Ai gatti piacciono gli esseri umani?

Ai gatti piacciono gli esseri umani?
Ultima modifica 06.12.2023
INDICE
  1. Ai gatti piacciono davvero gli esseri umani?
  2. I gatti amano gli umani o no?
  3. Cosa pensano i gatti degli esseri umani?
  4. Come i gatti vedono gli umani?
  5. Perché i gatti preferiscono alcune persone?
  6. Chi ama i gatti che carattere ha?
  7. Amare i gatti: psicologia
  8. Chi ama i gatti e più intelligente?
  9. Differenza tra chi ama i gatti e chi i cani
  10. Come si chiama chi ama i gatti?
  11. Amore gatto: frasi
  12. Persone che non amano i gatti

Ai gatti piacciono davvero gli esseri umani?

Nonostante vengano spesso dipinti come animali solitari che amano esclusivamente la compagnia di se stessi e dei loro odori, i gatti sono animali sociali: in natura raramente i gatti vivono isolati, piuttosto formano dei gruppi più o meno grandi che ruotano attorno a una "regina" e ai suoi cuccioli. I gatti domestici in questo senso non hanno molta scelta: ma sono felici di vivere con noi umani? La scienza sembra sostenere che sì, ai gatti piacciono gli esseri umani (con le dovute eccezioni), talmente tanto che possono provare emozioni un tempo attribuite solo ai cani, come l'ansia da separazione.

Ma prima di scoprire come ci vedono i gatti e quali sono i tratti distintivi dei cat lovers, non dimenticate di iscrivervi al nostro canale Whatsapp, per essere sempre informati su salute e benessere, anche dei nostri amici pets.

I gatti amano gli umani o no?

Secondo uno studio pubblicato su Current Biology nel 2019, ai gatti piacciono gli esseri umani, e molto. Come è stato dimostrato nel corso di un esperimento che ha coinvolto decine di gatti insieme ai loro padroni, non soltanto i gatti provano un sentimento di attaccamento per i loro umani di riferimento, ma sono capaci di sperimentare sensazioni come l'ansia da separazione.

Secondo un altro studio, il 79% dei gatti mostra dei meccanismi di riferimento sociale, cerca cioè riconoscimento emotivo e approvazione da parte del padrone, in maniera simile a come fanno i bambini piccoli con la mamma. I gatti sanno riconoscere la voce dell'umano di riferimento anche a distanza, possono imparare a fidarsi delle persone e mostrare segni di gelosia nei confronti di un umano.

La scienza non ha ancora fornito la prova definitiva che ai gatti piacciono gli esseri umani, ma le ultime ricerche sembrano indicare che i gatti amano le persone tanto quanto i cani, anche se il loro essere molto territoriali li porta spesso a preferire platealmente un membro o l'altro della famiglia.

Cosa pensano i gatti degli esseri umani?

Nonostante la mente dei gatti sia ancora un grande mistero, la scienza ha iniziato a rispondere ad alcune domande cruciali: sembra sempre più chiaro che ai gatti piacciono gli esseri umani, ma come ci vedono? Qual è il ruolo che rivestiamo nella mente del gatto di casa?

Inutile girarci intorno: la funzione di banco del cibo ha il suo peso nel rapporto con Micio. C'è però molto altro: i gatti, se sono abituati sin da piccolissimi alla convivenza con le persone, ci vedono come dei partner sociali affidabili e da cui trarre benefici, non solo materiali.

I gatti sono in grado di riconoscere le nostre espressioni e sono sensibili ai nostri cambi d'umore, sanno riconoscere il loro nome quando li chiamiamo e possono formare un legame davvero molto forte con la loro persona di riferimento.

D'altro canto, l'istinto più originario dei piccoli felini non può che suggerirgli di vederci come dei grandi predatori da cui tenersi alla lontana: in questo senso, la differenza tra un gatto selvatico (o rinselvatichito) e un gatto nato in casa può essere abissale.

Come i gatti vedono gli umani?

Anche se spesso ci guardano dritti negli occhi, è improbabile che i gatti riescano a vedere in maniera nitida la forma del nostro viso: la loro vista è piuttosto sfocata anche a brevi distanze, quindi si ipotizza che ci percepiscano come un insieme di fattori, che vanno dagli odori alla postura.

È molto probabile che i gatti di casa non conoscano a perfezione il nostro viso, ma ciò non toglie che possano vederci come punti di riferimento, partner insostituibili e addirittura "surrogati" di mamma gatta, come avviene quando impastano sulle nostre gambe.

Diversi ricercatori concordano sul fatto che i gatti ci considerino come dei loro simili: alla loro vista, dovremmo apparire come dei grossi, goffi e lenti gattoni un po' scoordinati. Ma ci vogliono bene comunque.

Perché i gatti preferiscono alcune persone?

  • segnali chimici (odore);
  • genere: stando ai vari esperimenti, sembra tendano a preferire le attenzioni femminili;
  • esperienza;
  • pura e semplice affinità.

Ai gatti piacciono gli esseri umani, ma hanno le loro preferenze: è una questione di odore, genere, esperienze vissute assieme e, a quanto pare, c'entra anche una certa "affinità caratteriale".

Un famoso studio dell'Università di Vienna del 2010 ha analizzato il comportamento di 40 coppie gatto-umano per capire quali fattori influenzassero la relazione tra i due. Chi convive con un gatto non sarà stupito di saperlo: i risultati dello studio dimostrano che le complesse strutture relazionali del rapporto uomo-gatto sono le stesse che si trovano nei rapporti tra esseri umani.

"I gatti amichevoli ed estroversi hanno maggiori probabilità di sperimentare relazioni profonde e ad alta interazione con i loro umani", si legge nello studio, mentre quelli meno propensi alla socialità possono eleggere un partner elettivo. Il temperamento del gatto influenza molto il nostro rapporto con lui, ma è altrettanto vero il contrario: un micio può sviluppare più attaccamento a una certa persona anche per una questione di semplice affinità.

Chi ama i gatti che carattere ha?

  • sensibile;
  • creativo;
  • timido;
  • introverso;
  • cervellotico;
  • individualista;
  • curioso;
  • poco incline alla competizione;
  • suscettibile ad ansia e stress.

Il fatto che esistano tratti della personalità che possano condurre ad amare i gatti è stato oggetto di diversi studi, che hanno individuato alcune caratteristiche dei cat lover mettendole a confronto con quelle delle persone che amano i cani. Chi ama i cani risulta essere più gradevole ed estroverso, mentre gli amanti dei gatti tendono a essere più solitari e anticonformisti, ma anche curiosi e molto creativi.

Amare i gatti: psicologia

Gli amanti dei gatti, secondo uno studio dell'Università di Austin che analizza le differenze tra le personalità di chi ama i cani e di chi preferisce i gatti, mostrano punteggi più alti per quanto riguarda i tratti della personalità nevrotica: sono più inclini a sviluppare stati d'ansia e tensione. Ma sono anche più sensibili, creativi e portati al ragionamento astratto.

La natura indipendente dei gatti si riflette nella scarsa inclinazione alla competizione e nella maggiore apertura verso nuove esperienze, ma lo stile di vita dei felini di casa si sposa perfettamente con caratteri introversi, che preferiscono restare in casa davanti al camino con Micio sulle gambe piuttosto che uscire a socializzare al parco con un cane saltellante al seguito.

Chi ama i gatti e più intelligente?

Un altro studio ha deciso di indagare una leggenda metropolitana che circola ormai da tempo: le persone che amano i gatti sono più intelligenti di quelle che preferiscono i cani? Ebbene, in un certo senso è così. Secondo i risultati dell'esperimento, condotto nel 2017 da psicologi dell'Università della Florida, della Carroll University e della Marquette University, i cat lover mostrano punteggi più alti nei test di ragionamento e di intelligenza generale, e si dimostrano migliori anche nel ragionamento astratto.

Secondo i ricercatori, questa tendenza può essere facilmente spiegata con una maggiore creatività, che nelle persone amanti dei gatti è più spiccata.

Differenza tra chi ama i gatti e chi i cani

Le cat person sono molto diverse dalle dog person: in base a diversi studi, chi ama i cani risulta più estroverso, gradevole e coscienzioso rispetto a chi preferisce la compagnia dei gatti. Gli amanti dei gatti sono più sensibili e creativi, e ottengono punteggi più alti nei test di intelligenza, ma nel lavoro di squadra non reggono il confronto con gli amanti dei cani, più competitivi e socievoli.

Gli appassionati di gatti tendono ad essere più solitari e tendenti a sviluppare forme d'ansia, mentre gli amanti dei cani sono attenti alle regole e poco inclini ad accettare i cambiamenti.

Come si chiama chi ama i gatti?

Nel vocabolario italiano non esiste un termine che definisca le persone amanti dei gatti. A volte ci si riferisce agli amanti dei gatti come "gattari", altre volte come "ailurofili". In realtà, nessuno di questi termini è corretto: mentre il termine "gattaro" indica una persona che accudisce i gatti randagi, la parola "ailurofilia" non è neanche citata nella maggior parte dei dizionari italiani. In ogni caso, si riferisce a un termine che trova uso essenzialmente in ambito medico, associata ad una patologia nota come la "Sindrome dell'Arca di Noè".

Amore gatto: frasi

  • Ai gatti riesce senza fatica ciò che resta negato all'uomo: attraversare la vita senza fare rumore (Ernest Hemingway);
  • La città dei gatti e la città degli uomini coesistono una dentro l'altra, ma non sono la stessa città (Italo Calvino);
  • Amo nel gatto l'indifferenza suprema e la signorilità con la quale si trasferisce dai salotti alle grondaie (François-René de Chateaubriand);
  • I gatti sono l'immagine vivente dei Lari e dei Penati. Somigliano agli dei, amano le carezze e non le restituiscono mai (Erodoto);
  • Anche il più piccolo dei felini, il gatto, è un capolavoro (Leonardo da Vinci);
  • Credo che i gatti siano spiriti venuti sulla terra. Un gatto, ne sono convinto, può camminare su una nuvola (Jules Verne);
  • L'uomo è civile nella misura in cui sa comprendere il gatto (Jean Cocteau);
  • Il gatto non offre servigi. Il gatto offre sé stesso. Naturalmente vuole cura e un tetto. Non si compra l'amore con niente (William Burroughs).

Persone che non amano i gatti

Ai gatti piacciono gli esseri umani, ma non sempre sono ricambiati. Anche se può sembrare incredibile, esistono persone che hanno il terrore dei piccoli felini, magari perché traumatizzate dal conflitto con un gatto durante l'infanzia oppure perché associano inconsapevolmente l'animale al soprannaturale.

Poi ci sono le persone che detestano i gatti, e in questo caso il risentimento può derivare dalle più svariate ragioni: in fin dei conti stiamo parlando di un predatore capace di infliggere gravi danni alla fauna locale, di ridurre legno e tessuti in carta straccia e di difendersi in maniera violenta quando è arrabbiato o spaventato. Una brutta esperienza con un gatto può capitare a tutti. Alcuni non perdonano.