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Quali sono sintomi della Filaria nel Cane e qual è la cura?

Quali sono sintomi della Filaria nel Cane e qual è la cura?
Ultima modifica 13.05.2024
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INDICE
  1. Cos'è?
  2. Qual è la causa?
  3. Quali danni provoca?
  4. Quali sono i sintomi?
  5. Quali test fare per la diagnosi?
  6. Qual è il trattamento?
  7. Qual è la prognosi?
  8. Come prevenire la Filaria nel Cane?

Cos'è?

Filaria nel Cane: in cosa consiste e perché è pericolosa?

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2021/04/12/filaria-nel-cane-orig.jpeg Shutterstock

Anche nota come filariosi, la filaria è una grave e pericolosa malattia parassitaria, che può colpire diverse tipologie di animali domestici, tra cui cane, gatto, furetto ecc.

La filaria del cane è molto temuta, in quanto questo animale, essendo un ospite naturale per il parassita responsabile, ne permette la maturazione fino alla forma adulta, che è quella più pericolosa.

Nel cane, la filaria infesta il cuore, le arterie polmonari e i vasi sanguigni associati (filariosi cardiopolmonare), fino a causare, nelle fasi più avanzate della parassitosi, insufficienza cardiaca e patologie polmonari gravi, condizioni che sono poi la causa di morte dell'animale.

Come detto, il cane rappresenta un ospite naturale per il parassita della filaria, il quale non solo è in grado di raggiungere la forma adulta, ma è capace di replicarsi in modo elevato (un cane può arrivare a ospitare diverse centinaia di parassiti della filaria).

Per approfondire: Filaria o Filariosi: Cos'è?

Precisazione

Il termine "filaria" è generico, in quanto esistono varie forme di filaria (filaria o filariosi cardiopolmonare, filaria sottocutanea ecc.). Nell'immaginario comune, però, la filaria corrisponde alla filaria cardiopolmonare del cane, poiché si tratta della forma più diffusa e conosciuta.

Qual è la causa?

La filaria è dovuta a Dirofilaria immitis, un verme nematode larviparo (cioè che fa le larve), sottile e filiforme, le cui femmine possono misurano tra i 15 e 36 centimetri mentre i maschi circa la metà.

A caratterizzare Dirofilaria immitis è il fatto che compie parte del suo ciclo vitale in un ospite intermedio, la zanzara, la quale funge da vettore biologico, e la parte restante (del suo ciclo vitale) in un ospite definitivo, che può essere il cane ma anche il gatto.

Dirofilaria immitis è presente in moltissime zone del Mondo. Le aree più popolate sono quelle che, climaticamente e dal punto di vista ambientale, favoriscono la riproduzione della zanzara vettore del parassita (clima temperato umido, presenza di corsi d'acqua ecc.).

Quali cani sono più a rischio?

La filaria può colpire cani di ogni età, razza e sesso. La parassitosi, tuttavia, è osservata raramente nei cani di età inferiore a 1 anno, in quanto solo la maturazione di Dirofilaria immitis nell'ospite definitivo richiede almeno 6-7 mesi (a questi, poi, bisogna aggiungere il tempo in cui il parassita danneggia cuore e arterie polmonari).

Come si trasmette la Filaria nel Cane?

La filaria non si trasmette direttamente da cane a cane o da un altro animale al cane. Per la trasmissione dell'agente parassitario responsabile, infatti, serve un ospite intermedio, che è principalmente la zanzara dei generi Culex (zanzara comune), Aedes (zanzara tigre) e Anopheles (zanzara tropicale).

Per comprendere appieno la modalità di trasmissione della filariosi cardiopolmonare, è necessario conoscere il ciclo vitale di Dirofilaria immitis; il prossimo paragrafo è dedicato a ciò.

Come si svolge il ciclo vitale di Dirofilaria immitis?

Insetto ematofago (cioè che si nutre di sangue), la zanzara diventa ospite intermedio (di Dirofilaria immitis) quando punge un animale infetto (cane ma non solo) e si nutre del suo sangue contenente le larve del parassita, anche note come microfilarie o larve allo stadio L1.

All'interno dell'apparato digerente della zanzara, le microfilarie avviano un processo di maturazione diviso fondamentalmente in due momenti:

  • Dopo i primi 7 giorni circa divengono larve di stadio L2 e
  • Dopo altri 3-7 giorni mutano ulteriormente in larve infettanti di stadio L3.

