Castrazione nel Gatto: come avviene e quanto costa?

Castrazione nel Gatto: come avviene e quanto costa?
Ultima modifica 27.11.2023
INDICE
  1. Generalità
  2. Cos'è
  3. Perché Farla
  4. Quando Farla
  5. Procedura
  6. Dopo la Castrazione
  7. Rischi
  8. Risultati
  9. Alternative
  10. Costo

Generalità

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La castrazione nel gatto è un intervento chirurgico di routine, che riguarda i maschi e prevede la rimozione dei testicoli.

Al termine della castrazione, il gatto non è più in grado di riprodursi, poiché non produce più spermatozoi e nemmeno testosterone.

La castrazione nel gatto ha l'importante vantaggio di annullare tutti quei comportamenti fastidiosi e pericolosi connessi agli impulsi sessuali (es: spruzzatura, lotta con altri gatti per la territorialità ecc.)

Il momento migliore per la castrazione dipende da vari fattori, tra cui salute, carattere, temperamento e ambiente in cui vive. A ogni modo, in genere, i veterinari tendono a eseguire l'intervento non prima del 5°-6° mese di vita.

Come ogni intervento chirurgico, anche la castrazione del gatto maschio presenta dei rischi, seppur minimi data la semplicità della procedura.

Cos'è

Castrazione nel Gatto: in cosa consiste?

La castrazione nel gatto è un intervento chirurgico di routine, che interesse i maschi e che prevede l'asportazione dei testicoli (orchiectomia).

I testicoli sono gli organi sessuali che producono gli spermatozoi, ossia le cellule riproduttive maschili, e gli ormoni sessuali maschili, nella fattispecie il testosterone. La rimozione dei testicoli annulla la produzione di spermatozoi e testosterone.

La castrazione nei gatti è, assieme alla sterilizzazione del gatto femmina, la strategia più efficace per mantenere sotto controllo la popolazione felina domestica, il fenomeno del randagismo e l'affollamento dei rifugi per gatti.

Lo sapevi che…

Nel gergo veterinario, i gatti non castrati sono detti gatti "interi".

Perché Farla

I veterinari consigliano la castrazione del gatto maschio per svariati motivi; ecco i principali:

  • Riduce il randagismo e l'affollamento dei rifugi. È un modo per controllare le nascite. Salvo il padrone non sia un allevatore, il consiglio dei veterinari rimane sempre quello di castrare l'animale.
  • Annulla o riduce il comportamento della spruzzatura. La spruzzatura è un comportamento tipico dei gatti interi per segnare il territorio e attirare le gatte femmine in calore, in cerca di accoppiamento. La spruzzatura rappresenta un disagio per il padrone e non solo: il gatto, infatti, sporca muri e oggetti verticali, in casa ed esternamente.
    La castrazione riduce o annulla il comportamento della spruzzatura in circa l'85% dei gatti maschi.
  • Riduce l'aggressione. Occorre precisare che il comportamento aggressivo di un gatto maschio non è connesso agli ormoni, ma al suo istinto di territorialità nel momento in cui è alla ricerca di una gatta con cui accoppiarsi.
    I gatti castrati non hanno più interesse verso la territorialità, ragion per cui non esibiranno più comportamenti aggressivi verso altri maschi.
    La minore aggressività per la territorialità ha risvolti positivi sulla salute: la lotta con altri gatti per il territorio, infatti, aumenta il rischio di tagli e ferite, che possono infettarsi e causare pericolosi ascessi.
  • Evita il vagabondaggio connesso agli impulsi sessuali. Durante la stagione degli amori, i gatti maschi interi tendono a percorrere anche lunghe distanze alla ricerca di una gatta con cui accoppiarsi. Questo comportamento li espone a pericoli (rischiano di essere investite dalle auto, per esempio) e, allo stesso tempo, può essere pericoloso per le persone (per esempio, per evitare di investirli con l'auto, una persona potrebbe causare un incidente stradale).
  • Riduce il cattivo odore delle urine. I gatti maschi interi producono un'urina molto puzzolente, che serve sostanzialmente a marcare il territorio.
    Con la castrazione, il cattivo odore si riduce.

Come cambia il Gatto dopo la Castrazione?

La castrazione nel gatto influenza esclusivamente comportamenti e caratteristiche connessi agli ormoni sessuali. Non incide sulla personalità, il temperamento e l'addestramento dell'animale.
Alla luce di ciò, anche dopo la castrazione, un gatto aggressivo verso le persone rimane tale, così come un gatto iperattivo continua a dimostrarsi tale.

Lo sapevi che…

Oggi è noto che l'aggressività di un gatto maschio non è connessa al testosterone, ma a fattori genetici, comportamentali ed educativi.

Quando Farla

Quando fare la Castrazione nel Gatto?

Per conoscere quando sottoporre a castrazione un gatto maschio, bisogna rivolgersi al veterinario di fiducia, il quale è aggiornato su quelle che sono le ultime evidenze in campo veterinario in merito all'argomento. Occorre, infatti, precisare che il momento migliore per la castrazione dipende da numerosi fattori, tra cui salute, aspetti comportamentali e ambiente in cui vive l'animale.

A ogni modo, questo articolo cercherà comunque di fornire qualche informazione a riguardo, senza dimenticare però che è il veterinario il punto di riferimento per ogni domanda o richiesta.

L'intervento di castrazione nel gatto maschio è realizzabile già a partire dal 4° mese di vita, età in cui l'animale ha raggiunto la maturità sessuale. Va detto, tuttavia, che spesso i veterinari attendono il 5°-6° mese di vita.

In attesa della castrazione, è buona norma tenere in casa il gatto, poiché potrebbe mettersi in pericolo andando alla ricerca di gatte con cui accoppiarsi.

Procedura

Come avviene la Castrazione nel Gatto?

L'intervento di castrazione nel gatto richiede l'anestesia generale. Ciò comporta che, nel giorno dell'operazione, l'animale si presenti a digiuno almeno dalla sera precedente.

Dal punto di vista pratico, la castrazione nel gatto prevede un'incisione relativamente piccola su ciascun lato del sacco scrotale.
Questa doppia incisione serve al veterinario per accedere ai testicoli e poterli rimuovere completamente.

La rimozione dei testicoli è nota più correttamente come orchiectomia.

Alla rimozione dei testicoli, segue la chiusura della ferita chirurgica con punti di sutura, in genere riassorbibili, così da evitare che il padrone ritorni per la loro rimozione.
Raramente, trovano impiego suture esterne.

Esami preoperatori

In genere, prima della castrazione, il veterinario sottopone il gatto a una serie di controlli, tra cui esami del sangue e delle urine, ECG (elettrocardiogramma) e radiografia del torace.
Tali indagini aiutano lo specialista a capire se il gatto è in una condizione di salute idonea ad affrontare un intervento in anestesia generale (per ridurre il rischio di complicanze da anestesia generale, è fondamentale la buona salute di fegato, reni e cuore).

Digiuno e acqua

Come detto, il digiuno dal cibo deve avere inizio dalla sera precedente, all'incirca 7-8 ore prima dell'intervento.
L'acqua invece è consentita, ma fino a 2-3 ore prima dall'operazione.

Anestesia generale

Prima dell'anestesia generale, il gatto riceve un blando sedativo e un anestetico per via endovenosa, che servono a rilassarla e addormentarla.
Quindi, è finalmente il turno dell'anestesia generale: il veterinario effettua l'intubazione dell'animale e tramite essa somministra l'ossigeno e il gas anestetico per mantenere addormentato il gatto durante l'intervento.
È importante segnalare che, durante tutta l'operazione, ha svolgimento un monitoraggio dei parametri vitali dell'animale, il cui scopo è accorgersi anzitempo di eventuali complicanze.

Perché il gatto deve essere a digiuno?

Il digiuno evita che l'animale, in caso di vomito, aspiri il cibo espulso mentre è sotto anestesia (l'anestesia generale blocca la capacità riflessa di deglutire).
Se ciò accade, infatti, potrebbe verificarsi un fenomeno noto come polmonite da aspirazione.

Quanto dura l'intervento di Castrazione del Gatto?

L'intervento di castrazione nel gatto dura pochi minuti.
A questo minutaggio bisogna aggiungere il tempo necessario per la preparazione dell'animale e l'anestesia generale.
In totale, quindi, l'intera operazione richiede qualche decina di minuti, non di più.

Castrazione nel gatto: cosa fare in caso di criptorchidismo?

Nella normalità, prima della nascita, i testicoli del gatto scendono nella sacca scrotale attraverso il canale inguinale.
Alle volte, tuttavia, capita che uno o entrambi i testicoli non scendano affatto: questa condizione è nota come criptorchidismo.
Nei gatti affetti da criptorchidismo l'intervento di castrazione è comunque possibile, ma si tratta di un'operazione più complessa, con un decorso post-operatorio più complesso.

Dopo la Castrazione

Castrazione nel Gatto: dopo quanto si riprende l’animale?

In genere, i gatti sottoposti a castrazione si riprendono abbastanza velocemente. Dopo poche ore, stanno già abbastanza bene.
Ci sono, tuttavia, gatti per i quali la ripresa è più lenta e che potrebbero sembrare sonnolenti e poco pimpanti per 1-2 giorni.

Castrazione nel Gatto: la convalescenza

Sebbene la castrazione non sia un intervento particolarmente invasivo, è meglio che i gatti operati stiano a riposo qualche giorno, magari tra le mure domestiche, per rispettare i tempi (comunque rapidi) di guarigione.

Il veterinario potrebbe prescrivere un antidolorifico nel caso in cui il gatto lamentasse dolore.

In alcuni casi, potrebbe ricorrere anche a un collare elisabettiano, per evitare che l'animale lecchi o gratti la ferita.

Castrazione nel Gatto: dopo quanto può uscire?

In genere, salvo imprevisti, un gatto castrato può far rientro a casa già nel giorno stesso dell'operazione.

A volte, tuttavia, capita che il veterinario decida di ricoverarlo per 1-2 giorni; ciò accade soprattutto soffriva di criptorchidismo, una condizione che rende più complessa la castrazione.

Dopo quanto cadono i punti della Castrazione nel Gatto

Se il veterinario ha impiegato punti di sutura non riassorbibili, la rimozione di questi avviene generalmente 7-14 dopo l'intervento.

Se invece ha usato le suture riassorbibili, queste si dissolvono da sole con il tempo.

Castrazione nel Gatto: fa ingrassare?

Esattamente come la sterilizzazione nel gatto femmina, la castrazione riduce il metabolismo dei gatti maschi e favorisce uno stile di vita più sedentario. Questi due fattori inducono un aumento del peso corporeo, che può essere tenuto sotto controllato con un'alimentazione apposita per gatti castrati e con un'attenzione particolare per l'attività fisica.

Castrazione nel Gatto e tempi di recupero

Un gatto sottoposto a castrazione recupera completamente nel giro di 10 giorni.

Rischi

Castrazione nel Gatto: rischi e complicanze dell’intervento

La castrazione nel gatto è un intervento di routine considerato sicuro.
Tuttavia, è pur sempre un'operazione chirurgica, ragion per cui presenta un certo margine di rischio.

Ecco, di seguito, quali sono i potenziali rischi e complicanze della castrazione nel gatto:

  • Reazione allergica. I farmaci usati per la sedazione e per l'anestesia possono provocare una reazione allergica nei cani ipersensibili. Le reazioni allergiche sono fenomeni difficili da prevedere, ma fortunatamente rari.
  • Polmonite da aspirazione. È un rischio connesso all'anestesia generale. Può verificarsi se il gatto non è a digiuno e vomita nel corso dell'intervento, mentre è sotto anestesia.
    Si ricorda che i farmaci impiegati per l'anestesia generale possono favorire nausea e vomito, il che giustifica ulteriormente l'importanza del digiuno.
  • Infezioni postoperatorie. Le infezioni possono essere interne o esterne al sito di incisione. In caso di infezione, il gatto ha bisogno di una terapia antibiotica.
  • Reazione ai punti di sutura. In alcuni gatti, il materiale dei punti di sutura evoca una reazione avversa. Ciò porta alla formazione di una sorta di ferita che intrappola i punti di sutura e che impiega diverse settimane a guarire. Addirittura, in alcuni casi, serve un intervento chirurgico per rimuovere le suture.
  • Morte. Gli interventi in anestesia generale sono associati al rischio di morte. Fortunatamente, si tratta di un'eventualità decisamente remota, resa tale dalle moderni anestetici e dalle innovative apparecchiature di monitoraggio.
    Per rassicurare i padroni di cani, si segnala che è molto più elevata la probabilità che un animale domestico rimanga coinvolto in un incedente stradale che sviluppa una complicanza chirurgica durante un intervento di routine.

Castrazione Gatto e problemi articolari

Se nel cane una castrazione in anticipo rispetto allo sviluppo osseo può compromettere la crescita e causare problemi articolari, nel gatto non sembra esserci tale inconveniente. La ricerca, infatti, ha dimostrato che un intervento prematuro non influisce sulla salute ossea dell'animale e non favorisce nemmeno gli infortuni al legamento crociato (cosa che invece accade nel cane).

Castrazione Gatto e salute delle cartilagini

Alcuni studi hanno ipotizzato che la castrazione nel gatto avesse effetti negativi sulle cartilagini dell'animale. Evidenze più fondate, tuttavia, hanno escluso questa evenienza.

Castrazione Gatto e malattie del tratto urinario

In passato, alcune ricerche hanno avanzato l'ipotesi che la castrazione nel gatto rappresentasse un fattore di rischio per le patologie del tratto urinario.
Tuttavia, approfondimenti successivi hanno dimostrato che non esiste alcuna correlazione tra castrazione e le suddette patologie, nemmeno quando l'intervento avviene in età avanzata.

Risultati

Castrazione nel Gatto: è efficace?

La castrazione nel gatto è un intervento chirurgico dagli effetti permanenti, che annulla la capacità di riproduzione in maniera definitiva.

Si ricordano, inoltre, tutti i vantaggi derivanti dall'eliminazione dei comportamenti pericolosi e fastidiosi dovuti agli impulsi sessuali.

Alternative

Una possibile alternativa alla castrazione nel gatto è la vasectomia. Questo intervento, tuttavia, è sconsigliato, poiché consiste semplicemente nella legatura e resezione dei dotti che trasportano lo sperma, ragion per cui l'animale sperimenta ancora gli impulsi sessuali dovuti alla produzione di testosterone.

Costo

Quanto costa la Castrazione di un Gatto?

Il costo della castrazione di un gatto varia in base al veterinario scelto; a ogni modo, la fascia di prezzo è compresa tra gli 80 e i 120 euro.

Autore

Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza