Un coniglio che si gratta: cos'ha e cosa fare?

Un coniglio che si gratta: cos'ha e cosa fare?
Ultima modifica 12.04.2024
INDICE
  1. Cosa fare con un coniglio che si gratta
  2. Perché il coniglio si gratta
  3. Come capire se il coniglio ha gli acari?
  4. Come faccio a capire se il mio coniglio ha le pulci?
  5. Come si cura la dermatite del coniglio?
  6. Altri tipi di dermatite del coniglio

Cosa fare con un coniglio che si gratta

Un coniglio che si gratta non è qualcosa di insolito, anzi. Differente il discorso, invece, quando l'animale si comporta in questa maniera fin troppo di frequente. Nei casi più gravi, infatti, si concentra su delle precise zone del corpo, arrivando anche a procurarsi lesioni e graffi. Di seguito riportiamo le possibili cause, descritte nel dettaglio.

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Perché il coniglio si gratta

Come capire se il coniglio ha gli acari?

  • Prurito;
  • Lesioni;
  • Perdita di pelo;
  • Infezione alle orecchie;
  • Movimenti frequenti della testa;
  • Croste;
  • Inspessimento della cute;
  • Desquamazione;
  • Pelo arruffato;
  • Pelo "incollato".

Un coniglio che si gratta potrebbe avere un problema di acari. Una problematica comune e il nome scientifico dell'acaro che potrebbe infestare il suo pelo è Cheyletiella parasitivorax. Si nutre del sangue dell'animale e può provocare un forte prurito.

Non è però l'unico caso, dal momento che altri acari sono in agguato. Si tratta di Sarcoptes scabiei e Psoroptes cuniculi, che possono provocare un prurito tanto insopportabile da generare lesioni crostose.

Al di là del prurito, però, in che modo è possibile rendersi conto di una problematica del genere? Può verificarsi una perdita di pelo, ad esempio. Nel caso in cui gli acari infestino le orecchie del coniglio, invece, si noterà un suo costante movimento della testa. Qualcosa di molto evidente.

A ciò si aggiungono dei chiari arrossamenti sulla cute, in varie aree, con formazione di croste. La pelle potrebbe inoltre inspessirsi e subire un processo di desquamazione.

Ci si può rendere conto, inoltre, di come il pelo risulti arruffato in alcune aree e, in casi particolari, anche "incollato". A questo tipo di problematica, poi, può collegarsi anche un'ulteriore infezione da batteri o funghi.

Rendendosi conto di questi segnali ben chiari, ci si dovrà recare dal proprio veterinario di fiducia, al fine di ottenere una guida dettagliata sui procedimenti da attuare per una cura specifica.

Come faccio a capire se il mio coniglio ha le pulci?

  • Irritazione cutanea;
  • Piccole lesioni;
  • Prurito.

In molti ignorano il fatto che anche il coniglio può avere le pulci. Si tratta di una problematica per nulla insolita. Per quanto semplicistico sia, questi parassiti hanno una o più specie "di preferenza". Nel caso della pulce Spilopsyllus cuniculi è proprio il coniglio l'animale favorito, pur non disdegnando anche cani e gatti.

Un parassita che va localizzandosi principalmente nel padiglione auricolare. Non è da escludere a priori, però, che possa trovare "terreno fertile" anche in altre parti del corpo. Le percentuali di infezione aumentano, ovviamente, in caso di convivenza con cani e gatti. L'insetto può infatti passare da una specie all'altra.

L'osservazione frequente è "l'arma" principale per rendersi conto di una problematica di questo tipo. Le punture di pulci, infatti, possono causare irritazione cutanea, piccole lesioni e, dunque, una tendenza spasmodica dell'animale a grattarsi.

In caso di pulce passata da un animale all'altro, dunque colma di altro sangue infetto, la S. cuniculi potrebbe anche trasformarsi in vettore di mixomatosi. Ripetiamo, dunque, come sia importante consultare il proprio veterinario.

Come si cura la dermatite del coniglio?

I conigli possono soffrire di dermatite, così come di altri problemi alla cute. Una problematica che diventa più frequente nei mesi estivi. Una delle forme più fastidiose, tanto per l'animale quanto per il proprietario, è la dermatite umida del mento. Ciò perché si tratta di un'area a volte complessa da controllare con attenzione. I conigli infatti si rifiutano di farsi toccare, spaventati, dal momento che solitamente questa è una malattia particolarmente dolorosa.

È generalmente una conseguenza di problematiche dentali, che comportano una frequente perdita di saliva ai lati della bocca. Una volta verificata questa problematica, si potrà delicatamente disinfettare la parte di cute arrossata. Si riuscirà così ad alleviare il dolore dell'animale che, col tempo, si fiderà della procedura. È però sempre necessaria una visita specialistica.

Altri tipi di dermatite del coniglio

La dermatite può essere individuata da un padrone attento, ma deve sempre essere diagnosticata (e curata) da un veterinario esperto. Ecco alcune patologie della pelle che possono affliggere il coniglio.

Nel caso di dermatite perineale si parla invece di una patologia pericolosa, che coinvolge i genitali esterni e l'area intorno all'ano. Le cause sono svariate e il consiglio è quello di assicurarsi che la pulizia dell'animale sia adeguata.

Dato il dolore percepito, infatti, i conigli tendono a non curarsi come al solito, favorendo la proliferazione di batteri attraverso la permanenza di residui fecali sul pelo. Inizialmente l'animale non mostra particolari segni di disagio, ma non occorre prendere tutto ciò alla leggera. Per prevenire il disturbo è importante controllare l'area, soprattutto nei mesi estivi. Sarebbe anche il caso di accorciare il pelo in questa fase dell'anno.

Spazio poi alla pododermatite ulcerativa. Malattia che si presenta in una fase iniziale con un semplice arrossamento. L'area però diventa col tempo più scura, fino alla formazione di una vera e propria ulcera.

La parte più colpita è il tallone e quando la situazione degenera l'infezione colpisce le strutture ossee. Anche in questo l'osservazione è cruciale. Di tanto in tanto si consiglia, dunque, di verificare le condizioni del corpo dell'animale, prima di notare strani atteggiamenti. Una routine che può evitare problematiche più gravi. In questo caso, a fronte di una situazione ancora lieve, una disinfezione adeguata della parte arrossata può bastare, anche se il parere del veterinario ha la meglio su qualunque consiglio. Nei casi più gravi, invece, si applicheranno delle protezioni ai talloni e si opterà per delle lunghe terapie antibiotiche.