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Linguaggio del gatto: capire come comunicano i felini

Linguaggio del gatto: capire come comunicano i felini
Ultima modifica 19.09.2023
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INDICE
  1. Linguaggio del gatto: capire come comunicano i felini
  2. Capire il linguaggio dei felini
  3. Movimenti della coda
  4. Orecchie
  5. La schiena nel linguaggio del gatto
  6. I baffi del gatto
  7. Occhi (tipi di sguardi)
  8. Posizioni del gatto
  9. Miagolii
  10. Morsi dei gatti

Linguaggio del gatto: capire come comunicano i felini

Comprendere il linguaggio del gatto è fondamentale per prendersene cura come si deve. Adottare, infatti, è una gioia ma anche un atto di grande responsabilità. Un altro essere vivente dipende da colui che considera famiglia e necessita di attenzioni sia pratiche che emotive.

Stare a stretto contatto con il felino ha permesso di ridurre il naturale gap comunicativo dato dalle differenze di specie. Tuttavia, ci sono dei segnali che possono essere fraintesi e che, invece, bisogna interpretare correttamente se non si vogliono commettere errori.

Ai meno esperti, i gatti appaiono indipendenti e poco espansivi. È un errore di valutazione comune, dato da una cattiva interpretazione del linguaggio del corpo del micio. Ecco come fare per ridurre questo rischio al minimo ed entrare in perfetta connessione con Miao.

Capire il linguaggio dei felini

Il linguaggio del gatto è sia verbale che non. Il quattro zampe miagola, fa versi che appaiono più selvatici, ma soprattutto muove il corpo a seconda di ciò che prova e/o vuole comunicare al prossimo, bipede o quadrupede.

La vista, il tatto, ma soprattutto l'olfatto sono sensi molto sviluppati che utilizza per 'parlare' con chi si trova di fronte, per lasciare messaggi a chi è nelle vicinanze o passerà da lì a stretto giro. Comprendere che associare al linguaggio umano sempre e comunque quello felino è un errore è il primo passo per studiare e apprendere realmente le espressioni di uno degli animali più affascinanti al mondo.

Movimenti della coda

  • Coda fra le zampe: indica disagio, sottomissione, convinzione di essere in difetto e in una posizione di subalternità rispetto a colui che si trova di fronte.
  • Coda che si gonfia: esprime rabbia o paura (magari dovute a un'invasione di territorio). La coda gonfia, in un momento ludico può esprimere anche rilassatezza e divertimento. Una condizione diametralmente opposta rispetto a quelle più conosciute, che fa capire quanto un fraintendimento può essere deleterio e fare reagire in maniera inappropriata.
  • Coda a uncino: indica una situazione positiva, di distensione fra le parti. Micio, infatti, se muove la coda e la posiziona a forma di punto interrogativo, sta salutando ed è felice di incontrare il proprio interlocutore
  • Gatto che scodinzola: può manifestare diversi stati d'animo: anche qui i dettagli sono importanti e saperli leggere fa la differenza. Se il movimento della coda è repentino e deciso, da destra a sinistra e viceversa, l'animale può essere preoccupato e in allerta oppure eccitato e pronto a una sessione di gioco estemporanea.

I movimenti della coda del gatto sono il primo grande mezzo per capire il linguaggio dei felini, ma attenzione: saper interpretare anche il contesto fa parte delle abilità di un proprietario esperto, consapevole e al quale sta a cuore il benessere del proprio pet. Un gatto diffidente o impaziente di giocare si aspetta (e necessita di) reazioni completamente differenti.

Orecchie

  • Protratte in avanti indicano allerta e attenzione verso l'ambiente circostante;
  • Le orecchie dritte verso l'esterno denotano tensione, mentre appiattite (sempre verso i lati) ansia: il gatto è in posizione di difesa;
  • Le orecchie all'indietro sono segno di sottomissione nei confronti di un fattore esterno di vario tipo.

Anche le orecchie dicono tanto sul linguaggio del gatto ed è opportuno sapere come osservarle e leggerle. Le orecchie all'indietro sono un libro aperto: denotano paura, mentre quelle dritte meritano qualche attenzione in più. Osservarle può prevenire determinate situazioni spiacevoli o risposte involontarie inappropriate rispetto allo stato d'animo dell'esemplare che ci si trova di fronte.

La schiena nel linguaggio del gatto

  • La schiena inarcata indica un comportamento di difesa: Micio vuole apparire più grande per intimorire il nemico, reale o presunto che sia;
  • La schiena distesa, invece, indica tranquillità e rilassatezza.

Anche la schiena è essenziale per capire cosa vuole dirci il gatto: chi non ha presente la classica posizione della schiena inarcata del gatto, che soffia e minaccia il proprio interlocutore? Anche questa parte del corpo dice tanto sulle emozioni che prova il felino e merita una certa attenzione. Conoscere questa differenza può evitare fraintendimenti, situazioni di pericolo e tensione. 

I baffi del gatto

  • Dritti e verso l'esterno non devono preoccupare: il gatto è rilassato e non sente nessuna minaccia;
  • In avanti e a ventaglio: il gatto è arrabbiato e potrebbe attaccare da un momento all'altro;
  • Appiattiti (funziona come per le orecchie) indicano paura.

Come è possibile intuire, per capire il linguaggio del gatto è importante sapere a cosa servono i baffi del gatto e cosa comunicano. 

Occhi (tipi di sguardi)

  • Gatto che osserva in giro: nessun problema, sta solo "sorvegliando" l'ambiente circostante;
  • Gatto che sposta nervosamente lo sguardo: qualcosa lo preoccupa e lo mette in allerta;
  • Gatto con occhi socchiusi: è rilassato, felice e tranquillo;
  • Gatto che sbatte le palpebre: è sereno;
  • Gatto che non smette di fissare qualcosa: è in allerta e pronto ad attaccare.

Anche con gli occhi il gatto dice tanto, tranquillizza o mette in guardia. Come abbiamo visto il gatto che fissa è in allerta e non perde il contatto perché pronto ad attaccare. Se notiamo un comportamento simile l'ultima cosa che dobbiamo fare è rispondere nello stesso modo. Per interrompere questo principio di duello e non accettare il guanto di sfida si devono socchiudere gli occhi. In questo caso si sta usando il linguaggio proprio del gatto: come abbiamo visto, se sbatte le palpebre, infatti, sta comunicando serenità e non sente nessun tipo di minaccia.

Posizioni del gatto

  • Gatto rannicchiato: riposa (se ha anche la coda rilassata e gli occhi chiusi);
  • Gatto rannicchiato con corpo teso: Essere in allerta (se le orecchie sono dritte);
  • Gatto accucciato e lontano da tutti: si sta nascondendo, per paura o perché sta male;
  • Gatto accucciato e con parti esposte: si sottomette (anche se nasconde la coda sotto il corpo e appiattisce le orecchie);
  • Gatto in posizione supina: stato d'animo tranquillo e fiducioso;
  • Gatto che si struscia: comunica amore e denota appartenenza.

Riguardo a quest'ultima posizione/azione, quella di inarcarsi e strusciarsi, il gatto facendolo trasmette anche il suo odore e, in qualche modo, comunica che siamo "suoi".

Miagolii

Il gatto utilizza molto la comunicazione non verbale, ma è anche un vero maestro dei vocalizzi. Se miagola, però, non tutti sanno che si sta rivolgendo direttamente all'uomo. È un verso dedicato proprio a lui. In base a intensità, durata e tono sta comunicando una cosa o un'altra. Poi ci sono i mormorii o i versi più selvatici, che i felini utilizzano con il loro simili o altri animali.

Per concludere è impossibile non citare le fusa, una caratteristica unica di questi animali affascinanti. In genere, indicano rilassatezza e pace, ma anche in questi casi è fondamentale saper leggere il contesto. Un felino che fa le fusa, infatti, può anche comunicare stress e/o solitudine oppure uno stato di malessere. Per qualsiasi dubbio o incertezza, è bene rivolgersi al veterinario o a un etologo esperto.

Morsi dei gatti

Un altro motivo di incomprensione fra felini è umani può essere dato da una cattiva interpretazione del morso. Il gatto che attacca lo fa con violenza e in contesti di pericolo. Se invece i suoi sono morsi delicati, ci sono tante sfumature da conoscere.

Miao morde per giocare, per conoscere (come fanno i bambini appena nati che si portano qualsiasi cosa alla bocca), per dire "ti voglio bene" o per attirare l'attenzione.

Di tanto in tanto potremmo osservare che il gatto sbatte i denti: nella maggior parte dei casi, si tratta di una forma di comunicazione tra mici, oppure un messaggio di battaglia per segnalare: "voglio acchiappare quell'uccellino!". Esistono però anche altri motivi per cui lo fanno, e di cui bisognerebbe essere al corrente per garantire la sua salute.

Il segreto sta in una corretta socializzazione, durante la quale il felino impara a interagire correttamente con il mondo che lo circonda. È sin dalle prime settimana di vita che gli si deve insegnare a saper dosare la forza. Scoraggiando le incursioni troppo violente con toni decisi, ma senza urlare, e premiando con il rinforzo positivo i comportamenti virtuosi.

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