In sostanza, quindi, sono necessari 10-14 giorni da quando la zanzara ha punto un animale infetto, affinché le microfilarie L1 diventano larve L3 infettanti, capaci di diventare adulte in un eventuale ospite definitivo.

A maturazione avvenuta, le larve infettanti L3 migrano nell'apparato buccale della zanzara, di modo che, quando l'insetto punge un animale (cane, gatto ecc.) per nutrirsi di sangue, hanno la possibilità di infestare un nuovo ospite e assumere la forma adulta.

Attraverso i tessuti sottocutanei dell'animale infestato, le larve L3 migrano nei capillari per trasformarsi, nel giro di circa 6-12 giorni, in larve L4.

Dopo diverso tempo in cui circolano all'interno dell'ospite, a circa 50-70 giorni dall'infestazione, le larve L4 mutano ulteriormente, raggiungendo finalmente lo stadio adulto L5.

Una volta allo stadio L5, entro 120 giorni dall'infestazione, i vermi della filaria si insediano nel cuore e nelle arterie polmonari dell'ospite.

A 6 mesi dall'inizio dell'infestazione, Dirofilaria immitis diventa sessualmente matura e, dopo fecondazione, comincia a produrre microfilarie L1, che rilascia in circolo.
La femmina di Dirofilaria immitis è un organismo viviparo; questo significa che lo sviluppo della prole avviene all'interno del parassita e non all'interno di uova.

Una volta generate, le microfilarie L1 si comportano in un modo estremamente intelligente: nelle ore notturne, proprio quando la zanzara va alla ricerca di nutrimento, si concentrano nei vasi sanguigni cutanei in modo tale da farsi ingerire dall'insetto e avviare un nuovo ciclo replicativo.

Lo sapevi che…

La vita media di una zanzara corrisponde a circa 15 giorni. Questo significa l'insetto vive giusto il tempo per garantire la maturazione delle microfilarie.

Qual è la stagione dell’anno più a rischio di infezione?

Per il cane, il rischio di contrarre la filaria è maggiore durante la stagione delle zanzare, che in Italia inizia con i primi caldi primaverili (marzo o, più verosimilmente, aprile) e termina con i primi freddi (novembre o dicembre).

Un tempo, la stagione delle zanzare era più breve: iniziava ad aprile-maggio e terminava a settembre-ottobre; oggi, complici i cambiamenti climatici, la finestra si è allungata.

Quali danni provoca?

Come detto in un passo precedente, nel cane, il parassita adulto della filaria si insedia principalmente nelle arterie polmonari e nel cuore.

Nelle arterie polmonari, mentre si nutre di plasma sanguigno, causa un'infiammazione cronica dei tessuti, che porta alla cicatrizzazione e al restringimento dei vasi interessati, e all'ispessimento del tessuto polmonare. Questi sono tutti cambiamenti irreversibili, che inducono l'instaurarsi di una condizione nota come ipertensione polmonare. L'ipertensione polmonare sovraccarica di lavoro il cuore, in quanto queste deve impegnarsi di più per pompare il sangue nei polmoni per l'ossigenazione.

A livello cardiaco, invece, la filaria interferisce con il corretto funzionamento delle valvole. Aggiungendosi all'ipertensione polmonare, ciò peggiora ulteriormente il sovraccarico di lavoro a cui è sottoposto il cuore.

Il risultato finale di questo superlavoro del cuore è una condizione cardiaca molto grave, chiamata insufficienza cardiaca congestizia, che corrisponde all'incapacità dell'organo di espletare la sua caratteristica funzione di pompa.

Oltre a cuore e arterie polmonari, la filaria del cane può danneggiare anche reni e fegato in seguito all'ostruzione causata dalle microfilarie a livello dei vasi più piccoli (che riforniscono i suddetti organi).

In linea generale, i danni all'organismo da parte della filaria dipendono da quanto tempo il parassita è presente nell'ospite.

Quali sono i sintomi?

Complice il lungo ciclo vitale di Dirofilaria immitis una volta nell'ospite, la filaria del cane potrebbe impiegare anche anni per manifestarsi. Questo spiega perché un cane apparentemente sano può risultare positivo al test per la filaria.

In genere, quando il cane infestato comincia a essere sintomatico, significa che la parassitosi è già in una fase ben avviata e la salute dell'animale compromessa.

I sintomi e i segni tipici della filaria del cane sono:

Nei cani con filaria, lo sforzo fisico tende a indurre un peggioramento temporaneo della tosse e della dispnea; lo stesso può accadere quando il cane si agita.
Inoltre, in alcuni animali, potrebbe anche causare svenimento o senso di disorientamento.

Nei casi avanzati, caratterizzati da insufficienza cardiaca congestizia, il cane presenta gonfiore addominale e alle gambe dovuto all'accumulo di liquidi.

Quali sono le cause della tosse e della dispnea?

La causa della tosse e della dispnea è il danno al tessuto polmonare, che scaturisce dall'infiammazione cronica prodotta dalla presenza dei vermi.

Quali sono le complicanze?

La presenza dei vermi adulti a livello cardiaco può causare improvvisi blocchi della circolazione sanguigna all'interno del cuore, che, a loro volta, possono sfociare in una condizione estremamente pericolosa per la vita, nota come sindrome cavale.
Nella sindrome cavale, i vermi della filariosi localizzano nel ventricolo destro, nell'atrio destro e, spesso, anche nella vena cava.

I danni al fegato sono responsabili di cirrosi epatica; questa condizione provoca ittero, anemia e debolezza generalizzata.

I danni renali comportano l'accumulo di tossine nel corpo, ragion per cui le condizioni di salute del cane si aggravano ulteriormente.

Quali test fare per la diagnosi?

La raccolta dei sintomi, l'esame obiettivo (stetoscopio per la ricerca di suoni polmonari o cardiaci) e la storia clinica del cane (l'animale è stato sottoposto a profilassi o no?) possono fornire informazioni utili, ma non sono sufficienti per una diagnosi definitiva; per quest'ultima occorrono esami più specifici.

Il primo e più importante esame specifico per la filaria nel cane è un test del sangue capace di rilevare anche piccole concentrazioni di antigeni appartenenti a Dirofilaria immitis; questo test antigenico presenta anche il vantaggio di essere sensibil, rapido e di facile esecuzione.

Se l'esame antigenico risulta positivo o debolmente positivo, è previsto un altro test ematico, questa volta per la ricerca delle miocrofilarie. Questo secondo esame è fondamentale a confermare non solo la positività del test antigenico, ma anche la presenza nel cane della forma adulta di Dirofilaria immitis (questo perché a generare le microfilarie sono soltanto le femmine adulte).

A questo punto, il veterinario ha in mano tutti gli elementi per una diagnosi corretta.

Per approfondire: Quando fare il Test Filaria nel Cane, in cosa consiste e quanto costa?

Filaria nel Cane: quali altri esami sono utili?

Per approfondire lo stato di salute del cane affetto da filaria, il veterinario sottopone l'animale a esami radiologici, tra cui:

  • La radiografia del torace, che permette di valutare l'entità del danno polmonare e cardiaco prima di iniziare qualsiasi tipo di trattamento;
  • L'ecocardiografia (ecografia del cuore), che consente di valutare il grado di compromissione strutturale e funzionale del cuore, e di individuare persino eventuali il parassita all'interno delle camere cardiache.

Il veterinario, inoltre, potrebbe svolgere anche altri esami del sangue, che forniscono informazioni sulla salute di reni, fegato ecc.

Ogni quanto fare il test per la Filaria nel Cane?

Nei cani sottoposti a terapia profilattica, il test per la filaria andrebbe svolto 2 anni. Questa prassi permette di individuare per tempo un'eventuale infestazione, che in genere è dovuta a una dimenticanza del padrone nel somministrare la cosiddetta pastiglia per la filaria.

Qual è il trattamento?

Esiste una terapia specifica per la filaria del cane, ma va ponderata, in quanto non è esente da rischi.
Le valutazioni principali riguardano la probabilità di successo del trattamento in relazione allo stato di salute del cane; per capire, se le condizioni dell'animale sono critiche, è prassi dei veterinari limitarsi a una terapia sintomatica, che riduce le sofferenze del cane prima che muoia; al contrario, se l'animale mostra che può resistere alla terapia specifica contro i vermi infestanti, allora si può intraprendere questo percorso terapeutico con migliori speranze.

Detto questo, la terapia specifica prevede la somministrazione di una combinazione di farmaci capaci di eliminare la forma adulta di Dirofilaria immitis e le microfilarie. È fondamentale agire contro entrambe le forme del parassita per poter ripulire correttamente l'organismo dell'animale.

L'eliminazione della forma adulta si basa su un ciclo di 3 iniezioni di melarsomina cloridrato; nello specifico, questo protocollo terapeutico prevede che tra la prima e la seconda iniezione intercorrano 30 giorni, e che tra la seconda e la terza 24 ore.
La melarsomina causa la morte dei vermi adulti nel giorno di pochi giorni; alla morte di questi, segue un processo di decomposizione, che comporta il trasporto dei frammenti del parassita a livello polmonare, dove avviene il loro riassorbimento nell'organismo (il riassorbimento può richiedere settimane o mesi).
I rischi di questa terapia sono proprio da imputarsi a questa processo di decomposizione e assorbimento: i frammenti dei vermi, infatti, possono provocare fenomeni tromboembolici a livello polmonare molto pericolosi.
Per ridurre al minimo questo rischi, il cane va tenuto a riposo e, talvolta, necessita di un monitoraggio scrupoloso delle sue condizioni che solo una clinica veterinaria è in grado di fornire.
Il tasso di successo senza complicanze della terapia con melarsomina dipende dal numero di vermi presenti a livello di cuore e polmoni, e dall'entità del danno a questi organi.

L'uccisione delle miocrofilarie, invece, si basa sull'uso di lattoni macrociclici, come per esempio l'ivermectina. Questa seconda terapia farmacologica avviene prima di quella mirata a uccidere le forme adulte del parassita e, spesso, si svolge in una clinica veterinaria sotto osservazione dello specialista.

Di quali altri farmaci ha bisogno il Cane con la Filaria?

In preparazione alla terapia contro i vermi adulti, è prassi attuare una terapia antibiotica a base di doxiciclina, che serve a uccidere un batterio caratteristico che popola la filaria (Wolbachia) e che potrebbe causare sovrainfezioni.

In alcuni casi, inoltre, potrebbe essere necessario stabilizzare le condizioni del cane ricorrendo a diuretici, vasodilatatori, corticosteroidi e altri farmaci ancora.

Esistono altri trattamenti per uccidere la Filaria del Cane?

Esiste anche una terapia farmacologica slow-kill, cioè che uccide lentamente i parassiti.
Si tratta di approccio basato su somministrazione mensili, che possono protrarsi per un anno o più.
Questa metodica è riservata ai cani per i quali il trattamento farmacologico standard sopra descritto presenta più rischi che benefici; occorre, infatti, segnalare che, durante la terapia slow-kill, i parassiti che sopravvivono continuano a causare danni all'organismo dell'ospite.
In linea generale, se non ci sono controindicazioni, i veterinari preferiscono il trattamento rapido.

Filaria nel Cane: quando serve la chirurgia?

Nei cani con filaria che hanno sviluppato la sindrome cavale, i veterinari potrebbero raccomandare anche una terapia chirurgica, finalizzata a rimuovere meccanicamente i vermi dal cuore.

Qual è la prognosi?

Se non curata, la filaria è fatale per il cane; in questi casi, la morte sopraggiunge per problematiche al cuore o all'apparato respiratorio.

Se l'infestazione è trattata a dovere, l'animale può anche sopravvivere, ma la salute di cuore e polmoni è comunque compromessa in modo irreversibile; si è detto, infatti, che il parassita produce dei danni tissutali irrimediabili.
In tali circostanze, per sostenere la funzione cardiaca e respiratoria, sono prevista una terapia farmacologica a base di diuretici, ACE-inibitori e/o beta-bloccanti, e una dieta specifica.

Come prevenire la Filaria nel Cane?

Prevenire la filaria del cane è più semplice che curarla; esiste, infatti, una terapia profilattica, eseguibile mediante la somministrazione mensile di una pastiglia, che ripulisce l'organismo dalle microfilarie che possono aver infestato l'animale dopo la puntura di una zanzara infetta.

In genere, la terapia profilattica si svolge durante la stagione delle zanzare, che a oggi va dai primi caldi primaverili (marzo) a novembre-dicembre, quando compaiono i primi freddi importanti.

Per approfondire: Come Prevenire la Filaria nel Cane: vaccino o profilassi?
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Autore

Dott. Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza