Malattie veneree nei cani e nei gatti: quali sono e cosa fare

Malattie veneree nei cani e nei gatti: quali sono e cosa fare
Ultima modifica 05.02.2024
INDICE
  1. Malattie veneree nei cani e nei gatti: cosa sapere
  2. Malattie sessualmente trasmissibili nei cani
  3. Malattie sessualmente trasmissibili nei gatti

Malattie veneree nei cani e nei gatti: cosa sapere

Sono malattie che un cane può trasmettere se entra in contatto con i liquidi seminali (sperma) o liquidi vaginali di un altro cane. La stessa cosa vale se si tratta di un gatto. Il contatto spesso deve essere profondo e  necessita assorbimento mucosale o attraverso cute lesa.

Innanzitutto è essenziale chiarire che il cane ed il gatto non possono infettarsi gli uni con gli altri con patologie sessualmente trasmissibili e lo stesso vale fra animali e uomo. Queste patologie infatti, sono nella stragrande maggioranza sostenute da organismi virali estremamente adattati al loro ospite e quindi specie specifici. Un esempio fra tanti, è il famoso virus impropriamente detto "HIV felino", virus dell'immunodeficienza felina o FIV: non può in nessun modo essere trasmesso nè all'uomo nè al cane nemmeno se il sangue del gatto infetto venisse a contatto con il sangue di questi ultimi.

Per approfondire: Malattie trasmesse tra uomo e animali domestici: le più frequenti

Malattie sessualmente trasmissibili nei cani

Le più importanti patologie sessualmente trasmissibili nel cane sono l'herpes-virosi, il tumore venereo trasmissibile e, in misura minore, la brucellosi.

Herpesvirus

Sostenuta dal Canine Herpesvirus è una patologia che colpisce l'apparato respiratorio superiore (naso, seni, coane, trachea) gli occhi e gli organi genitali. La madre partoriente può trasmettere il virus ai cuccioli attraverso il canale del parto e purtroppo, in questo caso, è spesso fatale per i nascituri che difficilmente supereranno le 3 settimane di vita.

Tumore venero trasmissibile

E' una patologia unica nel suo genere che viene trasmessa principalmente per via venerea, ma anche in seguito a leccamento e sfregamento dei genitali con mucose esposte. Si tratta di una neoplasia con basso tasso metastatico (difficilmente cioè si formano piccoli gruppi di cellule che dal tumore viaggiano nel torrente circolatorio o linfatico andando a generare tumori "figli") ma invasiva localmente. Presenta un pattern caratteristico a forma di cavolfiore, che si forma in modo preferenziale a livello dei genitali. Altro aspetto unico è che talvolta il sistema immunitario riesce a combattere le cellule tumorali portando a regressione totale del tumore e guarigione completa.

Brucellosi

Si tratta di una patologia ormai rara in Europa, più frequente negli Usa; sostenuta da un batterio, la Brucella Canis. Essa è tipica nei cani che vivono in canili, grandi allevamenti con scarse condizioni igieniche e frequenti importazioni di soggetti, o contesti rurali in cui i cani possono convivere a contatto con bovini, caprini ed ovini. Si tratta di una zoonosi molto rara che può interessare anche l'uomo sebbene il suo decorso non assuma le caratteristiche di gravità tipiche dell'infezione brucellare presente nelle specie bovine e ovi-caprine. La patologia comporta in cani, sia maschi che femmine, gravi problemi di infertilità e spesso esita in aborto qualora a contrarla sia una femmina gravida.

Malattie sessualmente trasmissibili nei gatti

Le patologie veneree nel gatto assumono una particolare importanza per due motivi principali:

1- in questa specie, viene spesso sottovalutata l'importanza della prevenzione: essendo considerati animali robusti e selvatici (hanno subito meno i danni della selezione rispetto ai cani!) i gatti vengono purtroppo vaccinati e sterilizzati meno frequentemente di quanto sarebbe necessario;
2- vengono lasciati liberi di circolare sulle strade e nelle campagne e grazie alle loro capacità di saltare ed arrampicarsi, sono molto difficilmente contenibili all'interno di un giardino. In questo modo, aumentano esponenzialmente gli incontri fra gatti e le possibilità di accoppiarsi (e trasmettersi patologie);
Fra le patologie veneree più importanti abbiamo l'Immunodeficienza felina, la Leucemia infettiva felina e l'Herpesvisosi felina

Immunodeficienza felica o FIV (Feline immunodeficiency Virus)

Si tratta di un virus appartenente alla famiglia RETROVIRIDAE (virioni che si integrano nel DNA entrandone a far parte in modo indissolubile) che ricalca appieno la patologia dell'Immunodeficienza umana (HIV). La prevalenza complessiva è del 28%, vale a dire che quasi un gatto su 3 nel mondo ne è affetto: per questo motivo vi sono numerosi laboratori concentrati nella ricerca di una vaccinazione efficace. Il segno distintivo di questa infezione è l'azione fortemente immunosoppressiva: questo virus porta alla riduzione progressiva ed inesorabile di un'importantissima categoria di globuli bianchi ( linfociti T CD4+) che a sua volta esita in febbri ricorrenti ed aumentata suscettibilità alle infezioni secondarie. Nelle fasi iniziali, che possono durare anche molti anni, i sintomi sono blandi e generici, come, ad esempio, un aumento delle dimensioni dei linfonodi e gengiviti, per poi passare ad una fase più aggressiva in cui l'animale comincia a contrarre infezioni secondarie diventando refrattario a qualsiasi terapia antibiotica causando la morte dell'animale. Questo, ed i virus di cui parleremo successivamente, sono particolarmente letali quando colpiscono gattini appena nati o soggetti malnutriti e defedati.

Leucemia infettiva felina o FELV (Feline leukemia virus)

Anche questo patogeno appartiene alla famiglia RETROVIRIDAE, ma a differenza della FIV si tratta di un virus oncogeno: ha cioè la capacità di causare tumori. La caratteristica incredibile e paradossale di questo patogeno è il fatto di avere due effetti opposti: può essere contemporaneamente citoproliferativo (è in grado di causare una incontrollata produzione di linfociti anomali, causando neoplasie come linfomi o leucemie) e citosoppressivo (causando grave diminuzione delle cellule, portando a immunosoppressione o anemia aplastica).

A differenza della FIV, esiste una vaccinazione efficace che dovrebbe essere presa in considerazione ogni qualvolta si ha un gatto con possibilità di uscire e/o di incontrare altri soggetti.
In base alla risposta immunitaria del soggetto, la patologia potrà esitare in una viremia autolimitante, senza cioè che esiti in nessuna malattia conclamata; oppure potranno svilupparsi un complesso di condizioni neoplastiche e non, come patologie degenerative renali ed epatiche, leucemia, linfoma, anemia e patologie secondarie ad immunosoppressione. È chiaro che, date le sue molteplici sfaccettature, si tratta di un virus che può dare filo da torcere al gatto (e al veterinario!), ecco che in questo caso la prevenzione gioca un ruolo fondamentale: la sterilizzazione e la vaccinazione rappresentano due importanti vie per impedire la diffusione del virus.

 

Autore

Ambulatorio Veterinario I PORTICI
Un'equipe di giovani veterinari con diversi interessi che ricoprono i principali campi della medicina veterinaria. Loro sono i medici dell'Ambulatorio Veterinario I Portici di Vinovo