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Ho trovato un cerbiatto, cosa succede se lo tocco e cosa devo fare?

Ho trovato un cerbiatto, cosa succede se lo tocco e cosa devo fare?
Ultima modifica 22.05.2024
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INDICE
  1. Ho trovato un cerbiatto. Come devo comportarmi?
  2. CRAS: cos'è e quando contattarlo?
  3. Cosa fare se è in una situazione di pericolo o ha delle ferite?
  4. Perché bisogna lasciarlo dov’è, e allontanarsi?
  5. Cosa succede se lo tocco?
  6. Ho tenuto il cerbiatto in casa. Cosa fare ora?
  7. Posso allattarlo?

Ho trovato un cerbiatto. Come devo comportarmi?

Hai trovato un cerbiatto, o un piccolo di capriolo o di daino? Non bisogna agitarsi, né preoccuparsi: potremmo creare danni importanti se interveniamo senza criterio.
Questi cuccioli sono normalmente lasciati soli dalle loro madri per periodi brevi mentre quest'ultime si allontanano per cercare cibo o allattare altrove. In breve, ecco cosa dovresti fare e perché non toccarlo.


Di seguito le situazioni principali:

  • È ferito o in una situazione di pericolo. Non toccarlo, ma contatta il Centro di Recupero Animali Selvatici (CRAS) più vicino a te, che ti dirà come comportarsi (https://elencocras.it/).
  • Non è ferito, né in pericolo. Lascialo dov'è. È una situazione normale. Nella maggior parte delle situazioni, quindi, non c'è bisogno di un intervento umano, anche se si tratta di un cucciolo. Anzi, il nostro aiuto può portare più danni che benefici: vediamo perché.

CRAS: cos'è e quando contattarlo?

Quando si tratta di animali selvatici, non bisogna improvvisare. I Centri di Recupero Animali Selvatici, o altri centri autorizzati, sono le strutture che si occupano della fauna selvatica, della cura e riabilitazione degli animali selvatici.
Cerca il CRAS più vicino a te (https://elencocras.it/) per avere informazioni su come agire da parte di operatori specializzati che conoscono bene queste situazioni e sanno come comportarsi per il benessere dell'animale.

Devo portarlo subito presso un CRAS?

No. Raccogliere un cerbiatto, o un piccolo di capriolo o daino, può equivalere a una sorta di "rapimento" dal suo ambiente naturale, con conseguenze negative fino alla morte o all'impossibilità di riabilitazione e liberazione dell'animale stesso.

Cosa fare se è in una situazione di pericolo o ha delle ferite?

Se il cucciolo ha evidenti ferite, si trova in un'area soggetta a mietitura imminente, o è in mezzo ad una strada trafficata, è importante intervenire.
Tuttavia, anche in questi casi, è fondamentale agire con cura. Chiama immediatamente esperti o autorità competenti per assistenza prima di avvicinarti all'animale.
Nel caso in cui il piccolo si trovi in una situazione di pericolo, può essere sufficiente spostarlo di alcuni metri, evitando di toccarlo eccessivamente, e allontanandosi subito dopo l'intervento.

Perché bisogna lasciarlo dov’è, e allontanarsi?

I cerbiatti e i piccoli di capriolo e di daino non emettono odori che attraggono i predatori, e le loro madri li partoriscono in luoghi ritenuti sicuri.
Può capitare che durante una passeggiata ci si imbatta in un cucciolo, apparentemente solo in assenza della madre. Non è esattamente così: la madre è un individuo adulto, che ha sviluppato un naturale timore dell'uomo. Per questo motivo, si allontana alla minima percezione della presenza di un essere umano nei paraggi, mentre il piccolo è al sicuro.
Infatti, i cuccioli sono in grado di mimetizzarsi in maniera efficace e di accovacciarsi a terra, rendendo difficile il loro ritrovamento da parte di un predatore.
Questa condizione è del tutto normale, e non c'è nessun bisogno di intervenire. Allontanandosi, la madre si sentirà nuovamente al sicuro e potrà tornare a controllare la propria prole.

Ti sei allontanato di alcuni metri, ma non vedi tornare la madre?

Anche questo è normale! Gli individui adulti hanno vista, udito e olfatto molto sviluppati: sono prede, e hanno imparato come nascondersi e proteggersi dai pericoli, e l'uomo è percepito come tale. Finché non ci si allontana del tutto dalla zona di ritrovamento del piccolo, la madre non tornerà. In queste situazioni, occorre avere fiducia nell'efficace istinto degli animali selvatici. In sintesi, bisogna lasciare il piccolo dov'è e allontanarsi il più possibile, senza toccarlo.

Cosa succede se lo tocco?

Come detto, la madre ha un olfatto molto sviluppato. Sebbene sia in parte vero che l'odore naturale del piccolo possa essere coperto da quello dell'uomo, un breve spostamento da una situazione di pericolo per riportare il cucciolo al sicuro normalmente non crea problemi di riconoscimento da parte della madre, che sarà invece pronta ad occuparsene normalmente.
Diverso è il caso in cui il piccolo venga tenuto in casa per ore o giorni: in questo caso, l'animale potrebbe rischiare di avere un imprinting errato nei confronti dell'uomo. Se un animale selvatico diventasse confidente nei confronti dell'essere umano, potrebbe non essere più in grado di affrontare la vita in natura, di procurarsi l'alimento e di interagire normalmente con gli altri animali selvatici. Una situazione del genere è estremamente negativa, perché può rendere necessario un confinamento dell'animale stesso, relegandone l'esistenza a una vita in cattività.

Ho tenuto il cerbiatto in casa. Cosa fare ora?

Questa situazione è la più scorretta, e la meno rispettosa nei confronti dell'animale stesso e del suo rapporto con la naturale libertà. Un animale selvatico, per definizione non è domestico: ha bisogno di stimoli particolari che solo in natura può trovare. Una condizione di cattività potrebbe non renderlo capace di sopravvivere in ambiente naturale e, come visto prima, confinarne la vita alla cattività per un imprinting scorretto.
Oltre alle ripercussioni sul comportamento dell'animale, si tratta di un reato: gli animali selvatici non possono essere detenuti dai cittadini, secondo la legge 157/92. L'unica condizione concessa è il trasporto dell'animale in difficoltà presso un CRAS o un centro
autorizzato, entro 24 ore dal ritrovamento.

Per approfondire: Alimentare un animale selvatico. Perché non farlo?

Posso allattarlo?

La risposta è semplice: no. Il latte materno ha una composizione specifica, e l'allattamento forzato da parte di un essere umano può provocare diarrea ed enterite, utilizzando un latte proveniente da una specie diversa, come il latte vaccino o di capra.
Anche presso i migliori CRAS, la fase di allattamento è una delle più delicate proprio per questo motivo. Nonostante la volontà di ottenere formulazioni di latte ricostituito che siano quanto possibile simili a quello materno, l'insorgenza di enterite e diarrea è frequente. Una condizione del genere può portare alla morte dell'animale in pochi giorni, in quanto giovane e con poche riserve energetiche. Un ulteriore motivo per evitare di "rapire" il cucciolo dal suo ambiente naturale.
In sintesi, agire con saggezza e rispetto per la natura è fondamentale quando si incontra un cerbiatto, o un piccolo di capriolo e daino. Mantenere una distanza sicura, resistere all'istinto di toccare o spostare il cucciolo e chiedere aiuto solo in casi di estrema necessità sono passi cruciali per garantire il suo benessere e la sua sopravvivenza. Come in tutti i casi che riguardino animali selvatici, contattare il CRAS più vicino è sempre la via più corretta e sicura.

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Autore

Dott. Matteo Serpieri

Dott. Matteo Serpieri

Medico Veterinario
Medico Veterinario, collaboratore presso il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell'Università di Torino, Italia. Si occupa principalmente di animali non convenzionali e selvatici, e di anestesiologia veterinaria. Nel tempo libero, musicista e autore di musical.