Food

Alimentare un animale selvatico. Perché non farlo?

Alimentare un animale selvatico. Perché non farlo?
Ultima modifica 05.03.2024
CONDIVIDI:
INDICE
  1. Alimentare un animale selvatico. Si può fare?
  2. Aumento di animali selvatici in ambienti urbani
  3. Perdita dell'istinto di ricerca del cibo
  4. Biodiversità
  5. Zoonosi
  6. Divieti
  7. Alimenti dannosi

Alimentare un animale selvatico. Si può fare?

Ho dato un pezzo di pane ad un animale selvatico, ho fatto bene? Posso dare da mangiare ad un cervo al mercato? Dare cibo ad un animale selvatico può sembrare un gesto amorevole e ricco di gentilezza, ma ci sono diversi motivi per cui questo comportamento non è tra i più corretti. Questa abitudine può avere conseguenze anche importanti sull'ambiente, sulla diffusione di malattie, e sul rapporto tra uomo e animale.

Aumento di animali selvatici in ambienti urbani

Chi rifiuterebbe un pasto semplice e gratuito? Come ci si può aspettare, se un animale selvatico capisce che può ottenere facilmente cibo dall'uomo, il suo comportamento nei confronti degli esseri umani potrebbe cambiare e diventare più confidente. Se a una prima analisi questo può sembrare positivo, bisogna considerare tutte le possibili conseguenze di un aumento di animali selvatici in ambienti urbani.

Basti pensare che gli animali non conoscono le complicate regole del traffico urbano: è facile quindi immaginarsi una situazione in cui il crescente numero di animali che transitano per le strade possa provocare incidenti e scontri tra automobili, anche di entità importante. Ad esempio, un capriolo spaventato che si trova in città può correre a velocità notevoli, e l'impatto con vetture, strutture o persone può generare danni considerevoli.


Inoltre, siamo sicuri che tutti apprezzino la presenza di animali selvatici? Sebbene il contatto con la fauna sia affascinante e molto appagante per gli appassionati, non è detto che lo sia per tutti. Se un animale diventasse troppo confidente nei confronti dell'uomo, potrebbe avvicinarsi senza paura agli esseri umani, anche ai meno amanti degli animali. Purtroppo, non è raro che questi animali subiscano poi episodi di violenza, anche grave, da parte di persone che non ne gradiscono la visita. La troppa confidenza verso l'uomo può quindi mettere l'animale in grave pericolo.

Perdita dell'istinto di ricerca del cibo

La disponibilità di cibo offerto dall'essere umano potrebbe fare diminuire, nel tempo, l'istinto e le capacità di ricerca del cibo da parte degli animali. Una situazione del genere può aumentare la sedentarietà di alcune specie, interrompendo la normale esplorazione del territorio e, in alcuni casi, addirittura la migrazione.


Questo potrebbe sembrare positivo, perché si risparmia una "fatica" all'animale. Tuttavia, i discendenti di tali animali potrebbero perdere del tutto l'istinto di ricerca del cibo, e non essere più in grado di trovare attivamente gli alimenti adatti per la loro dieta, provocando seri problemi di salute come obesità e insufficienza epatica o renale.

Per approfondire: Soccorso uccelli selvatici: come comportarsi

Biodiversità

Se una specie animale si trovasse ad essere favorita dall'alimentazione data dall'uomo, questo potrebbe avere conseguenze negative su altre specie. Ad esempio, una specie più confidente potrebbe avere più facilmente accesso al cibo rispetto ad animali più schivi, e potrebbe espandersi sul territorio a scapito di altre specie animali, che si troverebbero in difficoltà e costretti a spostarsi in nuovi territori. Un meccanismo simile è alla base dell'espansione dello scoiattolo grigio rispetto allo scoiattolo rosso. In altre parole, l'accesso ad alimenti forniti dall'uomo può avere effetti negativi sulla biodiversità.

Zoonosi

Le zoonosi sono malattie che possono essere trasmesse direttamente o indirettamente tra gli animali e l'uomo. Alcune zoonosi hanno avuto un interesse storico e hanno causato danni a livello mondiale: basti pensare all'influenza aviaria e alle conseguenze del coronavirus.

Queste malattie sono state soggette al cosiddetto "spillover", ovvero il salto di specie dall'animale all'uomo. Come sappiamo, le conseguenze possono essere anche gravi, e il contatto diretto e ravvicinato con gli animali selvatici può facilitare l'insorgenza di questi fenomeni. Esistono anche altre zoonosi che possono essere trasmesse facilmente e causare patologie importanti: ne sono esempi la salmonellosi, l'echinococcosi e la toxoplasmosi. Il contatto con gli animali selvatici non è sempre dannoso, ma è bene tenere conto della possibile trasmissione di alcune patologie.


Allo stesso modo, una presenza aumentata di animali selvatici in città o in ambienti abitati crea anche maggiori possibilità che questi vengano in contatto con gli animali domestici. Anche se un animale può sembrare apparentemente sano, non è detto che non sia un portatore asintomatico di una malattia infettiva. Questa può essere poi trasmessa agli animali domestici, potenzialmente più suscettibili rispetto ai selvatici, provocando lo sviluppo di patologie.

Per approfondire: Malattie trasmesse tra uomo e animali domestici: le più frequenti

Divieti

A parte i motivi sopra elencati, che sono alla base del buon senso nel rapporto con gli animali selvatici, ci sono alcune situazioni in cui alimentare gli animali selvatici è vietato dalla legge. Ad esempio, il foraggiamento dei cinghiali è considerato un reato e può essere soggetto a sanzioni anche importanti.

Alimenti dannosi

Se anche avessimo le migliori intenzioni e non ci fossero ulteriori pericoli o divieti, bisogna ricordarsi che la dieta degli animali è specifica, e alcuni alimenti possono essere dannosi e causare intossicazioni acute, con gravi ripercussioni. In alcuni casi, il danno può non essere visibile immediatamente ma manifestarsi dopo lungo tempo, ad esempio in caso di danno renale o epatico cronico.
Per tutti questi motivi, è bene che l'alimentazione degli animali selvatici sia gestita dagli animali stessi o, in alcuni casi, da personale esperto presso Centri di Recupero per Animali Selvatici (CRAS) o altri centri autorizzati. Ogni Regione o territorio ha un CRAS di pertinenza. In caso di dubbio, quindi, si consiglia di contattare uno di questi centri: gli operatori sapranno darvi le indicazioni migliori per gestire ogni specifica situazione.

CONDIVIDI:

Autore

Dott. Matteo Serpieri

Dott. Matteo Serpieri

Medico Veterinario
Medico Veterinario, collaboratore presso il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell'Università di Torino, Italia. Si occupa principalmente di animali non convenzionali e selvatici, e di anestesiologia veterinaria. Nel tempo libero, musicista e autore di musical.