Attacchi di panico nel cane: come si manifestano e cosa fare

Attacchi di panico nel cane: come si manifestano e cosa fare
Ultima modifica 29.11.2023
INDICE
  1. Attacchi di panico nel cane: reazione di paura incontrollata
  2. Sintomi degli attacchi di panico nel cane
  3. Come possiamo aiutare un cane che soffre di attacchi di panico?
  4. Conclusioni

Attacchi di panico nel cane: reazione di paura incontrollata

Anche i cani hanno paura e possono arrivare ad avere veri e propri attacchi di panico. Come per la specie umana, alcune situazioni o relazioni possono creare anche in quella canina uno spostamento dello stato emotivo dalla tranquillità, all'ansia, alla paura fino a sfociare in una incontrollata reazione, senza una apparente grave causa stimolante. Il nostro amico a quattro zampe, proprio come l'uomo, parte da una predisposizione caratteriale verso il mondo e le interazioni con altri cani o con l'essere umano; in aggiunta, il suo bagaglio esperienziale può confermare una reazione di paura esagerata in risposta ad uno stimolo.
La medicina veterinaria comportamentale fa quindi riferimento ad una classificazione e definizione dell'ansia e della paura partendo da quella dell'uomo; gli attacchi di panico in senso stretto possiamo quindi definirli come un periodo preciso di intensa paura o disagio, durante il quale si manifestano improvvisamente sintomi tipici.

Per approfondire: Cane stressato: cause, segnali e cosa fare

Sintomi degli attacchi di panico nel cane

La paura nel cane può quindi trasformarsi proprio in un attacco di panico, durante il quale si manifesta la volontà incontrollabile che la situazione in atto finisca il più in fretta possibile. Le reazioni che più comunemente vediamo possono essere più lievi come deambulazione stereotipata, tremori, tendenza a rimanere in presenza del proprietario o a cercare il suo contatto, oppure diventare più gravi con aumento della frequenza respiratoria e cardiaca, vocalizzazioni eccessive, corse frenetiche, evacuazioni, tentativi di evasioni e salti al di là di barriere ambientali o finestre. Quest'ultime possono diventare quindi situazioni di pericolo per l'animale stesso che, in estrema difficoltà di reazione alla situazione, può mettere a rischio la sua stessa incolumità.


I disturbi di panico vengono inoltre associati a fobie specifiche che vengono classificate come "situazionali", cioè scatenate da situazioni in cui il cane è sottoposto ad attenzione come esposizioni o visite veterinarie; in maniera simile la reazione a stimoli rumorosi, come temporali o lo scoppio di fuochi d'artificio, può portare il cane ad una reazione eccessiva di paura capace di stimolare comportamenti anomali anche se non è presente un reale stimolo minaccioso.


Se nell'uomo le cause sono state ricercate anche su base genetica, nei nostri amici a quattro zampe gli studi non sono ancora del tutto specifici, ma si pensa che un ruolo importante debba essere attribuito a carenze di socializzazione precoce, difficoltà dei meccanismi di adattamento a circostanze specifiche e ripetuta esposizione agli stessi stimoli che invece di provocare una abituazione, aumentano ancor di più la risposta fobica del cane.

Come possiamo aiutare un cane che soffre di attacchi di panico?

La gestione e la terapia di forme di ansia e paura nel cane possono essere molto complesse e necessitano di un'azione combinata tra il veterinario clinico, il veterinario comportamentalista e il proprietario dell'animale. Quest'ultimo gioca infatti un ruolo fondamentale per la riuscita del percorso di disabituazione alla reazione fobica che il cane ha appreso, andando ad essere chiamato a reazioni non avversive nei confronti del cane e a lavorare anche su se stesso per non trasmettere ansia al proprio amico a 4 zampe. In situazioni di stress il cane è infatti un capace lettore delle emozioni del proprio padrone, che se in apprensione può giustificare una reazione di paura all'esperienza in atto.


Il percorso, che può richiedere anche tempi lunghi, è formato da visite specialistiche per comprendere gli stimoli che provocano gli attacchi di panico, la spiegazione del comportamento che si deve avere in risposta e in alcuni casi l'utilizzo di farmaci.
Esempi di azioni che potrebbero essere proposte sono date dalle desensibilizzazioni agli stimoli fobici, all'esposizione controllata e al controllo della fine della situazione con quello che viene definito come rinforzo positivo, dato spesso da un premio.

Conclusioni

La paura è una reazione comune che possiamo osservare nei nostri fidati compagni di vita: questa può però portare a reazioni di varia natura, che possono essere a volte eccessive rispetto allo stimolo che le ha evocate.
Il confronto con il proprio medico veterinario di fiducia deve essere considerato ogni volta che riconosciamo o sospettiamo una reazione di paura che si ripete nel tempo, e che può poi andare a costituire una vera e propria fobia nel nostro cane. Il percorso che andremo ad intraprendere può quindi avere vari approcci, che devono essere calibrati a seconda del caso, ma l'obiettivo comune sarà quello di poter costruire, a piccoli passi, una vita più serena e tranquilla per tutti.

Autore

Ambulatorio Veterinario I PORTICI
Un'equipe di giovani veterinari con diversi interessi che ricoprono i principali campi della medicina veterinaria. Loro sono i medici dell'Ambulatorio Veterinario I Portici di Vinovo