2. Dolore cronico: osteoartrosi
  3. Patologie del cavo orale
  4. Malattia renale cronica
  5. Patologie cardiovascolari
  6. Patologie neurologiche
  7. Patologie dell'apparato riproduttivo
  8. Conclusioni

Patologie del cane anziano: perché parlarne?

Grazie agli sviluppi della medicina veterinaria e alla maggior attenzione e cura da parte dei proprietari, l'aspettativa di vita dei nostri amici a quattro zampe si fa sempre più lunga rispetto al passato. Attualmente si considera che i cani che vivono nei paesi occidentali abbiano un'aspettativa di vita media di 13-14 anni, comprendendo quindi la notevole variabilità legata alle dimensioni della razza a cui ci si riferisce, aggiungendo qualche anno nei pazienti di dimensioni più ridotte.
Tale condizione permette al medico veterinario di incontrare sempre più pazienti che possono essere considerati anziani e che quindi necessitano di maggiori controlli. Seppur non esista un netto passaggio dall'età adulta a quella geriatrica, si considera l'età di 7 anni come quella in cui iniziare una prevenzione specifica.
Il processo di invecchiamento infatti, pur rimanendo una fase fisiologica della vita di ogni essere vivente, porta con sé cambiamenti all'interno dell'organismo che predispongono a patologie, in genere meno frequenti nel soggetto di giovane età.
In questo articolo parleremo delle condizioni che possono verificarsi maggiormente nel cane anziano.

Per approfondire: Adottare cani anziani: perché sceglierli fa bene a loro e a noi

Dolore cronico: osteoartrosi

La definizione di dolore cronico non è semplice, soprattutto quando si tratta di pazienti che non possono specificare al proprio medico il punto esatto in cui provano dolore. Ne conseguono una serie di comportamenti che si possono osservare per dedurre che il cane abbia dolore; secondo le linee guida, il cane che prova dolore cronico può ridurre la sua attività e l'appetito, essere più letargico, manifestare comportamenti anomali quali minzione e defecazione inappropriata, riduzione delle interazioni con altri elementi della famiglia, irrequietezza fino al suo allontanamento quando si prova a toccarlo, aumento della frequenza respiratoria e cardiaca.
Nel cane anziano la manifestazione di dolore spesso è legata alla condizione di osteoartrosi: questa patologia rappresenta un invecchiamento anomalo delle articolazioni che gradualmente vengono limitate nei movimenti e diventano più rigide. A causa dell'incongruenza di tali articolazioni colpite, la distribuzione del peso del cane sarà anomala e porterà al consumo delle cartilagini infiammate. La conseguenza principale è data da una normale risposta dell'organismo a tale insulto, cercando di stabilizzare le articolazioni con eccessiva produzione di tessuto osseo.
La valutazione dell'apparato muscolo-scheletrico è quindi uno dei passi fondamentali della visita del paziente geriatrico, con il fine di agire preventivamente con farmaci o integratori e limitare l'instaurarsi e il protrarsi del dolore.

 

Patologie del cavo orale

Rappresentano uno degli insiemi di patologie più comuni nel cane anziano, a cui spesso anche il proprietario presta attenzione per le conseguenze evidenti a cui possono andare incontro. Difficoltà di masticazione, alitosi e disappetenza possono manifestarsi frequentemente quando le strutture del cavo orale vengono colpite da infiammazione e/o infezione. I disturbi odontostomatologici possono essere rappresentati da accumulo di tartaro, quindi di batteri organizzati sulla superficie dentale, con conseguente gengivite, retrazione gengivale o iperplasia gengivale, formazione di ulcere o addirittura di ascessi.

La visita specialistica, non sempre facile da effettuare con una visualizzazione completa, spesso porta alla spiegazione di sistemi di prevenzione dentale, quali il lavaggio dei denti del paziente effettuato a casa dal proprietario con o senza utilizzo di prodotti aggiuntivi specifici, oppure alla proposta di una detartrasi in anestesia generale con possibile asportazione di denti mobili.

Malattia renale cronica

La malattia renale cronica viene definita come la perdita progressiva della funzionalità dei reni che si estende per più di tre mesi. La prevalenza di tale malattia aumenta con l'avanzare dell'età dei cani e arriva fino a 10% nei cani geriatrici, che spesso vengono portati in visita con alcuni degli indizi che possono portare a pensare che si stia sviluppando. I sintomi precoci possono comprendere: riduzione dell'appetito, perdita di peso, aumento del consumo di acqua (che nel paziente sano è tra i 20 e i 70 ml/kg al giorno), aumento del volume di urina prodotta, vomito, letargia e intolleranza all'esercizio. A seguito del sospetto di malattia renale cronica il paziente viene solitamente sottoposto ad esami del sangue ed esame delle urine, valutazione della pressione arteriosa ed ecografia addominale; i parametri raccolti sono utili per la stadiazione della patologia secondo la classificazione IRIS, maggiormente utilizzata anche per la scelta delle terapie di supporto che possono essere attuate, tra cui la dieta renale, farmaci ed integratori specifici per il trattamento della proteinuria (presenza di proteine nelle urine), dell'ipertensione, degli squilibri elettrolitici e dell'anemia.

Patologie cardiovascolari

Si tratta di un insieme di patologie che vengono maggiormente riscontrate nei nostri amici a 4 zampe. Circa il 10% dei pazienti che vengono visitati ogni anno soffrono di problemi cardiaci e di questi il 75% presenta un soffio sintomo di rigurgito mitralico. In media la malattia valvolare insorge intorno ai 5-6 anni e aumenta con l'invecchiamento dei pazienti raggiungendo il 60% dei cani che hanno 12 anni, per la maggior parte di piccola taglia. Tale situazione è causata da un accumulo anomalo di glicosaminoglicani sui lembi della valvola, che non riesce più a svolgere la sua funzione di chiusura dell'orefizio tra atrio e ventricolo sinistri, in particolare durante la contrazione del cuore; la conseguenza è un rigurgito mitralico, che provoca una somma di sangue all'interno dell'atrio, che quindi può subire una deformazione.
Ogni volta che in visita viene auscultato un soffio, il paziente inizia un iter di stadiazione per classificare il livello di valvulopatia: la scala maggiormente utilizzata è l'ACVIM con un punteggio che può andare dal solo soffio senza sintomatologia, fino alla presenza di sintomi quali tosse, dispnea, intolleranza all'esercizio e sincopi, e modificazioni della silhouette cardiaca.
Il protocollo diagnostico comprende esame radiologico del torace ed ecocardiografia, utili per la decisione di una terapia specifica.

Patologie neurologiche

Tra le patologie neurologiche si possono trovare la disfunzione cognitiva senile e la sindrome vestibolare geriatrica.

  • La disfunzione cognitiva canina senile è una condizione che si manifesta con alterazioni della funzione mentale e del comportamento, simile alla malattia di Alzheimer dell'uomo. In particolare l'invecchiamento dell'encefalo a causa di danni ipossici, radicali liberi, depositi di proteine (come la beta amiloide) e le alterazioni dei neurotrasmettitori, possono provocare cambi di interazione del cane con ambiente e di relazione con persone o altri animali. I segni che possono notare i proprietari a casa possono essere lievi e diventare più evidenti nel tempo, motivo per cui è spesso necessario uno screening attento con domande specifiche da parte del medico veterinario per inquadrare la patologia in atto; i primi segnali possono essere dati da una alterazione del ciclo sonno-veglia, dalla riluttanza al movimento o ad intraprendere le sessioni di gioco.
    La diagnosi avviene comunque per esclusione di altre patologie con segni clinici simili e che possono colpire anche altri organi, per cui vengono eseguiti esami completi. La terapia può comprendere alcuni accorgimenti nella gestione quotidiana, supporto dietetico e l'utilizzo di farmaci o integratori.
  • La sindrome vestibolare geriatrica comprende una serie di sintomi che sono generati dalla disfunzione del sistema vestibolare, responsabile del mantenimento dell'equilibrio, nella sua porzione periferica rappresentata dall'ottavo nervo cranico e da una porzione dell'orecchio interno. L'insorgenza dei sintomi è spesso iperacuta e comprendono atassia (incoordinazione), inclinazione della testa, nistagmo (movimento ritmico degli occhi), fino ad arrivare a cadute, rotolamenti e vomito. In alcuni casi i sintomi della sindrome vestibolare sono accompagnati dalla paralisi del settimo nervo cranico, il facciale. L'iter diagnostico comprende una visita di base ed una visita neurologica; il trattamento, nel caso di sindrome vestibolare periferica idiopatica, riguarda il controllo dei sintomi e un attento monitoraggio dell'andamento, che dovrebbe essere progressivamente migliorativo fino alla risoluzione nel giro di qualche settimana.

Patologie dell'apparato riproduttivo

Le principali patologie che possono colpire l'apparato riproduttivo del paziente geriatrico sono l'iperplasia prostatica per i cani, la piometra e il tumore mammario per le cagne.

  • L'iperplasia prostatica può manifestarsi già nei cani di giovane età, ma diventa più frequente nei cani che hanno più di 5 anni. Il testosterone ha un ruolo fondamentale per l'aumento di volume della prostata sia nella sua parte cellulare che nella porzione stromale. I sintomi che si possono riscontrare comprendono urinazione intermittente, secrezione prostatica durante la minzione rosata o emorragica, fino ad arrivare a ritenzione fecale o tenesmo nel caso in cui la prostata vada a comprimere il retto. La diagnosi inizia con una visita accurata comprendendo l'esplorazione rettale, seguita da una radiografia o da ecografia, metodo maggiormente sensibile ed utile per la valutazione della struttura dell'organo.
    Il trattamento comprende l'utilizzo di integratori prostatici, ma ancora oggi la metodica più efficace per la riduzione consistente di volume della prostata risulta la castrazione.
  • La piometra è definita come infezione dell'utero e rappresenta una delle patologie maggiormente diagnosticata nelle cagne intere. Anche in questo caso, le pazienti colpite aumentano con l'avanzare dell'età, situazione legata all'azione continua degli ormoni sessuali femminili sommata alla presenza di iperplasia endometriale cistica che si è sviluppata nel tempo. I sintomi variano a seconda della dilatazione del grado di dilatazione della cervice uterina: si parla di piometra aperta quando è visibile uno scolo vulvare maleodorante, contrapponendosi alla piometra chiusa in cui il materiale purulento si accumula all'interno dell'utero senza poter fuoriuscire dalla cervice. In entrambi i casi la cagna può manifestare letargia, inappetenza, febbre, polidipsia (aumento della sete) e poliuria (aumento dell'urinazione), distensione addominale. La piometra è comunque ancora oggi una patologia a carattere emergenziale, per cui spesso l'intervento di sterilizzazione deve essere effettuato in poco tempo per poter evitare la diffusione di materiale purulento in addome o la sepsi.
  • I tumori mammari sono una delle neoplasie che più frequentemente interessano la specie canina, costituendo il 50% delle neoplasie. L'età media di comparsa è di 10-12 anni e per cagne che non sono state sottoposte a sterilizzazione; l'ovariectomia infatti rappresenta ancora oggi il metodo di prevenzione più efficiente se effettuato entro i primi calori, evitando quindi il ciclico effetto degli ormoni sessuali femminili sul tessuto mammario. Al riscontro di noduli mammari, viene proposto un iter di stadiazione che può comprendere la biopsia e la radiografia del torace per escludere eventuali metastasi, che spesso colpiscono i polmoni. La terapia migliore risulta ancora quella chirurgica, seguita da un monitoraggio attento e dall'analisi del tumore mammario per la decisione di eventuali terapie aggiuntive a seguito della chirurgia.

Conclusioni

La vecchiaia è una fase delicata della vita anche per i nostri amici a 4 zampe, e necessita di un'attenzione particolare per riuscire a garantire una corretta gestione delle patologie che possono colpirli. Seppur la geriatria si porti dietro un aumento delle possibilità di riscontrare malattie dei vari apparati, deve essere considerata semplicemente una fase della vita durante il quale l'attenzione del proprietario e del proprio medico veterinario di fiducia è alta anche solo sui piccoli segni che si possono notare. Per questo motivo è utile intraprendere un percorso di prevenzione per i nostri cani fin dall'età di 7 anni con controlli ed esami cadenzati al fine di poter cogliere primi segni di mal funzionamenti ed agire per preservare il loro benessere.

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Ambulatorio Veterinario I PORTICI
Un'equipe di giovani veterinari con diversi interessi che ricoprono i principali campi della medicina veterinaria. Loro sono i medici dell'Ambulatorio Veterinario I Portici di Vinovo