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Letargo della tartaruga di terra: come funziona, quando inizia e quanto dura

Letargo della tartaruga di terra: come funziona, quando inizia e quanto dura
Ultima modifica 22.11.2023
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INDICE
  1. Letargo della tartaruga di terra: come funziona e quanto dura
  2. Come vanno in letargo le tartarughe di terra?
  3. In che periodo le tartarughe di terra vanno in letargo?
  4. Come capire se la tartaruga di terra è in letargo?
  5. Dove mettere le tartarughe di terra in inverno?
  6. Il letargo delle tartarughe di terra in giardino
  7. Letargo tartarughe di terra quando sono piccole
  8. Tartaruga di terra: in letargo o morta?
  9. Letargo tartarughe di terra: quando finisce?
  10. Le tartarughe di terra in letargo mangiano?
  11. Dove vanno in letargo le tartarughe di terra?
  12. Come funziona il letargo delle tartarughe d'acqua?
  13. Che cos'è il letargo?

Letargo della tartaruga di terra: come funziona e quanto dura

È importante conoscere quelle che sono le regole del letargo della tartaruga, se si ha intenzione di prenderne una (di un certo tipo). Non è di certo un dettaglio di poco conto, infatti. Nel corso dell'inverno, le tartarughe di terra entrano in questa fase, andando alla ricerca di rifugi precedentemente formati o scavando da sé tane sottoterra. Una sistemazione fondamentale per combattere congelamento e disidratazione. Di seguito troverete tutte le informazioni del caso ma sappiate, però, che potete anche unirvi al nostro canale Whatsapp per aggiornamenti e approfondimenti sul mondo degli animali, della salute e del benessere e il profilo Instagram di MypersonalPet, imperdibile per gli amanti degli animali.

Come vanno in letargo le tartarughe di terra?

  • Regolazione temperatura corporea;
  • Rallentamento attività degli organi;
  • Rallentamento metabolico;
  • Immobilità e anoressia.

Le tartarughe sono, come i rettili in generale, creature ectotermi. Con questo termine si fa riferimento alla straordinaria capacità di regolare la propria temperatura corporea. Quest'ultima subisce mutamenti ben precisi a seconda delle condizioni esterne.

In questo modo, le regolari attività di organi e apparati rallentano con il diminuire delle temperature ambientali. Il rallentamento metabolico e delle funzioni vitali prosegue fino a raggiungere uno stato di immobilità e anoressia, noto come letargo o ibernazione.

Un processo molto importante, che ha un impatto sull'intero ciclo vitale della tartaruga, consentendo una funzionalità corretta del suo organismo, per quanto possa sembrare strano a noi esseri umani. Favorisce inoltre il normale ciclo riproduttivo.

In che periodo le tartarughe di terra vanno in letargo?

Il letargo della tartaruga varia notevolmente a seconda della specie, dunque dell'area nella quale vive, con ben precise specificità climatiche. Alle nostre latitudini, le tartarughe che fanno ricorso per natura a questa soluzione optano per i seguenti periodi: da ottobre-novembre a febbraio-marzo.

Come capire se la tartaruga di terra è in letargo?

Sono svariati i segnali del letargo della tartaruga, che consentono di capire l'avvio di tale processo o anche solo la sua realizzazione finale. Nel corso delle settimane precedenti, le tartarughe sono solite mangiare sempre meno. Arrivano quasi a interrompere del tutto la propria nutrizione, risultando molto più sonnolente del solito.

Un proprietario inesperto può facilmente pensare a un problema molto serio, quando invece è la natura che fa il suo corso. Spesso risultano sorde ai richiami, sono pigre e inappetenti. Iniziano inoltre a subire particolarmente gli effetti del freddo, cercando di continuo riparo, laddove possibile.

Quando il letargo ha inizio, risultano completamente assenti, come se dormissero in maniera perenne. Importante prestare attenzione alla colorazione, che dovrebbe restare identica allo stato cosciente. In caso contrario, potrebbe essere un segnale di problematiche di salute. Si consiglia, infine, una visita dal proprio veterinario di fiducia nella fase preparatoria del letargo. Si potranno così completamente gli ultimi accertamenti medici prima dell'entrata in questo lungo stato.

Dove mettere le tartarughe di terra in inverno?

Una tartaruga di terra è in grado di sopravvivere al letargo sia in giardino che in casa. Chi ha la possibilità di lasciarla in natura, in giardino appunto o in un vicino bosco, potrebbe decidere di non interferire con il processo naturale.

In questo caso sarà dunque lei a gestire l'intera fase preparatoria. La ricerca del luogo giusto inizia a ottobre, circa, anche se il cambiamento climatico potrebbe ritardare questo processo, tenendo conto delle elevate temperature percepite in autunno, ormai.

Il rifugio è in genere ottenuto scavando con le proprie zampe per circa 10 centimetri. Sarebbe il caso di mettere a disposizione dell'animale della terra alquanto morbida, così da essere certi che possa scavare facilmente.

Il letargo delle tartarughe di terra in giardino

Optare per il letargo della tartaruga in giardino è decisamente la scelta più comoda. Si rispetta il naturale processo, senza "forzarlo" in qualche modo con le temperature domestiche, e si riesce ad avere controllo del benessere dell'animale.

Come detto, occorre individuare un'area dal terreno morbido, magari facilitando il processo, smuovendo parti di terriccio. Si lascerà allora scavare la tartaruga da sé, fino a raggiungere le dimensioni della tana che reputa corrette. Volendo essere d'aiuto, si potrebbe preparare una cassetta interrata, arricchita da foglie morte e terra.

È bene sapere, inoltre, che le tartarughe di terra temono pioggia e umidità. Agendo in soccorso, dunque, andrà scelta un'area riparata per collocare la cassetta.

Letargo tartarughe di terra quando sono piccole

Quando le tartarughe sono ancora molto piccole, il letargo è da considerarsi molto pericoloso. Pensiamo ad esempio a quelle nate a ottobre, non sarebbero di certo in grado di gestire un momento tanto particolare e critico.

È alto il rischio che non si risveglino più. Non hanno ancora un metabolismo talmente robusto da poter gestire questa fase, così come "scorte fisiche" sufficienti per coprire il periodo di mancato nutrimento.

Passando dai neonati ai semplici esemplari piccoli, invece, saltare del tutto l'ibernazione può essere altrettanto pericoloso. Una situazione del genere potrebbe infatti portare a disturbi connessi allo sviluppo della struttura ossea e ai suoi organi interni. Si consiglia dunque un letargo breve, di 45-70 giorni, prestando attenzione alla temperatura. Sarebbe il caso di gestirla in casa, verificando che non faccia troppo freddo, considerando come la massa corporea della piccola non sarebbe sufficiente. Troppo caldo, invece, riattiverebbe il metabolismo, in assenza però di risveglio.

Tartaruga di terra: in letargo o morta?

  • Colorito;
  • Cattivo odore;
  • Stimoli assenti o minimi.

Un proprietario inesperto farà di certo fatica nel capire se una tartaruga sia in letargo o morta. Come detto, la colorazione è molto importante. Quando è in ibernazione, l'animale conserva il proprio colorito. Se questo muta drasticamente, qualcosa non va.

Altri segnali chiari sono il cattivo odore e, sul finire di questo periodo, le reazioni minime agli stimoli forniti. Una tartaruga che non si risveglia nella regolare fase di fine letargo, è quasi certamente deceduta. Anche in questo caso, le temperature modificate che percepiamo oggi potrebbero comportare delle variazioni sulle tempistiche. In caso di dubbi, sarebbe sempre il caso di contattare il proprio veterinario.

Letargo tartarughe di terra: quando finisce?

  • Marzo-aprile

La fase preparatoria del letargo di una tartaruga ha inizio nel mese di ottobre o, in generale, quando le temperature scendono tra i 5 e i 10 gradi. L'intero mese di ottobre potrebbe essere sfruttato come preparatorio, dando il via all'ibernazione a novembre. La fase durerà poi fino alla primavera, tra marzo e aprile.

Le tartarughe di terra in letargo mangiano?

In nessun caso le tartarughe in letargo hanno bisogno di cibo. Una fase preparatoria corretta le vede infatti ridurre il quantitativo ingerito. In questo modo si favorisce la digestione e si procede con lo svuotamento dello stomaco, che può richiedere un mese.

Dove vanno in letargo le tartarughe di terra?

Le tartarughe di terra necessitano di un terreno morbido nel quale poter scavare la propria trana, ricoprendosi di terriccio, così da proteggersi e garantire una temperatura non eccessivamente rigida. La tana in questione non risulta essere particolarmente profonda. Con le sue zampe, infatti, l'animale scava fino a raggiungere circa 10 centimetri.

Come funziona il letargo delle tartarughe d'acqua?

È interessante capire come funzioni il letargo nelle tartarughe acquatiche. Anche in questo caso la stagione prescelta è quella invernale. Per il completamento di tale processo all'aperto, necessitano di un laghetto che abbia almeno una profondità di un metro, con diametro non inferiore ai due metri.

Ciò perché garantisce all'acqua un raffreddamento graduale. In presenza di dimensioni non sufficienti, l'animale potrebbe non sopravvivere ai repentini cambi di temperatura. Sul fondo devono esserci del fango o foglie morte, che consentono alla tartaruga di nascondersi. Andrà in letargo totale intorno ai 10°. Sarebbe il caso, però, di verificare che durante l'ibernazione il fondo del lago non scenda sotto i 4°.

Questo processo non riguarda però tutte le tartarughe acquatiche. Alcune, infatti, preferiscono non infossarsi sul fondo, realizzando un vero e proprio riparo per l'inverno nei pressi della riva.

Che cos'è il letargo?

Dopo aver parlato tanto di quello della tartaruga, ci sembra doveroso spiegare cos'è davvero il letargo: si tratta di una risposta dell'animale a condizioni "ostili". Durante i mesi freddi non solo le tartarughe, ma molte specie spendono molta energia solo muovendosi o riscaldandosi, di conseguenza entrare in una fase di stasi, al coperto e al sicuro dopo aver creato un luogo dove riposare, è la risposta a tutti i problemi.

Autunno e inverno, inoltre, sono mesi difficili per molti animali che vedono esaurirsi tutte le risorse e le prede di cui si nutrono, di conseguenza si nutrono in abbondanza nei mesi precedenti per poi rilasciare l'energia che non riuscirebbero a trovare durante l'inverno.

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