Come aiutare il gatto ad accogliere il neonato

Come aiutare il gatto ad accogliere il neonato
Ultima modifica 22.01.2024
INDICE
  1. Neonato in arrivo: come aiutare il gatto
  2. Gestione degli spazi
  3. Rapporto gatto e bambino: cosa fare?
  4. Cosa non fare quando arriva il neonato?
  5. Educare il bambino per evitare problemi con il gatto

Neonato in arrivo: come aiutare il gatto

Siamo abituati a pensare ai nostri animali domestici come a dei figli. Li trattiamo come tali, accudendoli in ogni aspetto, giocando con loro, aiutandoli a crescere e viziandoli a volte. Non dovrebbe dunque stupire una certa dose di gelosia nel momento in cui un cucciolo d'uomo giunge in casa.

L'equilibrio esistente fino a quel momento viene spezzato, in qualche modo, dunque occorre capire come aiutare il gatto ad accogliere il neonato. Potrebbe scattare l'amore istantaneamente, certo, ma non è affatto qualcosa da dare per scontato. Spieghiamo in che modo poter intervenire, gradatamente, per evitare un conflitto tra "fratelli" e facilitare la nascita di una relazione amorevole.

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Gestione degli spazi

  • Prepararsi anticipatamente;
  • Modifica graduale degli spazi;
  • Nuova disposizione per distrarre il gatto;
  • Graduale riduzione degli ambienti accessibili;
  • Graduale inserimento degli oggetti del neonato

Aiutare il gatto ad accogliere il neonato non vuol dire intervenire soltanto quando il piccolo ha messo piede in casa. Occorre prepararsi per tempo ma soprattutto preparare il proprio animale domestico. Se si sta prendendo in considerazione di modificare la disposizione di alcuni oggetti del gatto, dai giochi alla cuccia, fino alla lettiera, sarebbe il caso di procedere con largo anticipo. Piccoli spostamenti, di tanto in tanto, per spingerlo ad abituarsi senza forzature.

Discorso simile per quanto riguarda l'accesso ad alcune stanze. È facile pensare come la camera del neonato risulti preclusa all'animale. Quest'ultimo era però ben abituato a poter girovagare indisturbato per la casa. In questo caso le opzioni sono svariate. Si può distrarlo e indirizzarlo verso il lato opposto dell'appartamento, con cuccia comoda e giochi ben disposti. Al tempo stesso si potrà ridurre il tempo di permanenza in quella camera, fino ad azzerarlo. Chiuderla di colpo, invece, non farà che aumentare la sua voglia di entrarvi.

A ciò si aggiunge il fatto che un neonato porta dietro con sé numerosi oggetti. Il riferimento va ad esempio al passeggino, così come alla culla. Elementi da introdurre per tempo, in assenza del bambino, per renderli aggiunte normali col passare delle settimane.

Rapporto gatto e bambino: cosa fare?

  • Ascoltare il neonato in pancia;
  • Far evolvere naturalmente il rapporto;
  • Accesso alla camera del bambino;
  • Coinvolgimento nella cura del neonato.

Aiutare il gatto ad accogliere il neonato è un processo che ha inizio durante la gravidanza. Considerando come i felini siano soliti saltare addosso ai propri umani, perché non sfruttare quest'abitudine per fargli ascoltare i movimenti del nascituro.

L'animale comprenderà facilmente la nascita del cucciolo d'uomo, ma è importante che questi non venga percepito come un fastidio. Ciò perché i felini non amano particolarmente le modifiche alla loro routine. Importante, dunque, far evolvere il loro rapporto senza forzarlo. Dovrà essere una sua iniziativa, anche se ovviamente supervisionato.

Come detto, c'è chi preferisce limitare l'accesso alla camera del bebè. Altri, invece, sono soliti lasciare libero l'animale di esplorarla e sentirne gli odori, fino a percepirli come normali. Col tempo, archiviate tali informazioni, l'interesse per questa novità andrà scemando, al fine di spingerlo a essere meno morboso e territoriale dopo la nascita. Da qui in poi si potrà costruire un rapporto.

Un approccio interessante è quello di coinvolgere il gatto nella cura del neonato. Basta provare a chiamarlo, interagendo con lui, coccolandolo e offrendogli dei bocconcini, mentre si svolgono azioni per il piccolo, dal cambio pannolino alla pappa. Momenti condivisi di questa nuova normalità.

Cosa non fare quando arriva il neonato?

  • Non scacciare il felino;
  • Non lasciarli soli;
  • Non trascurare il gatto.

Potrebbe accadere che il gatto si avvicini tanto al bambino, magari dormendogli di fianco. Sarà importante essere positivi nell'approccio e non scacciarlo. Al massimo restare in zona per verificare che nessun incidente si verifichi. In nessun caso andranno lasciati da soli, perché il bambino potrebbe involontariamente istigare una reazione d'istinto dell'animale.

Importante inoltre prendersi ancor più cura delle condizioni di salute del gatto, assicurandosi che abbia tutti i vaccini. Aggiungiamo inoltre un'attenta pulizia delle orecchie e l'uso di un buon antiparassitario. Attenziona anche a non ignorare il proprio gatto. Come si farebbe per un primogenito umano, si sarà chiamati a dividere le attenzioni distribuite, senza scatenare gelosie, tanto in fase di gioco quanto in fase di coccole.

Educare il bambino per evitare problemi con il gatto

Fino a questo punto ci siamo concentrati sulla gestione del gatto e delle sue emozioni. Proviamo però a rovesciare la medaglia, ragionando su cosa fare per educare il bambino alla convivenza con il gatto. Come detto, lasciarli soli non è affatto consigliabile, perché il piccolo potrebbe lasciarsi incuriosire dalle caratteristiche dell'animale, come il suo pelo folto. Un gesto inconsulto potrebbe scatenare una reazione istintiva dell'animale. Un eventuale ferimento, dunque, non avrebbe altri responsabili che i genitori.

È importante che il bambino rispetti gli spazi del suo migliore amico peloso. Cruciale che sappia come e dove toccarlo, dosando la forza nel gesto. Tirare peli, baffi o coda non è mai accettabile e, ovviamente, attenzione alle ciotole dell'animale. Convivendo, infatti, il piccolo potrebbe vedere il gesto di cibarsi o bere da lì qualcosa di assolutamente normale, perché suo "fratello" lo fa continuamente.