Mastocitoma del Cane: sintomi, sopravvivenza e costo operazione

Mastocitoma del Cane: sintomi, sopravvivenza e costo operazione
Ultima modifica 11.01.2024
INDICE
  1. Generalità
  2. Cos'è
  3. Cause
  4. Sintomi e Complicanze
  5. Diagnosi
  6. Terapia
  7. Prognosi
  8. Prevenzione

Generalità

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2024/01/09/mastocitoma-cane-orig.jpeg Shutterstock

Il mastocitoma del cane è un tumore della pelle, che origina dalla replicazione e divisione incontrollate dei mastociti.

Attualmente, gli esperti non hanno ancora individuato una causa precisa; ritengono, tuttavia, che i fattori ambientale e quelli genetici/ereditaria abbiano un ruolo importante nella comparsa della neoplasia.

Un aspetto sicuramente interessante è che sono più a rischio alcune razze di cani.

Generalmente, il mastocitoma si presenta come un nodulo, una protuberanza o una verruca sopra o appena sotto la pelle, dalla consistenza compatta e dalle dimensioni variabili.

Per una diagnosi corretta e accurata è fondamentale la biopsia; altri esami – tra cui ecografia, raggi X, TAC, risonanza magnetica – permettono di capire se il tumore si è diffuso in altri tessuti od organi.

Per i mastocitomi meno aggressivi (basso grado), la chirurgia è il trattamento più indicato; per i tumori di grado medio-elevato, invece, la terapia chirurgica potrebbe essere insufficiente (motivo per cui il veterinario dovrà ricorrere alla chemioterapia) o, addirittura, essere inapplicabile (ragion per cui diventerà un'opzione terapeutica anche la radioterapia).

Cos'è

Mastocitoma nel Cane: cosa si intende?

Il mastocitoma è il tumore della pelle più comune nel cane.

Conosciuto anche come tumore dei mastociti, il mastocitoma del cane è una neoplasia che origina dai mastociti, i quali sono una classe di globuli bianchi.

Si tratta di un tumore grave, che può anche causare la morte dell'animale.

I mastocitomi possono presentarsi come masse singole o multiple; il 60-70% dei cani che ne sviluppa, tuttavia, presenta un tumore soltanto (cioè una massa tumorale singola).

Nel cane, i mastocitomi colpiscono prevalentemente la pelle, ma possono interessare anche altri organi tra cui: milza, fegato, intestino e midollo osseo.

Il Mastocitoma del Cane è un tumore maligno?

Il mastocitoma del cane è sempre un tumore maligno; non sempre, però, è una neoplasia che causa dissemina metastasi in altri organi o tessuti.
La capacità di un mastocitoma di creare metastasi dipende dal grado tumorale e da quanto tempo permane nella sede di sviluppo (a causa di una mancata diagnosi e di trattamento tardivo).

Cosa sono i mastociti?

Prodotti dal midollo osseo e presenti in molti tessuti del corpo, i mastociti sono cellule del sistema immunitario, appartenenti alla linea dei globuli bianchi.

I mastociti rilasciano vari mediatori chimici; tra questi, è da segnalare l'istamina, una sostanza con azione vasodilatatrice che, durante la risposta infiammatoria, ha lo scopo di richiamare altre cellule immunitarie (eosinofili, monociti, neurtrofili e linfociti T) e piastrine.

I mastociti, tuttavia, sono coinvolti anche nelle risposte allergiche: un rilascio esagerato di istamina, infatti, è responsabile della cosiddetta reazione anafilattica, la quale è associata a sintomi quali prurito, orticaria, naso che cola, occhi che lacrimano, nei casi più leggeri, e dispnea, senso di soffocamento, vertigini, nei casi più severi.

Nei mastociti, l'istamina è contenuta in granuli localizzati nel citoplasma; questo spiega per quale motivo il processo di rilascio di questo mediatore è detto degranulazione.

Questo ripasso dei mastociti e dell'istamina in essi contenuta è importante, perché, come si vedrà successivamente, i mastocitomi possono causare anche una degranulazione massiccia di istamina.

Lo sapevi che…

I mastociti appartengono alla categoria cellulare dei granulociti poliformo nucleati, esattamente come eosinofili, basofili e neutrofili.

Cause

Come si formano i tumori?

I tumori sono il risultato di un accumulo di mutazioni genetiche che interessano specificatamente tratti di DNA preposti alla produzione di proteine regolatrici della crescita e della divisione cellulare. Per esempio, sono coinvolti geni da cui derivano proteine che servono a bloccare la divisione della cellula.
Ciò spiega per quale motivo i tumori sono masse cellulari che crescono e si dividono senza alcun controllo.

Cosa provoca il Mastocitoma nel Cane?

Il mastocitoma nei cani si sviluppa per effetto di una divisione anomala e una trasformazione in senso tumorale dei mastociti.

Attualmente, la precisa causa che innesca questi processi (divisione anomala e trasformazione in senso tumorale) è sconosciuta.

In linea generale, pochi tumori insorgono per un'unica causa; più facile, invece, che abbiano un'origine multifattoriale.

Nel caso del mastocitoma, gli esperti ritengono che alla comparsa della neoplasia contribuiscano fattori ambientali e genetici/ereditari; purtroppo, però, informazioni più dettagliate a riguardo non sono disponibili.

Fattori di rischio per il Mastocitoma nel Cane

Qualsiasi cane può sviluppare il mastocitoma; tuttavia, i dati in letteratura dicono che questo tumore è più frequente nelle razze:

  • Boxer;
  • Boston Terrier;
  • Bull Terrier;
  • Labrador Retriever;
  • Carlino;
  • Bulldog;
  • Golden Retriever;
  • Schnauzer;
  • Weimaraner;
  • Ridgeback rhodesiano.

Si segnala, inoltre, che un altro importante fattore di rischio sia la presenza di mutazioni nel gene KIT, gene dal quale deriva una proteina coinvolta nella replicazione e nella divisione cellulare.

Infine, anche l'età sembra avere una certa influenza: il mastocitoma, infatti, colpisce soprattutto cani di mezza età.

Sintomi e Complicanze

Mastocitoma nel Cane: come si manifesta?

I mastocitomi del cane possono presentarsi come protuberanze, verruche o noduli sopra o appena sotto la pelle; possono anche apparire come ulcere.

In genere, sono masse cutanee compatte e solitarie, che non provocano sintomi particolari.

Possono variare per dimensioni e colore.

Alcuni sono a crescita lenta, mentre altri a crescita rapida; può capitare anche che un mastocitoma a crescita lenta diventi improvvisamente e senza motivo a crescita rapida.

I mastocitomi più aggressivi si manifestano tipicamente come piaghe di grandi dimensioni e senza peli.

Alle volte, traumi e manipolazioni possono innescare il processo di degranulazione da parte dei mastociti che formano il tumore; la degranulazione può avere varie conseguenze:

  • Può indurre gonfiore e arrossamento locali, il che altera l'aspetto del mastocitoma.
  • Può sfociare in una diffusione sistemica delle sostanze contenute nei granuli, le quali possono a loro volta determinare ulcere a livello gastrico o intestinale.
  • Può provocare una forte reazione allergica, pericolosa per la vita.

Di seguito, l'articolo riporta quali sintomi possono provocare le ulcere al tratto gastrico/intestinale e le forti reazioni allergiche.

Sintomi delle ulcere a livello gastrico/intestinale

Le ulcere gastriche/intestinali derivanti dai mastocitomi cutanee si presentano tipicamente con:

Sintomi delle reazioni allergiche

Le forti reazioni allergiche indotte dai mastocitomi si manifestano con:

Seppur raramente, queste reazioni possono anche causare la morte dell'animale.

Complicanze del Mastocitoma del Cane

Alcuni mastocitomi del cane possono diffondere ai linfonodi, alla milza e al fegato. Ciò può provocare, a sua volta, un versamento peritoneale che si manifesta con pancia gonfia e arrotondata.

Diagnosi

Mastocitoma nel Cane: come riconoscerlo?

La semplice osservazione della lesione cutanea (esame obiettivo) non permette di riconoscere un mastocitoma.

Per una diagnosi sicura, serve necessariamente la biopsia, cioè l'analisi in laboratorio di un campione di cellule prelevato dal tumore.

Nella maggior parte dei casi, la raccolta del campione avviene tramite una tecnica nota come aspirazione con ago sottile.

Gli esami di laboratorio al microscopio consentono al veterinario patologo di stabilire vari aspetti:

  • Se si tratta o meno di un tumore;
  • Se è un tumore, quali sono lo stadio e il grado;
  • Se è un tumore, qual è la sua aggressività (è una caratteristica deducibile dallo stadio e dal grado).

Una volta identificato il tumore, il veterinario effettua altri esami diagnostici, tra cui test del linfonodo sentinella, raggi X, ecografia, TAC/risonanza magnetica, i quali permettono di chiarire se il mastocitoma si è diffuso o meno in altri organi o tessuti del corpo dell'animale.

Alle volte, il veterinario potrebbe prescrivere anche un esame citologico; tuttavia, la biopsia è maggiormente di aiuto e più ricca di informazioni.

Lo sapevi che…

Un mastocitoma di basso grado è un tumore poco aggressivo, mentre un mastocitoma di alto grado è una neoplasia molto aggressiva.
La biopsia rivela il grado dei mastocitomi.

Come accorgersi di un Mastocitoma del Cane?

I mastocitomi potrebbero apparire come noduli o protuberanze privi di significato; per questo motivo, specialmente ai padroni di razze a rischio, i veterinari consigliano di osservare periodicamente l'evoluzione di eventuali lesioni e, sempre di tanto in tanto, sottoporre l'animale a visite specialistiche.

Terapia

Come curare il Matocitoma nel Cane?

La gestione terapeutica del mastocitoma del cane dipende dal grado della neoplasia, in altre parole dalla sua aggressività (si ricorda che il grado è una caratteristica tumorale identificata con la biopsia).

Per i mastocitomi di basso grado, la rimozione chirurgica rappresenta il trattamento più indicato e che ha maggiore successo. Grazie alla chirurgia, infatti, probabilità di una ricomparsa di questi tumori è molto bassa.

Diverso invece è il caso dei mastocitomi di grado medio-elevato: in tali circostanze, la chirurgia potrebbe non bastare o potrebbe non essere applicabile.
Se non basta, il veterinario deve associarla alla chemioterapia; se non è applicabile, deve virare sulla combinazione chemioterapia-radioterapia.

Chemioterapia: cos'è?

La chemioterapia, invece, consiste nella somministrazione orale o per via endovenosa di farmaci (i cosiddetti chemioterapici) in grado di uccidere tutte le cellule in rapida crescita, tra cui anche quelle tumorali.

Radioterapia: cos'è?

La radioterapia prevede l'esposizione della massa tumorale a una dose specifica di radiazioni ionizzanti ad alta energia (raggi X), allo scopo di distruggere le cellule neoplastiche.

Mastocitoma del Cane e recupero post-operatorio

In caso di mastocitomi di basso grado, il recupero post-chirurgico (guarigione della ferita) richiede circa 2 settimane; in quest'arco di tempo, il veterinario potrebbe prescrivere antidolorifici e l'uso di un collare elisabettiano per evitare che il cane lecchi la ferita.
Trascorso le settimane indicate, l'animale può tornare alle sue normali attività; nel frattempo, però, è doveroso sottoporlo a controlli periodici per identificare un'eventuale recidiva (molto rara, se il tumore è di basso grado).

In caso di mastocitomi di grado medio-elevato, i tempi di recupero non sono poi così differenti; tuttavia, si ricorda che probabilmente servono altri trattamenti, quali la chemioterapia o la radioterapia.
Inoltre, il monitoraggio periodico delle condizioni dell'animale diventa ancora più importante, poiché è più elevato il rischio di recidiva.

Mastocitoma nel Cane: costo dell’operazione

I costi dell'operazione chirurgica per la rimozione di un mastocitoma del cane possono variare da 500 a 1.000 euro.

Prognosi

Mastocitoma nel Cane e sopravvivenza

I cani con mastocitomi di basso grado, operati tempestivamente, possono sperare verosimilmente di avere un'aspettativa di vita normale.

I mastocitomi di grado elevato, invece, possono compromettere drasticamente la sopravvivenza dell'animale, anche quando sottoposte alle dovute terapie:

  • In caso di chemioterapia o radioterapia, le aspettative di vita dalla diagnosi variano da 10 mesi a 2 anni;
  • Senza terapie, la sopravvivenza media dalla diagnosi è di circa 4 mesi.

Prevenzione

Mastocitoma del Cane: come prevenirlo?

Il mastocitoma del cane è un tumore che, fino a quando le cause saranno sconosciute, rimarrà impossibile da prevenire.

Autore

Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza