Veterinaria

Quali sono le differenze tra la Filaria nel Cane e la Filaria nel Gatto?

Quali sono le differenze tra la Filaria nel Cane e la Filaria nel Gatto?
Ultima modifica 22.05.2024
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INDICE
  1. Cos'è la Filaria?
  2. Cosa fa la Filaria nel Cane?
  3. Cosa fa la Filaria nel Gatto?
  4. Quali sono le differenze?

Cos'è la Filaria?

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2024/05/22/differenza-fra-filaria-nel-cane-e-filaria-nel-gatto-orig.jpeg Shutterstock

Anche nota come filariosi cardiopolmonare, la filaria è una pericolosa malattia parassitaria, che può colpire cani, gatti e altri animali domestici.

Causa della filaria è un verme nematode larviparo (cioè che fa le larve), conosciuto con il nome di Dirofilaria immitis; questo parassita si caratterizza per il fatto che parte del suo ciclo vitale si svolge all'interno di un ospite intermedio, la zanzara, che funge anche da vettore dell'infezione nell'ospite definitivo.

Le manifestazioni più severe della filaria si osservano nei cani; del resto, questi animali sono gli ospiti definitivi naturali per eccellenza di Dirofilaria immitis.

La filaria è detta più propriamente filariosi cardiopolmonare, in quanto il parassita che la provoca, nel processo di maturazione a verme adulto, va a localizzarsi a livello di cuore e arterie polmonari, infiammando questi organi e causando restringimento dei vasi, ispessimento del tessuto polmonare e danno alle valvole cardiache.

I sintomi della filaria compaiono molto tempo dopo dall'inizio dell'infestazione; ciò accade perché Dirofilaria immitis impiega mesi, se non addirittura anni, prima di causare un danno evidente dal punto di vista della sintomatologia.

Manifestazioni tipiche della parassitosi sono:

I danni da filaria sono irreversibili; ciò vuol dire, anche quando il trattamento è efficace, la salute dell'animale ne risulta compromessa.

Cosa fa la Filaria nel Cane?

La filaria nel cane provoca una malattia cardiopolmonare grave, che, se non trattata, comporta la morte dell'animale.

A trasmettere la filaria nel cane è la zanzara, entro la quale il parassita svolge parte del proprio ciclo vitale.

Una volta nel cane, Dirofilaria immitis trova tutte le condizioni che ne consentono la maturazione finale (il verme) in numerose unità; all'interno di un cane, potrebbero formarsi anche diverse centinaia di vermi.

Entro 120 giorni dall'infestazione, i parassiti vanno a insediarsi nel cuore e nelle arterie polmonari e, dopo 6 mesi, cominciano a riprodursi, generando le cosiddette microfilarie.

Nel cane, la filariosi cardiopolmonare produce un danno progressivo a cuore, arterie polmonari e polmoni:

  • Il processo cicatriziale che colpisce le arterie ne restringe il calibro; la stenosi delle arterie polmonari comporta ipertensione polmonare, una condizione molto grave che sovraccarica di lavoro il cuore;
  • A livello cardiaco, i vermi danneggiano le valvole del cuore, il che comporta un ulteriore sovraccarico per quest'organo.
    Nel lungo periodo, ipertensione polmonare e danno valvolare sono responsabili di insufficienza cardiaca congestizia.
  • Sempre a livello cardiaco, i vermi possono indurre una condizione nota come sindrome cavale, caratterizzata da improvvisi blocchi della circolazione sanguigna e dall'insediamento dei vermi anche all'interno della vena cava.

Talvolta, la filaria del cane può compromettere l'irrorazione sanguigna di reni e fegato, il che si traduce in danni a questi organi e nella loro disfunzione.

Nel cane, i vermi della filaria possono sopravvivere anche 7 anni; è doveroso precisare, tuttavia, che, in genere, l'animale muore prima, a causa degli effetti della malattia parassitaria.

Per approfondire: Quali sono sintomi della Filaria nel Cane e qual è la cura?

Come si diagnostica la Filaria nel Cane?

La diagnosi di filaria nel cane si basa essenzialmente sulla realizzazione di due esami del sangue, uno mirato all'identificazione delle femmine adulte del verme e l'altro all'individuazione delle microfilarie.

Prassi vuole che il primo esame da svolgere sia quello per la ricerca delle femmine adulte del verme e che il secondo esame sia necessario solo in caso di positività del primo (questo perché le microfilarie sono indicative della presenza di vermi adulti, in grado di riprodursi).

L'esame per la ricerca delle femmine adulte del verme è un test antigenico, che ha senso solo se eseguito a distanza di almeno 6 mesi dalla presunta esposizione; si ricorda, infatti, che la maturazione finale di Dirofilaria immitis ha queste tempistiche.

Una volta diagnosticata la filaria, è fondamentale indagare il grado di avanzamento della patologia e lo stato di salute del cane, tramite esami del sangue, raggi X al torace, ecocardiografia ed elettrocardiografia.

Per approfondire: Quando fare il Test Filaria nel Cane, in cosa consiste e quanto costa?

Filaria nel Cane: si può curare?

Sono disponibili diversi farmaci approvati per la cura della filaria nel cane.

Occorre segnalare, tuttavia, che il trattamento della filariosi cardiopolmonare nel cane presenta dei rischi che il veterinario ha il dovere di valutare prima di intraprenderlo.

Il piano terapeutico tipico prevede una parte di terapia rivolta all'uccisione delle microfilarie e un'altra parte dedicata all'uccisione dei vermi adulti.

Per l'eliminazione delle microfilarie, trova impiego solitamente l'ivermectina, un medicinale appartenente alla categoria dei lattoni macriciclici.  

Per l'uccisione dei vermi adulti, invece, i veterinari si affidano all'iniezione di melarsomina cloridrato; questo farmaco ha effetto in pochi giorni e innesca un processo di decomposizione e riassorbimento dei frammenti dei vermi adulti avente luogo nei piccoli sanguigni polmonari.

A rendere rischiosa la terapia per la filaria nel cane è proprio questo processo di decomposizione e riassorbimento, in quanto può dar luogo a fenomeni tromboembolici a livello polmonare molto pericolosi.

Per ridurre al minimo i rischi della terapia, è fondamentale che il cane rimanga a riposo per l'intera durata del processo di decomposizione e riassorbimento (in genere, dura diverse settimane o mesi).

Purtroppo, il successo del trattamento non annulla i danni provocati dal parassita all'apparato cardiopolmonare: le alterazioni, infatti, sono irreversibili e il cane deve conviverci, con tutte le implicazioni del caso (assunzione costante di farmaci per facilitare l'azione del cuore ecc.).

Più la terapia è tempestiva e più sono contenuti i danni a cuore e polmoni.

Ovviamente, la prevenzione rimane l'arma migliore contro la filaria.

Altre terapie anti-filaria nel cane

  • Terapia farmacologica slow-kill. Consiste nell'uccisione lenta del parassita. Presenta un importante svantaggio: durante l'intera durata delle somministrazioni (oltre un anno), il parassita che sopravvive continua a danneggiare l'organismo ospite. È indicata solo cani che potrebbero sviluppare gravi effetti collaterali in conseguenza del trattamento con melarsomina cloridrato.
  • Rimozione meccanica dei vermi dal cuore. Si attua in caso di forme grave di filaria; va associata alla terapia classica con melarsomina cloridrato.
Per approfondire: Qual è il trattamento per la Filaria nel Cane? Quali sono i rischi?

Filaria nel Cane: come si previene?

La filaria nel cane si previene attraverso una chemioprofilassi che uccide le larve del parassita presenti nell'animale prima che queste diventino adulte.

La chemioprofilassi è diversa da un vaccino che induce una risposta anticorpale capace di prevenire l'infezione; si tratta, piuttosto, di una terapia che ripulisce l'organismo ospite da una forma del parassita ancora innocua.

La profilassi anti-filaria si basa sulla somministrazione di lattoni macrociclici a cadenza mensile o ogni 6 mesi, se si opta per formulazioni a lento rilascio.

Tra i principi attivi impiegati, si segnalano:

  • Ivermectina;
  • Moxidectina;
  • Selamectina;
  • Milbemicina.
Per approfondire: Come Prevenire la Filaria nel Cane: vaccino o profilassi?

Cosa fa la Filaria nel Gatto?

Nel gatto, la filariosi cardiopolmonare è una patologia simile a quella osservata nei cani.

Si tratta sempre di una parassitosi che colpisce il cuore, le arterie polmonari e i polmoni (i vermi adulti vanno a insediarsi in questi organi, esattamente come nel cane); il parassita responsabile è sempre Dirofilaria immitis; la trasmissione coinvolge sempre un ospite intermedio, la già citata zanzara.

La malattia, però, diverse differenze, dovute al fatto che il gatto è un ospite definitivo atipico, nel quale Dirofilaria immitis non trova tutte le condizioni ideali per svilupparsi e riprodursi.

