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Quali sono i sintomi del Parvovirus del Gatto e come si trasmette?

Quali sono i sintomi del Parvovirus del Gatto e come si trasmette?
Ultima modifica 07.05.2024
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INDICE
  1. Generalità
  2. Cos’è?
  3. Come si trasmette?
  4. Quali gatti possono ammalarsi?
  5. Come agisce il Parvovirus Felino?
  6. Quali sono i sintomi?
  7. Quali sono gli esami per la diagnosi?
  8. Come si cura il Parvovirus del Gatto?
  9. Si può guarire?
  10. Come si previene?

Generalità

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2024/05/07/parvovirus-gatto-orig.jpeg Shutterstock

Il parvovirus del gatto è il virus responsabile della panleucopenia felina, un'infezione molto contagiosa che può anche causare la morte nei gattini non vaccinati e nei gatti con patologie croniche.

I gatti possono contrarre il parvovirus felina attraverso il contatto con feci, urine o secrezioni nasali di un simile infetto; possono infettarsi anche dopo un contatto diretto con un gatto malato o con gli oggetti che questo tocca abitualmente (ciotole, cuccia ecc.).
Infine, è possibile anche una trasmissione del virus per via materno-fetale.

Sintomi tipici delle infezioni da parvovirus felino sono: diarrea, vomito, febbre, letargia, difficoltà a bere e alimentarsi, e dolore addominale.
Le forme più gravi dell'infezione da parvovirus felino possono causare grave disidratazione e shock, due condizioni che possono causare la morte dell'animale.

Attualmente, non esiste ancora una terapia specifica; pertanto, la gestione terapeutica dell'infezione si fonda su una terapia di supporto, che garantisca all'animale liquidi, sostanze nutritive e altri bisogni essenziali.  

Cos’è?

Anche noto come parvovirus felino, il parvovirus del gatto è l'agente virale responsabile della panleucopenia felina, un'infezione altamente contagiosa e potenzialmente fatale, soprattutto per i gattini.

Presente ovunque, il parvovirus felino è un virus molto stabile: nell'ambiente, infatti, è in grado di resistere per diverso tempo, anche più di un anno (se non sono stati usati disinfettanti specifici).
Questa alta resistenza ne facilita la trasmissione.

Le infezioni da parvovirus del gatto hanno un tasso di mortalità elevato, a conferma di quanto sia pericoloso questo virus.

Considerata l'elevata contagiosità che lo caratterizza, il parvovirus felino è talvolta responsabile di epidemie, soprattutto nei rifugi, dove non sempre gli animali presenti sono vaccinati.

Come si trasmette?

Un gatto infetto può trasmettere il parvovirus felino attraverso:

  • Feci (principale fonte di infezione);
  • Urine;
  • Secrezioni nasali.

Il contatto diretto gatto-gatto rappresenta un'altra possibile fonte di infezione, ma è meno comune rispetto alle vie sopra menzionate.

Anche le pulci possono veicolare il virus da un animale infetto a uno sano.

Infine, esiste anche la possibilità di una trasmissione materno-fetale, ossia dalla madre al feto.

Parvovirus Felino e altre potenziali fonti di infezione

  • Lettiera;
  • Gabbietta per animali domestici;
  • Ciotole per il cibo o per l'acqua;
  • Giocattoli per animali;
  • Coperte della cuccia;
  • Mani o indumenti di persone che hanno maneggiato gatti infetti.

Parvovirus del Gatto: si trasmette all’uomo?

Il parvovirus felino è specifico del gatto, ovvero non può contagiare né l'essere umano né altri animali, come per esempio il cane.

Quali gatti possono ammalarsi?

Il parvovirus felino è ubiquitario. Questo significa che qualsiasi gatto, almeno una volta nella vita, è esposto a questo virus e può potenzialmente ammalarsi.

Detto ciò, è doveroso precisare che l'infezione è più comune tra i gattini (che ancora non hanno un sistema immunitario completamente sviluppato), i gatti con una malattia cronica (come per esempio la FIV o la FeLV) e i gatti non vaccinati (poiché mancano di una protezione anticorpale).

Quali gatti sono più a rischio di Parvovirus del Gatto?

Sono più a rischio di contrarre il parvovirus i gatti che vivono nelle colonie per gatti selvatici, nei rifugi e nei gattili, poiché si tratta di luoghi in cui è più facile che ci siano animali non vaccinati o con qualche patologia cronica che, loro malgrado, li fa ammalare.

Come agisce il Parvovirus Felino?

Il parvovirus del gatto aggredisce le cellule che crescono e si dividono rapidamente, come quelle del midollo osseo, dell'intestino, dei linfonodi e del feto (il che spiega perché l'infezione nelle gatte incinte è particolarmente pericolosa per i nascituri).

Il parvovirus felino, inoltre, è noto per danneggiare i globuli bianchi (o leucociti) e ciò rappresenta il motivo per cui l'infezione correlata è detta panleucopenia.

Quali sono i sintomi?

Nei gatti adulti e in salute, il parvovirus felino tende a essere asintomatico, cioè non causa alcun sintomo o segno.

Nei gattini non vaccinati e nei gatti con una malattia cronica, invece, l'infezione da parvovirus felino è sintomatica e si manifesta con:

  • Diarrea acquosa con o senza sangue;
  • Vomito e formazione di schiuma attorno alla bocca;
  • Febbre;
  • Letargia e debolezza;
  • Disidratazione;
  • Dolore addominale;
  • Difficoltà ad alimentarsi e a bere, nonostante l'animale abbia fame e sete.

Talvolta, anche in gatti particolarmente suscettibili al virus, l'infezione potrebbe passare inosservata, salvo poi causare la morte improvvisa degli animali infetti.

Cosa succede nelle gatte incinte infette?

Come detto, le gatti incinte che contraggono il parvovirus felino possono trasmettere l'infezione a gattini ancora in utero; in questi soggetti, il virus può raggiungere il cervello e provocare danni neurologici, con il risultato finale che, alla nascita, i gattini presenteranno problemi di equilibrio, andatura traballante e difficoltà ad alimentarsi al seno della madre.

Complicanze delle infezioni da Parvovirus del Gatto

Nei gattini non vaccinati, l'infezione da parvovirus del gatto può causare grave disidratazione e shock, che possono risultare fatali; sono a maggior rischio di morte i gattini non vaccinati di età inferiore ai 5 mesi.

Gli esemplari che sopravvivono, soprattutto i più piccoli, possono sviluppare, per colpa dell'infezione, danni cerebrali (esattamente come accade per i piccoli in utero) che sfociano in problemi di equilibrio e coordinazione, convulsioni e, talvolta, cecità.

Inoltre, nei gatti con infezione sintomatica, il parvovirus felino compromette le difese immunitarie, ragion per cui aumenta la suscettibilità verso altre infezioni, come quelle a carico delle vie respiratorie.

Quali sono gli esami per la diagnosi?

La diagnosi di parvovirus del gatto si fonda su varie indagini.

Innanzitutto, sono fondamentali la raccolta dei sintomi, l'esame obiettivo e un'anamnesi completa, che comprenda anche la storia vaccinale dell'animale; la presenza di sintomi sospetti combinata alla mancata vaccinazione contro il parvovirus rappresenta senza dubbio un importante campanello d'allarme.

In secondo luogo, sono di aiuto ai fini diagnostici un esame del sangue volto a misurare il numero dei globuli bianchi (si ricorda che l'infezione da parvovirus danneggia i globuli bianchi) e un esame delle feci, finalizzato a verificare la presenza in queste del virus.

La diagnosi di parvovirus felino si basa anche sulla diagnosi differenziale, ossia su esami e test che escludano patologie da sintomi simili alla panleucopenia felina.

Importante!

La maggior parte dei gatti infetti da parvovirus felina elimina il virus nelle feci per un massimo di solo 2 giorni; in alcuni casi, però, l'escrezione del virus con le feci può durare anche 6 settimane.

Come si cura il Parvovirus del Gatto?

Attualmente, non esiste un trattamento specifico per il parvovirus del gatto.
Pertanto, la gestione terapeutica dell'infezione si concentra esclusivamente nel supportare l'animale, fornendogli liquidi, sostanze nutritive e altri bisogni essenziali, in attesa che il sistema immunitario sviluppi l'immunizzazione.

Nei casi di infezione molto grave, il gatto ha bisogno di trattamenti di supporto che solo una clinica veterinaria è in grado di fornire; questi trattamenti consistono in:

  • Supporto nutrizionale;
  • Somministrazione di fluidi per via endovenosa;
  • Farmaci antidolorifici e anti-vomito;
  • Antibiotici (questi solo nel caso di gatti con sovrainfezione batterica dovuta all'abbassamento delle difese immunitarie).

Cosa fare se si hanno altri gatti?

Se si hanno più gatti, ma solo uno è affetto da parvovirus felino, è buona norma separare il gatto infetto dagli altri, per evitare la diffusione del virus anche tra gli esemplari sani.

L'isolamento del gatto infetto dovrebbe durare fino a quando l'animale non è più contagioso per i simili (sull'esatta tempistica, è bene chiedere al veterinario di fiducia).

Si può guarire?

La possibilità per un gatto non vaccinato di guarire da un'infezione da parvovirus felino dipende da:

  • Stato di salute;
  • Età dell'animale;
  • Gravità dell'infezione;
  • Tempestività delle cure.

Come ripetuto in più occasioni, i gattini e i gatti con malattie croniche sono più a rischio di complicanze e di morte.

In linea generale, un gatto adulto e sano colpito dal parvovirus ha ottime probabilità di sopravvivenza.

Parvovirus del Gatto: quanto dura?

L'infezione da parvovirus del gatto dura generalmente tra 5 e 7 giorni.

Come si previene?

Fortunatamente, esiste un vaccino che protegge dal parvovirus felino.

Nei gatti di età inferiore alle 16 settimane, il vaccino anti-parvovirus andrebbe somministrato non prima della 6a settimana di vita (in genere tra la 6a e l'8a); a questa prima dose, dovrebbe seguire un richiamo dopo 3-4 settimane.

I gatti di età superiore alle 16 settimane, di cui non si conosce la storia clinica, invece, possono ricevere subito il vaccino; per questi soggetti, può bastare una dose (in caso di 2 dosi, la seconda è prevista dopo 3-4 settimane dalla prima).

La vaccinazione anti-parvovirus va ripetuta nel tempo, al fine di mantenere l'immunizzazione; in genere, i richiami dovrebbero effettuarsi ogni 1-2 anni, a seconda di quanto indicato dal veterinario di riferimento.

Il vaccino anti-parvovirus fa parte di un preparato vaccinale combinato, in cui è presente anche il vaccino contro il calicivirus e contro l'herpes virus felino (virus della rinotracheite felina).

È importante segnalare che, nei gattini, la vaccinazione dovrebbe avvenire soltanto dopo che l'allattamento materno non garantisce più alcun tipo di protezione; una vaccinazione in anticipo, infatti, può compromettere la risposta immunitaria dei gattini e rendere inefficace il metodo di prevenzione.

Quanto dura la protezione garantita dall’allattamento?

Le gatte che presentano anticorpi contro il parvovirus felino possono passarli ai gattini durante l'allattamento, garantendo loro un certo grado di protezione. Con il passare del tempo, tuttavia, questo vantaggio protettivo svanisce gradatamente (in genere, inizia a scemare a partire dalla 4a settimana di vita).
Questo fenomeno conferma ancora una volta l'importanza di vaccinare i gattini contro il parvovirus felino.

Altre strategie per prevenire il Parvovirus del Gatto

Il vaccino è la strategia preventiva più efficace; fintanto però che non è adottabile, bisogna pensare ad altre precauzioni, che sono:

  • Limitare l'esposizione del gatto non ancora vaccinato ai suoi simili (bisognerebbe tenerlo in casa);
  • Evitare che il gatto non vaccinato abbia accesso a giochi, ciotole, cucce ecc. appartenenti ad altri gatti adulti, che potrebbero contagiarlo (pur non manifestando sintomi di infezione);
  • Lavare e igienizzare le mani dopo aver maneggiato altri gatti di cui non si conosce la storia clinica;
  • Igienizzare le superfici dove è transitato un gatto potenzialmente infetto.
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Autore

Dott. Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza