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Alimentazione dei cani anziani: come cambia e a cosa fare attenzione?

Alimentazione dei cani anziani: come cambia e a cosa fare attenzione?
Ultima modifica 14.05.2024
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INDICE
  1. Alimentazione dei cani anziani: perché è importante adeguarla
  2. Quando un cane si considera anziano?
  3. Quali sono le modifiche fisiologiche dell’età avanzata?
  4. Come cambia l'alimentazione del cane anziano?
  5. E' opportuno utilizzare alimenti Senior nel cane anziano?

Alimentazione dei cani anziani: perché è importante adeguarla

I cani, come tutti gli altri organismi viventi, sono soggetti all'avanzare dell'età; da cuccioli diventano adulti e, con il passare degli anni, esattamente come accade alle persone, diventano anziani.
Nel corso della vita le caratteristiche fisiologiche si modificano, cambiano; il carattere e il comportamento tipico di un cucciolo non è quello tipico di un cane adulto, che è ancora diverso da quello di un anziano; le differenze di comportamento, di movimento, di attività riflettono quelli che sono i più importanti cambiamenti fisiologici dell'organismo.
I cambiamenti dell'organismo devono riflettersi, necessariamente, anche in un cambiamento alimentare, poiché l'alimentazione di un cane anziano deve necessariamente rispettare le modifiche fisiologiche dell'organismo; solo adeguando l'alimentazione è possibile "recuperare" le differenze fisiologiche legate all'età che avanza, ed è quindi importante conoscere, e curare, l'alimentazione di un cane anziano.
In questa pagina approfondiremo questo argomento, valuteremo quali sono i cambiamenti più importanti e come supportarli con la dieta; inoltre cercheremo di capire cosa sono gli alimenti "Senior" e se sono davvero fondamentali nella fase più avanzata della vita del cane.

Quando un cane si considera anziano?

Una prima domanda importante da porsi è capire quando un cane può essere considerato anziano. Naturalmente, una risposta sicura non esiste, esattamente come se la domanda fosse proposta per un essere umano: a che età una persona è anziana? Non è semplice da definire.
Si può scegliere una soglia convenzionale, certo, ma il processo di invecchiamento è qualcosa di progressivo, per cui un cane invecchia, man mano, con il passare degli anni.
Alcune fonti hanno provato a stabilire dei limiti: ad esempio, il testo Canine and Feline Nutrition stima un'età in cui considerare i cani pazienti geriatrici in base alla taglia: secondo questa classificazione, un cane di piccola taglia si può considerare anziano a 11 anni e mezzo, un cane di media taglia a 10 anni, un cane di taglia grande a 9 anni e un cane di taglia gigante a 7 anni e mezzo.
Chiaramente non si tratta di una soglia netta, ma di un'indicazione generica; qualora, all'età raggiunta, si inizino a vedere i segni tipici dell'età anziana, che elencheremo tra poco, possiamo iniziare a considerare il nostro cane come anziano.

Quali sono le modifiche fisiologiche dell’età avanzata?

Le modifiche fisiologiche legate all'avanzare dell'età sono di vario tipo; raccogliamo quelle che sono state stabilite dall'associazione FEDIAF, che ha raccolto in un documento i principali cambiamenti fisiologici che possono interessare un cane anziano. Sono i seguenti:

  • Ridotto fabbisogno energetico: legato soprattutto alla crescente difficoltà di movimento, i cani anziani tendono ad avere necessità energetiche inferiori rispetto a quelle che avevano negli anni di vita precedenti. Il fabbisogno ridotto fa sì che, se il cane continuasse a mangiare le stesse dosi di alimenti precedenti, tenderebbe ad ingrassare.
  • Modifiche del tratto digestivo: il tratto digerente tende ad avere un rallentamento nei suoi movimenti, che possono portare alla presenza di stitichezza. Inoltre un cane anziano può perdere in parte la capacità olfattiva o gustativa, e potrebbe avere meno interesse per il cibo se non ne viene migliorato il sapore. Ci sono poi delle modifiche nella flora batterica intestinale, che potrebbero richiedere un cambio alimentare.
  • I cambiamenti endocrini possono portare a modifiche di metabolismo nel cane anziano; e non si parla solamente di patologie, ma anche di piccole modifiche che richiedono, tuttavia, un adeguamento alimentare.
  • I muscoli tendono ad atrofizzare e nel cane anziano c'è una tendenza ad una riduzione delle cellule muscolari che si manifesta sia nel loro numero che anche nella forza di contrazione; questo porta anche alla perdita della massa magra.
  • Inoltre, anche la capacità rigenerativa delle articolazioni viene progressivamente persa, causando difficoltà di movimento (che riporta poi al ridotto fabbisogno energetico di cui abbiamo accennato).
  • Infine, nell'età anziana il sistema immunitario tende ad indebolirsi e il cane tende ad essere maggiormente soggetto a patologie, sia di natura infettiva e infiammatoria, sia di natura degenerativa (insufficienza renale, artrosi); non è detto che queste patologie si presentino, ma occorre fare attenzione al fatto che si tratta di patologie conseguenti, nella maggior parte dei casi, all'avanzare dell'età.
Per approfondire: Patologie del cane anziano

Come cambia l'alimentazione del cane anziano?

Per rispondere a questa domanda occorre fare una distinzione importante tra cani anziani sani e cani anziani malati. In generale, di seguito valuteremo le modifiche da effettuare nei cani anziani sani perché in caso di patologie, siano anche esse le patologie tipiche del cane anziano, le necessità alimentari cambiano e quindi le indicazioni seguenti potrebbero non essere corrette.
In linea di massima, le principali differenze alimentari che caratterizzano un cane anziano rispetto all'adulto sono le seguenti:

  • Le proteine dietetiche devono essere aumentate. Ci sono due motivi alla base: il primo è quello di minimizzare gli effetti di un ridotto assorbimento di proteine tipico del cane anziano, mentre il secondo è quello di contrastare la perdita della massa muscolare indotta dall'età. Spesso si pensa che le proteine vadano ridotte in un cane anziano, ma non è così: la riduzione si fa solamente se il cane ha anche patologie che richiedono restrizione proteica, come le insufficienze renali od epatiche. Ma in assenza di queste patologie, non c'è motivo di ridurre le proteine dietetiche.
  • I grassi, al contrario, devono essere ridotti in un'ottica di una più ampia riduzione dell'apporto calorico. Ridurre i grassi nella dieta di un cane anziano permette di accumulare meno tessuto adiposo e, così facendo, si riesce ad evitare ingrassamenti che potrebbero causare anche problemi articolari.
  • Anche i carboidrati dovrebbero essere ridotti, sempre perché si tratta di nutrienti che predispongono all'ingrassamento; ridurre i grassi e i carboidrati previene gli aumenti di peso e permette di aumentare le proteine che, come abbiamo visto, è invece opportuno aumentare.
  • Si consiglia anche di aumentare la fibra, soprattutto per contrastare la riduzione del movimento intestinale; una maggior quantità di fibra, in particolare di fibra insolubile, permette di stimolare maggiormente la peristalsi intestinale e così facendo si riesce a supportare l'intestino nel corretto transito alimentare al suo interno.
  • Riguardo alle vitamine e ai minerali non ci sono invece indicazioni specifiche nel cane anziano; tuttavia va considerata una tendenza ad assorbire questi elementi in quantità minore e, di conseguenza, potrebbe essere necessario aumentare i dosaggi, anche se per questo è opportuna una valutazione sul singolo cane.
  • Per quanto riguarda, infine, l'acqua, non ci sono particolari differenze con quanto indicato per gli altri cani; l'acqua dovrebbe essere sempre lasciata a disposizione del cane, che possa bere secondo le proprie necessità.

 

E' opportuno utilizzare alimenti Senior nel cane anziano?

Molto spesso si pensa che quando un cane inizia ad essere anziano sia più opportuno passare, per la sua alimentazione, ad un prodotto "Senior" tra i tanti disponibili in commercio.
In realtà, questo non è vero, soprattutto perché non esiste alcuna definizione o standardizzazione del prodotto Senior. Infatti, secondo la normativa sui prodotti mangimistici (Reg. CE 767/09) e le più specifiche linee guida nutrizionali europee redatte dall'associazione FEDIAF, esistono solamente tre tipologie di alimenti, che variano per componenti nutrizionali minimi legalmente necessari nei prodotti per cani: i prodotti per cuccioli (fino a 4 mesi), gravidanza e lattazione, i prodotti per cuccioli (4-12 mesi) e i prodotti per adulti: non ci sono indicazioni specifiche per i prodotti Senior.


Questo significa che i Senior, legalmente, sono in realtà una sotto-categoria di alimenti Adult; e non esistendo prescrizioni precise fornite dalla normativa, le singole aziende che producono Senior possono, o meno, seguire le indicazioni delle linee guida nutrizionali che abbiamo riassunto nel paragrafo precedente. Infatti, per poter etichettare un prodotto come "Senior" è necessario seguire anche solo alcune, o solo una, delle indicazioni consigliate.
Per questo motivo, è sconsigliato scegliere per il proprio cane anziano un prodotto Senior solo in quanto Senior: intanto perché non tutti gli anziani hanno le stesse modifiche fisiologiche, e poi perché i Senior sono tutti diversi in ragione delle necessità aziendali del produttore.
Il consiglio è quindi sempre quello, nel caso dell'alimentazione del cane anziano, di chiedere consiglio al proprio veterinario, e scegliere di conseguenza l'alimentazione migliore per il cane: che sia Senior o sia un normale alimento Adult, andrà stabilito in base alle necessità del cane, e non in base ad un'indicazione fornita dall'azienda in etichetta.

Fonti

  • FEDIAF Scientific Advisory Board Statement Nutrition of senior dogs, Fediaf, 2017
  • Case et al., Canine and Feline Nutrition, Elsevier, 1995
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Autore

Dott. Valerio Guiggi

Dott. Valerio Guiggi

Veterinario
Sono un Medico Veterinario, Specialista in Ispezione degli Alimenti, Master in Fitoterapia Veterinaria. Nella mia attività professionale mi occupo di sicurezza e qualità alimentare, di Fitoterapia Veterinaria e di nutrizione e alimentazione del cane e del gatto, offrendo ai proprietari servizi di consulenza alimentare e nutrizionale e formulazione di diete casalinghe personalizzate, collaborando con studi e ambulatori veterinari in Toscana. Sono relatore di seminari relativi alla nutrizione per cani e alla nutrizione per gatti per SIANA, ANFI, ANMVI, Unisvet, rivolte a Medici Veterinari e a professionisti del settore animale. Sono docente nella Scuola di Nutrizione Sistemica Veterinaria, corso avanzato di nutrizione rivolto a medici veterinari. Mi occupo di divulgazione scientifica tramite il presente sito web e tramite un canale YouTube personale, Valerio Guiggi – Veterinario Specialista. Sono autore dei libri "Carne per Cani e Gatti" e "I Gusti del Cane e del Gatto", dedicati all'approfondimento dei diversi aspetti dell'alimentazione animale.