Gatto che mangia troppo: quali patologie nasconde?

Gatto che mangia troppo: quali patologie nasconde?
Ultima modifica 14.02.2024
INDICE
  1. Gatto che mangia troppo: cause patologiche
  2. Quanto deve mangiare il gatto?
  3. Se il gatto mangia più di quello che dovrebbe, quale può essere il problema?
  4. Patologie più frequenti che portano il gatto a mangiare troppo

Gatto che mangia troppo: cause patologiche

Uno dei sintomi che può identificare un gruppo di patologie dei gatti è la presenza di una fame continua e del fatto che il gatto può mangiare più del necessario, in modo molto abbondante, per la maggior parte della giornata.
Avere un gatto che mangia grandi quantità di cibo non è infrequente, ed è necessario capire se alla base di questo comportamento ci siano delle caratteristiche fisiologiche (ad esempio, un gatto che mangia tanto perché esce di casa, si muove molto e quindi ha un fabbisogno calorico elevato) oppure se questo sintomo nasconda delle patologie sottostanti che devono essere identificate e trattate.
In questa pagina approfondiremo le sole cause patologiche che possono portare alla polifagia: qualora il mangiare tanto non sembri una condizione normale, o il gatto ha iniziato improvvisamente a mangiare più del normale (più di prima) è opportuno approfondire con l'aiuto del proprio medico veterinario.

Per approfondire: Cosa significa se il gatto mangia sempre?

Quanto deve mangiare il gatto?

Prima di pensare ad una patologia, però, è importante rispondere ad una domanda fondamentale: quanto dovrebbe mangiare il proprio gatto?
Sembra una domanda banale ma quando i proprietari temono che il gatto stia mangiando troppo (o troppo poco) spesso non sanno rispondere, non conoscono la dose che il proprio gatto dovrebbe mangiare. Un valore universale non esiste, in quanto la stima calorica e poi conseguentemente il calcolo dei dosaggi deve essere effettuato dal medico veterinario in base a razza, età, movimento, stato di ingrassamento e di salute; questo conteggio può dare un'idea di quanto il gatto dovrebbe mangiare e quindi permette di sapere se, davvero, il gatto sta mangiando troppo o se semplicemente la sua dose è quella corretta.
Qualora non sappiate con precisione quanto deve mangiare il vostro gatto, è opportuno chiedere questa informazione al medico veterinario che lo segue.

Se il gatto mangia più di quello che dovrebbe, quale può essere il problema?

Le patologie legate alla polifagia sono tante e diverse, e devono essere sempre approfondite con il proprio medico veterinario anche per mezzo di approfondimenti diagnostici precisi.
Tuttavia, è possibile fare una lista dei disturbi più frequenti, accompagnandoli anche da altri sintomi che permettano, quantomeno, di ipotizzare quale possa essere il problema di cui soffre il proprio gatto.

La polifagia viene distinta in cause primarie, cioè quelle cause in cui la polifagia è il sintomo diretto di un problema, e cause secondarie, quelle cause in cui la polifagia è una necessità dell'organismo per rispondere ad una patologia che, in qualche modo, causa un metabolismo eccessivo o un ridotto assorbimento delle risorse nutritive.


Tra le cause di polifagia primaria possiamo trovare:

  • Lo stress: un gatto stressato tende a mangiare di più, perché il costante stato di stress al quale è sottoposto causa, tra gli altri sintomi, un aumento della fame. Lo stress può essere accompagnato da paura costante, aggressività, poca propensione al voler stare insieme al proprietario, e deve essere approfondito individuandone le cause, per poi poterle risolvere.
  • I problemi comportamentali: non sono una patologia, ma un gruppo di patologie che, per motivi diversi, possono causare polifagia. Il gatto solitamente non presenta solo la polifagia ma anche comportamenti anomali, che anche in questo caso devono essere approfonditi, meglio se con l'aiuto di un medico veterinario comportamentalista.
  • Le lesioni neurologiche: sono rare, conseguenti di solito ad incidenti o presenti per cause congenite fin dalla nascita. Alcune lesioni neurologiche possono alterare una zona del cervello detta "centro della sazietà", con il risultato che il gatto non si sente mai sazio, e quindi continua a mangiare. Solitamente si accompagna a comportamenti molto animali, che possono riguardare il movimento, posture strane durante la camminata, incoordinazione, sintomi che possono identificare una lesione o comunque un'alterazione nervosa.

Tra le cause di polifagia secondaria possiamo invece trovare una serie di patologie che possono essere raggruppate in base alla causa che porta al mangiare più del normale.
Da notare che fanno parte delle cause di polifagia secondaria anche condizioni fisiologiche, come ad esempio una bassa temperatura esterna, una condizione di gravidanza o di lattazione, e la crescita nei gattini: sono tutte condizioni che causano un aumento delle necessità caloriche e che quindi portano a mangiare quantità elevate di alimento, ma non sono delle patologie.

Patologie più frequenti che portano il gatto a mangiare troppo

Le patologie vere e proprie possono essere invece raggruppate in tre principali categorie:

  • Le patologie che causano un incremento metabolico, che comprendono principalmente l'ipertiroidismo e le neoplasie. In questo tipo di patologie, la causa primaria causa un aumento del consumo delle risorse nutritive dell'organismo: nell'ipertiroidismo è legato ad un'eccessiva secrezione della tiroixina, l'ormone tiroideo, che causa la distruzione di sostanze nutritive e porta quindi il gatto a mangiare di più; nelle neoplasie, invece, è l'aumento del metabolismo legato all'attività del tumore a poter causare un aumento della fame. Entrambe queste condizioni possono essere verificate attraverso specifici esami (dosaggio del T4 per l'ipertiroidismo, vari esami che cambiano a seconda della localizzazione della neoplasia nell'altro caso) così da poter impostare la terapia più corretta per la loro risoluzione. Da notare che, in questo caso, ridurre il cibo a disposizione del gatto non serve, perché porterebbe semplicemente ad un dimagrimento marcato, senza risolvere il problema che sta alla base.
  • Le patologie che causano una ridotta assunzione di cibo, che comprendono le condizioni in cui il gatto non è in grado di alimentarsi correttamente. Riguardano la bocca e le prime vie digerenti (esofago) e sono causate da ostacoli che impediscono la corretta ingestione del cibo come neoplasie boccali, dolore dentale (come gli ascessi), granuloma eosinofilico in bocca oppure restrizioni del canale esofageo. In questo gruppo di patologie il gatto sembra mangiare tanto ma si tratta solamente di un'impressione perché la maggior parte di quanto ingerito viene poi rigurgitato, e non arriva affatto all'apparato digerente. Nella maggior parte dei casi queste patologie sono di risoluzione chirurgica e richiedono l'intervento di un medico veterinario. Nell'attesa (o nell'impossibilità) di effettuare l'intervento, è solo possibile alimentare il gatto con piccole quantità di cibo frequentemente, preferibilmente umido perché più facile da ingerire: in questo modo è possibile far arrivare, poco alla volta, il cibo nell'apparato digerente facendo così (di fatto) alimentare correttamente il gatto.
  • Le patologie che causano un ridotto assorbimento di energia e di nutrienti. Sono il gruppo più grande che comprende il diabete, l'insufficienza pancreatica, le malattie infiammatorie intestinali, le malattie parassitarie intestinali, la linfangectasia intestinale, gli shunt portosistemici epatici.

Vale la pena di approfondire le cause e le caratteristiche di ciascuna delle principali patologie:

  • Il diabete è una condizione nella quale il pancreas non è in grado di secernere una quantità sufficiente di insulina; l'insulina ha lo scopo di abbassare la glicemia, cioè la quantità di glucosio circolante nel sangue, per inviarla nelle cellule che lo potranno sfruttare per la produzione di energia; se questo non avviene le cellule saranno in costante deficit energetico e questo (semplificando molto) causa una sensazione di fame costante. Causa anche il depletamento delle riserve lipidiche, ed è per questo che quando si presenta il diabete la polifagia si accompagna al dimagrimento (e non all'ingrassamento come si potrebbe pensare). Si diagnostica con gli esami ematici di laboratorio, e la terapia si basa su un'alimentazione adeguata e sulla somministrazione esogena di insulina.
  • L'insufficienza pancreatica, le malattie infiammatorie intestinali e le malattie parassitarie intestinali sono un gruppo di patologie nelle quali, per cause diverse, i nutrienti non vengono assorbiti correttamente; la causa possono essere i parassiti, l'infiammazione che non consente l'assorbimento corretto oppure la mancanza di enzimi pancreatici (lipasi, soprattutto) che non consentono la digestione dei grassi e quindi l'assorbimento dei nutrienti. In tutti i casi, la maggior parte dei nutrienti finirà nelle feci, e questo porterà poca energia a disposizione del gatto che, per compensare, dovrà mangiare di più. Gli esami di laboratorio (esami delle feci, ecografie, analisi biochimiche del sangue) possono identificare queste condizioni così da poter impostare la terapia più adatta.
  • Le patologie epatiche, con particolare riferimento agli shunt porto-sistemici, sono difetti di metabolismo epatico nei quali i nutrienti vengono correttamente assorbiti, ma poi non sono correttamente metabolizzati e quindi non possono essere usati a scopo energetico; si torna così ad una condizione simile a quella del malassorbimento, con la differenza che i nutrienti non assorbiti non utilizzabili non finiscono semplicemente nelle feci, ma rimangono nel sangue causando i sintomi tipici delle insufficienze epatiche. Anche in questo caso, però, la mancanza di nutrienti utili all'organismo porta il gatto a mangiare di più.

Nel complesso, quindi, le patologie che possono causare polifagia sono tante e diverse: qualora aveste dubbi, è utile rivolgersi al proprio medico veterinario per approfondire ed escludere, oppure curare, le patologie da cui il gatto potrebbe essere affetto.

 

Fonte: Thompson M., Small Animal Medical Differential Diagnosis, Saunders, 2018, pag. 64.

Autore

Valerio Guiggi

Valerio Guiggi

Veterinario
Sono un Medico Veterinario, Specialista in Ispezione degli Alimenti, Master in Fitoterapia Veterinaria. Nella mia attività professionale mi occupo di sicurezza e qualità alimentare, di Fitoterapia Veterinaria e di nutrizione e alimentazione del cane e del gatto, offrendo ai proprietari servizi di consulenza alimentare e nutrizionale e formulazione di diete casalinghe personalizzate, collaborando con studi e ambulatori veterinari in Toscana. Sono relatore di seminari relativi alla nutrizione per cani e alla nutrizione per gatti per SIANA, ANFI, ANMVI, Unisvet, rivolte a Medici Veterinari e a professionisti del settore animale. Sono docente nella Scuola di Nutrizione Sistemica Veterinaria, corso avanzato di nutrizione rivolto a medici veterinari. Mi occupo di divulgazione scientifica tramite il presente sito web e tramite un canale YouTube personale, Valerio Guiggi – Veterinario Specialista. Sono autore dei libri "Carne per Cani e Gatti" e "I Gusti del Cane e del Gatto", dedicati all'approfondimento dei diversi aspetti dell'alimentazione animale.