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Cibo umido per gatti: come sceglierlo

Cibo umido per gatti: come sceglierlo
Ultima modifica 10.10.2023
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INDICE
  1. Cibo umido per gatti: cosa è
  2. Alimento completo o complementare?
  3. Gli ingredienti dell'alimento umido
  4. La tabella nutrizionale

Cibo umido per gatti: cosa è

L'alimentazione umida per i gatti è uno dei tipi di alimentazione migliori per la salvaguardia della loro salute. Con alimento umido si intende, in generale, un alimento per gatti che contenga una quantità di acqua superiore a circa il 60%; il rimanente 40% è costituito quindi dagli altri nutrienti come proteine, grassi, fibre e dai micronutrienti.

In questa categoria si possono inserire diversi tipi di alimenti che si possono fornire al gatto: dalla carne fresca, cotta o cruda, che contiene all'incirca il 65% di acqua, agli snack liquidi per gatti che possono contenerne anche il 90%; tuttavia, la tipologia di umido per gatti più diffusa è senz'altro quella delle scatolette (o bustine), che si possono trovare in abbondanza nei negozi di articoli per animali.

Da un punto di vista legale si parla di "alimenti in conserva" per gatti e si caratterizzano per essere alimenti umidi (quindi con un'alta quantità di acqua), chiusi ermeticamente e conservabili a temperatura ambiente. Poiché si tratta della tipologia di alimento umido per gatti in assoluto più diffusa, ci concentreremo principalmente proprio sulle scatolette/bustine, per capire come leggere un'etichetta e quindi come scegliere il prodotto migliore per il proprio gatto.

Per approfondire: Cibo per Gatti - Come Leggere l'Etichetta

Alimento completo o complementare?

Quando si legge un'etichetta dell'alimento umido, la prima indicazione da controllare è la dichiarazione di completezza nutrizionale. Questo è particolarmente importante nell'alimento umido perché sono diffusissimi sia i prodotti umidi completi che i prodotti umidi complementari, e siccome la differenza non è trascurabile, è importante conoscerla.

  • Un alimento completo è un alimento che, se consumato da solo, è in grado di fornire al gatto tutti i nutrienti di cui ha bisogno senza incorrere in carenze nutrizionali. Contiene quindi proteine, grassi, vitamine e minerali opportunamente inseriti dall'azienda per creare un alimento bilanciato: il gatto può quindi mangiare nel suo pasto giornaliero anche solo quel prodotto.
  • Un alimento complementare è invece un alimento che, per dichiarazione aziendale, non è completo; questo significa che se consumato da solo, sicuramente si andrà incontro alle carenze nutrizionali. Può quindi essere consumato (naturalmente), ma solo in associazione ad altro tipo di alimentazione, oppure a specifiche integrazioni; ad esempio, può accompagnare l'utilizzo di un alimento secco (croccantini) o può costituire una parte del pasto della giornata quando il resto è costituito da alimenti umidi completi. Per sapere quanto alimento complementare può assumere un gatto su base giornaliera è necessario conoscere il tipo di alimentazione restante, pertanto la quantità deve essere richiesta caso per caso al proprio veterinario.

    E' da notare che un alimento complementare tende ad essere di qualità maggiore rispetto ad un alimento completo, generalmente: questo perché i limiti in formulazione tipici del completo (limiti che sono necessari proprio per rendere l'alimento completo!) portano alcune necessità come, ad esempio, l'inserimento del mix vitaminico e minerale che tende a peggiorare il sapore (e quindi la gradevolezza) del prodotto, oppure la presenza di ingredienti addensanti che è necessaria per disperdere correttamente le integrazioni vitaminiche e minerali nel prodotto, evitando che si accumulino tutte in un punto, che però può ridurre la digeribilità dell'alimento.

Questo, tra l'altro, è anche il motivo per cui molti gatti apprezzano gli umidi complementari ma non i completi: sarebbe però sbagliato pensare di non darli affatto perché complementari; l'alimento umido è sempre utile (rispetto al secco) per favorire l'ingestione di acqua da parte del gatto, e non dare umido perché il proprio gatto lo vuole solo complementare è sbagliato: meglio parlare con il veterinario per calcolare il dosaggio corretto di alimento complementare per il proprio gatto e, quindi, fornirlo quotidianamente.

Gli ingredienti dell'alimento umido

Un'altra componente fondamentale da valutare in un alimento umido è la lista degli ingredienti.

Gli ingredienti sono indicati per ordine di presenza, quindi il primo indicato (di solito la carne) è quello più presente nell'alimento, seguito poi dagli altri presenti, via via, in quantità minore. Per alcuni ingredienti, detti "caratterizzanti", cioè gli ingredienti pubblicizzati (un umido "al tacchino" deve indicare ad esempio la quantità di tacchino, ma se sono presenti anche le carote, che non sono state pubblicizzate nell'immagine o nella descrizione, l'azienda non è tenuta ad indicarne la quantità), viene indicata anche la percentuale precisa; ma non è così per tutti gli ingredienti.

La lista degli ingredienti viene seguita dalla lista degli additivi, che sono per lo più additivi nutrizionali, cioè vitamine e minerali; in alcuni casi possono essere presenti altri additivi come antiossidanti, conservanti o coloranti, che però nell'umido sono piuttosto rari.

Quando si legge la lista degli ingredienti, è importante ricordare che le materie prime sono diverse da quelle utilizzate nei croccantini, quindi le regole per "leggere le etichette dei croccantini" non si possono applicare all'umido.

In particolare, la carne disidratata non viene generalmente utilizzata nell'umido, pertanto la carne usata è quasi sempre fresca.

La distinzione importante per la materia prima principale, la carne, diventa quindi tra carne (delle varie specie animali) e la denominazione carne e derivati, una denominazione legale ma generica utilizzata per nascondere le reali carni inserite nel prodotto umido; quest'ultima è una denominazione da evitare perché, di fatto, non si sa cosa si sta fornendo al proprio gatto. Denominazioni come pollo fresco, tacchino fresco, bovino fresco, cuore bovino, fegato bovino e via dicendo evidenziano invece la volontà dell'azienda di dichiarare correttamente tutti gli ingredienti utilizzati e costituiscono quindi un prodotto di qualità migliore.

Lo stesso vale per gli ingredienti di origine vegetale, che di solito però sono pochi nell'umido.

Gli ingredienti amilacei (patata, mais, riso) sono sempre pochi perché un loro eccesso causerebbe una solidificazione eccessiva dell'umido; anche gli ingredienti fibrosi (carote e ortaggi in generale, verdure a foglia) sono sempre molto limitati. In generale, quando gli ingredienti sono indicati correttamente e, per gli ingredienti di origine amilacea non si supera l'1-2% siamo davanti a un buon prodotto.

Quando le indicazioni invece vengono sostituite da sottoprodotti di origine vegetale, anche qui si sta utilizzando una denominazione generica per nascondere diversi ingredienti di origine vegetale, a mostrare la volontà dell'azienda di non dichiarare gli ingredienti del prodotto che, pertanto, è consigliabile evitare.

Riguardo agli additivi, la loro presenza è più utile per una valutazione specifica da parte del veterinario che non dal proprietario, ma è utile ricordare un aspetto importante: per normativa, non è obbligatorio indicarli tutti. Si devono indicare solo gli additivi che hanno un limite massimo legale, mentre possono essere omessi gli altri: le vitamine del gruppo B e la Taurina possono essere omessi, e non trovarli in un umido completo non significa che non ci sono, ma che l'azienda non li ha dichiarati (cosa che legalmente può fare).

A proposito di additivi, infine, è importante ricordare un aspetto importante: molti proprietari pensano che l'alimento umido sia pieno di conservanti perché si conserva a temperatura ambiente: non è così. L'umido, che sfrutta la stessa tecnologia produttiva di alimenti inscatolati ad uso umano come fagioli, pomodori pelati o tonno, si conserva a temperatura ambiente grazie al processo di appertizzazione: la scatoletta (o la bustina) viene prima chiusa ermeticamente e poi cotta. In questo modo, i batteri all'interno vengono tutti inattivati, e l'umido si conserva a temperatura ambiente fintanto che la scatoletta non viene aperta (poi si conserva in frigo). Per questo motivo non c'è bisogno di inserire i conservanti nell'alimento umido.

Qualora, però, siano presenti conservanti o anche coloranti, che non hanno un ruolo utile in questo tipo di prodotto, questi evidenziano alimenti di scarsa qualità che è opportuno evitare

La tabella nutrizionale

L'ultima parte dell'etichetta da controllare è la tabella nutrizionale.

Insieme alla lista degli ingredienti, la tabella nutrizionale consente di comprendere la qualità del prodotto umido che abbiamo davanti.

A differenza dei croccantini, dove la valutazione della tabella nutrizionale viene effettuata in particolare in relazione alla quantità di amido, per stabilire la qualità del prodotto, nell'umido questo non è necessario in quanto, come visto, l'amido è presente in quantità molto limitata, così come la fibra. I nutrienti che rimangono in quantità importante sono quindi le proteine, i grassi e le ceneri, che hanno la maggior importanza nell'alimento umido.

Riguardo alle proteine, molti proprietari pensano che l'umido sia poco proteico e poco grasso, paragonandolo ai croccantini, ma questo non è vero: per conoscere gli effettivi nutrienti presenti nell'umido, è necessario calcolarli al netto dell'acqua, presente in quantità variabile, per scoprire che nella quasi totalità dei casi (ad esempio) l'alimento umido è molto più completo rispetto al secco.

Per calcolare le caratteristiche nutrizionali al netto dell'acqua è necessario seguire questi passaggi:

  • Calcolare il valore SS (Sostanza Secca), con l'operazione: 100-umidità. Se l'umidità è, ad esempio, l'80%, il valore SS sarà 100-80=20.
  • Dividere il valore SS per 100 (nell'esempio 20:100=0,2) per avere la SS percentuale.
  • Dividere la quantità di ciascun nutriente per la SS percentuale. Se, ad esempio, le proteine di un umido sono il 15%, l'operazione sarà 15:0,2, ovvero 75%: quell'umido conterrà, al netto dell'acqua, il 75% di proteine. L'operazione va ripetuta per i valori di grassi e di ceneri.

Questa operazione consentirà di capire:

  • La quantità di proteine; in linea di massima, trattandosi di un prodotto per una specie carnivora, più sono meglio è, salvo patologie particolari;
  • La quantità di grasso: va dal 10 al 40%, circa (quindi generalmente è più alta rispetto a quella dei croccantini), e la scelta dipende dalle necessità del gatto, che può avere bisogno di alimenti più magri (es. obesità, pancreatite) o più grassi (es. magrezza, recupero dopo una malattia, patologie debilitanti).
  • La quantità di ceneri, cioè la componente minerale.


Per quanto riguarda la quantità di ceneri, da sola ha poco significato rappresentando l'insieme dei minerali (quindi non da indicazioni specifiche per singolo minerale), ma è possibile paragonarla alle proteine per capire la qualità dell'alimento con l'operazione proteine:ceneri.

Il risultato va generalmente da 3 a 7, e in generale più è elevato, migliore è l'alimento: questo perché le carni di miglior qualità hanno, in proporzione, pochi minerali rispetto a tagli più scadenti (cartilagini, tendini); per questo, migliori sono gli ingredienti carnei, meno in proporzione saranno le ceneri, e di conseguenza più l'umido sarà di qualità migliore: è un parametro semplice da calcolare e, messo insieme alle informazioni precedenti, consente di avere un'idea piuttosto precisa della qualità di un alimento umido per gatti.

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Autore

Dott. Valerio Guiggi

Dott. Valerio Guiggi

Veterinario
Sono un Medico Veterinario, Specialista in Ispezione degli Alimenti, Master in Fitoterapia Veterinaria. Nella mia attività professionale mi occupo di sicurezza e qualità alimentare, di Fitoterapia Veterinaria e di nutrizione e alimentazione del cane e del gatto, offrendo ai proprietari servizi di consulenza alimentare e nutrizionale e formulazione di diete casalinghe personalizzate, collaborando con studi e ambulatori veterinari in Toscana. Sono relatore di seminari relativi alla nutrizione per cani e alla nutrizione per gatti per SIANA, ANFI, ANMVI, Unisvet, rivolte a Medici Veterinari e a professionisti del settore animale. Sono docente nella Scuola di Nutrizione Sistemica Veterinaria, corso avanzato di nutrizione rivolto a medici veterinari. Mi occupo di divulgazione scientifica tramite il presente sito web e tramite un canale YouTube personale, Valerio Guiggi – Veterinario Specialista. Sono autore dei libri "Carne per Cani e Gatti" e "I Gusti del Cane e del Gatto", dedicati all'approfondimento dei diversi aspetti dell'alimentazione animale.