I disturbi ossessivo-compulsivi nel gatto: quali sono, cause e rimedi

I disturbi ossessivo-compulsivi nel gatto: quali sono, cause e rimedi
Ultima modifica 18.01.2024
INDICE
  1. Disturbo ossessivo compulsivo nel gatto: cosa è?
  2. Cause
  3. I sintomi più frequenti
  4. Cosa fare?

Disturbo ossessivo compulsivo nel gatto: cosa è?

Il disturbo ossessivo compulsivo è caratterizzato dalla presenza nel gatto di comportamenti ripetitivi e ricorrenti che molto frequentemente non hanno alcuna finalità (tali comportamenti sono detti anche stereotipie o attività sostitutive).

Cause

La causa di questo disturbo è quasi sempre un forte stato ansioso al cui il gatto tenta di dare sfogo attraverso questi comportamenti ritualizzati. Purtroppo i gatti che soffrono di disturbo ossessivo compulsivo sono molto più frequenti di quello che pensiamo. Come accorgercene? Come sempre l'osservazione del nostro amico è sempre il punto di partenza imprescindibile per accorgerci che qualcosa non va. Quando un comportamento viene ripetuto in maniera frequente e apparentemente senza motivazione vale la pena prestarci attenzione.

I sintomi più frequenti

Molti comportamenti possono essere sintomatici di un disturbo ossessivo compulsivo nel gatto, tuttavia ce ne sono alcuni che più di altri sono associati a questa tipologia di disturbo. I più frequenti disturbi ossessivo compulsivi nel gatto riguardano il leccamento ossessivo, la ricerca ossessiva di cibo, la suzione di oggetti e il mordere la propria coda.

  • Grooming eccessivo: forse questa è la modalità più frequente con cui si presenta il disturbo ossessivo nel gatto. In pratica il micio tende a ripetere le operazioni di pulizia del suo pelo in maniera eccessiva e troppo frequente, spesso in un'unica zona della cute, causandosi irritazioni e alopecie più o meno estese (ovvero perdita del pelo). La diagnosi differenziale che deve essere fatta è ovviamente con patologie dermatologiche o con condizioni allergiche di varia natura. Quando le cause mediche vengono escluse si può parlare a tutti gli effetti di disturbo psicologico su base ansiosa.
  • Ricerca ossessiva di cibo, detta anche bulimia: quando la richiesta di cibo da parte del gatto è continua ed insistente si può parlare di vero e proprio disturbo ossessivo. Questo perché la motivazione che muove il comportamento non è ovviamente la fame, ma solo uno stato di ansia che l'animale che cerca di placare tramite la ricerca di cibo. Purtroppo
    noi spesso non solo non ci accorgiamo di questo atteggiamento disfunzionale ma addirittura, in maniera inconsapevole, lo incoraggiamo, interpretando come desiderio di cibo ogni richiesta di attenzione da parte del gatto.
  • Rincorrere e mordere la propria coda: anche in questo caso quando questo comportamento compare frequentemente e con una modalità altamente ripetitiva è probabile che ci si trovi davanti ad una disturbo ossessivo compulsivo. Spesso in questo caso l'origine è un'ansia che deriva da una condizione di noia e di frustrazione prolungata nel tempo.
  • Suzione di oggetti: il cucciare ripetutamente copertine, pupazzi o anche parti del nostro corpo (come ad esempio i nostri vestiti o i lobi dei nostri orecchi) può essere un comportamento del tutto normale, soprattutto in gatti che sono stati separati precocemente dalla propria madre. Tuttavia, anche in questo caso, se questa azione viene ripetuta frequentemente e con modalità stereotipate potrebbe essere il segnale di uno stato di disagio.

 

Per approfondire: Cosa significa se il gatto mangia sempre

Cosa fare?

Il disturbo ossessivo compulsivo nel gatto è una condizione abbastanza grave che indica uno stato di disagio psicologico elevato. Ecco perché è importante correre ai ripari.

  • Come prima cosa è fondamentale agire sull'ambiente in cui vive il gatto, arricchendolo con oggetti che consentano di dar sfogo alle sue principali motivazioni etologiche, come i tiragraffi e i camminamenti verticali. Ebbene si, una casa a misura di gatto è capace di prevenire e curare alcune patologie comportamentali. E' dunque importante prestarci la dovuta attenzione. Magari non basterà per garantire la sparizione del sintomo ma è da lì che occorre partire.
  • Sarà poi importantissimo anche aumentare le sessioni di gioco da fare con lui, da quelle più performative (ovvero finalizzate a far fare attività fisica al gatto) a quelle di simulazione predatoria ed esplorative. E' stato osservato infatti che il gioco, oltre a permettere al gatto di esprimere se stesso e i suoi istinti, è capace di abbassare il livello di ansia nei felini e aumentare il loro livello di autostima ed autoefficacia. Insomma, giocare con i gatti è una vera e propria terapia psicologica.
  • Aiuterebbe anche moltissimo offrire la possibilità al gatto di uscire, qualora ovviamente le condizioni lo permettono (ad esempio se si vive in contesti residenziali tranquilli).
  • Infine per un trattamento e una valutazione più completa, sarà opportuno avvalersi della consulenza di uno specialista del settore come un veterinario esperto nel comportamento felino o un consulente della relazione felina. Molto spesso infatti, anche con tutta l'impegno possibile e le più buone intenzioni, il fai-da-te non funziona e l'aiuto di un professionista può essere risolutivo.

Autore

Elena Angeli

Elena Angeli

Psicologa dei gatti
Elena Angeli, meglio conosciuta sui social come @lapsicologadeigatti Esperta del comportamento del gatto e Consulente della Relazione Felina.