Disturbi pigmentari nel cane e nel gatto

Disturbi pigmentari nel cane e nel gatto
Ultima modifica 26.02.2024
INDICE
  1. Disturbi pigmentari negli animali domestici
  2. Iperpigmentazione post-infiammatoria acquisita
  3. Lentigo Simplex (Gatto) e Lentigo (Cane)
  4. Iperpigmentazione associata agli ormoni
  5. Vitiligine
  6. Ipopigmentazione nasale
  7. Malattie immunomediate
  8. Linfoma cutaneo epiteliotropo
  9. Melanoma

Disturbi pigmentari negli animali domestici

La pigmentazione (cioè il colore) della cute e del pelo dei nostri animali dipende da moltissimi fattori che non sono solo correlati alla genetica, ma possono essere influenzati anche dagli ormoni, dall'esposizione alla luce solare, dai traumi o cicatrici, dall'esposizione a farmaci, dai parassiti o dalle infezioni. In questo articolo si evidenzieranno le condizioni di variazione del colore della pelle più frequenti e comunemente osservabili.
Definiamo, prima di iniziare, cosa siano la macula e la chiazza. Si tratta, in entrambi i casi, di due aree cutanee piatte e circoscritte che presentano cambiamento di colore, rispettivamente di meno di 1 cm e di più di 1 cm di diametro.

Iperpigmentazione post-infiammatoria acquisita

Molto comune nel cane, più rara nel gatto, è in assoluto la causa più frequente di comparsa di macchie. Infatti, sia che si tratti di una infezione parassitaria (come acari o funghi dermatofiti), batterica (presenza di piodermite), o di un animale con ipersensibilità (dermatite atopica), l'infiammazione del derma e dell'epidermide può esitare, una volta guarita la pelle, in macchie melanotiche (di colorazione più scura della pelle circostante, che possono andare dal marrone al brunastro fino al nero) della zona interessata da lesioni. Non è considerabile una condizione patologica ma assolutamente normale e non preoccupante.

Lentigo Simplex (Gatto) e Lentigo (Cane)

Si tratta dell'insorgenza di piccole macchie brunastre non rilevate, ma piatte. Sono tipiche del cane anziano, sono soprattutto distribuite sul ventre e non causano né fastidi né prurito. Sono per lo più un problema puramente estetico ma è importante differenziarle (tramite visita medica specialistica ed eventuale biopsia) dai tumori pigmentari, come il melanoma.


Per quanto riguarda i gatti, sono frequenti nei soggetti arancioni, dove si ha la comparsa di piccole "lentiggini" su naso, labbra e palpebre. Anche in questo caso si tratta di un problema estetico di nessuna rilevanza patologica.

Iperpigmentazione associata agli ormoni

Sia nel cane che nel gatto, patologie ormonali come un'eccessiva produzione di cortisolo (iperadrenocorticismo), una diminuita produzione di ormoni tiroidei (ipotiroidismo) o alterazioni nella produzione di ormoni sessuali può indurre a graduale e simmetrica iperpigmentazione della cute. La problematica, in questo caso, avrà risoluzione una volta gestita la patologia sottostante.

Vitiligine

Si tratta di una patologia acquisita in cui vengono distrutti i melanociti (le cellule che producono e distribuiscono i pigmenti). Siamo, nuovamente, di fronte ad una problematica puramente estetica e non esistono trattamenti efficaci per combatterla. Non è comune e si esprime in aree di progressiva decolorazione della cute (leucoderma) o del pelo (leucotrichia). In genere le lesioni colpiscono il naso, le labbra, la faccia ed i cuscinetti plantari. Una biopsia ed un esame istologico mostrerebbero una cute normale con assenza di melanociti.

Ipopigmentazione nasale

Detta anche "naso di neve" è una condizione in cui si verifica uno schiarimento stagionale del naso e del piano nasale. È spesso riscontrabile in cani di razza Husky, Golden Retriever, Labrador Retriever, Bovaro del Bernese, ma può presentarsi in qualsiasi altra razza.
Il normale modello reticolare del piano nasale (quell'aspetto di tanti ciottoli uno vicino all'altro) è perfettamente preservato e non vi sono erosioni, croste, scaglie che invece suggerirebbero una malattia immunomediata.

Malattie immunomediate

Le malattie dermatologiche autoimmuni e immunomediate sono un'enorme categoria di patologie, sia del cane che del gatto. Tra le più comuni, ad apportare effetti sul colore della pelle dei nostri pet, ci sono le seguenti.

  • SINDROME UVEODERMATOLOGICA: in questa patologia i problemi della cute sono preceduti da uveite (infiammazione delle regioni profonde dell'occhio) e diminuzione/perdita della vista. Dermatologicamente si ha una depigmentazione di naso, labbra, palpebre, peli del muso e cuscinetti digitali. I sintomi includono problematiche alla vista, eritema, desquamazione e spesso prurito. La terapia si basa sull'utilizzo di farmaci immunomodulatori e/o immunosoppressivi.
  • LUPUS ERITEMATOSO DISCOIDE: è caratterizzato dalla depigmentazione del piano nasale che progredisce fino alla perdita della normale architettura ad acciottolato del tartufo con desquamazione, eritema e formazione di croste ed ulcerazioni. Le lesioni possono interessare anche le pinne auricolari e le regioni perioculari. La luce solare può esacerbare la malattia e si consiglia quindi di evitare l'esposizione al sole del pet. E' una malattia che viene trattata con una combinazione di farmaci immunomodulatori e/o immunosoppressori.

Linfoma cutaneo epiteliotropo

Si tratta di un tumore maligno, che si presenta con delle aree di depigmantazione ma è sempre accompagnato anche da altri segni clinici. Si presenta con una depigmentazione del naso, del filtro e delle labbra, la mucosa orale può essere eritematosa ed ulcerata, ci può essere eritema cutaneo diffuso che si sviluppa in placche, chiazze, ulcerazioni o noduli multipli. Il prurito, soprattutto nel cane, può essere estremamente intenso. Essendo un tumore progressivo è necessaria una stadiazione completa con radiografie del torace, ecografia addominale e biopsie cutanee su cui eseguire esame istologico per determinare il grado di malignità. La raccomandazione più comune del veterinario oncologo è la chemioterapia sistemica con l'ausilio di retinoidi sistemici , interferone e acido linoleico.

 

Per approfondire: Tumore della Pelle nel Cane: sintomi e terapia

Melanoma

Questo è un tumore dei melanociti e si presenta come lesione singola, variamente circoscritta e di forma variabile (arrotondata, allungata, o con ramificazioni) di colore marrone, nero o talvolta completamente depigmentata (melanoma amelanotico). Le sedi più comuni sono le labbra, le palpebre e nel cane gli arti e le unghie, mentre nel gatto anche sul torace e sulla coda. I melanomi hanno un comportamento mediamente aggressivo, dipendentemente dal grado di malignità e possono metastatizzare ai linfonodi regionali ed ai polmoni. È sempre indicata l'escissione chirurgica completa, la stadiazione istologica del tumore, e a seconda della tipologia, si consigliano radioterapia o chemioterapia. Le razze più predisposte sono varie tipologie di Terrier, Cocker Spaniel, Boxer, Golden Retriever, Setter Irlandese, Schnauzer nano, Doberman Pinscher, Chihuahua, Chow Chow.

Per quanto riguarda i gatti non c'è predisposizione di razza dimostrata, ma, come anche per il cane, si tratta spesso di animali anziani (10-11 anni). Il melanoma può essere confuso col melanocitoma che è invece una lesione benigna a forma di nodulo ben circoscritto di colore nero, blu, o marrone scuro, molto comune su tronco e sulla testa e che molto raramente si trasforma da forma benigna a forma maligna. Per questo importante somiglianza è sempre consigliabile eseguire visita veterinaria dermatologica per discriminare il problema.

Conclusioni

Insomma, cosa possiamo dedurre da queste brevi spiegazioni? Tutte le macchie, i cambiamenti di colore e lo strato epidermico alterato, vanno valutati insieme al vostro medico veterinario per escludere patologie cutanee ben più gravi di una semplice variazione pigmentaria.

Autore

Ambulatorio Veterinario I PORTICI
Un'equipe di giovani veterinari con diversi interessi che ricoprono i principali campi della medicina veterinaria. Loro sono i medici dell'Ambulatorio Veterinario I Portici di Vinovo