Ecco, di seguito, cosa cambia nel gatto:

  • Innanzitutto, la maturazione alla forma adulta dei vermi richiede 7-8 mesi.
  • In secondo luogo, nel gatto, maturano alla forma adulta solo pochi vermi di sesso femminile; in genere, sono da 1 a 4 unità.
    In alcuni casi, può capitare addirittura che non maturino affatto, il che significa che le larve muoiono prima di raggiungere la forma adulta.
  • Terzo, nel gatto, i vermi adulti vivono al massimo 2-4 anni.
  • Infine, i gatti sono resistenti alle microfilarie, ragion per cui queste possono essere assenti o. se presenti, sopravvivere da 1 a 4 settimane al massimo.

A prima vista, sembrerebbe che la filaria nel gatto sia una patologia meno grave della variante osservata nel cane; in realtà, questa conclusione è scorretta: la filaria nel gatto è una malattia pericolosa, capace di causare danni irreversibili a cuore, arterie polmonari e polmoni, e, talvolta, in grado di provocare la morte dell'animale.

A conferma della pericolosità di questa parassitosi è il fatto, per esempio, che anche i parassiti immaturi possono danneggiare l'apparato cardiopolmonare.

La filaria nel gatto è una malattia subdola, in quanto è spesso asintomatica fino alla morte del parassita; quando muoiono, infatti, i vermi si frammentano e i pezzi che ne derivano, incuneandosi nei vasi polmonari più piccoli per il riassorbimento da parte dell'organismo ospite, possono causare fenomeni tromboembolici dall'esito fatale (un lettore attento noterà che questo processo ricorda molto quello indotto dalla melarsomina cloridrato nel cane).

Il rischio tromboembolico e di morte correlato alla frammentazione dei vermi è molto più alto nel gatto che non nel cane, in quanto i vasi polmonari del primo presentano un calibro minore rispetto a quelli del secondo (ragion per cui è più facile un'ostruzione vasale da parte dei frammenti).

Per approfondire: Quali sono i sintomi della Filaria nel Gatto e come si cura?

Come si diagnostica la Filaria nel Gatto?

La diagnosi di filaria nel gatto si fonda essenzialmente sulla realizzazione di due esami del sangue, uno mirato all'identificazione degli anticorpi anti-filaria e l'altro all'individuazione delle femmine adulte del verme.

Prassi vuole che il primo esame da svolgere sia quello per la ricerca degli anticorpi anti-filaria e che il secondo esame sia necessario solo in caso di positività del primo.

La ricerca degli anticorpi anti-filaria è un test altamente sensibile, ma poco specifico: non permette, infatti, di capire se l'infestazione sia in corso oppure già conclusa (gli anticorpi rimangono in circolo per diverso tempo dalla conclusione dell'infezione).

Basato su un test antigenico, la ricerca delle femmine adulte del verme serve proprio a chiarire i dubbi del primo esame: se è positivo, significa che l'infestazione è ancora in corso.

Occorre precisare, tuttavia, che anche il test antigenico ha dei limiti: è poco sensibile, ragion per cui non è in grado di individuare pochi vermi femmine; inoltre, dà falsi-negativi ogniqualvolta l'infestazione si caratterizzi per la presenza di solo vermi di sesso maschile.

A ogni modo, una doppia positività (al test anticorpale e a quello antigenico) conferma la diagnosi di filaria nel gatto.

Come accade nel cane, esistono poi altri esami utili ad approfondire lo stato di salute dell'animale, tra cui la radiografia del torace e l'ecocardiografia.

Per approfondire: Quali sono i test per la Diagnosi di Filaria nel Gatto?

Filaria nel Gatto: si può curare?

Attualmente, non esiste alcun farmaco approvato per la cura della filaria nel gatto.

Detto questo, è vero anche che sono disponibili diversi trattamenti farmacologici non specifici, che da un lato sono in grado di uccidere il parassita, ma dall'altro sono ad alto rischio di gravi effetti collaterali proprio per via della non specificità.

Considerate le problematiche derivanti da un'eventuale terapia farmacologica, se il gatto infetto è asintomatico, i veterinari valutano la possibilità di lasciare che la parassitosi faccia il suo corso e che l'animale smaltisca i parassiti in modo naturale. Questo approccio prevede sorveglianza e controllo attivo delle condizioni del gatto, basato su esami del sangue periodici e radiografie.

La realizzazione di un vero e proprio trattamento, tuttavia, è doverosa in caso di malattia sintomatica o qualora il gatto sviluppasse dei sintomi.

Tra le potenziali terapie non specifiche, si segnala in particolare il piano terapeutico valido per i cani, a base di melarsomina cloridrato; come nel cane, la melarsomina cloridrato uccide i vermi in pochi giorni, ma dà avvio a un processo di decomposizione del parassita che può sfociare in fenomeni tromboembolici a livello polmonare dall'esito fatale.
La terapia con melarsomina cloridrato non ha ricevuto l'approvazione per i gatti, in quanto i rischi correlato sono maggiori che nei cani (si ricorda che i vasi polmonari dei gatti sono più piccoli di quelli dei cani, ragion per cui è più facile il verificarsi di tromboembolie polmonari).

Altre terapie anti-filaria nei gatti

  • Trattamento farmacologico slow-kill. Presenta gli stessi svantaggi della terapia slow-kill per cani.
  • Rimozione chirurgica dei vermi dal cuore. Nei gatti, questa operazione è ad altissimo rischio: si stima che sia mortale per il 40% degli animali interessati.

Filaria nel Gatto: si può prevenire?

La prevenzione della filaria nel gatto si basa sugli stessi principi di quella dedicata ai cani: si tratta sempre di una chemioprofilassi mirata a ripulire l'organismo ospite dalle larve ancora immature e innocue.

I principi attivi sono gli stessi usati nei cani.

Quali sono le differenze?

Questo capitolo intende raccogliere in punti sintetici le differenze e le analogie che intercorrono tra la filaria del cane e la filaria del gatto:

  • Sia nel cane che nel gatto, il parassita responsabile della filaria è un verme nematode larviparo noto come Dirofilaria immitis; Dirofilaria immitis è un organismo viviparo, presente in una versione femminile e in una maschile.
  • Sia nel cane che nel gatto, la trasmissione della filaria avviene tramite la zanzara, la quale, oltre a ricoprire il ruolo di vettore, è anche ospite intermedio del parassita; questo vuol dire che al suo interno, Dirofilaria immitis compie parte del suo ciclo vitale (che poi termina nell'ospite definitivo);
  • Mentre il cane è l'ospite definitivo naturale per eccellenza di Dirofilaria immitis, il gatto è un ospite definitivo atipico.
  • Nel cane, sussistono tutte le condizioni per favorire la maturazione finale delle larve del parassita, trasmesse dalla zanzara; ciò può portare alla generazione di diverse centinaia di vermi adulti.
    Nel gatto, invece, mancano queste condizioni ideali e ciò si traduce in una maturazione limitata a soltanto poche unità larvali (da 1 a massimo 4) o, addirittura, in una mancata maturazione finale.
  • Nel cane, la maturazione finale delle larve di Dirofilaria immitis si svolge in circa 6 mesi; nel gatto, richiede tra i 7 e gli 8 mesi.
  • Nel cane, i vermi adulti della filaria possono sopravvivere all'interno dell'organismo ospite per circa 7 anni; nel gatto, invece, sopravvivono 2-4 anni.
  • A differenza dei cani, i gatti sono resistenti alle microfilarie, ovvero la prole di Dirofilaria immitis adulta. Questa resistenza può tradursi in assenza di microfilarie o in microfilarie la cui emivita è relativamente breve (dopo 1-4 settimane muoiono).
  • Nel cane, la filaria può provocare anche una condizione nota come sindrome cavale; questa si caratterizza per improvvisi blocchi della circolazione sanguigna all'interno del cuore.
  • Nel cane, la diagnosi di filaria si basa sull'esito di due esami del sangue: un test antigenico per la ricerca delle femmine adulte del parassita e un test per la ricerca delle microfilarie. Nel gatto, invece, si fonda sull'esito di un test anticorpale e di un test antigenico per la ricerca delle femmine adulte del parassita.
  • Mentre per il cane esiste un trattamento farmacologico approvato, per il gatto non è disponibile nessuna terapia specifica.
    Va detto, tuttavia, che la terapia farmacologica adatta al cane può avere effetto anche nei gatti, ma è ricca di insidie: può provocare, infatti, fenomeni tromboembolici dalle conseguenze fatali per l'animale (il rischio tromboembolico si registra anche nei cani, ma è inferiore).
  • Se il gatto infetto è asintomatico, il veterinario può pianificare un trattamento basato sulla sorveglianza e il controllo attivo dell'animale, in attesa della morte naturale del parassita.
    Nel cane, un simile approccio è impensabile, in quanto, senza una terapia adeguata, l'animale è destinato a morire.
  • Sia la terapia che la morte naturale del parassita non annullano i danni causati dalla malattia al cuore, alle arterie polmonari e ai polmoni. Questo significa che la salute degli animali colpiti è comunque compromessa, anche quando la terapia ha avuto successo o il parassita è morto (questa seconda evenienza si può verificare solo nel gatto, non nel cane).
  • Sia nel cane che nel gatto, la filaria è prevenibile con una chemioprofilassi che permette di ripulire l'organismo ospite dalle larve, prima che queste diventino vermi adulti. Si tratta di un terapia profilattica da eseguire con cadenza periodica, per tutto il periodo in cui sono presenti le zanzare.
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Autore

Dott. Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza