BAOS, la sindrome brachicefalica ostruttiva nel cane

BAOS, la sindrome brachicefalica ostruttiva nel cane
Ultima modifica 12.03.2024
INDICE
  1. Generalità
  2. Cos'è
  3. Cause
  4. Sintomi e Complicanze
  5. Diagnosi
  6. Terapia
  7. Prognosi

Generalità

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La BAOS, o sindrome brachicefalica ostruttiva delle vie aeree, è un insieme di alterazioni anatomiche e sintomi, che colpisce i cani brachicefali.

Le cause sono da ricercarsi nella pratica di selezione e incrocio artificiali, mirati all'estetica, che hanno modificato il modo innaturale il muso di questi cani: i cani brachicefali, infatti, presentano una sproporzionalità tra le dimensioni delle ossa del muso e i tessuti che rivestono le cavità interne delle vie aeree superiori.

I cani affetti da BAOS hanno difficoltà a respirare; questo ha varie conseguenze, tra cui una scarsa tolleranza per l'esercizio fisico e per il calore eccessivo.

Il trattamento dipende dalla gravità della BAOS. In caso di forme lieve, è sufficiente una terapia conservativa; in caso di forme più grave, per il benessere del cane, serve la chirurgia correttiva.

La BAOS può interessare anche i gatti brachicefali.

Cos'è

La BAOS, anche nota come sindrome brachicefalica ostruttiva delle vie aeree, è un insieme di anomalie anatomiche e sintomi che colpisce i cani brachicefali, cioè i cani che presentano il muso schiacciato a livello del naso.

In realtà, la BAOS può colpire anche i gatti brachicefali, ma nell'immaginario comune, quando si parla di sindrome brachicefalica ostruttiva delle vie aeree, si pensa immediatamente ai cani.

La BAOS è una conseguenza della pratica estrema di incrocio e selezione artificiali, mirata essenzialmente all'estetica a discapito della salute degli animali, che attualmente è meglio conosciuta come maltrattamento genetico.
La BAOS, infatti, altro non è che patologia da conformazione, un tipo di condizione che si osserva in alcune razze con una morfologia particolare e accentuata.

La sindrome brachicefalica ostruttiva delle vie aeree può condizionare in modo profondo la vita del cane, al punto che, nei casi più gravi, può causare la morte anzitempo.

Per approfondire: Maltrattamento Genetico in Cani e Gatti: cos’è e quali sono i rischi?

Quali sono i cani brachicefali?

Attualmente, esistono 24 razze di cani brachicefali.
Di queste, le più famose sono:

  • Carlino;
  • Bulldog francese;
  • Boxer;
  • Mastino;
  • Cavalier King Charles Spaniel;
  • Shih Tzu;
  • Boston Terrier.
Per approfondire: Cani Brachicefali: quali sono e per quali malattie sono a rischio

Cause

A cosa è dovuta la BAOS?

All'origine della BAOS c'è la mancata proporzionalità tra le dimensioni delle ossa e l'estensione dei tessuti che rivestono le vie aeree superiori, in particolare le narici nasali, la bocca, la trachea e la laringe.

Infatti, il processo di selezione artificiale che ha portato allo sviluppo di queste caratteristiche tipiche dei cani brachicefali ha avuto effetto solo sulle ossa, che risultano di dimensioni inferiori, ma non sull'estensione dei tessuti, che è rimasta inalterata; in sostanza, c'è un esubero di tessuto, a fronte di una riduzione delle ossa del muso.

Le conseguenze morfologiche più significative di tutto ciò sono:

  • Narici stenotiche. La parola "stenotiche" deriva da "stenosi", che significa restringimento.
    Nel cane brachicefalo, le narici sono stenotiche a causa di un eccesso di tessuto, che riduce il calibro degli orifizi.
    Le narici sono fondamentali per l'inalazione dell'aria; se sono stenotiche, è facile comprendere come l'inalazione risulti compromessa, riducendo la quota di ossigeno introdotta con gli atti respiratori.
  • Trachea stenotica. Significa che il lume della trachea è ridotto, esattamente per gli stessi motivi delle narici.
    Questa anomalia pregiudica, ovviamente, il passaggio dell'aria, contribuendo a ridurre la quota di ossigeno introdotta con gli atti respiratori.
  • Palato molle allungato. Come detto in precedenza, nei cani brachicefali, solo le dimensioni delle ossa hanno subito una modificazione, non i tessuti. Ecco, allora, che in questi cani, le dimensioni del palato molle corrispondono a quelle di un cane dal muso normale. Da ciò ne consegue che il palato molle oltrepassa quelli che sono i suoi limiti anatomici canonici e giunge fino alla gola.
    Un palato molle allungato ostacola il passaggio dell'aria dalla bocca alla trachea.
  • Turbinati nasali estesi. I turbinati sono escrescenze ossee ricoperte da mucosa respiratoria, la quale aiuta a umidificare e riscaldare l'aria inalata con la respirazione.
    Nei cani brachicefali, i turbinati si estendono oltre i loro confini canonici (come accade per il palato molle sopra descritto), giungendo fino in gola.
    Esattamente come il palato molle allungato, anche i turbinati nasali estesi rappresentano un ostacolo alla normale respirazione.
  • Sacculi laringei estroflessi. I sacculi laringei sono piccole sacche localizzate a livello della laringe.
    Nei cani brachicefali, si assiste a un'estroflessione di questi sacculi o a una loro aspirazione verso le vie aeree, dovuta essenzialmente allo sforzo respiratorio che compiono questi animali in seguito alle alterazioni anatomiche riguardanti narici e trachea.
  • Collasso laringeo. È un effetto a carico della cartilagine laringea, che scaturisce dallo sforzo respiratorio cronico tipico dei cani brachicefali affetti da BAOS.
    Il collasso laringeo pregiudica l'apertura della laringe, peggiorando ulteriormente i sintomi della sindrome.

I cani brachicefali possono presentare tutte o solo alcune di queste alterazioni; chiaramente, un maggior numero di anomalie corrisponde a una forma più severa di BAOS.

Infine, è doveroso precisare che la presenza di brachicefalia non significa per forza che il cane svilupperà la BAOS: per esempio, secondo alcune statistiche, in un campione di 100 Carlini, la metà presenterebbe segni significativi di sindrome brachicefalica ostruttiva delle vie aeree (il 50% è un numero consistente, ma non è la totalità).

Fattori di rischio per la BAOS

Brachicefalia a parte, un altro rilevante fattore di rischio per la BAOS è l'obesità: gli esperti sostengono che il peso in eccesso nei cani brachicefali aumenta del doppio il rischio di sviluppare la sindrome brachicefalica ostruttiva delle vie aeree.

Il sesso non sembra influire: maschi e femmine, infatti, sono colpiti in ugual misura.

Sintomi e Complicanze

Come si manifesta la BAOS nel Cane?

Per via delle anomalie riguardanti le vie aeree superiori (narici e trachea stenotiche ecc.), i cani affetti da BAOS hanno difficoltà a respirare (dispnea); per questi animali, infatti, inalare aria rappresenta uno sforzo.
Nella maggior parte dei casi, la respirazione avviene per bocca, invece che attraverso il naso, questo perché le narici sono spesso stenotiche.
A causa delle difficoltà respiratorie, nei cani con BAOS la saturazione di ossigeno nel sangue tende a essere inferiore ai valori normali.

Oltre alla dispnea, altri sintomi tipici della BAOS sono:

  • Respirazione rumorosa, quando l'animale è sveglio, e russamento, quando l'animale dorme o si sta rilassando;
  • Apnea notturna;
  • Intolleranza all'esercizio. Avendo difficoltà respiratorie, i cani brachicefali si affaticano più facilmente in seguito all'attività fisica.
    In caso di BAOS grave, in seguito all'attività fisica potrebbero anche svenire o collassare;
  • Intolleranza al calore. Nei cani, la termoregolazione avviene tramite respirazione (ansimando), invece che sudando come, per esempio, capita nell'essere umano.
    I cani con un muso normale riescono perfettamente a regolare la temperatura corporea tramite la respirazione, perché lingua, naso ecc. hanno dimensioni tali che permettono lo scambio di calore; i cani brachicefali, invece, hanno una lingua e un naso corti, ragion per cui gli scambi di calore risultano ostacolati.
    Da ciò ne consegue che i cani brachicefali sono più a rischio di colpo di calore;
  • Tosse e/o conati di vomito.

Quando insorge la BAOS nel Cane?

I cani predisposti tendono a sviluppare la BAOS tra il primo e il quarto anno di vita.

Disturbi associati alla BAOS nel Cane

Nel cane, la BAOS si associa spesso ad altre condizioni che possono interessare i polmoni e il tratto gastrointestinale.

Nello specifico, per quanto riguarda i polmoni, il disturbo da segnalare è il collasso bronchiale, una patologia caratterizzata dall'indebolimento dei bronchi e da loro successivo collasso.
Ovviamente, a causa del collasso bronchiale, le capacità respiratorie peggiorano ulteriormente.

Per quanto concerne il tratto gastrointestinale, invece, i disturbi da citare sono il reflusso gastroesofageo (quando il cibo risale dallo stomaco verso l'esofago) e la gastrite cronica (è l'infiammazione della mucosa gastrica).

Complicanze

I cani affetti da forme moderate-gravi di BAOS sono in costante affanno respiratorio, nel tentativo di contrastare la carenza di ossigeno.
Nel lungo periodo, questo sforzo respiratorio ha ripercussioni anche sulla salute del cuore, il quale si trova anch'esso a dover sforzarsi maggiormente per compiere la sua attività.

Inoltre, la BAOS predispone all'obesità; infatti, poiché i cani malati sono intolleranti verso l'attività fisica, tendono a muoversi poco e a essere sedentari.
In questo modo, si crea un circolo vizioso, in quanto, come detto in precedenza, l'obesità peggiora la BAOS.

Diagnosi

Come riconoscere la BAOS?

La BAOS è una condizione che colpisce esclusivamente i cani brachicefali. Quindi, ai fini diagnostici, è doveroso tenere conto innanzitutto della razza del cane.

In secondo luogo, per una diagnosi corretta, è importante un esame obiettivo, durante il quale il veterinario visita l'animale alla ricerca di segni sospetti.

Le narici stenotiche sono un'anomalia rilevabile con un banale esame visivo; per altre anomalie, invece, servono procedure diagnostiche più complesse, che includono anche la sedazione e l'anestesia generale.

Alla luce di ciò, è importante ricordare che, nei cani con difficoltà respiratorie come quelli affetti da BAOS, l'anestesia generale può essere pericolosa; ecco, perché prima di eseguire qualsiasi procedura che la preveda, il veterinario raccomanda l'esecuzione di specifici esami del sangue e di una radiografia del torace, al fine di capire quale rischio si cela dietro l'anestesia.

Infine, rimane da segnalare che, per i veterinari, è prassi accorpare le indagini diagnostiche in anestesia generale agli interventi chirurgici necessari per risolvere le eventuali anomalie riscontrate a carico delle vie aeree superiori; tutto questo è per evitare di sottoporre più volte l'animale all'anestesia.

Terapia

Come si cura la BAOS?

Il trattamento della BAOS varia in funzione della gravità della condizione.

In caso BAOS lieve o che causa sintomi intermittenti, è sufficiente una terapia conservativa fondata su almeno quattro aspetti fondamentali:

  • Controllo del peso corporeo (in quanto, come già detto, l'obesità peggiora la BAOS);
  • Controllo del livello di attività fisica. Non bisogna affaticare il cane;
  • Evitare di esporre il cane ad ambienti caldi o umidi;
  • Evitare situazioni di stress per l'animale;
  • Durante l'estate, tenere il cane in un ambiente climatizzato, fresco.

In caso di BAOS moderata-grave, invece, il piano terapeutico raccomandato comprende uno o più interventi chirurgici, mirati a modificare le anomalie anatomiche che compromettono l'inalazione dell'aria.
Le procedure chirurgiche possibili sono 3:

  • L'allargamento delle narici. Prevede l'eliminazione di una parte di tessuto in eccesso, in modo da migliorare il passaggio dell'aria attraverso la cavità nasali.
  • Il sezionamento del palato molle. Consiste nell'accorciamento del palato molle, in modo che ostacoli meno la respirazione.
  • La rimozione dei sacculi laringei. È indicata quando queste escrescenze ostruiscono la laringe; anche questo intervento serve per migliorare la respirazione.

Esistono anche terapie sintomatiche quali l'ossigenoterapia, per alleviare lo stress respiratorio, e la somministrazione di antinfiammatori non steroidei (FANS), per ridurre l'infiammazione a carico delle vie aeree; tuttavia, occorre sottolineare che si tratta di trattamenti non risolutivi, che non eliminano le alterazioni anatomiche responsabili della BAOS.

Fase post-operatoria

Nel primo periodo post-operatorio, le aree sottoposte a intervento potrebbero gonfiarsi e interferire con la respirazione. Questa possibilità impone un monitoraggio delle condizioni dell'animale.

Quanto successo ha la terapia chirurgica per la BAOS?

La terapia chirurgica per la BAOS è tanto più efficace, quanto più è precoce la sua attuazione.
Le forme moderate-gravi di BAOS, infatti, tendono a peggiorare e/o a causare complicanze (es: sacculi laringei), che si possono limitare e in alcuni casi evitare con un trattamento precoce.

Consigli per la gestione della BAOS

  • Controllare il peso corporeo dell'animale è sempre di supporto alla sua salute. L'obesità, infatti, peggiora qualsiasi forma di BAOS.
  • Per portare a passeggio il cane, bisognerebbe utilizzare una pettorina che non stringa il collo e che non comporti uno strattonamento alla zona del collo; tutto questo serve a non pregiudicare ulteriormente la respirazione.
  • I cani che presentano una forma moderata-grave di BAOS andrebbero sterilizzati, per evitare che, riproducendosi, trasmettano la stessa predisposizione alla cucciolata.

Prognosi

La prognosi dipende da diversi fattori, tra cui:

  • Numero di anomalie presenti;
  • Età del cane al momento della diagnosi e del trattamento.

Studi hanno osservato che i cani con BAOS moderata-grave sottoposti a chirurgia prima dei 2 anni di vita hanno una prognosi migliore dei cani operati in età successive; inoltre, hanno evidenziato che i cani sottoposti alla correzione di soltanto le narici stenotiche e il palato molle allungato hanno una prognosi migliori dei cani che avevano bisogno di interventi per altre anomalie anatomiche.
Infine, riportano anche i cani che hanno sviluppato complicanze in seguito alla BAOS hanno una prognosi peggiore dei cani sottoposti precocemente a chirurgia.

Autore

Dott. Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza