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Quali sono le cause di Alito Cattivo nel Gatto e cosa fare?

Quali sono le cause di Alito Cattivo nel Gatto e cosa fare?
Ultima modifica 31.05.2024
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INDICE
  1. Cosa significa e perché preoccuparsi?
  2. Quali sono le cause?
  3. Quali sono i rimedi?

Cosa significa e perché preoccuparsi?

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2024/05/31/alito-cattivo-nel-gatto-orig.jpeg Shutterstock

L'alito cattivo nel gatto è un sintomo di svariate condizioni che possono interessare il felino di casa, alcune delle quali anche molto serie e preoccupanti.

L'alitosi nel gatto è un disturbo abbastanza frequente. Potrebbe essere temporaneo oppure persistente; specialmente quando è persistente, è buona norma contattare il veterinario di fiducia e affidarsi alle sue indicazioni.

Se un gatto ha male a una zampa, nella maggior parte dei casi soffre di un problema alla zampa stessa; lo stesso vale per l'alito cattivo: la prima cosa da fare è chiedersi se l'animale ha mangiato qualcosa di strano o se la salute dentale è buona; solo se le prime indagini lasciano qualche dubbio, è lecito chiedersi se all'origine dell'alitosi c'è altro.

Questo articolo intende analizzare nei dettagli quali sono le cause di alito cattivo nei gatti, quali altri sintomi potrebbero accompagnare l'alitosi e quali sono i rimedi più comuni contro il cattivo odore dell'alito dei gatti.

Quali sono le cause?

Negli ultimi anni, l'attenzione dei veterinari nei confronti dell'igiene orale dei gatti è aumentata fortemente; le ragioni di ciò sono da individuarsi nella scoperta che la salute del cavo orale del gatto può fornire diverse informazioni utili relativamente a come sta l'animale nel suo insieme.

Se un tempo l'alitosi del gatto era vista solamente come un semplice fastidio, con cui il padrone doveva convivere, oggi rappresenta una manifestazione da tenere in forte considerazione, specialmente se combinata ad altri sintomi sospetti e ad alcuni valori ematici sballati (es: funzionalità renale non ottimale; glicemia alta; ecc.).

Tra le possibili cause di alito cattivo nei gatti, si segnalano:

  • Consumo di cibi particolari;
  • Gengivite;
  • Malattia parodontale;
  • Stomatite;
  • Ulcere orali;
  • Coprofagia e pica;
  • Malattia renale;
  • Diabete;
  • Tumori orali.

Prima di analizzare causa per causa, si segnala che, alle volte, l'alito cattivo nel gatto è dovuto a cause sconosciute.

Cibo consumato abitualmente e tipo di dieta

Il tipo di cibo consumato dal gatto può influenzarne l'odore dell'alito.

Se l'animale non presenta altri sintomi o segni sospetti e se il veterinario ha escluso qualsiasi problematica di salute, è altamente probabile che l'alito cattivo dipenda soltanto dal cibo che il gatto assume d'abitudine.

Tra il cibo umido e il cibo secco, quello che più verosimilmente potrebbe alterare l'odore dell'alito è il primo: il cibo umido, infatti, ha la tendenza ad attaccarsi ai denti dell'animale e interferire con la freschezza dall'alito.

Gengivite

La gengivite è l'infiammazione delle gengive. In genere, è dovuta a una combinazione tra scarsa igiene orale e accumulo di placca batterica nel cosiddetto solco gengivale (è lo spazio tra la superficie del dente e il margine libero della gengiva).

La gengivite è una condizione molto fastidiosa per il gatto, che, oltre a provocare alitosi, causa anche:

  • Arrossamento gengivale;
  • Sanguinamento dalle gengive;
  • Scarso appetito.

Malattia parodontale

La malattia parodontale è una delle principali cause di alito cattivo nei gatti.

Si tratta di una condizione di natura batterica, che si caratterizza dapprima per l'accumulo di placca nel solco gengivale e successivamente per la formazione di tartaro (che corrisponde a placca batterica indurita).

Il tartaro infiamma le gengive; questa infiammazione, assieme all'accumulo della placca nel solco gengivale, produce un progressivo distacco della gengiva e un riassorbimento dell'osso, due processi che, a loro volta, si traducono nella formazione di uno spazio noto come tasca parodontale; la tasca parodontale favorisce l'ulteriore accumulo di tartaro, di peli e altri detriti, che rendono sgradevole l'odore dell'alito.

Stomatite felina

Anche nota come gengivostomatite cronica felina, la stomatite felina è una condizione complessa, dolorosa e frustrante, che si contraddistingue per l'infiammazione generalizzata di gengive, mucose, lingua e/o palato del gatto.

Le cause della stomatite felina sono ancora sconosciute; gli esperti, tuttavia, ritengono che all'origine di questo disturbo contribuisca una risposta immunitaria anomala, esagerata, dei tessuti orali, contro la placca batterica e in generale contro le popolazioni batteriche presenti a livello della bocca.

Oltre all'alito sgradevole, altre manifestazioni tipiche della stomatite felina sono:

  • Dolore alla bocca, specie quando l'animale mangia;
  • Mancanza di appetito (il gatto si rifiuta di mangiare, perché associa il cibo al dolore alla bocca);
  • Mancata cura del pelo;
  • Tendenza a sbavare.

Ulcere orali

Una delle cause più frequenti di ulcere orali nel gatto è l'infezione di Calicivirus, un virus a RNA dei gatti domestici ed esotici che in genere colpisce le vie respiratorie e solo raramente i tessuti della bocca.

Il Calicivirus felino è paragonabile per certi versi ai classici virus del raffreddore umano.

Un gatto con un'infezione da Calicivirus presenta:

  • Starnuti;
  • Congestione nasale;
  • Congiuntivite;
  • Secrezione oculare densa e purulenta;
  • Secrezione nasale densa;
  • Lacrimazione eccessiva.

Come detto, in casi rari, potrebbe manifestare anche ulcere a livello orale, le quali rendono sgradevole l'odore dell'alito dell'animale.

L'infezione da Calicivirus non è l'unica causa di ulcere orali nel gatto; come si vedrà successivamente, anche le patologie renali gravi possono provocare ulcerazioni in bocca.

Coprofagia e pica

Alcuni gatti hanno la tendenza a mangiare le feci di altri gatti o di altri animali; questo comportamento è detto coprofagia.
Chiaramente, il gatto che mangia le feci di altri animali soffre spesso di alitosi.

Ci sono, poi, gatti che tendono a mangiare prodotti non alimentari; quest'altro comportamento è noto, invece, come pica.
Anche la pica può influenzare l'odore dell'alito; in tali circostanze, l'alitosi è dovuta all'incapacità dell'animale di digerire quanto ingerito.

Malattia renale

I reni sono organi deputati a filtrare le sostanze di rifiuto prodotte dall'organismo e a eliminarle.

Quando i reni funzionano male, come per esempio in caso di insufficienza renale, l'organismo coinvolto tende ad accumulare sostanze tossiche nel sangue; queste sostanze sono dette genericamente urea.

L'eccesso di urea nel sangue ha varie conseguenze; una di queste è l'alito cattivo, dall'odore di ammoniaca o urina.

Oltre all'alitosi, altre manifestazioni tipiche di una grave patologia renale sono:

  • Nausea;
  • Sete eccessiva;
  • Minzione frequente;
  • Mancanza di appetito e perdita di peso;
  • Disidratazione;
  • Diarrea;
  • Vomito;
  • Ulcere in bocca;
  • Pelo opaco;
  • Debolezza.

Diabete

Il mancato trattamento del diabete nel gatto può sfociare in alito cattivo, a causa della presenza di chetoni nel sangue.

La formazione dei chetoni è una conseguenza della scomposizione del tessuto adiposo finalizzata a creare energia; non potendo contare su livelli adeguati di insulina, infatti, l'organismo del soggetto diabetico non sa come usare il glucosio per generare energia; pertanto, ricorre ad altre strategie per produrre energia, nella fattispecie attraverso la scomposizione del tessuto adiposo.

Sintomi tipici di diabete nel gatto sono:

  • Perdita di peso;
  • Cambiamenti nell'appetito;
  • Aumento della sete;
  • Aumento della minzione.

Tumori orali

Nel gatto, i tumori orali possono causare alitosi a causa delle infezioni che possono riguardare i tessuti coinvolti o per effetto dei processi di necrosi che possono interessare le mucose coinvolte dalla massa tumorale.

Secondo alcuni studi, nel gatto, uno dei fattori di rischio per i tumori orali è l'uso del collare antipulci.

Quali sono i rimedi?

Per risolvere il problema dell'alito cattivo nel gatto, è fondamentale, innanzitutto, che il veterinario individui la causa del disturbo; per farlo, potrebbe dover sottoporre l'animale a vari esami, tra cui:

  • Esame obiettivo e anamnesi;
  • Esami del sangue;
  • Esame delle urine.

L'individuazione della causa dell'alitosi è indispensabile per il passo successivo: la pianificazione della terapia più adeguata.

Cosa fare in caso di placca e tartaro?

Alla luce del fatto che la presenza di placca batterica e tartaro è una delle cause più comuni di alito cattivo nei gatti, vale la pena analizzare con maggiori dettagli quali sono i rimedi contro questa problematica.

Innanzitutto, può aiutare sottoporre il gatto a periodiche sedute di igiene orale presso il veterinario; quest'ultimo si avvale di apposite strumentazioni, che permettono di rimuovere efficacemente la placca e il tartaro.
Nell'occasione, il veterinario esegue anche un controllo dei denti, valutandone la salute e consigliando, se necessario, l'eventuale estrazione dei denti non più sani.

In secondo luogo, può essere utile lavare di tanto in tanto i denti al gatto, mediante l'utilizzo di un apposito spazzolino e di un dentifricio per gatti; si tratta di una soluzione domestica, che il padrone può attuare quando lo ritiene più opportuno.
Lavare i denti a un gatto non è semplice; bisogna avere pazienza e abituare l'animale con il tempo.

Terzo, si può ricorrere a dolcetti dentali, studiati appositamente per rimuovere la placca e il tartaro quando il gatto li mastica.

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Autore

Dott. Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza